{"id":42793,"date":"2018-06-09T10:00:42","date_gmt":"2018-06-09T08:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42793"},"modified":"2018-06-09T08:07:10","modified_gmt":"2018-06-09T06:07:10","slug":"caos-italia-ovvero-la-rivolta-del-ceto-medio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42793","title":{"rendered":"Caos Italia, ovvero la rivolta del ceto medio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRAINRETE (Michele Castaldo)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con pazienza cerchiamo di spiegare le cause e i possibili sbocchi dell\u2019attuale caos. Lo facciamo partendo dall\u2019interrogativo che si poneva Boccia, presidente della Confindustria, all\u2019Assemblea annuale di quella potente associazione: \u00abpossiamo hic et nunc vincere la sfida della competitivit\u00e0 con i nostri partner\/concorrenti [\u2026] con un blocco sociale sul quale poggia la stessa idea della modernit\u00e0 italiana. Il guaio \u00e8 che\u00bb, recita il salernitano don Vincenzo, \u00abquesta constitiency dell\u2019impresa e del lavoro, nonostante valga almeno 15-16 milioni di voti, si scopre fragile\u00bb. Come a dire: perch\u00e9 quello che pu\u00f2 essere non \u00e8? E\u2019 la classica domanda dell\u2019impotenza dell\u2019individuo che non vuol capire le ragioni vere, cio\u00e8 le cause dei fenomeni e cerca di rincorrere i propri desideri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, i 15-16 milioni di voti\u00a0del bacino cui Boccia fa riferimento \u00e8 rappresentato da un ipotetico blocco sociale comprendente grosso modo la grande borghesia industriale e tutto il ceto medio. Ma, si domanda la Confindustria, cosa sta succedendo, perch\u00e9 quell\u2019unit\u00e0 che dovrebbe essere del tutto naturale evapora piuttosto che condensarsi e addirittura si presenta in blocchi contrapposti? Perch\u00e9 avanza il populismo di un ceto medio ribelle che mette a rischio le residue forze del nostro capitalismo nazionale? La grande industria ed i poteri forti, cio\u00e8 le banche, i finanzieri interni e internazionali, quei famosi \u201cmercati\u201d, i pescecani della speculazione finanziaria che vanno in giro a prestar soldi vivendo di usura, non accettano di essere messi a rischio dalle rivendicazioni democratiche di settori cresciuti all\u2019ombra di uno sviluppo dell\u2019accumulazione di una fase che ormai abbiamo definitivamente alle spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco il punto in questione. Come disciplinare il ribellismo di un figlio disilluso, allevato nel benessere del periodo delle vacche grasse, e che a un certo punto sputa nel piatto dove ha mangiato? Insomma, dicono lor signori: gli operai sono del tutto passivi e il ceto medio si attiva contro di noi. Ecco come si presenta la questione: l\u2019assenza di un collante di tenuta per una fase che non promette nulla di buono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di Maio-Salvini, i due volti della disperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ingannino le espressioni roboanti di Salvini o le sorridenti certezze di Di Maio. Questi rappresentano il volto della disperazione e dell\u2019impotenza tanto quanto quello di Boccia e della Confindustria. Non a caso durante tutta la campagna elettorale Lega e M5S hanno tentato continuamente di entrare nelle grazie della grande industria, ma sono stati sempre tenuti debitamente a distanza, perch\u00e9 la coperta \u00e8 corta e \u201cquando l\u2019acqua \u00e8 poca la papera non galleggia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qual \u00e8 la questione? L\u2019Europa ed i suoi vincoli, i cui costi la grande industria ed i pescecani della finanza cercano di scaricare sulle masse lavoratrici e sul ceto medio, stimolando, al momento, due reazioni contrastanti: passivit\u00e0 da parte operaia e ribellismo \u201cpopulista\u201d, contenuto nell\u2019ambito democratico, cio\u00e8 attraverso il voto elettorale. L\u2019Europa non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 astratta e metafisica, ma un insieme di nazioni e di rapporti con mille contraddizioni tutte ruotanti sul connubio debito-credito, vero cardine del sistema capitalistico di questa fase, perch\u00e9 tutto il modo di produzione capitalistico si regge sulla speranza di produrre e vendere, per questo ci si indebita. Le banche stesse, non ci si illuda, vivono in funzione di questa speranza. Ma, un conto era indebitarsi negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale con una straordinaria prospettiva per l\u2019accumulazione e l\u2019espansione dei consumi, tutt\u2019altra cosa \u00e8 indebitarsi oggi. E le banche, per sopravvivere, devono calibrare bene dove recuperare fondi, come vincere la concorrenza fra loro, dove e come prestare i soldi. I soldi non sono una carta o un metallo qualsiasi, ma rappresentano il modo concentrato di un valore precedentemente prodotto e proiettato alla produzione di un nuovo valore. Sicch\u00e9 lo scontro che si manifesta come protesta sui vincoli imposti dall\u2019Europa, in realt\u00e0 \u00e8 sulla natura della scommessa per il prossimo futuro, e su come la crisi economica mondiale si scaricher\u00e0 sulle diverse nazioni e, all\u2019interno di queste, sulle diverse classi sociali. Altrimenti detto: la concorrenza delle merci \u00e8 destinata ad aumentare sempre di pi\u00f9 provocando maggiore competitivit\u00e0 fra le nazioni e conflitti all\u2019interno di queste. Sicch\u00e9 una nazione per poter sostenere la concorrenza delle sue merci deve sostenere i propri capitalisti a tenere bassi i costi di produzione e agevolarli nelle esportazioni; e questo vuol dire ridurre continuamente le tasse a loro carico. La richiesta della riduzione delle tasse da parte dei capitalisti \u00e8 la meccanica conseguenza dell\u2019aumentata concorrenza interna e internazionale. Se si riducono le tasse si riducono le entrate per l\u2019erario, di conseguenza si riducono le possibilit\u00e0 di spesa dello Stato. Dunque la scommessa \u00e8 sulla continua riproduzione di valore. Dal momento che uno Stato, in questa fase storica in modo particolare, non disponendo di un magazzino di valore precedentemente accumulato da poter distribuire munificamente, deve necessariamente far ricorso al debito: farsi prestare i soldi dai \u201ccittadini\u201d, pagare gli interessi per far fronte alla spesa sociale complessiva. La scommessa consiste nella riproduzione continua di valore e l\u2019ingresso continuo di tributi nelle casse dell\u2019erario. Per ottenere i prestiti bisogna essere credibili, fornire le garanzie ai \u201cmercati\u201d, cio\u00e8 agli investitori. E gli investitori a loro volta per poter investire hanno bisogno di paesi che devono richiedere prestiti e fornire serie garanzie di restituirli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto debito-credito non \u00e8, come dicono taluni \u201cingenui\u201d, un puro fatto contabile, per cui basterebbe renderlo nullo e buona notte. No, il debito \u00e8 la speranza e la scommessa che tiene in vita una nazione nel moto-modo di produzione capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cerchiamo perci\u00f2 di scendere pi\u00f9 nel dettaglio nel tentativo di fornire una chiave di lettura sulla natura dello scontro che in Italia si appalesa come populismo contro establishment, altrimenti detto: ceto medio e masse di nuova disoccupazione contro la grande industria, le banche, gli apparati della burocrazia statale e l\u2019insieme delle gerarchie politiche, militari e religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il contratto di governo di Lega-M5S \u00e8 ispirato a poche e chiare idee-forza tanto unitarie nel loro contenuto quanto contraddittorie nella loro prospettiva, ma di rottura sia rispetto all\u2019establishment, sia rispetto alla vecchia classe operaia. Sono i contenuti di un contratto presenti negli ultimi anni a diffusione popolare nella societ\u00e0 che si sono condensati nella campagna elettorale prima e nei risultati elettorali dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;padding-left: 30px\">A) L\u2019abolizione della legge Fornero metterebbe insieme due necessit\u00e0: svecchiamento degli addetti nelle aziende (del nord in modo particolare) e assunzioni a condizioni peggiorative di giovani lavoratori. Un punto di incontro politico che metterebbe insieme \u2013 se applicato &#8211; Salvini e Di Maio. Dunque un costo \u2013 quello della riduzione dell\u2019et\u00e0 pensionabile \u2013 da scaricare sulle casse dello Stato. Una contraddizione palese verso l\u2019establishment.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;padding-left: 30px\">B) Un\u2019altra \u201cstraordinaria\u201d rivendicazione unificante del duo Salvini-Di Maio \u00e8 l\u2019aiuto alla piccola e media impresa, che asseconderebbe le necessit\u00e0 sia della piccola impresa, sia delle giovani generazioni alla ricerca del primo impiego. Siamo cos\u00ec alla seconda \u201cstraordinaria\u201d contraddizione verso l\u2019establishment, perch\u00e9 quando c\u2019\u00e8 crisi le banche non possono finanziare tutti, ma sono indotte a selezionare il credito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;padding-left: 30px\">C) Una terza rivendicazione unificante di Lega e M5S \u00e8 la questione degli immigrati, un vero rompicapo, una summa di contraddizioni, che solo chi \u00e8 digiuno di materialismo pu\u00f2 non capire. Il capitalismo italiano (ed europeo) ha bisogno come l\u2019aria per respirare degli immigrati, pi\u00f9 ne arrivano meno costeranno negli impianti produttivi, mentre Lega e M5S interpretano due sentimenti convergenti ma opposti: la Lega perch\u00e9 nel nord del paese (in modo particolare del nord-est) dove l\u2019economia composta da piccole e medie imprese in questa fase tira, c\u2019\u00e8 la piena occupazione grazie all\u2019esportazione verso la Russia dei prodotti del made in Italy; ma i signorotti temono i disordini che un eccesso di immigrati possano rovinare la civile convivenza di una comunit\u00e0 che vuole vivere tranquilla del proprio lavoro, e difendersi contro i male intenzionati. Un sentimento che Salvini interpreta coscientemente. Il M5S, sulla questione degli immigrati, vive una palese contraddizione, essi servono anche alla piccola e media impresa, dunque sono necessari; ma sono un concorrente sleale per i disoccupati italiani in modo particolare in Italia meridionale. Qual \u00e8 il terreno politico unificante con la Lega? La parola d\u2019ordine: Prima gli italiani! Ecco un altro piatto forte del contratto. Ecco perch\u00e9 il capo della Confindustria si lamenta per \u00abla mancanza di una destra borghese e repubblicana\u00bb, anche perch\u00e9 i paesi europei usano lo sbarco degli immigrati sulle nostre coste come valvola di sfogo per le sterminate masse di impoveriti africani, in assenza della quale aumenterebbero le tensioni sociali in tutti quei paesi non facilmente gestibili da interventi esterni. Una preoccupazione questa ben presente fra i consiglieri dei poteri forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sia detto a chiare lettere: Salvini rappresenta la mentalit\u00e0 gretta del bottegaio di provincia che si vuole armare per difendersi dall\u2019assedio dei disperati, mentre il M5S vorrebbe evitare lo sbarco degli immigrati a) per l\u2019alto costo dei \u201csalvataggi\u201d e destinare le risorse di queste operazioni a sostegno della piccola e media impresa, b) per ridurre la concorrenza nei confronti dei disoccupati italiani, c) per ridurre al minimo le tensioni per la presenza degli immigrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque meno tasse allo Stato \u2013 Flat Tax o come ancora la vorrebbero chiamare &#8211; e pi\u00f9 risorse alla piccola impresa. Ecco un altro dei terreni convergenti dei due movimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La chiusura dell\u2019Ilva e lo stop alla Tav per Lega e M5S, cio\u00e8 le grandi opere, rappresentano la volont\u00e0 di intere aree geografiche di salvaguardare ambiente e territorio, e destinare le risorse \/verso\/ alla piccola e media impresa. Si spiega in questo modo la volont\u00e0 di un Michele Emiliano, governatore della regione Puglia, di confrontarsi con il M5S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto al reddito di cittadinanza esso va affievolendosi sempre di pi\u00f9 per diventare un sussidio di disoccupazione maggiorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla politica estera, capriole e giravolte a parte, i due movimenti erano e sono abbastanza omogenei: il nemico era ed \u00e8 l\u2019Europa ed i suoi vincoli, ovvero l\u2019incapacit\u00e0 di competere con chi \u2013 come la Germania \u2013 \u00e8 riuscita anche nella crisi a mantenere in ordine i suoi conti e sviluppare un import-export con la Russia senza fare rumore. Salvini si scopre \u201cinternazionalista\u201d e \u201cterzomondista\u201d chiedendo di togliere le sanzioni alla Russia non perch\u00e9 \u00e8 comunista, ma perch\u00e9 le piccole e medie aziende del nord est hanno difficolt\u00e0 a esportare in quel paese. A tal fine, per poter godere di maggiore autonomia, udite udite, schiera Paolo Savona (alla faccia del nuovo), navigatissimo negli ambienti confindustriali e finanziari interni e internazionali (altro che lotta contro l\u2019establishment!) che propone, il famoso piano B, cio\u00e8 l\u2019uscita dall\u2019euro, possibilmente di notte. Ora se il signor Savona \u00e8 un vero e proprio filibustiere, in Confindustria proprio fessi non sono, e alla presidenza della Repubblica Mattarella \u00e8 certamente contornato da consiglieri altrettanto navigati. Si \u00e8 prodotto cos\u00ec uno scontro reale, un vero e proprio braccio di ferro tra l\u2019insieme dell\u2019establishment e gli esponenti del Contratto per il nuovo governo e l\u2019ha spuntata all\u2019immediato \u2013 ovviamente \u2013 chi detiene ancora il vero potere economico ben saldo nelle mani: la grande industria e le banche italiane ed europee, esattamente quei poteri forti contro cui si battono le classi medie rappresentate da Lega e M5S. Ma la realt\u00e0 \u00e8 dinamica e dialettica, non appena M5S e Lega, dopo aver gridato allo scandalo, perch\u00e9 sarebbe stata calpestata la democrazia, minacciano di scendere in piazza il 2 giugno alla festa della Repubblica, l\u2019establishment \u00e8 costretto a venire a patti con i contrattisi e questi a fare un passo di lato e spostare il professor Savona ad altro dicastero, quello dei rapporti con l\u2019Europa, tie\u2019! Pace \u2013 armata &#8211; fatta: fedelt\u00e0 alla Repubblica e ai vincoli europei, un governo infoltito di ministri \u201ctecnici\u201d ovvero rigorosamente legati all\u2019establishment. Cos\u00ec Di Maio dopo aver tuonato che \u201cormai \u00e8 inutile votare\u201d diventa guardiano della \u201crivoluzione\u201d della nuova italianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che si tratti di uno scontro duro, anzi durissimo tra settori dell\u2019imprenditoria italiana \u00e8 fuori di ogni ragionevole dubbio e i risultati elettorali del 4 marzo 2018 lo avevano gi\u00e0 ampiamente dimostrato. Che esso possa essere ricondotto nel naturale alveo dei canali democratici \u00e8 pura miopia. Che il ceto medio possa dare l\u2019assalto ai poteri forti attraverso l\u2019uso democratico della scheda elettorale \u00e8 pia illusione. Gi\u00e0 la Confindustria ha dimostrato che alla guerra si risponde con la guerra e un eventuale partito di \u201cvera destra repubblicana\u201d \u2013 anelato da Boccia \u2013 passa necessariamente attraverso il disciplinamento del ceto medio che in una fase di vera crisi capitalistica come quella attuale \u00e8 destinato a impoverirsi ed avere perci\u00f2 meno voce in capitolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Salvini si chiedeva \u00abnoi in piazza? molti ce lo stanno chiedendo\u00bb e c\u2019\u00e8 chi evoca scenari da anni venti, di marcia su Roma, di nuovo fascismo e cos\u00ec via. Non esageriamo, la storia non si ripete mai allo stesso modo, mai nello stesso fiume scorre la stessa acqua. Il fascismo coagul\u00f2 il malcontento di pi\u00f9 settori sociali con al centro i reduci di guerra che rivendicavano una giusta ricompensa per l\u2019impegno profuso nella guerra. Ma \u2013 questo il punto qualificante della nostra analisi \u2013 era un movimento che nasceva in una fase che prometteva uno straordinario sviluppo economico, dunque sociale e politico, fondato sulla forza dell\u2019espansionismo imperialista dell\u2019Italia. E\u2019 del tutto chiaro che a fronte di chi predicava l\u2019Internazionalismo proletario nei confronti di masse affamate ebbe buon gioco chi proponeva l\u2019azione della forza di un\u2019Italia in crescita per le colonie e la prospettiva di grandi opere infrastrutturali e la bonifica di zone paludose, come la pianura Pontina. Uno spirito certamente egoistico, che prevalse nei confronti di una proposta solidaristica e di classe, con la quale la Confindustria and\u00f2 a nozze. E\u2019 quel tipo di collante che oggi manca!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi i paesi europei per poter partecipare all\u2019aumentata concorrenza internazionale avrebbero come unica possibilit\u00e0 la creazione di una forza militare unitaria per ritagliarsi lo spazio per nuove imprese coloniali piuttosto che procedere in ordine sparso. E questo richiederebbe una montagna di risorse economiche da investire, da parte degli Stati, che dovrebbero ulteriormente raschiare il barile anche nei confronti del ceto medio, proprio mentre la crisi economica tende ad aggravarsi piuttosto che avviarsi verso una soluzione. Questa \u00e8 la realt\u00e0. E il quadro desolante per un Salvini \u00e8 quello del bottegaio che si chiude in casa armato perch\u00e9 impaurito dalla presenza degli immigrati a differenza degli anni venti quando le squadre fasciste cantavano Faccetta nera inneggiando ai fasti della potenza italica in nord Africa. Una differenza che i vari pollai dei talk show e la stampa tutta non capiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi sono oggi quelli che \u2013 parlando della Lega \u2013 chiedono di scendere in piazza contro lo schiaffo dei poteri forti? Lo dice Salvini: \u00absindaci, avvocati, medici e piccoli imprenditori\u00bb, ma lui stesso frena, \u00abci devo pensare, voglio ragionarci a mente fredda\u00bb. A Napoli direbbero \u201cs\u2019ammesura \u2018a palla \u2018o fesso\u201d. Per questi settori lo Stato ed i poteri forti non possono concedere nulla. In piazza si va per fame, che non \u00e8 proprio la condizione degli elettori della Lega. Si tratta perci\u00f2 di settori che non possono schierarsi fino in fondo con i poteri forti \u2013 il famoso partito di destra repubblicana \u2013 e contemporaneamente non possono essere coerenti fino in fondo nello scontro con quei poteri. E la Confindustria ne \u00e8 ben consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto diversa la questione per il M5S che a differenza della Lega ha raccolto nel centro-sud d\u2019Italia il voto di masse di lavoratori precari, disoccupati, pensionati e operai di settori in crisi, oltre quelli di piccoli imprenditori, artigiani e professionisti. Un materiale certamente pi\u00f9 incandescente di quello leghista. Dunque quello che poteva essere unificato come volont\u00e0 elettorale e confluire in un contratto governativo \u00e8 destinato a separarsi sul piano della mobilitazione di piazza. Siamo se non proprio alla resa dei conti, ad essa ben indirizzati: il M5S, che fino ad oggi si \u00e8 sempre dichiarato controllore della pace sociale e contro le intemperanze di piazza, oggi arriva al punto di affermare che \u00abnon serve pi\u00f9 andare votare\u00bb, e sollecita la mobilitazione di piazza: per la democrazia, contro i poteri forti e i colpi di mano della presidenza della Repubblica. Un cambio di posizione dovuto alla pressione di massa, che ad un certo punto diviene incontenibile. Tranquillizzata, la piazza si alimenta di illusioni: \u00abora \u00e8 fatta, ora i fatti!\u00bb dice la piazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel precedente articolo \u2013 Dopo il 4 marzo &#8211; ho sostenuto che il M5S \u00e8 un movimento composito che tiene unite necessit\u00e0 e bisogni anche contrapposti e per queste ragioni \u00e8 destinato scomporsi. Non \u00e8 escluso che di fronte alla necessit\u00e0 di chiamare alla mobilitazione di piazza sorgano le prime vere difficolt\u00e0, le prime linee di fuga oppure si continua nell\u2019illusione di poter vincere da soli o anche con la Lega. Di sicuro niente \u00e8 pi\u00f9 come prima, il moto-modo di produzione \u00e8 arrivato ad un punto in cui anche in paese imperialista come l\u2019Italia, dunque non la piccola Grecia. Tutte le classi prodotte sin qui dal modo di produzione capitalistico si scatenano una contro l\u2019altra in una bolgia infernale con la possibilit\u00e0 storica di un effetto domino dagli esiti imprevedibili. E\u2019 l\u2019antisistema che avanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Confindustria e poteri forti come pensano di arginare la dirompenza del ceto medio? Una domanda molto complicata quando ci sono le casse vuote, il debito aumentato e un mercato sempre meno ricettivo di merci. Il diavoletto Renzi ci ha provato a costruire un partito di tipo corporativo che tenesse insieme industriali e operai, ma ha dovuto procedere allo smantellamento di tutti i diritti dei lavoratori, un processo cominciato ben prima di lui. Ecco spiegata la liquefazione del Partito Democratico. E chi cercava di criticare le scelte di Renzi \u2013 vero tentativo di centralizzare politicamente gli interessi dell\u2019economia italiana \u2013 non \u00e8 stato credibile agli occhi di operai, disoccupati e pensionati ed \u00e8 stato relegato in un angolo a brontolare sui se e sui ma. In verit\u00e0 i prodromi del 4 marzo erano ben scritti nella sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 dove insorsero tutte le periferie economiche e geografiche contro il tentativo di dare stabilit\u00e0 politica a un paese in crisi irreversibile. Chi ha indicato in Renzi il nemico giurato dei disastri italiani non ha capito che lui rappresentava la foglia di fico di chi alle sue spalle tramava, perch\u00e9 boccheggiante, per la crisi. Sconfitto Renzi, tolta la foglia di fico, \u00e8 uscito allo scoperto il mostro a pi\u00f9 teste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti i giochetti di palazzo, le menzogne, le convocazioni, i tentativi, le nomine e le smentite sono l\u2019espressione di reali difficolt\u00e0 di un capitalismo in crisi che si manifesta nel paese sesta potenza economica del mondo. Non \u00e8 cosa di poco conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma gli operai perch\u00e9 sono fermi e passivi, perch\u00e9 non si mobilitano, perch\u00e9 non costituiscono un proprio partito? Drammatica la risposta: gli operai si comportano nei confronti del capitale e dei capitalisti come i girasoli nei confronti del sole, dipendono da essi, sono ad essi complementari. Chi oggi dovesse chiedere agli operai di costituirsi in partito farebbe un buco nell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pessimismo? Tutto il contrario, perch\u00e9 le masse di disoccupati, di immigrati e di operai saranno costrette ad agire ben oltre i loro pensieri, ben al di l\u00e0 delle proprie idee. Basta conoscere la piega che va prendendo questa crisi per capire. Non ci sar\u00e0 bisogno che un Di Maio di turno chieder\u00e0 di manifestare per far valere la \u201cvolont\u00e0 del popolo elettore\u201d. Anche in questo inizio di terzo millennio? Si, anche agli inizi del terzo millennio nonostante le luci della ribalta delle nostre ricche metropoli. Questa crisi di governo ha segnato solo un altro passaggio verso un caos maggiore. Quanto alle grandi opere, come l\u2019Ilva e la Tav, possono essere messe in discussione e chiuse solo da uno straordinario movimento di massa vera forza d\u2019urto per abbattere le barriere di un capitalismo vorace. Un tale movimento \u00e8 agli antipodi di quello del voto sulle schede elettorali. Dunque le rivendicazioni di questa natura sono destinate a diventare lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Detto in estrema sintesi: contro la forza delle leggi impersonali dell\u2019economia capitalistica \u00e8 illusorio e fuorviante pensare di cambiarne la rotta con una direzione politica diversa. Si impone un\u2019unica condizione: la forza dei movimenti di massa. Tutto il resto sono insipienti chiacchiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/12519-michele-castaldo-caos-italia-ovvero-la-rivolta-del-ceto-medio.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-italiana\/12519-michele-castaldo-caos-italia-ovvero-la-rivolta-del-ceto-medio.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Michele Castaldo) &nbsp; Con pazienza cerchiamo di spiegare le cause e i possibili sbocchi dell\u2019attuale caos. Lo facciamo partendo dall\u2019interrogativo che si poneva Boccia, presidente della Confindustria, all\u2019Assemblea annuale di quella potente associazione: \u00abpossiamo hic et nunc vincere la sfida della competitivit\u00e0 con i nostri partner\/concorrenti [\u2026] con un blocco sociale sul quale poggia la stessa idea della modernit\u00e0 italiana. Il guaio \u00e8 che\u00bb, recita il salernitano don Vincenzo, \u00abquesta constitiency dell\u2019impresa e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":89,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-b8d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42793"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/89"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42793"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42794,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42793\/revisions\/42794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}