{"id":42198,"date":"2018-05-26T00:05:19","date_gmt":"2018-05-25T22:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42198"},"modified":"2018-05-24T00:22:56","modified_gmt":"2018-05-23T22:22:56","slug":"occorrono-una-nuova-classe-politica-e-nuovi-partiti-popolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42198","title":{"rendered":"Occorrono una nuova classe politica e nuovi partiti popolari"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">I governi che, da almeno venti anni, sono espressione del partito unico delle due coalizioni liberiste ed eurounioniste, infatti, proseguono con una politica depressiva volta all\u2019ostinata e assurda difesa dell\u2019euro e con esso dell\u2019Unione europea.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La moneta unica, utilizzata da Paesi con strutture produttive, tassi di inflazione e di interesse disomogenei, unita alla libera circolazione dei capitali, ha favorito il formarsi di squilibri commerciali che, allo scatenarsi della crisi, prima finanziaria e poi economica, si sono potuti fronteggiare soltanto tramite lo strumento residuale rimasto in capo ai governi, ovvero quello delle cosiddette riforme del mercato del lavoro, visti i crescenti vincoli alla politica fiscale sanciti a partire dal Trattato di Maastricht e cristallizzati con la riforma dell\u2019articolo 81 della Costituzione, che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio strutturale nel nostro ordinamento. Tali riforme hanno portato ad una progressiva compressione dei diritti dei lavoratori, con il fine di ridurre il loro salario reale, lasciando che i Paesi dell\u2019area euro competessero tra loro riducendo la domanda interna. Si \u00e8 cos\u00ec innescata una crisi ancora pi\u00f9 profonda e durevole nei Paesi dell\u2019area periferica, data l\u2019impossibilit\u00e0, all\u2019interno dell\u2019Unione europea, di adottare efficaci misure di politica economica e stante l\u2019assoluta refrattariet\u00e0 dei Paesi dell\u2019area centrale a sostenere la domanda e la crescita dei salari. La politica deflazionistica ha conseguentemente colpito ampi settori e categorie di piccoli professionisti, imprenditori e artigiani, che vivono di domanda interna.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il sistema disfunzionale, derivante dai Trattati europei e dalle misure imposte dall\u2019Unione, promuove, quindi, la crescente disuguaglianza sociale, priva lo Stato italiano della possibilit\u00e0 di programmare una propria ed autonoma politica economica ed industriale, lo spinge a perseguire continue dismissioni di patrimonio e servizi pubblici e a praticare politiche fiscali restrittive, quando ci sarebbe disperato bisogno di massicci investimenti pubblici per condurre stabilmente il Paese fuori dalla lunga crisi.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019effetto combinato degli aumenti delle imposte in modo regressivo, dei tagli alla spesa pubblica, con conseguente riduzione, o maggiore costo, dei servizi essenziali, delle privatizzazioni e delle misure volte ad aumentare l\u2019insicurezza sociale dei lavoratori, non ha prodotto un sistema economico pi\u00f9 competitivo, bens\u00ec ha promosso il trasferimento di ricchezza dai ceti bassi e medi a quelli pi\u00f9 alti e favorito, data anche l\u2019impossibilit\u00e0 del controllo dei movimenti dei capitali, l\u2019acquisizione estera delle imprese e delle risorse nazionali da parte degli investitori stranieri.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ulteriore minaccia deriva dai trattati di libero scambio dell\u2019Unione europea con Paesi terzi, che vanno ad esporre a forte concorrenza estera le imprese agricole ed interi settori produttivi nazionali, gi\u00e0 fortemente danneggiati dalle regole europee, producendo ulteriore disoccupazione oltre ad un peggioramento degli standard qualitativi dei prodotti commerciabili.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La terribile crisi economica, ormai stabile e strutturale, palesa una profonda crisi politica e la quasi totale perdita della democrazia. La burocrazia tecnocratica europea, anonima, sconosciuta, mai eletta, ha espropriato gli Stati e i Popoli del potere di disciplinare i loro sistemi economici e li ha costretti a subire, nel totale disprezzo della volont\u00e0 popolare, la concorrenza tra imprese e gestori dei grandi capitali internazionali.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il Parlamento italiano, che non pu\u00f2, nemmeno all\u2019unanimit\u00e0, emanare le leggi ordinarie indispensabili per sottrarci alla crisi in corso, perch\u00e9 su di esse e sulle norme costituzionali prevale di fatto il diritto europeo, esprime icasticamente la paralisi della democrazia politica. In ragione di questa prevalenza, la quale sta ad indicare che il grande capitale ha espropriato il potere del Popolo di disciplinare la propria vita economica, anche la Costituzione della Repubblica italiana \u00e8, da almeno due decenni, totalmente disapplicata dai governi e dal Parlamento nelle sue norme pi\u00f9 programmaticamente avanzate, volte a disciplinare i rapporti economici (artt. 35-47).<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il contrasto insanabile tra la disciplina costituzionale e i principi cardine dell\u2019Unione europea impone una scelta di campo senza cedimenti o adattamenti. A fronte di questa crisi economica e politica i sovranisti italiani riconfermano l\u2019esigenza e l\u2019ineluttabilit\u00e0 della riconquista della piena sovranit\u00e0 nazionale e popolare, per ricollocare, anche di fatto, la Costituzione al vertice del nostro ordinamento e a guida del Popolo nella disciplina dei rapporti economici.<span id=\"more-4687\"><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo nobile obiettivo comporta un vitale e indispensabile atto di recesso dai Trattati europei, previsto dal diritto internazionale e dagli stessi Trattati, il quale, nelle more di una trattativa di sganciamento che esporr\u00e0 l\u2019Italia ai ricatti dei \u201cmercati\u201d, dovr\u00e0 di necessit\u00e0 essere anticipato da provvedimenti d\u2019urgenza che saranno di rottura dell\u2019ordine giuridico dell\u2019Unione europea. Le simultanee misure di natura monetaria e finanziaria e i successivi provvedimenti, utili e necessari per salvaguardare la coesione sociale e territoriale, ricostruiranno un\u2019economia sociale e popolare, improntata alla giustizia sociale, fondata sull\u2019obiettivo della piena occupazione e conforme ai principi costituzionali.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019esito fatale di oltre venti anni di apertura ai mercati globali e di cancellazione dei confini nazionali, ha preso forma in governi di occupazione o di commissariamento, puntellati da un\u2019infame e infida classe dominante di centrodestra e di centrosinistra, che esegue politiche economiche depressive \u201cper conto esteri\u201d.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Una scellerata classe politica, culturalmente succube degli Stati Uniti d\u2019America, ha accettato servilmente un modello antropologico illuminato e rafforzato dalle direttive economiche e politiche dell\u2019Unione europea, ossessivamente riformando, ma in realt\u00e0 stravolgendo e talvolta interamente abrogando, molteplici settori nevralgici dell\u2019ordinamento giuridico italiano. I politici italiani, deresponsabilizzati dalla pseudocultura individualistica e sovranazionale, scollegati dalla comunit\u00e0 di provenienza, indifferenti se non addirittura ostili, hanno scelto la fellonia di tutelare gli interessi di potentati economici stranieri.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Nessuna delle formazioni politiche di governo della Seconda Repubblica, totalmente prone agli organismi sovranazionali della finanza e delle multinazionali, esprime un\u2019autentica posizione sovranista.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><span lang=\"it-IT\">Si\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">impone pertanto\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">l\u2019esigenza<\/span>\u00a0<span lang=\"it-IT\">di<\/span>\u00a0<span lang=\"it-IT\">una nuova classe politica espressa dalle avanguardie del Popolo e che nel Popolo ritrovi la fonte originaria di legittimit\u00e0 del potere, immedesimata nella Nazione, compenetrata dal senso dello Stato e del bene comune, mossa dall\u2019amor di Patria, formata e selezionata democraticamente da nuovi partiti popolari, responsabile, preparata e disposta al sacrificio richiesto dal compito storico di guida, di rappresentanza politica e di direzione dello Stato.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>[dall'&#8221;Atto Costitutivo&#8221; del Fronte Sovranista Italiano, 5 giugno 2016]<\/em><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/frontesovranista.it\/atto-costitutivo-e-statuto-del-fronte-sovranista-italiano\/\">frontesovranista.it<\/a><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I governi che, da almeno venti anni, sono espressione del partito unico delle due coalizioni liberiste ed eurounioniste, infatti, proseguono con una politica depressiva volta all\u2019ostinata e assurda difesa dell\u2019euro e con esso dell\u2019Unione europea. 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