{"id":42722,"date":"2018-06-07T10:00:54","date_gmt":"2018-06-07T08:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42722"},"modified":"2018-06-07T09:32:07","modified_gmt":"2018-06-07T07:32:07","slug":"lira-iraniana-e-la-minaccia-nucleare-alleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42722","title":{"rendered":"L\u2019ira iraniana e la minaccia nucleare all\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ayatollah-ali-khamenei-reiterated-iranian-denials-that-tehran-was-seeking-to-build-a-nuclear-weapon-1280x640.jpg\" alt=\"L\u2019ira iraniana e la minaccia nucleare all\u2019Europa\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abGli europei sognano se credono che l\u2019<strong>Iran<\/strong> possa continuare a rispettare l\u2019accordo (sul nucleare, <em>ndr<\/em>) nel caso entrino in vigore nuove <strong>sanzioni economiche<\/strong> contro di noi\u00bb. A pronunciare queste parole minacciose \u00e8 stata la <strong>guida suprema iraniana\u00a0Ali Khamenei<\/strong> che, parlando da un luogo non casuale, ovvero il mausoleo dedicato al fondatore della Repubblica islamica Ayatollah\u00a0Ruhollah Khomeini, ha annunciato di aver dato ordine ai suoi scienziati di ripristinare l\u2019<strong>arricchimento dell\u2019uranio a fini nucleari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mossa, chiaramente propagandistica \u2013 in realt\u00e0, una parte dell\u2019eventuale ripresa dell\u2019arricchimento \u00e8 persino prevista dagli <strong>accordi JCPOA (Joint Common Plan of Action)<\/strong> siglati nel luglio 2015 a Vienna, sotto gli auspici di <strong>Barack Obama<\/strong> \u2013 intende con ogni evidenza puntare alla fine delle sanzioni che l\u2019Amministrazione Trump ha ostinatamente ripristinato, in ragione della politica manifestamente anti-iraniana del nuovo governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl popolo e il governo dell\u2019Iran non accetteranno di dover sopportare allo stesso tempo sanzioni e limitazioni in materia nucleare. Non accadr\u00e0 mai\u00bb ha aggiunto Khamenei in riferimento all\u2019Europa, nella speranza-convinzione di poter portare dalla sua una parte degli stati europei che erano e restano scettici circa la direzione politica e le scelte economiche intraprese da Washington. Germania, Francia e Gran Bretagna, anzitutto, che si sono spese per tentare di convincere un granitico <strong>Donald Trump<\/strong>, irremovibile perch\u00e9 convinto che la Persia degli Ayatollah sia il<strong> \u201cmale assoluto\u201d<\/strong> del Medio Oriente attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur criticando le mosse del presidente americano, comunque, nessuna decisione o iniziativa unilaterale \u00e8 per ora scaturita da Berlino, Parigi o Londra. Tutti sono consapevoli che la situazione sullo scacchiere mediorientale si sta complicando anzich\u00e9 dipanarsi. E questo anche per colpa delle mire di Teheran, che si \u00e8 spinto molto oltre la <strong>solidariet\u00e0 al governo di Damasco<\/strong>, e che oggi punta a raggiungere l\u2019egemonia attraverso un sempre pi\u00f9 consistente intervento militare, che non pu\u00f2 piacere n\u00e9 a Washington n\u00e9 tantomeno agli alleati (leggasi Israele).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, per adesso l\u2019Europa degli stati continua a seguire pedissequamente Donald Trump, il quale ha voluto il ritiro da quell\u2019accordo per dimostrare anzitutto che la voce degli Stati Uniti \u00e8 forte e chiara, ma soprattutto in discontinuit\u00e0 con la precedente amministrazione. Se Barack Obama non aveva osato <strong>bombardare gli arsenali di Assad<\/strong> dopo l\u2019uso di armi chimiche da parte di Damasco, infatti, Trump non ha esitato neanche 48 ore a dare l\u2019ordine di attacco, in ossequio alla sua volont\u00e0 di marcare una differenza sensibile rispetto agli otto anni di presidenza democratica, pur se in fin dei conti alla spettacolare iniziativa non \u00e8 seguito alcun risultato tangibile n\u00e9 prolungato sul campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, oggi la situazione sul campo mediorientale \u00e8 in pieno stallo e forse anche per questo ogni capo di governo gioca ad alzare la posta sulla pelle dei siriani, puntando invero ad altro: cio\u00e8 a un riconoscimento del proprio peso politico nella regione. In questo senso, il JCPOA siglato dagli iraniani \u00e8 il primo a farne le spese. Certo, quell\u2019accordo era migliore di molte iniziative precedenti, tutte naufragate per l\u2019ostinazione soprattutto degli Ayatollah e del velenoso presidente <strong>Mahmud Ahmadinejad<\/strong>. Ma quando \u00e8 stato infine siglato, nessuno probabilmente aveva considerato l\u2019involuzione che avrebbe preso la <strong>guerra in Siria<\/strong>, che vede oggi un pericoloso incremento della presenza militare iraniana ai confini di Israele, tale per cui questo fatto inevitabilmente gioca in sfavore della reputazione e affidabilit\u00e0 della controparte persiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi come l\u2019America \u00e8 usa a ergersi in difesa di alleati storici come Israele, non poteva in alcun modo lasciarla passare agli iraniani. Cos\u00ec, \u00e8 arrivato il segnale: far saltare i ponti ed eventualmente ricostruirli diversamente. La decisione dell\u2019amministrazione Trump ha poi un sapore altamente simbolico, connesso anche al concomitante spostamento dell\u2019<strong>ambasciata USA a Gerusalemme<\/strong>, quella contesa capitale d\u2019Israele che crea non pochi mal di pancia al mondo arabo-musulmano, ma sulla quale Trump si \u00e8 dimostrato ancora una volta inflessibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, per\u00f2, anche se di simboli si tratta, le ricadute sul piano politico ed economico, ancor prima che militare, si fanno gi\u00e0 sentire in Medio Oriente. Se, infatti, poco dopo il discorso di Khamenei la casa automobilistica francese <strong><em>Peugeot<\/em><\/strong> ha annunciato che si ritirer\u00e0 dall\u2019Iran in ossequio alle rinnovate sanzioni americane, questo \u00e8 gi\u00e0 il segno dei tempi che ci attendono. E i primi a saperlo sono proprio gli Ayatollah.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/iran-nucleare-uranio-arricchito\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/iran-nucleare-uranio-arricchito\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) &nbsp; &nbsp; \u00abGli europei sognano se credono che l\u2019Iran possa continuare a rispettare l\u2019accordo (sul nucleare, ndr) nel caso entrino in vigore nuove sanzioni economiche contro di noi\u00bb. 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