{"id":42301,"date":"2018-05-30T08:00:19","date_gmt":"2018-05-30T06:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42301"},"modified":"2018-05-29T20:45:09","modified_gmt":"2018-05-29T18:45:09","slug":"la-bce-puo-annullare-lo-spread-con-un-click","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42301","title":{"rendered":"La BCE pu\u00f2 annullare lo spread con un click"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT<\/strong><\/p>\n<div class=\"meta-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-vce-lay-a size-vce-lay-a wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/La-BCE-pu%C3%B2-annullare-lo-spread-con-un-click-810x540.jpg\" sizes=\"(max-width: 810px) 100vw, 810px\" srcset=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/La-BCE-pu%C3%B2-annullare-lo-spread-con-un-click.jpg 810w, https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/La-BCE-pu%C3%B2-annullare-lo-spread-con-un-click-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/La-BCE-pu%C3%B2-annullare-lo-spread-con-un-click-768x512.jpg 768w\" alt=\"La BCE pu\u00f2 annullare lo spread con un click\" width=\"810\" height=\"540\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author\">\n<div class=\"meta-author-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Busi.png\" alt=\"Daniele Busi\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author-wrapped\">di <span class=\"vcard author\"><span class=\"fn\"><a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/autore\/daniele-busi\/\">Daniele Busi<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito sullo spread \u00e8 in realt\u00e0 un dibattito sulla volont\u00e0 politica della Banca Centrale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I titoli di Stato<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <strong>titolo di Stato\u00a0<\/strong>\u00e8 un foglio di carta che assicura a chi lo detiene di ricevere dallo Stato una certa somma di denaro ad una certa data futura. Detto in maniera pi\u00f9 rigorosa, si tratta di un contratto fra lo Stato e un operatore finanziario, a cui lo Stato si impegna a conferire una somma di denaro detta \u201c<strong>valore nominale<\/strong>\u201d allo scadere di un certo periodo di tempo, che decorre dal momento dell\u2019emissione del titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se oggi acquisto un titolo con scadenza a 1 anno con valore nominale 100\u20ac, significa che lo Stato si sta impegnando a conferirmi 100\u20ac fra un anno esatto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di tale impegno dello Stato, ogni titolo di Stato ha valore di scambio, e dunque ha un <strong>prezzo di mercato<\/strong>. Il prezzo di mercato \u00e8 il prezzo a cui gli operatori finanziari si scambiano i titoli di Stato. Quasi sempre, il prezzo di mercato \u00e8 inferiore al valore nominale, per un motivo molto semplice: un operatore finanziario (o un privato cittadino) \u00e8 disposto ad acquistare un titolo se prevede di ricevere qualcosa in pi\u00f9 nel momento del rimborso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se un titolo di Stato ha valore nominale 100\u20ac con scadenza a 1 anno, io posso essere disposto ad acquistarlo ad esempio a 98\u20ac, cos\u00ec che fra 1 anno guadagner\u00f2 2\u20ac dal rimborso del titolo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza fra valore nominale e prezzo di mercato di un titolo quantifica l\u2019<strong>interesse\u00a0<\/strong>che si applica a quel titolo. Nell\u2019esempio sopra, l\u2019interesse ammonta a 2\u20ac. Il <strong>tasso d\u2019interesse<\/strong>, o <strong>rendimento<\/strong>, \u00e8 il valore dell\u2019interesse rapportato al prezzo di mercato del titolo. Nel caso precedente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11797 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-1.png\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"63\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emissione di un titolo di Stato avviene spesso tramite un\u2019<strong>asta<\/strong>. Gli operatori finanziari abilitati (generalmente istituti bancari) hanno in tal sede la possibilit\u00e0 di acquistare i titoli di Stato ad un certo prezzo, detto \u201c<strong>prezzo di emissione<\/strong>\u201c, determinato dalle decisioni degli astanti a seconda dei regolamenti d\u2019asta. Nella maggior parte dei casi, il prezzo di emissione, cos\u00ec come il prezzo di mercato, \u00e8 inferiore al valore nominale, poich\u00e9 l\u2019operatore finanziario desidera ricevere (in futuro) di pi\u00f9 di quanto ha speso (oggi) per acquistare il titolo. Come conseguenza, il rendimento all\u2019emissione \u00e8 quasi sempre positivo. L\u2019asta dei titoli di Stato \u00e8 anche detta \u201c<strong>mercato primario<\/strong>\u201c, in contrapposizione con il \u201c<strong>mercato secondario<\/strong>\u201d che \u00e8 l\u2019insieme delle compravendite di titoli di Stato dopo che sono stati emessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che abbiamo detto fino ad ora \u00e8 sintetizzabile in una formula che descrive la relazione che intercorre fra il tasso d\u2019interesse e il prezzo di mercato di un titolo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11798 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-2.png\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"67\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove <em>i<\/em> \u00e8 il tasso d\u2019interesse, <em>V<sub>nom<\/sub><\/em> \u00e8 il valore nominale del titolo, cio\u00e8 ci\u00f2 che lo Stato pagher\u00e0 al privato alla scadenza del periodo designato, e <em>P<sub>mkt<\/sub><\/em> \u00e8 il prezzo di mercato del titolo, cio\u00e8 il prezzo al quale il titolo viene scambiato sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per semplicit\u00e0 stiamo assumendo che non vi siano cedole, cio\u00e8 che l\u2019intero valore nominale venga rimborsato in un solo momento, alla scadenza del titolo, senza pagamenti intermedi. In ogni caso, ci\u00f2 che \u00e8 importante notare e che vale anche in presenza di cedole, \u00e8 che\u00a0<strong>il tasso d\u2019interesse \u00e8 sempre inversamente proporzionale al prezzo di mercato<\/strong>. Se un privato riesce a comprare un titolo ad un prezzo pi\u00f9 basso, sar\u00e0 pi\u00f9 alto il suo guadagno finale, poich\u00e9 il valore nominale \u00e8 fisso, \u00e8 quello scritto sul titolo stesso, come \u201cda contratto\u201d. Al contrario, se il prezzo del titolo cresce, avvicinandosi sempre pi\u00f9 al valore nominale, il tasso d\u2019interesse diminuisce, poich\u00e9 diminuisce il guadagno dell\u2019operatore nel momento del rimborso. In alcuni rari casi, il tasso d\u2019interesse pu\u00f2 divenire negativo. In questo caso il prezzo di mercato supera il valore nominale, e dunque il privato paga il titolo pi\u00f9 di quanto esso non frutti al momento del rimborso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Lo spread<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ora allo <strong>spread<\/strong>. In ambito giornalistico, lo \u201cspread\u201d di cui spesso si parla \u00e8 la <strong>differenza fra i tassi d\u2019interesse dei titoli italiani e i tassi d\u2019interesse dei titoli tedeschi<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11799 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/fromula-3.png\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"33\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prendono come riferimento i titoli tedeschi poich\u00e9 in Eurozona sono quelli che presentano un tasso d\u2019interesse pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se i titoli di Stato italiani rendono il 2,75% e i titoli di Stato tedeschi rendono l\u20191%, allora lo spread ammonta a 1,75%, o \u201c175 punti base\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va da s\u00e9 che, se i titoli tedeschi non subiscono variazioni,\u00a0<strong>un aumento dello spread \u00e8 sinonimo di un aumento del rendimento dei titoli di Stato italiani<\/strong>. Che questo sia o meno un problema non \u00e8 l\u2019oggetto di questo articolo, ma tenete conto che in Eurozona gli Stati non possono spendere quanto vogliono, sono limitati dal Trattato di Maastricht a un deficit massimo pari al 3% del PIL, e quindi l\u2019innalzamento della spesa per interessi pu\u00f2 costituire un impedimento nell\u2019effettuare altre spese. Inoltre, per ben noti meccanismi finanziari, l\u2019innalzamento dello spread pu\u00f2 portare a un circolo vizioso, a una \u201cbolla\u201d al contrario in cui il prezzo dei titoli scende sempre di pi\u00f9, rischiando di portare il Paese al default, cio\u00e8 all\u2019impossibilit\u00e0 di far fronte ai rimborsi. Ovviamente questo pu\u00f2 accadere solo in Eurozona, perch\u00e9 gli Stati non hanno libert\u00e0 di spesa.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Domanda e offerta<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prezzo di mercato di qualsiasi bene finanziario, cos\u00ec come quello di molti beni reali, dipende dalla\u00a0<b>domanda<\/b>\u00a0e dall\u2019<strong>offerta\u00a0<\/strong>di quei beni. La domanda, nel caso dei titoli di Stato, \u00e8 la quantit\u00e0 di titoli che gli operatori finanziari, Banca Centrale compresa, desiderano acquistare. L\u2019offerta \u00e8 la quantit\u00e0 di titoli che lo Stato mette sul mercato, che oggigiorno coincide quasi esattamente con l\u2019ammontare del debito pubblico, anche se non coincidono \u201cper definizione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, a parit\u00e0 di offerta (cio\u00e8 a parit\u00e0 di titoli emessi), se la domanda di titoli cresce, il prezzo cresce, mentre se la domanda diminuisce, il prezzo diminuisce. Questo perch\u00e9 il mercato finanziario \u00e8 competitivo: ogni venditore vende al miglior offerente, e se ci sono molte richieste il prezzo di vendita crescer\u00e0. Se invece nessuno vuole acquistare i titoli, i venditori saranno costretti a proporre un prezzo inferiore fino a quando troveranno un compratore disposto ad acquistarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un aumento della domanda<\/strong>, causando un aumento del prezzo di mercato dei titoli, <strong>determina anche<\/strong>, per la relazione spiegata nella sezione precedente, <strong>una diminuzione del tasso d\u2019interesse<\/strong>. Al contrario, una diminuzione della domanda, causando una diminuzione del prezzo di mercato dei titoli, determina un aumento del tasso d\u2019interesse.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il ruolo della BCE<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto diviene fondamentale comprendere che <strong>la Banca Centrale pu\u00f2 influenzare il prezzo di mercato\u00a0<\/strong>acquistando o vendendo titoli di Stato sul mercato secondario. Si noti che la Banca Centrale non \u00e8 colei che \u201cemette\u201d i titoli, che vengono emessi dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze, ma \u00e8 un operatore finanziario che pu\u00f2 in ogni momento acquistare titoli di Stato da altri operatori finanziari che li detengono. Tali operazioni della Banca Centrale sono dette \u201coperazioni di mercato aperto\u201d, e trovano un esempio nel Quantitative Easing iniziato nel marzo 2015. Cos\u00ec come pu\u00f2 acquistarne, la Banca Centrale pu\u00f2 vendere titoli di Stato precedentemente acquistati. Essa agisce come un qualsiasi operatore finanziario, con la sostanziale differenza che <strong>la Banca Centrale non ha limiti alla propria capacit\u00e0 di spesa<\/strong>, per il banale fatto che \u00e8 lei stessa a \u201ccreare\u201d la moneta che spende con l\u2019atto stesso della spesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La BCE, dal marzo 2015 ad oggi, ha acquistato pi\u00f9 di 2000 miliardi di euro in titoli di Stato dei Paesi europei, pagando ovviamente con moneta di nuova emissione. Questa massiccia dose di acquisti ha determinato un aumento del prezzo dei titoli di Stato dei Paesi membri dell\u2019Eurozona, che hanno per contro visto diminuire i propri tassi d\u2019interesse:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"vce-image-format\" href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11800 size-full\" src=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico.png\" sizes=\"(max-width: 1004px) 100vw, 1004px\" srcset=\"https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico.png 1004w, https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico-300x139.png 300w, https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico-768x356.png 768w, https:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/grafico-810x375.png 810w\" alt=\"\" width=\"1004\" height=\"465\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grafico evidenzia in rosso il grande incremento delle attivit\u00e0 (i titoli) detenuti dalla BCE, e la conseguente diminuzione dei rendimenti dei titoli dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019osservatore attento noter\u00e0 che i rendimenti avevano cominciato a scendere gi\u00e0 da prima, e in realt\u00e0 hanno questo andamento dal 2012. Questo \u00e8 dovuto ad altre operazioni di mercato aperto della BCE, (LTRO, TLTRO, ecc.), con cui la BCE prestava liquidit\u00e0 agli operatori finanziari a tassi agevolati in cambio di un collaterale costituito da titoli di Stato. Il fatto che la BCE accetti i titoli di Stato in garanzia ai propri crediti \u00e8 un fattore che sostiene la domanda, e quindi il prezzo, di tali titoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La BCE \u00e8 dunque sempre in grado di aumentare il prezzo dei titoli di stato, abbassandone il rendimento\u00a0<\/strong>(o viceversa). Basta un click e la BCE pu\u00f2 acquistare miliardi di euro in titoli di Stato sul mercato secondario; a volte \u00e8 sufficiente una dichiarazione del Governatore della Banca Centrale per provocare una risposta positiva degli operatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Giappone, la Banca Centrale mantiene quasi allo 0% il tasso d\u2019interesse sui titoli giapponesi da 20 anni, e nessun operatore finanziario ha la capacit\u00e0 di opporsi a questa scelta, che \u00e8 dunque una scelta di politica monetaria e quindi, in generale, una scelta politica.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Conclusioni<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La BCE pu\u00f2 mantenere a zero il tasso d\u2019interesse in ogni momento. Se non lo fa \u00e8 perch\u00e9 non vuole farlo.\u00a0<\/strong>Scientificamente parlando, pu\u00f2 non volerlo fare per due ragioni, che si chiamano <em>inflazione<\/em> e <em>svalutazione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria economica egemone sostiene che un abbassamento dei tassi d\u2019interesse porti a un incremento dell\u2019inflazione e ad una conseguente svalutazione della valuta. Questa tesi \u00e8 stata ampiamente smentita dai fatti, e sono sicuro che non ci sia bisogno di chiamare in causa dei grafici. Sia in Giappone sia in Europa, le politiche monetarie di abbassamento dei rendimenti sono state accompagnate non gi\u00e0 da un aumento dell\u2019inflazione, ma da una sua diminuzione. Solo oggi l\u2019inflazione europea sta crescendo lievemente, ma non a causa della BCE: piuttosto, a causa dell\u2019aumento del prezzo del petrolio. L\u00e0 dove la teoria monetarista non arriva, arriva invece la MMT, che ha spiegato addirittura con anticipo questi fenomeni, e <a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/pubblicazioni\/i-paper-di-rete-mmt\/non-esiste-un-momento-giusto-in-cui-la-fed-aumenti-il-tasso-dinteresse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>\u00a0potete leggere cosa ha da dire in merito Warren Mosler, il padre della MMT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito sullo spread \u00e8 in realt\u00e0 un dibattito sulla volont\u00e0 politica della BCE. Dire che non si possono fare determinate politiche economiche, che non si possono proporre certi nomi, che non si possono trattare certi temi perch\u00e9 i mercati potrebbero reagire male e incrementare lo spread, significa essere una di due cose: <em>ignoranti<\/em> (e moltissimi giornalisti lo sono) o <em>in malafede<\/em> (e moltissimi economisti lo sono). La BCE pu\u00f2 sempre metterci al riparo dalle volatilit\u00e0 e dagli umori del mercato. Se questo non avviene si tratta di una scelta deliberata, e pertanto si tratta di un\u2019ingerenza della BCE nella politica interna dei Paesi dell\u2019Eurozona. E se pensiamo che nel 2019 il Governatore della BCE non sar\u00e0 pi\u00f9 un Italiano, ma un Tedesco, probabilmente dobbiamo cominciare a definire pubblicamente i reali termini del discorso.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.retemmt.it\/la-bce-puo-annullare-lo-spread-con-un-click\/\">https:\/\/www.retemmt.it\/la-bce-puo-annullare-lo-spread-con-un-click\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT di Daniele Busi Il dibattito sullo spread \u00e8 in realt\u00e0 un dibattito sulla volont\u00e0 politica della Banca Centrale. I titoli di Stato Un titolo di Stato\u00a0\u00e8 un foglio di carta che assicura a chi lo detiene di ricevere dallo Stato una certa somma di denaro ad una certa data futura. 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