{"id":42058,"date":"2018-05-19T09:30:56","date_gmt":"2018-05-19T07:30:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42058"},"modified":"2018-05-19T01:41:12","modified_gmt":"2018-05-18T23:41:12","slug":"liberarsi-dalla-servitu-volontaria-nazionale-ed-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42058","title":{"rendered":"Liberarsi dalla servit\u00f9 volontaria nazionale ed europea"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ITALIA E IL MONDO (Luigi Longo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Servit\u00f9-630x280.jpg\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Liberarsi dalla servit\u00f9 volontaria nazionale ed europea<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Luigi Longo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione prioritaria sia nazionale sia europea \u00e8 quella <em>dell\u2019uscita<\/em> dalla servit\u00f9 volontaria nei confronti degli Stati Uniti. Una <em>servit\u00f9<\/em> che dura da oltre settant\u2019anni, cio\u00e8 da quando gli Stati Uniti, dopo il secondo conflitto mondiale, sono diventati potenza egemone del mondo Occidentale debellando definitivamente la potenza mondiale inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che sulla servit\u00f9 le riflessioni che faceva Etienne de La Bo\u00e9tie nel 1546-1550 (periodo in cui fu scritto il <em>Discorso sulla servit\u00f9 volontaria<\/em>), di &lt;&lt; [\u2026] capire, se \u00e8 possibile, come questa ostinata volont\u00e0 di servire si sia radicata cos\u00ec profondamente da far credere che lo stesso amore della libert\u00e0 non sia poi cos\u00ec naturale &gt;&gt; che &lt;&lt; Gli uomini nati sotto il giogo, poi nutriti e allevati nell\u2019asservimento, sono paghi, senza guardare pi\u00f9 lontano, di vivere cos\u00ec come sono nati e non pensano affatto di avere altri beni e altri diritti che non siano quelli che hanno trovato: prendono come stato di natura il proprio stato di nascita &gt;&gt; che &lt;&lt; I teatri, i giochi, le farse, gli spettacoli, i gladiatori, gli animali esotici, le medaglie, i quadri e altre droghe di questo genere erano per i popoli antichi l\u2019esca della servit\u00f9, il prezzo della libert\u00e0 perduta, gli strumenti della tirannide &gt;&gt;, siano di grande <em>attualit\u00e0<\/em> (1). Lo stesso Karl Marx, oltre tre secoli dopo, analizzando il nascente modo di produzione capitalistico, osservava che &lt;&lt; [\u2026] Non basta che le condizioni di lavoro si presentino come capitale a un polo e che all\u2019altro polo si presentino uomini che non hanno altro da vendere che la propria forza lavoro. E non basta neppure costringere questi uomini a vendersi volontariamente. <em>Man mano che la produzione capitalistica procede, si sviluppa una classe operaia che per educazione, tradizione, abitudine, riconosce come leggi naturali ovvie le esigenze di quel modo di produzione<\/em> (corsivo mio) [\u2026] &gt;&gt; (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, in fase multicentrica, la configurazione di potenze in grado di poter sfidare l\u2019egemonia mondiale degli USA, divenuta tale dopo l\u2019implosione della ex URSS, pone la questione della <em>sovranit\u00e0 nazionale e della ri-fondazione di una Europa delle nazioni sovrane<\/em> come condizione per svolgere un ruolo di confronto storico, sociale e culturale tra il mondo Occidentale e quello Orientale. Ricordo che l\u2019attuale Europa \u00e8 figlia del progetto ideato, pensato e attuato dagli agenti strategici statunitensi, imposto con il consenso e con la forza attraverso il Piano Marshall (1947-1948) e la NATO (1949), ed \u00e9 modellata sull\u2019idea della societ\u00e0 statunitense in cui \u00a0il concetto di democrazia non rientra tra i valori fondanti il legame sociale: \u00e8 la democrazia <em>di chi detiene<\/em> il potere e il dominio, i quali sono sempre espressione della interconnessione tra il sistema legale e il sistema illegale storicamente dati. Il <em>Chi detiene<\/em> il potere e il dominio va visto nella accezione marxiana di funzioni e ruoli nei rapporti sociali di una societ\u00e0 data.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 Europa delle nazioni sovrane pu\u00f2 avere un ruolo nel confronto tra Occidente e Oriente basato su relazioni di reciproco rispetto, dignit\u00e0 e benessere delle popolazioni e non su relazioni di potere e di dominio, per dirla con Federico Chabod, &lt;&lt; Rispetto e indipendenza di ogni nazionalit\u00e0: il <em>limite<\/em> razionale del diritto di ciascuna nazionalit\u00e0 \u00e8 costituito da altre nazionalit\u00e0; il principio di nazionalit\u00e0 &lt;&lt; non pu\u00f2 significare che la eguale inviolabilit\u00e0 e protezione di tutte &gt;&gt; e la formula dev\u2019essere questa &lt;&lt; <em>coesistenza ed accordo delle Nazionalit\u00e0 libere di tutti i popoli<\/em> &gt;&gt; &gt;&gt; (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa, inoltre, deve agevolare quelle potenze mondiali che sono per un mondo multicentrico (in questa fase Russia e Cina) e deve contrastare la potenza egemone degli Stati Uniti (in fase di <em>inizio<\/em> declino) che per loro natura storica e sociale sono inclini al dominio unilaterale delle relazioni mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi in Europa non ci sono nazioni che esprimono avanguardie, \u00e9lites, agenti strategici (non c\u2019\u00e8 nessuno spettro che si aggira per l\u2019Europa, ahinoi!) in grado di pensare e attuare un progetto di sovranit\u00e0 nazionale ed europea. Abbiamo nazioni in piena servit\u00f9 statunitense, <em>sbandate<\/em> dal conflitto interno agli agenti strategici degli Stati Uniti, con diverso livello gerarchico nella scala della servit\u00f9 (Germania, Francia, Italia), che <em>stupidamente<\/em> stanno rompendo le relazioni con l\u2019Oriente (Russia e Cina soprattutto) e seguono le strategie degli USA per il dominio mondiale senza <em>accorgersi<\/em> del vento storico che sta <em>cambiando<\/em> in direzione dell\u2019Oriente. Non confondiamo le relazioni economiche (la sfera economica) delle nazioni europee che si svolgono con la Russia e la Cina con quelle politiche (la sfera politica), queste ultime, espressione di blocchi di dominio in equilibrio dinamico, sono in mano agli agenti strategici servili alle strategie statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo per esempio l\u2019Italia in questo dopo elezione del 4 marzo scorso. Un Presidente della Repubblica, eletto da un <em>parlamento fuorilegge<\/em> decretato da uno dei contropoteri [il <em>Mattarellum<\/em> \u00e8 stato abrogato dal <em>Porcellum<\/em> dichiarato incostituzionale dalla Consulta, uno dei cui membri era Sergio Mattarella! E poi blaterano della separazione dei poteri e dei contropoteri (Sic!)], si erge a tutore del potere dei sub-dominati europei e del dominio dei pre-dominati statunitensi <em>condannando<\/em>, mettendosi fuori dalla Costituzione (art.87), l\u2019Italia ad una storica servit\u00f9 con un livello di sviluppo economico, culturale e sociale degradante (la servit\u00f9 tedesca e francese hanno un livello pi\u00f9 elevato di sviluppo), altro che &lt;&lt; [\u2026] La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione &gt;&gt; (art.1). E poi basta con questa teoria dei contropoteri, bisogna parlare di strumenti istituzionali, di luoghi istituzionali, di istituzioni di coordinamento dei poteri per imporre e gestire la propria egemonia. Preciso che coordinamento non significa separazione dei poteri che \u00e8 una <em>illusione storica,<\/em> come ha dimostrato Louis Althusser rileggendo Montesquieu attraverso Charles Eisenmann (teorico del diritto) &lt;&lt; [\u2026] in realt\u00e0 Montesquieu non aveva parlato affatto di <em>separazione<\/em>, bens\u00ec di <em>combinazione<\/em>, di <em>fusione<\/em> e di <em>collegamento<\/em> di poteri [\u2026] &gt;&gt; (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo non voglio dire che la<em> Lega<\/em> e il <em>Movimento 5 Stelle<\/em> hanno un progetto di sovranit\u00e0 italiana (<em>non ci sono le condizioni oggettive e soggettive<\/em>) a partire dal quale tessere relazioni internazionali capaci di uscire dalla servit\u00f9 statunitense e di creare relazioni con le potenze mondiali e regionali orientali affinch\u00e9 venga neutralizzata la fase policentrica che significa guerra mondiale (<em>forse l\u2019ultima<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettiamo sulle modalit\u00e0 spaziali e temporali del tentativo di formare un governo, qui non c\u2019entra n\u00e9 la tattica n\u00e9 la strategia perch\u00e9 <em>manca<\/em> una idea, un piano di sviluppo della Nazione, n\u00e9 si pu\u00f2 pensare che <em>il Contratto per il governo del cambiamento<\/em> (sic) della <em>Lega <\/em>e del <em>Movimento 5 Stelle<\/em> sia un programma di strategia per la sovranit\u00e0 nazionale e la ri-fondazione di una Europa sovrana: \u00e9 un programma basato sul <em>potere per il potere<\/em>. Siamo seri, smettiamola di essere i <em>buffoni della vita<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure basta poco per dare<em> reali<\/em> segnali di cambiamento sia pure <em>sistemico<\/em>: per esempio, perch\u00e9 non inserire nel <em>Contratto per il governo del cambiamento<\/em> della <em>Lega <\/em>e del<em> Movimento 5 Stelle<\/em> l\u2019abolizione delle leggi che hanno recepito <em>illegalmente<\/em>, <em>perch\u00e9 in contrasto con la Costituzione<\/em>, il patto di bilancio europeo (fiscal compact), il pareggio di bilancio, la riduzione del debito pubblico,<em> basi<\/em> di politiche economiche e sociali devastanti per lo sviluppo italiano e soprattutto per la maggioranza della popolazione? Ah, dimenticavo: nel 2012 la legge del pareggio di bilancio in Costituzione \u00e8 stata votata all\u2019unanimit\u00e0 alla Camera e da quasi tutte le forze politiche al Senato (compresi i giochi di astensione)!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sveliamo la mistificante corrispondenza tra forma e sostanza nel diritto (inteso come forma di organizzazione dei rapporti sociali), l\u2019ipocrisia dei contropoteri come equilibrio per garantire <em>la libert\u00e0 e la democrazia<\/em> (sic) nella societ\u00e0 cosiddetta capitalistica e lavoriamo a costruire una<em> nuova<\/em> forza politica, un moderno principe sessuato gramsciano, che ci faccia uscire dalla servit\u00f9 volontaria e spazzare via questo pattume politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo questo breve scritto con una lunga riflessione significativa di Mario Vegetti sul senso della storia &lt;&lt; [\u2026] Porsi dal punto di vista del presente significa dunque rifiutare sia una storia come archivio del potere, sia una storia come favola del progresso certo e immancabile. Ma significa rifiutare anche un altro e pi\u00f9 sottile modo di sclerotizzare la storia, di sottrarla all\u2019esercizio della riflessione critica per riconsegnarla alla tradizione di cui si \u00e8 detto: mi riferisco al mito della &lt;&lt;obiettivit\u00e0&gt;&gt;. Una storia obbiettiva sarebbe quella in cui lo storico rinuncia a porsi qualsiasi domanda sul <em>senso<\/em> degli eventi, a proporne qualsiasi valutazione critica: i fatti sono quelli che sono, vanno ricostruiti, insegnati e appresi come tali. Ma <em>questa<\/em> obbiettivit\u00e0 non significa altro che porsi dal punto di vista del passato: subire passivamente il modo con cui il passato ha prodotto la propria storia, l\u2019ha interpreta e ce l\u2019ha tramandata; significa cio\u00e8 leggere la storia con gli occhi del potere che l\u2019ha voluta e di chi per suo conto l\u2019ha raccontata. Questa obbiettivit\u00e0 vuol dire accettare sulla storia dell\u2019Egitto il punto di vista degli scribi del Faraone, o sulla schiavit\u00f9 il parere dei proprietari degli schiavi. L\u2019unica obbiettivit\u00e0 possibile nella storia, che non sia acquiescenza alle memorie del potere, consiste invece nell\u2019interrogarla secondo le domande e i problemi reali del presente. Questo non significa ovviamente rinunciare al rigore necessario per formulare le risposte a quelle domande; esse non possono che venire da uno studio critico dei documenti, delle fonti, delle interpretazioni complessive, in un arco che va dall\u2019archeologia fino ai testi letterari antichi. Scrivere, per il presente, una storia priva di questo rigore equivarrebbe a consegnare a chi deve intraprendere un viaggio una mappa forse pi\u00f9 gradevole, ma falsa. Il rigore \u00e8 necessario, dunque; ma \u00e8 altrettanto necessario non rinunciare \u2013 in nome di una falsa obbiettivit\u00e0 \u2013 a pensare criticamente, e a far pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale storia si pu\u00f2 scrivere, dunque, muovendo da questo punto di vista? Una storia che chiarisca, ad esempio, gli effetti della rivoluzione agricola, alla fine del Neolitico, sulla condizione della donna, e che consenta quindi di comprendere le origi lontane di un problema che \u00e8 nostro. Una storia, ancora, che indaghi la genesi dei sistemi di dominio e di sfruttamento di una classe sull\u2019altra, mostrando l\u2019intreccio che si stabilisce fra le forme del potere, i modi di produzione, il sapere scientifico e tecnologico, le istituzioni culturali, religiose ed educative. Una storia, infine, che si interroghi sulla posizione che nelle formazioni sociali occupano gli &lt;&lt;altri&gt;&gt; \u2013 gli schiavi, le donne, i giovani, i popoli marginali -, non per occultare la realt\u00e0 del dominio e dell\u2019oppressione ma per mostrare chi di questa realt\u00e0 &lt;&lt;paga le spese&gt;&gt;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le risposte, queste, che la storia pu\u00f2 dare alle <em>Domande di un lettore operaio<\/em> della famosa poesia di Bertolt Brecht:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&lt;&lt; Tebe dalle sette porte, chi la costru\u00ec? Ci sono i nomi dei re, dentro i libri. Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra? Babilonia, distrutta tante volte, chi altrettante la riedific\u00f2? In quali case, di Lima lucente d\u2019oro abitavano i costruttori? Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia, i muratori? Roma la grande \u00e8 iena di trionfo. Su chi trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favolosa Atlantide la notte che il mare li inghiott\u00ec, affogavano urlando aiuto ai loro schiavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane Alessandro conquist\u00f2 l\u2019India. Da solo? Cesare sconfisse i Galli. Non aveva con s\u00e9 nemmeno un cuoco?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vittoria in ogni pagina. Chi cucin\u00f2 la cena della vittoria? Ogni dieci anni un grande uomo. Chi ne pag\u00f2 le spese? Quante vicende tante domande&gt;&gt; (trad. F. Fortini, ed Einaudi) &gt;&gt; (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Etienne de La Bo\u00e8tie<em>, Discorso sulla servit\u00f9 volontaria, <\/em>Piccola biblioteca della felicit\u00e0<em>, <\/em>Milano, 2007<em>, <\/em>pp. 35, 49, 77.<\/li>\n<li>Karl Marx, <em>Il Capitale. Critica dell\u2019Economia politica<\/em>, Einaudi Torino, 1975, libro primo, pag. 907.<\/li>\n<li>Federico Chabod, <em>L\u2019idea di nazione<\/em>, a cura di, Armando Saitta ed Ernesto Sestan, Editori Laterza, Bari, 1967, pag.82.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4.Louis Althusser, <em>Montesquieu. La politica e la storia<\/em>, Savelli editore, Roma, 1974, pag 94.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Mario Vegetti, <em>Storia delle societ\u00e0 antiche. La parabola dei nuovi imperi: da Alessandro a Roma<\/em>, Zanichelli, Bologna 1977, pp.XIV-XV.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/05\/18\/liberarsi-dalla-servitu-volontaria-nazionale-ed-europea-di-luigi-longo\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/05\/18\/liberarsi-dalla-servitu-volontaria-nazionale-ed-europea-di-luigi-longo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Luigi Longo) &nbsp; Liberarsi dalla servit\u00f9 volontaria nazionale ed europea di Luigi Longo La questione prioritaria sia nazionale sia europea \u00e8 quella dell\u2019uscita dalla servit\u00f9 volontaria nei confronti degli Stati Uniti. Una servit\u00f9 che dura da oltre settant\u2019anni, cio\u00e8 da quando gli Stati Uniti, dopo il secondo conflitto mondiale, sono diventati potenza egemone del mondo Occidentale debellando definitivamente la potenza mondiale inglese. 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