{"id":42286,"date":"2018-05-29T09:00:08","date_gmt":"2018-05-29T07:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42286"},"modified":"2018-05-29T08:12:27","modified_gmt":"2018-05-29T06:12:27","slug":"quellarma-segreta-della-cina-che-puo-mettere-ko-gli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42286","title":{"rendered":"Quell\u2019arma segreta della Cina che pu\u00f2 mettere ko gli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di nuove armi, n\u00e9 di soldi, n\u00e9 di basi in territori sconosciuti. L\u2019arma \u201csegreta\u201d della <strong>Cina<\/strong> contro gli <span id=\"more-50921\"><\/span><strong>Stati Uniti<\/strong> potrebbe essere molto pi\u00f9 profonda e gi\u00e0 inserita in territorio americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta del <strong>\u201cMade in China\u201d<\/strong>, cio\u00e8 di tutto quello che viene fabbricato in Cina e che inonda i mercati mondiali, anche quelli americani. Fin\u00a0 quei nulla di preoccupante, si direbbe. Ma se questa produzione invade anche <strong>l\u2019industria della difesa<\/strong>, allora le cose cambiano e in maniera sensibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 quello che inquieta il <strong>Pentagono<\/strong>, che, come scrive <em><a href=\"http:\/\/nationalinterest.org\/blog\/the-buzz\/the-us-militarys-greatest-weakness-china-builds-huge-chunk-25966\">The National Interest<\/a><\/em>, in un recente rapporto ha messo in guardia l\u2019intero apparato militare-industriale. Le imprese cinesi svolgono un ruolo preponderante all\u2019interno dell\u2019industria bellica statunitense. Moltissime componenti delle armi utilizzate delle forze Usa sono <strong>cinesi<\/strong> e si producono solo ed esclusivamente in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo comporta una dipendenza di fondamentale importanza della Difesa americana nei confronti dell\u2019industria di Pechino e consegna al dragone le chiavi per controllare buona parte di quella<strong>\u00a0americana<\/strong>. E questo vale soprattutto per gli attuali sistemi di difesa, incentrati su un\u2019elettronica molto avanzata e dove ogni singolo componente diventa indispensabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Pentagono porta all\u2019attenzione dei media e dell\u2019amministrazione Usa l\u2019esempio dei<strong> circuiti stampati<\/strong> per interconnettere i vari componenti elettronici dei macchinari. \u201cOggi il 90% della produzione mondiale di Pcb (\u201cprinted circuit board\u201d ndr) \u00e8 in Asia, di cui oltre la met\u00e0 \u00e8 in Cina. Gli Stati Uniti rappresentano solo il 5% della produzione globale, con un calo del 70% da 10 miliardi di dollari a 3 miliardi\u201d <a href=\"http:\/\/www.businessdefense.gov\/Portals\/51\/Documents\/Resources\/2016%20AIC%20RTC%2006-27-17%20-%20Public%20Release.pdf?ver=2017-06-30-144825-160\">si legge nel rapporto della Difesa degli Stati Uniti<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201d Il numero di produttori nazionali di Pcb si \u00e8 ridotto da oltre 2.000 negli anni \u201980 a 312 nel 2016.\u00a0\u00a0 Di conseguenza, il dipartimento della Difesa sta diventando sempre pi\u00f9<strong> dipendente dai prodotti di origine estera<\/strong> per soddisfare i requisiti militari critici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da questo punto di vista, <strong>la guerra all\u2019industria cinese da parte di Donald Trump<\/strong> pu\u00f2 essere letta anche sotto questa prospettiva. Il Pentagono, come si sa, ha una forte influenza sulle decisione dell\u2019amministrazione. E la Casa Bianca era, almeno fino a pochi mesi fa, circondata da militari che, ancora oggi, hanno un peso specifico nelle scelte strategiche di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Colpire l\u2019import cinese significa non soltanto sfidare la Cina a livello commerciale, ma anche incentivare la produzione nazionale in un alcuni settori strategici di fondamentale importanza. Gli Stati Uniti che dipendono militarmente dalle fabbriche cinesi \u00e8 un\u2019immagine che ad Arlington non piace affatto.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Rischi sulla <em>cyber<\/em> sicurezza<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Per alcuni analisti, il rischio non \u00e8 solo nel dipendere dall\u2019industria di un Paese avversario. Ma di essere anche esposti a <strong>possibili attacchi <em>cyber<\/em><\/strong> proprio attraverso i componenti elettronici pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I timori\u00a0l\u2019elettronica cinese nelle armi americane possa essere infettata da virus informatici che permetterebbero alla Cina di spiare o disabilitare i prodotti militari Usa non sono cos\u00ec peregrini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E infatti, il Pentagono aveva gi\u00e0 proposto <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/tecnologia\/sicurezza\/2018\/05\/03\/news\/l_amministrazione_trump_medita_il_bando_totale_degli_smartphone_cinesi-195438314\/\">il divieto di utilizzo di smartphone e apparecchi cinesi<\/a> nelle basi militari americane proprio per evitare rischi di hackeraggio. In particolare, la direttiva della Difesa degli Stati Uniti colpiva i telefoni della <strong>Huawei Technologies<\/strong>\u00a0e della <strong>Zte<\/strong>. Attualmente Trump sembra abbia raggiunto <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-05-25\/trump-administration-said-to-reach-deal-to-keep-zte-in-business\">un accordo con la Zte per riprendere la sua attivit\u00e0 commerciale<\/a> negli Stati Uniti. Ma sulla Difesa restano ancora molti gli ostacoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto, il mercato americano oggi non pu\u00f2 fare a meno dei prodotti <em>made in China<\/em>. Costi e qualit\u00e0 sono ottimi, ma c\u2019\u00e8 soprattutto un altro fattore che li rende <strong>indispensabili<\/strong>: molti componenti si producono solo in Cina. Che di fatto monopolizza la produzione di elementi essenziali nella vita dei cittadini ma anche negli apparati pubblici e privati delle nazioni di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma quello che adesso ci si domanda, come fa il think-tank americano, \u00e8 se effettivamente negli Stati Uniti siano ancora in grado di produrre questi componenti. E se siano in grado di farla in quantit\u00e0 equivalenti e con lo stesso rapporto qualit\u00e0-prezzo. Il rischio \u00e8 che la risposta sia negativa e che sia necessario molto pi\u00f9 tempo di quanto si possa immaginare. Essersi piegati alla globalizzazione comporta anche l\u2019assoluta difficolt\u00e0 di <strong>nazionalizzare l\u2019industria strategica<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/difesa-americana-cina\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/difesa-americana-cina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Non si tratta di nuove armi, n\u00e9 di soldi, n\u00e9 di basi in territori sconosciuti. L\u2019arma \u201csegreta\u201d della Cina contro gli Stati Uniti potrebbe essere molto pi\u00f9 profonda e gi\u00e0 inserita in territorio americano. 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