{"id":42323,"date":"2018-05-30T11:00:43","date_gmt":"2018-05-30T09:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42323"},"modified":"2018-05-30T10:21:30","modified_gmt":"2018-05-30T08:21:30","slug":"salvate-il-soldato-mattarella-da-chi-vuole-difenderlo-a-tutti-i-costi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42323","title":{"rendered":"Salvate il soldato Mattarella da chi vuole difenderlo a tutti i costi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Alessandro Giuli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header>\n<h2 class=\"subtitle\" style=\"text-align: justify;\">Le scelte del presidente della Repubblica hanno scatenato un conflitto senza precedenti. Una lotta che vede combattere sedicenti difensori delle istituzioni contro chi si sente espropriato dell&#8217;investitura popolare. Ma il Colle, sede della concordia nazionale, non pu\u00f2 diventare un campo di battaglia<\/h2>\n<div class=\"bylineList\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"articleDetailInfo\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"closer\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"typography\">\n<div>\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-width-normal lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Una <em>no fly zone<\/em> per proteggere il Quirinale da se stesso, dai suoi nemici e peggio ancora dai sedicenti amici che altro non sono se non scalmanati sciacalli intenti a pasteggiare sulle pi\u00f9 o meno legittime ragioni di Sergio Mattarella<\/strong>. Non vedo altra soluzione per disinnescare il pi\u00f9 formidabile conflitto istituzionale nella storia del secondo dopoguerra: da una parte la rabbia imperiosa e un po\u2019 scaltra dei populisti espropriati del diritto a farsi rappresentare al governo dal professor Paolo Savona; dall\u2019altra una <strong>coorte di scalmanati parallelamente impegnati nel trasformare Mattarella in una specie di Vittorio Emanuele III<\/strong> incaricatosi di deporre i leader delle camicie gialloverdi \u2013 Benito Di Maio e Matteo Mussolini \u2013 prima ancora che marciassero su Roma. Con il risultato d\u2019aver costretto quel bravo contabile di Carlo Cottarelli nei panni incandescenti del Maresciallo Badoglio, e con la belva indistinta della piazza rivoluzionaria gi\u00e0 convocata per il 2 giugno a Roma, accompagnata dallo spettro tragicomico della messa in stato d\u2019accusa del presidente della Repubblica. <strong>Un mondo di pazzi, ma con una logica se possibile rigorosissima e spaventosa.<\/strong><\/p>\n<p>Mentre scrivo, non c\u2019\u00e8 ancora alcuna lista dei ministri che dovrebbero affiancare Cottarelli nell\u2019impresa impervia di dare alla luce un governo nato per morire in culla, privo come sar\u00e0 della maggioranza parlamentare necessaria. <strong>Nel frattempo si affastellano dubbi, rancori, sospetti e retropensieri sulla configurazione delle alleanze in vista delle nuove elezioni autunnali (cos\u00ec pare, ma chiss\u00e0). <\/strong>Il buonsenso suggerisce al centrodestra di raggrumarsi nuovamente in un progetto politico a guida leghista, con la verosimile certezza di sbancare le urne a spese di una sinistra agonica e di un Movimento Cinque stelle fortemente indebolito dalle circostanze sfavorevoli. Ma il buonsenso ha molti volti e non sempre compatibili l\u2019uno con l\u2019altro: <strong>l\u2019incrudelire della dialettica tra il popolo sovrano e le oligarchie finanziarie<\/strong>, la truculenta linea di faglia apertasi tra i gialloverdi e la confraternita quirinalizia, <strong>rischia di legittimare una campagna elettorale giocata per intero su due falsi scopi: 1) Europa s\u00ec vs Europa no; 2) un implicito referendum pro o contro il capo dello Stato<\/strong>. Sono, queste, trappole politiche e istituzionali piazzate lungo un crinale ripido dal quale potrebbe infine dirupare la tenuta della Res Publica, la concordia nazionale e la maest\u00e0 delle istituzioni. Come ha cercato di spiegare ieri un immusonito Savona, la sua eventuale presenza al ministero del Tesoro di un governo populista non avrebbe ipso facto comportato alcun piano d\u2019uscita dalla moneta unica. E\u2019 lecito credergli ed \u00e8 doveroso raccomandare ai suoi sostenitori, a coloro che ne stanno facendo l\u2019effigie d\u2019un riscatto a venire per il popolo irredento, di non cadere nella cisposa prospettiva di un conflitto da greco-tsiprioti fuori tempo massimo. Quanto poi al dossier Mattarella, il cuore del problema sta esattamente qui.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 lf-size1 lf-width-normal lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote><p>Il Colle di Quirino non \u00e8 una prigione per aristocratici che compongono madrigali in attesa d\u2019essere decollati, n\u00e9 la vasca da bagno per sanguinari giacobini ammaestrati da un comico genovese: \u00e8 la sede manifesta della Concordia nazionale<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-width-normal lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sempre lucido Luigi Bisignani ha offerto ieri sul Tempo un saggio di limpida ragion di Stato. <strong>Tesi: se nella cerchia di Mattarella avesse potuto agire uno stratega come Gaetano Gifuni, anzich\u00e9 l\u2019oscillante Ugo Zampetti, il presidente non sarebbe uscito cos\u00ec ammaccato dal braccio di ferro ingaggiato con Salvini e Di Maio<\/strong>. Traduzione maliziosa: quando il re sbaglia, deve rotolare (metafora, per carit\u00e0) la testa di un subalterno, guai ad addossare a un\u2019istituzione dalle prerogative semi regali la responsabilit\u00e0 oggettiva di un errore che pu\u00f2 pregiudicarne la forza incoercibile. <strong>Perch\u00e9 dalle parti di Mattarella qualche errore s\u2019\u00e8 visto eccome<\/strong>, non ultimo il piglio ostinato con il quale \u2013 nell\u2019arco di pochi minuti \u2013 ha contrapposto all\u2019eroe populista Savona l\u2019anti eroe di establishment Cottarelli. E\u2019 un punto fondamentale colto con intuito sottile dal direttore di Formiche Roberto Arditti, non certo un fanatico sovranista, in un corsivo scritto domenica a caldo: \u201cProbabilmente sul Colle pi\u00f9 alto non c\u2019\u00e8 stata un\u2019adeguata lettura degli eventi e delle mutate condizioni dell\u2019azione politica al tempo di Twitter\u2026 <strong>lascia assai perplessi la scelta del prof. Cottarelli, perch\u00e9 finirebbe per ottenere il sostegno del solo Pd, con ovvie conseguenze sotto diversi profili. <\/strong>Persona degnissima, sia chiaro. Ma ben difficilmente in grado di reggere l\u2019impatto di una campagna elettorale che finirebbe per rivolgersi anche contro di lui\u201d. Sottoscrivo, con la preoccupazione che il voto di (s)fiducia sull\u2019esecutivo Cottarelli, con un Cavaliere lealmente ambiguo e ambiguamente leale nei confronti di Lega e Fratelli d\u2019Italia, possa tramutarsi in una sostanziale bocciatura del contegno quirinalizio e innescare una torsione in cui a diventare contendibile sarebbe addirittura la potest\u00e0 del Quirinale, ridotto al rango di fortilizio espugnabile. <strong>E non gi\u00e0 via impeachment, ma attraverso una messa in stato d\u2019accusa sostanziale e sostanziata da una valanga di voti <\/strong>che potrebbero premiare un eventuale cartello elettorale gialloverde con bandiera tricolore di Giorgia Meloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La guerra civile a bassa intensit\u00e0 contro il Deep State, peraltro, trova un proprio senso ulteriore se si guarda ai cenciosi mestatori mediatici che oggi cercano di mobilitare improbabili folle di mattarelliani della prima ora, radunati sotto lo stendardo immaginario dell\u2019hashtag #iostoconmattarella<\/strong>. Sono lo specchio riflesso della cattiva coscienza malmostosa che anima i loro nemici internettiani, in un folle contrappunto nel quale si fronteggiano gli inquilini del cesso pubblico delle \u00e9lite che si vogliono responsabili (Twitter) e il cesso grande delle plebi scatenate (Facebook): una lotta impari dalla quale i democratici e i populisti assennati dovrebbero rifuggire, un girone infernale dal quale occorre salvare anzitutto Mattarella, trattato dagli uni come l\u2019arbitro che ha fischiato un rigore favorevole e perci\u00f2 divenuto degno della divisa dei rigoristi, e dagli altri come l\u2019ostacolo che si frappone alla presa della Bastiglia. Con la non trascurabile differenza che il <strong>Colle di Quirino non \u00e8 una prigione per aristocratici che compongono madrigali in attesa d\u2019essere decollati, n\u00e9 la vasca da bagno per sanguinari giacobini ammaestrati da un comico genovese: \u00e8 la sede manifesta della Concordia nazionale.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/05\/29\/salvate-il-soldato-mattarella-da-chi-vuole-difenderlo-a-tutti-i-costi\/38265\/\">http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/05\/29\/salvate-il-soldato-mattarella-da-chi-vuole-difenderlo-a-tutti-i-costi\/38265\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Alessandro Giuli) &nbsp; Le scelte del presidente della Repubblica hanno scatenato un conflitto senza precedenti. 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