{"id":42402,"date":"2018-05-31T11:30:11","date_gmt":"2018-05-31T09:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42402"},"modified":"2018-05-31T10:50:11","modified_gmt":"2018-05-31T08:50:11","slug":"lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42402","title":{"rendered":"L\u2019ultima resistenza del \u201cfilotedesco\u201d Mattarella"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Il veto presidenziale alla nomina di Paolo Savona a ministro dell\u2019Economia ha ucciso in fasce il governo M5S-Lega: si tratta di uno stop momentaneo, perch\u00e9 lo stallo parlamentare obbligher\u00e0 inevitabilmente a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni nel prossimo autunno. Anzi, l\u2019incarico assegnato all\u2019ex-FMI, Carlo Cottarrelli, porta nuova acqua al mulino dei populisti, lanciati verso una schiacciante vittoria una volta che sar\u00e0 acclarata l\u2019impossibilit\u00e0 di portare avanti la legisltatura. Dietro al niet di Mattarella si nasconde la volont\u00e0 di difendere l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019eurozona di cui Angela Merkel e Mario Draghi sono gli ultimi custodi: l\u2019asse Trump-Macron guarda invece con simpatia ai populisti italiani, considerandoli uno strumento indispensabile per scardinare l\u2019Europa \u201ctedesca\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">A grandi tappe verso l\u2019accerchiamento della Germania<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si fa sempre pi\u00f9 concitata la situazione in Italia ed in Europa, sintomo che<strong> la rottura dei vecchi equilibri \u00e8 vicina<\/strong>. Domenica 27 maggio, il presidente della Repubblica ha posto il veto alla nomina dell\u2019euroscettico<strong> Paolo Savona<\/strong> al ministero dell\u2019Economia, affossando cos\u00ec il fragile governo M5S-Lega: nonostante l\u2019incarico per la formazione di un nuovo esecutivo sia stato assegnato all\u2019ex-FMI <strong>Carlo Cottarrelli,<\/strong> \u00e8 ormai inevitabile che la XVIII legislatura volga velocemente al termine, presumibilmente nel prossimo autunno. Si potrebbe addirittura dire che la mossa di Mattarella sia un clamoroso regalo allo schieramento M5S-Lega, che consentir\u00e0 ai populisti di galvanizzare l\u2019elettorato e fare il pieno di voti alle urne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo scenario italiano e sulla sua collocazione nel pi\u00f9 ampio contesto internazionale, avevamo scritto 48 ore prima che Mattarella, con una mossa inaspettata, stroncasse sul nascere il governo Conte: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/gli-angloamericani-giocano-la-carta-m5s-lega-puntando-alla-germanexit\/\">in particolare, sottolineavamo come il governo M5S-Lega fosse stato assemblato dagli angloamericani per scardinare l\u2019eurozona monopolizzata da Berlino, spingendola ad abbandonare la moneta unica<\/a>. <strong>Una Germania<\/strong>, dicevamo, che continua a trarre enormi benefici dalla moneta unica ma, anzich\u00e9 impegnarsi nel progetto europeo, si sta sempre pi\u00f9 allontanando dall\u2019orbita atlantica per avvicinarsi alle grandi potenze euroasiatiche. <strong>Cina e Russia.<\/strong> Lasciando intatto l\u2019impianto analitico, con resta che incardinare gli ultimi sviluppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo con la figura del Presidente della Repubblica.<strong> Sergio Mattarella<\/strong> entra al Quirinale nel <strong>febbraio 2015<\/strong>, quando Palazzo Chigi \u00e8 occupato da Matteo Renzi, l\u2019Eliseo da Fran\u00e7ois Hollande, Downing Street \u201cdall\u2019europeista\u201d David Cameron, la Casa Bianca da Barack Obama, la Cancelleria Federale da Angela Merkel e la BCE da Mario Draghi. <strong>Quasi nessuno dei suddetti politici \u00e8 pi\u00f9 in carica<\/strong>. In questi ultimi due anni, l\u2019Occidente \u00e8 stato investito dall\u2019ondata \u201cpopulista\u201d che ha spinto <strong>l\u2019Inghilterra fuori dall\u2019Unione Europea<\/strong> (ponendo cos\u00ec fine alla carriera di Cameron), l\u2019euroscettico <strong>Donald Trump<\/strong> si \u00e8 insediato alla Casa Bianca e <strong>Matteo Renzi<\/strong> \u00e8 stato travolto alle politiche dello scorso marzo. All\u2019Eliseo si \u00e8 invece insediato l\u2019ex-Rothschild<strong> Emmanuel Macron<\/strong> che, curiosamente, ha sviluppato un strettissimo legame con Trump, posizionando la Francia su <strong>posizioni rigorosamente atlantiche<\/strong> (si pensi al recente bombardamento tripartito della Siria). <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/ne-rimasero-due-angela-merkel-mario-draghi\/\">Sono sopravvissuti, faticosamente, solo in due, gli ultimi custodi del vecchio ordine euro-atlantico in fase di profonda ristrutturazione: <strong>Angela Merkel e Mario Draghi<\/strong>.<\/a> La cancelliera ed il governatore della BCE sono accomunati da una peculiarit\u00e0: entrambi hanno legato il proprio nome alla <strong>sopravvivenza dell\u2019euro<\/strong>. La prima, come si not\u00f2 gi\u00e0 durante la crisi greca del 2015, difendendo a spada tratta l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019eurozona; il secondo pronunciando il celebre <i>\u201cwhatever it takes\u201d<\/i> che, nel bene e nel male, ha garantito la sopravvivenza dell\u2019eurozona per sei anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sono proprio la Merkel e Draghi<\/strong> ad avere esercitato le pressioni su Mattarella perch\u00e9 bloccasse la nomina a ministro dell\u2019Economia di Paolo Savona, riconducibile invece <strong>all\u2019establishment anglosassone schierato su posizioni euro-scettiche<\/strong> (come la stessa <strong>Mediobanca<\/strong> cui Savona \u00e8 da sempre vicino). Mattarella, anche con una certa coerenza con la sua carriera da democristiano di sinistra ed \u201ceuropeista\u201d, si \u00e8 piegato alle richieste di Berlino, ponendo cos\u00ec il veto sul nome di Savona. La mossa \u00e8 senza speranza e, pi\u00f9 che altro, serve a testimoniare la sua personale volont\u00e0 di difendere sino alla fine la moneta unica. La nomina di Cottarrelli, destinata quasi certamente a naufragare, gonfia infatti ulteriormente le vele dei populisti, che marciano verso le prossime elezioni con certezza di vittoria: aumentanti ulteriormente i loro seggi parlamentari, potranno riproporsi al cospetto di Mattarella <strong>con qualsiasi lista di ministri, avendo la sicurezza che siano accettati, Savona compreso<\/strong>. Sempre che, ovviamente, l\u201982enne ex-protetto di Cossiga non sia destinato a incarichi <strong>ancora pi\u00f9 prestigiosi<\/strong> del ministero dell\u2019Economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiuse le urne e certificata la vittoria dei populisti, si porr\u00e0 infatti <strong>il problema di Sergio Mattarella,<\/strong> il cui mandato si conclude formalmente nel 2022. Davvero qualcuno pensa che il presidente della Repubblica, gi\u00e0 inimicatosi l\u2019attuale Parlamento, possa sopravvivere al prossimo, spostato su posizioni ancora pi\u00f9 intransigenti? No, <strong>la \u201cTerza Repubblica\u201d vorr\u00e0 eleggere il proprio capo dello Stato, che dovr\u00e0 soprattutto essere in sintonia con gli Stati Uniti di Trump e la Gran Bretagna post-Brexit<\/strong>: ecco perch\u00e9 non sarebbe azzardato scommettere sulla salita <strong>di Paolo Savona al Quirinale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il veto di Mattarella \u00e8 stato accolto con sollievo dalla stampa tedesca, che ha visto allontanare nell\u2019immediato il rischio di un odiatissimo governo italiano \u201canti-europeista\u201d. Chi, invece, aveva aperto al governo giallo-verde, usando toni concilianti che hanno sorpreso molti (ma non noi),<strong> \u00e8 stata la Francia di Macron:<\/strong> <i>\u201cLa mano tesa di Macron a Conte: \u201cImpazienti di lavorare insieme\u201d<\/i> titolava la Repubblica la sera del 25 maggio<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apertura di Macron al governo giallo-verde si inquadra nella <strong>crescente convergenza tra Parigi e Washington<\/strong>, recentemente culminata con la visita di Macron alla Casa Bianca: Francia e Stati Uniti si stanno avvicinando anche<strong> in funzione anti-tedesca<\/strong> ed \u00e8 questo il motivo per cui l\u2019inquilino dell\u2019Eliseo ha salutato con cordialit\u00e0 l\u2019esecutivo giallo-verde. <strong>Tanto i francesi stanno rafforzano i legami con gli USA e l\u2019Inghilterra, tanto parallelamente si stanno allontanando dalla Germania:<\/strong> il gelo con cui i tedeschi hanno accolto le proposte con cui Macron intende riformare l\u2019eurozona, indica che il motore franco-tedesco appartiene ormai pi\u00f9 all\u2019immaginario che alla realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, \u201cl\u2019accerchiamento\u201d della Germania procede: gli angloamericani hanno gi\u00e0 attirato dalla loro la Francia di Macron, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/la-nazionalizzazione-delleuropa-centrale-la-rinascita-dellintermarium\/\">lavorano per ricreare l\u2019Intermarium a guida polacca e<\/a><\/strong>, col prossimo governo populista, <strong>aggiungeranno anche l\u2019Italia allo schieramento anti-tedesco<\/strong>, mossa decisiva perch\u00e9 Roma \u00e8 pur sempre un Paese fondatore dell\u2019Unione Europea. Il \u201ctedesco\u201d Sergio Mattarella sar\u00e0 inesorabilmente destinato alle dimissioni nel nuovo contesto geopolitico. La fine dell\u2019eurozona, per come la conosciamo oggi, incombe:<strong> oltre Atlantico, si lavora perch\u00e9 sia Germanexit.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2738\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella.png\" sizes=\"(max-width: 987px) 100vw, 987px\" srcset=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella.png 987w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella-320x166.png 320w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella-768x398.png 768w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/forza-mattarella-720x373.png 720w\" alt=\"\" width=\"987\" height=\"511\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"content_middle_banner\" class=\"banner_google_336X280\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2018\/05\/25\/news\/macron_conte-197334427\/<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"banner-wrapper\">\n<div id=\"content_bottom_banner\" class=\"banner_google_336X280\"><\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/lultima-resistenza-del-filotedesco-mattarella\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI &nbsp; Il veto presidenziale alla nomina di Paolo Savona a ministro dell\u2019Economia ha ucciso in fasce il governo M5S-Lega: si tratta di uno stop momentaneo, perch\u00e9 lo stallo parlamentare obbligher\u00e0 inevitabilmente a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni nel prossimo autunno. 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