{"id":42271,"date":"2018-05-29T08:00:03","date_gmt":"2018-05-29T06:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42271"},"modified":"2018-05-28T11:12:06","modified_gmt":"2018-05-28T09:12:06","slug":"mattarella-in-stato-daccusa-non-dichiamo-fesserie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42271","title":{"rendered":"Mattarella in stato d\u2019accusa? Non dichiamo fesserie"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<div class=\"_5pbx userContent _3576\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mattarella in stato d\u2019accusa? Non diciamo fesserie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell\u2019esito della crisi con le dimissioni di Conte diremo meglio prossimamente. Ora ci tocca affrontare il tema pi\u00f9 urgente: mettere Mattarella in stato d\u2019accusa o no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dalla questione di merito: il Presidente (art. 90 della Costituzione) pu\u00f2 essere messo in stato d\u2019accusa solo per due reati: alto tradimento ed attentato alla Costituzione (per intenderci: colpo di Stato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escluso il reato di alto tradimento, che non c\u2019entra nulla, prendiamo in considerazione quello di attentato alla Costituzione, per il quale andrebbe preso in considerazione il precedente della richiesta di messa in Stato d\u2019accusa del Presidente Cossiga da parte dell\u2019allora Pds. In quella occasione, il Pds sostenne che l\u2019attentato alla Costituzione si sarebbe configurato per alcuni atti del Presidente che, alterando i rapporti di potere fra gli organi costituzionali (la questione riguardava i rapporti con la magistratura) avrebbe stravolto l\u2019ordinamento costituzionale anticipando una sorta di regime presidenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, nel nostro caso, il Presidente avrebbe prevaricato il Presidente del Consiglio e la maggioranza parlamentare che lo sosteneva, impedendo la formazione del governo. Che fondamento ha questa tesi? Da un punto di vista formale, nullo direi: il Presidente non ha impedito la formazione del governo, ma solo rifiutato una delle proposte del Presidente del Consiglio chiedendo un altro nome al ministero dell\u2019economia, ma \u00e8 stato il Presidente del Consiglio a non fare questo nome e rinunciare all\u2019incarico. Quindi il fatto lamentato non sussiste: se Conte avesse proposto un altro nome, il governo si sarebbe formato. Pertanto, il Capo dello Stato ha solo esercitato il potere di scelta dei ministri esplicitamente previsto dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma abbandoniamo il piano puramente formale per passare a quello sostanziale. E\u2019 abbastanza evidente (e dichiarato dallo stesso Mattarella) che l\u2019opposizione a Savona non aveva a che fare con le caratteristiche della persona ma con le sue posizioni in materia di ordinamento monetario, evidentemente condivise dalla maggioranza parlamentare. Qui si potrebbe intravedere una invasione di campo sui poteri del governo, dato che la definizione degli indirizzi di politica monetaria ed anche l\u2019eventuale revisione dei relativi trattati in materia spetta al governo ed il Presidente deve astenersi da entrare nel merito salvo che eventuali decisioni ledano principi costituzionali come la tutela del risparmio (cosa che, per\u00f2, il Presidente potrebbe fare rifiutando la firma all\u2019eventuale rimandandolo alle Camere, mentre \u00e8 discutibile che lo faccia preventivamente, sulla base delle convinzioni espresse dal candidato ministro in sede scientifica e non di ufficio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui siamo molto sul limite estremo della linea d\u2019ombra fra lecito ed illecito, un reciproco processo alle intenzioni per cui il Presidente rifiuta la nomina di un ministro perch\u00e9 pensa che il ministro darebbe il via ad una operazione di sganciamento dell\u2019Italia dall\u2019Euro e la maggioranza parlamentare pensa che neghi la nomina per impedire surrettiziamente la formazione di un governo che esprima una linea politica sgradita. Ma, come si sa, un processo alle intenzioni non si pu\u00f2 fare. Certo la definizione dell\u2019indirizzo politico spetta a Governo e Parlamento, mentre il Presidente ha poteri di indirizzo costituzionale ma non politico proprio per la sua funzione arbitrale, dunque se c\u2019\u00e8 una maggioranza determinata dal voto popolare, il Presidente deve prenderne atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, Mattarella, dal canto suo, correttamente fa notare che la questione dell\u2019appartenenza dell\u2019Italia all\u2019Euro non \u00e8 stata materia di dibattito elettorale e che, se la Lega lasciva trasparire \u2013pur senza dirlo esplicitamente- una sua disponibilit\u00e0 a recedere dall\u2019Euro, questa non era la posizione della coalizione di centro destra di cui era parte e con la quale ha vinto nei collegi uninominali del nord. Quanto al M5s, la precedente posizione ostile alla moneta comune era stata largamente ritrattata e sostituita da una nuova posizione ben pi\u00f9 favorevole all\u2019Europa ed alla sua moneta. Dunque \u00e8 quantomeno discutibile che ci sia stato un mandato popolare ad operare in questa direzione.<br \/>\nPertanto anche sotto il profilo sostanziale l\u2019accusa appare assai fragile e quasi inconsistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il Parlamento \u00e8 un giudice politico e le disquisizioni giuridiche valgono assai poco: in passato nessun Presidente venne deferito all\u2019Alta Corte (e qualcuno lo avrebbe meritato) sulla base di calcoli politici, oggi potrebbe deferire Mattarella sulla base degli stessi calcoli. Servono 477 voti, M5s e Lega ne hanno 518 e potrebbe aggregarsi anche Fratelli d\u2019Italia, quindi i voti per deferire Mattarella ci sono. Si ma politicamente \u00e8 fattibile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo c\u2019\u00e8 un contrasto fra la richiesta di messa in stato d\u2019accusa e quella di immediate nuove elezioni: la procedura sulla messa in stato d\u2019accusa prevede che la proposta venga formalizzata, che quindi i Presidenti dei due rami del Parlamento nominino una commissione straordinaria di parlamentari incaricati di un esame preliminare e che, superato questo giudizio, si porti la questione alla seduta comune del Parlamento che decide a voto segreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; prevedibile (anche sulla base delle esperienze precedenti) che l\u2019esame preliminare richieda qualche mese, poi ci vorrebbe altro tempo per la convocazione del Parlamento in seduta comune, quindi per il dibattito e il voto. Tutto sommato, almeno tre-quattro mesi durante i quali lo scioglimento non potrebbe essere deciso, anche perch\u00e9, ai contrari basterebbe fare ostruzionismo per arrivare alla data delle elezioni e far decadere la proposta di messa in stato d\u2019accusa. Quindi occorrerebbe attendere la fine di questi ciclo ed il deferimento all\u2019Alta Corte per procedere allo scioglimento delle camere, il che avverrebbe non prima del nuovo anno, e, nel frattempo, che governo si fa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro la sovrapposizione delle due procedure (scioglimento anticipato e messa in stato d\u2019accusa) creerebbe almeno due problemi di ordine costituzionale: in primo luogo si stabilirebbe un precedente molto pericoloso per il quale il Presidente che ha in corso una procedura accusatoria pu\u00f2 sciogliere il Parlamento, quel che potrebbe tornare comodo ad un futuro presidente che corra rischi pi\u00f9 seri di quello attuale. In secondo luogo, il nuovo Parlamento potrebbe non essere affatto del parere del precedente e potrebbe porsi il problema del se il deferimento gi\u00e0 deciso sia ancora valido prima che l\u2019Alta Corte sia composta ed abbia iniziato il dibattimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora: il Parlamento pu\u00f2 decidere la messa in stato d\u2019accusa, ma la decisione finale spetta all\u2019Alta Corte composta dai 15 giudici costituzionali (che si immagina siano un po\u2019 pi\u00f9 sensibili a valutazioni di ordine giuridico) e 16 di espressione parlamentare, fra cui anche quelli espressi dai partiti ostili al deferimento. La sentenza appare assai meno scontata del deferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel frattempo che facciamo? Abbiamo il paese sotto attacco finanziario, nessun governo, un Parlamento paralizzato, uno stato di crescente sfiducia dei cittadini e noi, per non farci mancare niente che facciamo? Ci aggiungiamo un Presidente in stato d\u2019accusa per almeno un paio di anni. Quale sarebbe la reazione dello spread alla sola notizia della richiesta di messa in stato d\u2019accusa? Ma voi questo paese volete proprio ridurlo al fallimento senza speranze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<div class=\"_3x-2\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div class=\"mtm\">\n<div>\n<div class=\"_5cq3\" style=\"text-align: justify;\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;E&quot;}\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/aldogiannuli\">https:\/\/www.facebook.com\/aldogiannuli<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Mattarella in stato d\u2019accusa? Non diciamo fesserie. Dell\u2019esito della crisi con le dimissioni di Conte diremo meglio prossimamente. 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