{"id":42727,"date":"2018-06-07T11:46:43","date_gmt":"2018-06-07T09:46:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42727"},"modified":"2018-06-07T11:46:43","modified_gmt":"2018-06-07T09:46:43","slug":"eurostop-in-euskal-herria-internazionalismo-e-organizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42727","title":{"rendered":"EUROSTOP IN EUSKAL HERRIA: INTERNAZIONALISMO \u00c8 ORGANIZZAZIONE!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Eurostop<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La piattaforma sociale Eurostop ha partecipato la settimana scorsa a un ciclo di incontri, conferenze e dibattiti in Euskal Herria, organizzati dall\u2019associazione internazionalista Askapena, storico gruppo della sinistra indipendentista basca. Erano presenti compagni tedeschi (Interventionistische Linke), dal Donbass e dalla Russia (Borotba), dai Paesi Catalani (Endavant) e dalla Grecia (KOE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una settimana ricca di eventi e incontri, in cui abbiamo potuto discutere con molte realt\u00e0 basche sulle prospettive di rottura e sulla creazione di un\u2019alternativa allo stato di cose presenti. Ci siamo immersi nella realt\u00e0 locale, che seppur segnata dalla sconfitta storica recentemente subita, mostra ancora una forte vitalit\u00e0 politica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle trasmissioni radiofoniche, durante gli incontri con i compagni e con il pubblico, accorso sempre in grande quantit\u00e0 e con grande voglia di partecipare, abbiamo avuto un confronto serrato sui nostri metodi e sulle nostre azioni. In tanti, l\u00ec come qui da noi, cercano di risolvere il rebus strategico per una sinistra che voglia essere davvero di classe e rivoluzionaria: quale nemico \u00e8 il principale? qual\u2019\u00e8 la strada da percorrere per la liberazione dei popoli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo stati invitati appositamente per spiegare le nostre ragioni e le nostre prospettive: per noi il nemico principale \u00e8 da sempre l\u2019Unione Europea, che certamente non \u00e8 uno spazio di pace e cooperazione tra popoli come<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">la propaganda di regime ci ha fatto credere per trent\u2019anni, e l\u2019unica maniera che abbiamo per rompere qualsiasi vincolo con essa \u00e8 rompere la gabbia che ci sta costruendo interno. Siamo consci che nessuna riforma \u00e8 possibile dentro di essa (dobbiamo ancora ripetere la storia dell\u2019unanimit\u00e0 degli Stati membri? \u2026ci siamo stufati di doverlo ripetere) e che qualsiasi confusione tra UE ed Europa \u00e8 dei nemici o degli scemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Euskal Herria la situazione \u00e8 differente da quella che abbiamo conosciuto nei decenni scorsi. Dopo la smobilitazione dell\u2019ETA, fatta passare dai media di regime come una brutale organizzazione terroristica mentre per gran parte del popolo basco era la risposta adeguata alla violenza del regime, siamo a un bivio: salvaguardare come possibile i pochi spazi di libert\u00e0 ed espressione lasciati aperti da Madrid, sperando in un aiuto da Bruxelles, oppure individuare il \u201cnuovo\u201d avversario e preparare il terreno dello scontro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se qualcuno poteva ancora avere dei dubbi in merito, dopo gli avvenimenti di quest\u2019ultimo anno in Catalogna non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 margine d\u2019errore o fraintendimento: Bruxelles guarda da tutt\u2019altra parte, se ne frega della volont\u00e0 di emancipazione dei popoli, attenta solo all\u2019ottimizzazione dei margini di profitto che pu\u00f2 spremere da milioni di lavoratori fuori e dentro i suoi confini. E non potrebbe essere altrimenti, essendo l\u2019Unione Europea, in tutti i suoi passaggi storici, uno strumento importante per tutelare una parte (importante) di borghesia continentale dalla minaccia di liberazione degli sfruttati: mai si tratt\u00f2 di integrazione di popoli, ma solo di un coordinamento sempre pi\u00f9 stretto ed efficacie tra borghesie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo i compagni di Askapena ci hanno chiesto di andare agli incontri a Erromo (vicino Bilbao), Gaisteitz, Altsasu, Donostia\u2026perch\u00e9 parlare di fascismo inquadrandone tutte le sue sfaccettature (dalle sette tradizionali al movimento reazionario di massa, fino al fascismo istituzionale di cui Minniti \u00e8 esempio e -per ora- campione indiscusso) non \u00e8 scontato, perch\u00e9 inquadrare l\u2019imperialismo senza confonderlo con una \u201csemplice\u201d aggressione militare non \u00e8 sempre facile, perch\u00e9 l\u2019idea di un\u2019alternativa bisogna costruirla sin da ora per essere pronti poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 se \u00e8 vero che abbiamo tutti un orizzonte comune (ma \u00e8 vero?), la lotta di tutti i giorni bisogna declinarla con elasticit\u00e0 e fermezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hanno riscosso notevole interesse le nostre due Leggi di Iniziativa Popolare. Se quella per l\u2019abrogazione dell\u2019articolo 81 apre un problema in parte gi\u00e0 conosciuto (nello Stato spagnolo esiste l\u2019articolo 135: cambia il numero, la sostanza no\u2026), la LIP per un referendum consultivo sui Trattati costitutivi dell\u2019UE ha suscitato dibattito ed entusiasmo: andando al cuore del problema, quello dello sovranit\u00e0 popolare in aperta opposizione alla teologia dei Mercati, \u00e8 stata riconosciuta come uno strumento di lotta molto avanzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo incontrato le madri e i padri degli 8 arrestati di Altsasu, una vicenda che si inserisce nella lunga storia di repressione che il popolo basco subisce da sempre per la scelta militante. Siamo intervenuti a un presidio contro l\u2019alta velocit\u00e0, la TAV che buca valli in ogni parte del mondo, cui i paesi interessati oppongono un disegno di treni popolari. Ci siamo confrontati con gli studenti di alcuni paesi dell\u2019entroterra e con i militanti di Errekaleor, un quartiere interamente occupato a Vitoria e strappato alla ferocia dei costruttori di centri commerciali e parcheggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci siamo fatti mancare un assaggio di Txakol\u00ed, il vino locale che dall\u2019oceano Atlantico assorbe la forza propria di questo popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci siamo lasciati con molte proposte sul piatto, molte strade da costruire insieme. Abbiamo bisogno di costruire un internazionalismo che non sia di facciata o di mera solidariet\u00e0 a genti lontane, ma che individui i nemici comuni, i nemici principali, e si organizzi per unire le lotte e le aspirazioni. I compagni di Askapena hanno pi\u00f9 volte ribadito la necessit\u00e0 di unire la lotta per la loro liberazione nazionale con la lotta sociale del proprio e di tutti i popoli. Non possiamo che sposare questa loro linea, consapevoli che c\u2019\u00e8 un nemico da abbattere, una gabbia da rompere. Insieme.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eurostop.info\/eurostop-in-euskal-herria-internazionalismo-e-organizzazione\/\">http:\/\/www.eurostop.info\/eurostop-in-euskal-herria-internazionalismo-e-organizzazione\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eurostop La piattaforma sociale Eurostop ha partecipato la settimana scorsa a un ciclo di incontri, conferenze e dibattiti in Euskal Herria, organizzati dall\u2019associazione internazionalista Askapena, storico gruppo della sinistra indipendentista basca. Erano presenti compagni tedeschi (Interventionistische Linke), dal Donbass e dalla Russia (Borotba), dai Paesi Catalani (Endavant) e dalla Grecia (KOE). 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