{"id":42071,"date":"2018-05-20T09:57:59","date_gmt":"2018-05-20T07:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42071"},"modified":"2018-05-20T01:07:05","modified_gmt":"2018-05-19T23:07:05","slug":"questa-nostra-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42071","title":{"rendered":"Questa nostra Repubblica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PONTE (Piero Calamandrei, introduzione di Marcello Rossi)<\/strong><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"http:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=%2Ffiles%2F2016%2F06%2FFrecce-Tricolori-Alba-Adriatica.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Repubblica italiana\" width=\"950\" height=\"580\" \/>di Piero Calamandrei<\/em><\/p>\n<p class=\"textjustify\"><em>Ripubblichiamo questo scritto di Calamandrei \u2013 il suo ultimo articolo apparso sul \u00abPonte\u00bb (n. 10, ottobre 1956) \u2013 che presenta motivi di grande interesse per leggere la realt\u00e0 attuale.\u00a0<\/em>In primis<em>\u00a0le caratteristiche della nostra repubblica parlamentare che si differenzia \u2013 e in meglio \u2013 da una repubblica presidenziale in quanto si fonda su una Costituzione rigida e programmatica. Programmatica perch\u00e9 contiene \u00abun vero e proprio programma di trasformazione sociale della societ\u00e0, i cui capisaldi sono quelli del diritto al lavoro, della effettiva partecipazione dei lavoratori al governo, del diritto al salario\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>A garanzia di questo programma c\u2019\u00e8 il presidente della Repubblica che non \u00e8 un re, che pu\u00f2 fare e disfare i governi a suo piacimento, ma \u00abha il potere di garantire la continuit\u00e0 costituzionale\u00bb ricordando ai governi \u00abl\u2019indirizzo programmatico\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Questo per dire che, secondo me, il presidente non pu\u00f2 fare un \u00abgoverno del presidente\u00bb, n\u00e9, come si \u00e8 detto da pi\u00f9 parti con una punta di compiacimento, un \u00abgoverno neutrale\u00bb, n\u00e9 un \u00abgoverno di garanzia\u00bb. Il governo deve essere espressione della volont\u00e0 popolare che i risultati elettorali hanno messo in evidenza. Rispettando questo principio, il presidente della Repubblica \u00e8 il rappresentante del potere del popolo e attua \u00abl\u2019impegno preso dal popolo nella Costituzione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p class=\"textjustify\"><span id=\"more-2852\"><\/span><br \/>\n<em>Se la mia interpretazione ha un senso, allora devo derivarne che il \u00abgoverno del presidente\u00bb sarebbe stato un<\/em>vulnus<em>\u00a0alla Costituzione. D\u2019altronde cosa sarebbe accaduto se questo governo fosse stato sfiduciato dal parlamento? La sfiducia sarebbe immediatamente ricaduta sul presidente stesso. Ma un presidente della Repubblica pu\u00f2 essere sfiduciato? Pu\u00f2, secondo l\u2019articolo 90 della Costituzione, essere messo in stato di accusa dal parlamento per \u00abattentato alla Costituzione\u00bb, ma sfiduciato per la formazione di un governo no. Da qui derivo che il presidente della Repubblica non pu\u00f2 dare corso a un \u00abgoverno del presidente\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 allora Mattarella, che di Costituzione \u00e8 senz\u2019altro molto esperto, si \u00e8 avventurato in un\u2019ipotesi del genere che, per sua fortuna, \u00e8 poi caduta nel nulla? Azzardo una risposta: l\u2019Unione europea e gli Stati Uniti gli hanno fatto presente che non gradivano un governo composto da forze politiche che da una parte erano contrarie all\u2019attuale Europa della finanza e dall\u2019altra avevano espresso giudizi positivi su Putin e Marine Le Pen. A questo \u201crichiamo\u201d internazionale il presidente ha provato a rispondere con questo tentativo di un \u00abgoverno del presidente\u00bb, nuovo rispetto a tutta quanta la tradizione repubblicana di formazione dei governi, ma fondamentalmente maldestro.<\/em><br \/>\n<em>Non \u00e8 andato in porto per sua e nostra fortuna perch\u00e9 avremmo rischiato una crisi di sistema difficilmente superabile. E questo tuttavia non ci garantisce \u2013 date le forze in campo \u2013 che il governo politico che sta per nascere realizzer\u00e0, almeno per grandi linee, quella trasformazione sociale che la Costituzione rigida e programmatica impone. Mala tempora currunt.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\">Marcello Rossi<\/p>\n<p class=\"textjustify\">In Francia ogni tanto si sente riaffiorare, di fronte alla instabilit\u00e0 dei governi, l\u2019idea della Repubblica presidenziale come una salvezza: e v\u2019\u00e8, non soltanto da destra, chi auspica una riforma costituzionale in tal senso<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/05\/14\/questa-nostra-repubblica\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Da noi viceversa ogni tanto lo spettro della Repubblica presidenziale viene agitato come un pericolo da chi rimane attaccato alla tradizionale onnipotenza del Parlamento, canone della repubblica parlamentare. In realt\u00e0, in materia costituzionale pi\u00fa che in ogni altra materia\u00a0<em>omnis definitio periculosa<\/em>: quando si \u00e8 detto che in Italia abbiamo una repubblica parlamentare, non si \u00e8 detto nulla di preciso: ogni Costituzione \u00e8 un\u00a0<em>unicum<\/em>, e nella cornice delle formule generali, ci\u00f2 che conta sono le norme specifiche, intese nel proprio clima storico da cui non possono essere avulse.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Indubbiamente la nostra \u00e8 una Repubblica parlamentare, in cui il capo del governo \u00e8 distinto dal capo dello Stato, e non pu\u00f2 governare senza la fiducia del Parlamento. Ma forse ancora i cittadini italiani, e i partiti, non hanno valutato a pieno che cosa voglia dire, e quali essenziali novit\u00e0 abbia introdotto nei vecchi schemi del sistema parlamentare l\u2019avere una Costituzione, come dicono i costituzionalisti,\u00a0<em>rigida e programmatica. Rigidezza\u00a0<\/em>della Costituzione (cio\u00e8 immutabilit\u00e0 di essa con leggi ordinarie) vuol dire che \u00e8 venuta meno la onnipotenza del Parlamento nel legiferare: il Parlamento (a meno che si aduni in Costituente) non \u00e8 pi\u00f9 libero di fare le leggi che crede. Il vecchio detto che il Parlamento pu\u00f2 tutto meno che cambiare l\u2019uomo in donna non \u00e8 pi\u00fa vero: il Parlamento pu\u00f2 tutto meno che fare leggi in contrasto colla Costituzione. Questo per\u00f2 significa non solo limitazione del potere legislativo nel fare leggi in contrasto colla Costituzione, ma limitazione anche dei poteri del governo, il quale non pu\u00f2 proporre leggi in contrasto colla Costituzione: vi \u00e8 dunque nell\u2019indirizzo politico del governo una prima limitazione negativa, che gli deriva dai limiti posti dalla Costituzione: il governo non pu\u00f2 proporre una legge che neghi la libert\u00e0 di stampa, la uguaglianza di tutte le opinioni politiche: [stabilendo cos\u00ec] una discriminazione di partiti; se la propone, il Parlamento non pu\u00f2 approvarla; se l\u2019approva, la legge \u00e8 inefficace.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Ma altre caratteristiche tipiche derivano dal fatto che la nostra Costituzione \u00e8 programmatica, cio\u00e8 contenente un vero e proprio programma di trasformazione sociale della societ\u00e0, i cui capisaldi sono quelli del diritto al lavoro, della effettiva partecipazione dei lavoratori al governo, del diritto al salario. Questo programma \u00e8 un proposito di riforme: il governo deve seguire l\u2019indirizzo politico che porta a queste riforme. Vi \u00e8 dunque una doppia serie [di vincoli]: non pu\u00f2 fare contro la Costituzione; deve fare secondo la Costituzione: deve legiferare e governare.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">A garanzia di queste limitazioni ci sono due organi: la Corte costituzionale, che ha il potere di annullare le leggi contrarie; il presidente che ha il potere di garantire la continuit\u00e0 costituzionale: in tre modi: rifiutandosi di firmare i progetti di legge, rimandando le leggi contrarie, rifiutandosi di promulgarle. Ha inoltre il potere positivo di ricordare ai governi l\u2019indirizzo programmatico: e di sciogliere le Camere se il governo si allontanasse da questo programma. Non \u00e8 irresponsabile come il re: \u00e8 responsabile per attentati alla Costituzione. Per questo deve vigilare a che l\u2019indirizzo politico del governo non sia contrario [alla Costituzione.]<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Questa \u00e8 la nostra Costituzione: la quale non \u00e8 la traduzione in lingua repubblicana dello Statuto albertino, dove il re regna ma non governa. Il re era un potere diverso: ma il presidente della repubblica emana dal popolo: e quindi \u00e8 lui il rappresentante di questo potere del popolo di ricordare agli altri organi l\u2019impegno preso dal popolo nella Costituzione.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">In questo congegno vi \u00e8 una garanzia giuridica di continuit\u00e0 di direttive politiche che non vi \u00e8 in altre costituzioni: un governo che volesse sottrarsi al programma di riforme sociali andrebbe contro la Costituzione, che \u00e8 garanzia non solo che non si torner\u00e0 indietro, ma si ander\u00e0 avanti. Chi si vuol fermare \u00e8 contrario alla Costituzione.<\/p>\n<p class=\"textjustify\">Questo pu\u00f2 dispiacere a qualcuno che vorrebbe restar fermo. Ma questa \u00e8 la Costituzione:\u00a0<em>hoc iure utimur<\/em>. Questo \u00e8 il programma su cui i partiti democratici possono trovarsi d\u2019accordo: questo \u00e8 lo [spirito?] secondo il quale la speranza che anim\u00f2 i caduti della Resistenza si \u00e8 tradotta in dovere politico.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"textjustify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/05\/14\/questa-nostra-repubblica\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup><\/sup>\u00a0\u00c8 questo l\u2019ultimo articolo di Piero Calamandrei [\u2026]. Mancava soltanto degli ultimi ritocchi che l\u2019Autore era solito dare alla prima stesura dei propri scritti. Per il messaggio che a esso \u00e8 affidato e per la circostanza in cui fu composto, ci sembra che esso acquisti quasi un valore simbolico; e come tale lo affidiamo alla meditazione e all\u2019affetto dei lettori. Nel testo son racchiuse tra parentesi quadre le aggiunte che abbiamo creduto opportuno inserire qua e l\u00e0, per rendere ancor pi\u00fa intelligibile un discorso che del resto \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 chiarissimo (<em>ndr<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/05\/14\/questa-nostra-repubblica\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/05\/14\/questa-nostra-repubblica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Piero Calamandrei, introduzione di Marcello Rossi) di Piero Calamandrei Ripubblichiamo questo scritto di Calamandrei \u2013 il suo ultimo articolo apparso sul \u00abPonte\u00bb (n. 10, ottobre 1956) \u2013 che presenta motivi di grande interesse per leggere la realt\u00e0 attuale.\u00a0In primis\u00a0le caratteristiche della nostra repubblica parlamentare che si differenzia \u2013 e in meglio \u2013 da una repubblica presidenziale in quanto si fonda su una Costituzione rigida e programmatica. 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