{"id":42437,"date":"2018-06-01T12:00:53","date_gmt":"2018-06-01T10:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42437"},"modified":"2018-06-01T15:21:56","modified_gmt":"2018-06-01T13:21:56","slug":"la-via-yankee-al-sovranismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42437","title":{"rendered":"La via yankee al sovranismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Riccardo Paccosi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pubblichiamo la riflessione di Riccardo Paccosi come contributo alla discussione sulle questioni relative alla difesa della sovranit\u00e0 nazionale\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho iniziato a parlare dell\u2019esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, pi\u00f9 o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, dall\u2019avvento dell\u2019austerity del Governo Monti nel 2011, si \u00e8 immediatamente palesato che, a fronte della rigidit\u00e0 tedesca che indirizzava le posizioni dell\u2019Unione Europea imponendo politiche di macelleria sociale a Grecia e Italia, da parte degli Stati Uniti vi era un atteggiamento decisamente pi\u00f9 elastico nei confronti della spesa pubblica e del bilancio statale. La troika che impartiva ordine ai governi euro-mediterranei, in altre parole, risultava essere composta dal \u201cpoliziotto buono\u201d FMI e dal \u201cpoliziotto cattivo\u201d Commissione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, molte figure pubbliche che in quel periodo e a vario titolo si pronunciavano contro l\u2019austerity \u2013 per esempio Paolo Barnard, ma anche Stefano Fassina \u2013 enunciavano altres\u00ec esplicitamente la necessit\u00e0 di cercare sponda politica negli Stati Uniti e nel Fondo Monetario per uscire dalla trappola mortale del fiscal compact e dal controllo tedesco sulla nostra economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otto anni di austerity hanno quasi del tutto eroso, presso l\u2019opinione pubblica italiana ed europea, il preesistente sostegno alla prospettiva eurofederalista e hanno portato, quindi, il sovranismo al centro del dibattito politico e reso maggioranza parlamentare quelle forze politiche che, con varia gradazione, alle tematiche sovraniste sostengono di rifarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 che a questa centralit\u00e0 dell\u2019istanza sovranista, corrispondono manovre e strategie di carattere geopolitico da parte di forze straniere \u2013 in particolar modo gli Stati Uniti \u2013 per orientare a proprio vantaggio il ruolo dell\u2019Italia nell\u2019Europa che nascer\u00e0, dopo il probabile fallimento dell\u2019Eurozona e dopo il possibile affossamento della prospettiva federalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di queste manovre, l\u2019atteggiamento delle forze a vario titolo sovraniste (cio\u00e8 i sovranisti-costituzionalisti, i marxisti critici dell\u2019eurofederalismo e le forze pi\u00f9 orientate a destra) \u00e8 confuso, diviso, talora addirittura indifferente e comunque, all\u2019atto pratico e a mio parere, inadeguato ad affrontare questo nodo strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto alla situazione politica odierna, invito quindi a leggere tre testi pubblicati negli ultimi quattro giorni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) l\u2019articolo del saggista Federico Dezzani intitolato Gli angloamericani giocano la carta M5S-Lega puntando alla Germanexit, pubblicato sul blog eponimo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) l\u2019intervento dell\u2019analista geopolitico Pierluigi Fagan intitolato Complessit\u00e0 democrazia e cambiamento, pubblicato sulla pagina facebook di quest\u2019ultimo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) la lettera del Professor Paolo Savona, di commento alla crisi determinatasi intorno alla sua persona, pubblicata da diversi siti web.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questi interventi diversissimi fra loro, emerge un quadro non certo esaustivo, ma rispetto al quale risultano chiari alcuni elementi di correlazione tra crisi politica italiana e crisi dei rapporti fra Germania e Stati Uniti. Specificamente, risulta che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) Il recente tentativo di governo Lega-M5S, ha avuto la benedizione dell\u2019ambasciatore USA Lewis Eisenberg e il sostegno entusiastico e militante del guru della destra americana Steve Bannon;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) come sostengono i redattori della rivista Limes, per quanto ai vertici degli Stati Uniti sussista oggi un conflitto interno lacerante, le varie fazioni che si combattono a Washington concordano su un punto: l\u2019esistenza di un altro conflitto \u2013 geopolitico e strategico \u2013 fra Stati Uniti e Germania; tale conflitto \u00e8 dovuto alla progressiva \u201costpolitik\u201d di quest\u2019ultima, materializzatasi in crescenti accordi bilaterali con la Cina e nel progetto di gasdotto North Stream 2 con la Russia;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) esattamente come la Germania, gli Stati Uniti non credono alla visione fatalista-determinista che domina in Italia, secondo cui il processo di Stato Unico europeo sarebbe ineluttabile; al contrario, i Paesi che ragionano scevri da orpelli di superstizione ideologica, stanno lavorando alacremente intorno a possibili scenari post-eurozona o, addirittura, post-eurofederali; nell\u2019ambito di tali scenari, gli Stati Uniti intendono cavalcare e indirizzare a proprio vantaggio l\u2019inevitabile processo sovranista dell\u2019Italia, ovvero intendono impedire che quest\u2019ultima entri nell\u2019orbita della filo-russa e filo-cinese Germania e che, grazie alla pressione del sovranismo italiano, la Germania stessa si ritrovi costretta a decidere la fine dell\u2019esperimento di moneta unica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">d) ovviamente, un governo recante istanze pi\u00f9 o meno sovraniste, si troverebbe naturaliter alleato con questa parte degli Stati Uniti poich\u00e9, nell\u2019immediato, l\u2019ostacolo a rimettere nelle mani delle istituzioni elettive e democratiche (cio\u00e8 quelle nazionali) le redini dell\u2019economia, sarebbe rappresentato dalla Germania;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e) in questo modo, si sta prospettando la possibilit\u00e0 di una \u201cvia yankee al sovranismo\u201d che, per forza di cose, allontanerebbe l\u2019Italia dalla Mitteleuropa e renderebbe pi\u00f9 stretti i suoi legami con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi anni di austerity tedesca, hanno fatto a molti dimenticare cosa significhi il legame dell\u2019Italia con gli Stati Uniti sul piano della sottomissione ai dogmi neoliberisti. Quel legame significa, fra le tante cose: deregolamentazione economica, recante degradazione dei diritti sociali (vedi trattato CETA o il temporaneamente bloccato TTIP); tramite scimmiottamento degli USA nell\u2019abolire il finanziamento pubblico ai partiti, privatizzazione della politica ovvero sua sottomissione definitiva al lobbysmo e agli interessi privati; tramite rapporti del sistema sanitario italiano con le grandi aziende farmaceutiche americane, abolizione del principio di assistenza sanitaria gratuita e universale; tramite la NATO, coinvolgimento in guerre che \u2013 come quella in Siria o quella al momento \u201cfredda\u201d con la Russia \u2013 collidono totalmente e pesantemente con quelli che sono gli interessi economici e strategici dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado tutto questo, in ambito sovranista o comunque fra i critici dell\u2019eurofederalismo, si manifesta la tendenza a demonizzare la Germania che impone l\u2019austerity e, quindi, a porre in secondo piano il problema rappresentato dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure, si teorizza un\u2019irenica neutralit\u00e0 rispetto a entrambi i Paesi. Il che, in linea di principio, \u00e8 certamente condivisibile. Ma la neutralit\u00e0 non nasce mai dall\u2019inazione, bens\u00ec \u00e8 il risultato di attivit\u00e0 diplomatica, d\u2019indefessa tessitura di alleanze internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto, l\u2019obiettivo della neutralit\u00e0 non pu\u00f2 che avere, come passaggio inderogabilmente prioritario, la revisione dei rapporti con quel solo e unico Paese che ha collocato, sul territorio italiano, 40 basi militari e 90 testate nucleari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto, dunque, \u00e8 saper distinguere fra gli aspetti immediati e contingenti della politica internazionale e le prospettive geopolitiche di portata medio-lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 del tutto evidente che, nell\u2019immediato, l\u2019istanza sovranista dell\u2019Italia si trover\u00e0 a confliggere con la direzione tedesca dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in uno scenario post-moneta unica o post-federale, la relazione con la Germania potrebbe invece assumere una valenza diametralmente opposta. E non solo nello scenario \u201cpost\u201d, ma anche nella fase immediatamente precedente: in caso di crisi delle relazioni intra-europee, infatti, la Germania \u2013 che storicamente ha vissuto l\u2019euro come un\u2019imposizione \u2013 potrebbe trovarsi alla guida dei paesi euroscettici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista sovranista, sarebbe veramente triste osservare \u2013 in un eventuale scenario europeo post-federale \u2013 l\u2019Italia legata a triplo filo con gli Stati Uniti mente la Germania se ne veleggia, autonoma, verso uno spazio di cooperazione con i BRICS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto politico italiano, se da una parte il M5S fonda totalmente la propria legittimazione internazionale sui rapporti con ambienti inglesi e americani, vediamo la Lega muoversi in modo pi\u00f9 spregiudicato e, quindi, pi\u00f9 autonomo. Se da una parte Salvini svolge incontri cordiali con Steve Bannon, dall\u2019altra intesse rapporti col partito Russia Unita di Putin ed enuncia \u2013 nella conferenza stampa di presentazione della candidatura di Alberto Bagnai \u2013 una futura saldatura con la Germania in versione \u201ceuroscettica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal momento che, per numerose ragioni, non si possono riporre le proprie speranze su un personaggio ideologicamente contradditorio e tendente all\u2019improvvisazione come Salvini, occorre che una visione di lungo termine sul rapporto con Stati Uniti e Germania s\u2019insedi anche negli ambienti sovranisti veri e propri. Una visione che sappia distinguere fra una prospettiva immediata di scontro con la direzione tedesca dell\u2019Unione Europea e una prospettiva geopolitica di lungo termine, che impone all\u2019Italia di allentare lo storico legame con gli Stati Uniti e abbracciare il nuovo assetto multipolare del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prospettiva, soprattutto, che eviti che i sovranisti italiani facciano il ruolo degli utili idioti e cio\u00e8 che contrastino la Germania laddove necessario, ma senza assecondare i progetti atlantisti volti a recare maggior peso agli Stati Uniti in Europa: ora, vi \u00e8 il fondato sospetto che il governo Lega-M5S quest\u2019accortezza non l\u2019avrebbe affatto avuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29061-la-via-yankee-al-sovranismo\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29061-la-via-yankee-al-sovranismo<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Riccardo Paccosi) &nbsp; Pubblichiamo la riflessione di Riccardo Paccosi come contributo alla discussione sulle questioni relative alla difesa della sovranit\u00e0 nazionale\u00a0 Ho iniziato a parlare dell\u2019esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, pi\u00f9 o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012. 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