{"id":42760,"date":"2018-06-11T08:00:20","date_gmt":"2018-06-11T06:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42760"},"modified":"2018-06-07T15:18:36","modified_gmt":"2018-06-07T13:18:36","slug":"il-difficile-recupero-della-sovranita-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42760","title":{"rendered":"Il Difficile Recupero Della Sovranit\u00e0 Democratica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Alessandro Volpi)<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-850x680.jpg\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-850x680.jpg 850w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-768x614.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-380x304.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo-650x520.jpg 650w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/popolo.jpg 900w\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"680\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 un fenomeno a sinistra particolarmente bizzarro che, usando una metafora calcistica, consiste in una finta a sinistra per poi scattare a destra (se non ricordo male per farlo a Fifa, almeno ai miei tempi, era sx-L1-dx-R1).<\/strong> Questa giravolta teorica, nella sua logica essenziale, consiste nella critica radicale di alcuni aspetti, ritenuti moderati e interni al sistema capitalistico, di un\u2019altra sinistra (oggi normalmente l\u2019oggetto della polemica \u00e8 la c.d. \u201csinistra populista sovranista\u201d) per poi virare in una difesa degli aspetti pi\u00f9 evidenti dello stesso sistema. Se infatti la sinistra neoliberale (il Pd in Italia) \u00e8 chiara nei sui intenti, cio\u00e8 accetta pacificamente non solo la fine della prospettiva rivoluzionaria ma anche del patto sociale che ha garantito lo stato di relativo benessere delle democrazie europee, questa sinistra sedicente radicale in una prospettiva di critica alla via riformista ricade in una convergenza con l\u2019ordine neoliberale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le vie della giravolta sono infinite e anche contraddittorie fra loro, ma normalmente il punto centrale \u00e8 il tema della \u201csovranit\u00e0\u201d.<\/strong> L\u2019esempio paradigmatico di questa torsione \u00e8 senza dubbio Toni Negri, che del resto incarna la parabola della sinistra nella sua forma pi\u00f9 squallida. C\u2019\u00e8 un passaggio di una intervista a Vanity Fair in cui espone questa logica in maniera cristallina: \u00abMi auspico che Bruxelles prenda le redini dell\u2019Italia dopo il 4 marzo. Non lo desidero, per me la\u00a0burocrazia europea\u00a0\u00e8 il grande nemico. Per\u00f2 \u00e8 meglio avere qualcosa, che il nulla pi\u00f9 completo.<b>\u00a0<\/b>Angela Merkel, fatti avanti\u2026\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 noto per il <i>Ma\u00eetre<\/i>\u00a0\u00e0\u00a0<i>penser<\/i> della sinistra radicale la sovranit\u00e0 \u00e8 un ferro vecchio della politica moderna borghese, il sistema capitalistico globale lo ha superato da tempo, e le possibilit\u00e0 emancipative si trovano in un nuovo soggetto storico, la moltitudine. Il legame territoriale \u00e8 scomparso e una politica di radicalizzazione della democrazia nel contesto nazionale \u00e8 non solo impraticabile ma anche reazionario, perch\u00e9 incatena questo nuovo soggetto. Fin qui non condivido, ma seguo la logica. Il passo successivo per\u00f2 \u00e8 quello dell\u2019articolo succitato: nell\u2019attesa che questi processi sociali su scala globale si compiano meglio essere governati da una burocrazia europea, che almeno \u00e8 qualcosa. Finta a sinistra e scatto a destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ragionamenti di questo tipo si sprecano nella sinistra radicale, in nome di un vago concetto di internazionalismo contrapposto alla deriva sovranista delle sinistre populiste.<\/strong> La logica \u00e8 sempre la stessa: la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 un concetto di destra, Marx ha detto ai proletari di tutto il mondo di unirsi. Al di l\u00e0 del fatto che una prospettiva immediatamente internazionalista era impraticabile anche nella fase trionfale del movimento operaio \u2013 che infatti dove ha conseguito qualcosa lo ha fatto attraverso il medium di una politica nazionale, quindi in uno spazio territorializzato \u2013 non si capisce oggi a cosa faccia riferimento e dove veda una mobilitazione sociale globale capace di produrre queste trasformazioni. Ma anche ammettendo questa logica come l\u2019unica percorribile ci si aspetterebbe almeno il mantenimento di una rigorosa prospettiva rivoluzionaria. E invece no, dall\u2019internazionalismo proletario si passa direttamente al cosmopolitismo borghese, senza passare dal via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 lo strumento della borghesia \u2013 cosa peraltro vera solo in parte, visto che le democrazie europee prevedono quantomeno una certa dialettica interna allo stato di inclusione dei subalterni, che diviene un terreno di lotta per l\u2019egemonia \u2013 allora sar\u00e0 meglio il super-stato post-democratico europeo, con un\u2019architettura pensata esplicitamente per limitare la seppur debole (che poi tanto debole non \u00e8 stata in alcune sue fasi) logica conflittuale interna agli stati-nazione. Meglio un mostro ordoliberale di uno stato democratico, perch\u00e9 pi\u00f9 internazionale, come il proletariato del resto. Lo stesso dicasi in relazione al tema del rapporto fra marxisti e keynesiani. Lo sappiamo tutti che i keynesiani sono in fondo un po\u2019 capitalisti, che il capitalismo va abbattuto e non riformato come ci dicono i marxisti. Il problema inizia nel momento in cui dall\u2019accettazione della non riformabilit\u00e0 si passa all\u2019accettazione dello status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica di fondo \u00e8 la stessa dei neoliberisti: <em>There is no alternative<\/em>, e allora tanto vale non provarci perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 perso, e una moderata politica espansiva unita all\u2019ampliamento delle tutele del lavoro \u00e8 un\u2019utopia o al massimo un modo per rinvigorire e riattivare un nuovo ciclo di accumulazione. Il che non significa che il keynesismo sia la soluzione e i marxisti sbaglino, anzi, mi preme ripeterlo, se avessi visto anche una sola di queste Cassandre progettare la rivoluzione contro il capitalismo globale e prendere la via della macchia non avrei nulla da opinare. La verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 che queste derive sono solo un tentativo estremo di dare una sostanza teorica accattivante alla loro sconfitta epocale, una teologia della fine della storia (o come inerzia o come apocalisse non importa, perch\u00e9 tanto non c\u2019\u00e8 nulla da fare se non accettare lo status quo) che proietta nei cieli della teoria la misera fine della propria parabola politica ed esistenziale. E la torsione verso l\u2019esplicita accettazione delle forme pi\u00f9 esplicite di dominio \u00e8 solo la conferma di questa torsione nella sinistra radicale che assomiglia tanto, troppo all\u2019altra sinistra, quella diventata direttamente destra, passando dal centro, senza fare la finta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah! I difensori del \u201ccustode della costituzione\u201d di questi giorni ovviamente fanno parte di questo stesso fenomeno, ma non ne parleremo, perch\u00e9 l\u2019attualit\u00e0 politica ad una certa annoia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/il-difficile-recupero-della-sovranita-democratica\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/stoccate\/il-difficile-recupero-della-sovranita-democratica\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Alessandro Volpi) C\u2019\u00e8 un fenomeno a sinistra particolarmente bizzarro che, usando una metafora calcistica, consiste in una finta a sinistra per poi scattare a destra (se non ricordo male per farlo a Fifa, almeno ai miei tempi, era sx-L1-dx-R1). 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