{"id":42798,"date":"2018-06-09T10:30:09","date_gmt":"2018-06-09T08:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42798"},"modified":"2018-06-09T09:46:26","modified_gmt":"2018-06-09T07:46:26","slug":"la-mafia-universitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42798","title":{"rendered":"La mafia universitaria"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Zarcone)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Lettera immaginaria in tono semi serio (anzi serissimo), a te, barone universitario, e a te rettore che del negazionismo fate dottrina.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un titolo che sembrerebbe tratto da un film della Wertm\u00fcller per entrare subito in una conversazione paradossale, almeno quanto il titolo. Oh, molto pi\u00f9 del titolo, perch\u00e9 <strong>questa <em>lettera<\/em> non dovrebbe avere ragion d\u2019esistere se l\u2019Italia fosse quel paese che dice di essere<\/strong>. Con queste righe, mi creda, non intendo aprire una polemicuccia dozzinale (a che, e soprattutto a chi, servirebbe?) pur non potendo tralasciare che lei, professore, lei Magnifico, siete davvero belle facce di bronzo col vostro negazionismo sui fenomeni di nepotismo dentro le nostre universit\u00e0. Ribadisco: no, non sono casi sporadici, sono \u2013 ahinoi \u2013 la costante <em>mafiosesca<\/em>. Nondimeno vorrei\u00a0 che lei spiegasse, voi spiegaste chi, cosa avrei \u201cinfangato\u201d gridando \u201cmafiosi\u201d ai cosiddetti \u201cpadroni del sapere\u201d? Vi ripeto, a costo di apparir logorroico e stolido, che il proliferare di casi di corruzione accademica \u00e8 davanti agli occhi di tutti, quindi \u2013 per usare le vostre stesse parole \u2013 in mancanza di <em>filtri e controlli<\/em>\u00a0adeguati, in presenza di concorsi <em>legalmente truccati<\/em>, ho fatto mio il diritto di urlare quanto ho urlato e continuer\u00f2 a urlare fino a graffiarmi, lacerarmi la gola e le corde vocali. Pertanto, chi, cosa avrei \u201cinfangato\u201d gridando \u201cmafiosi\u201d in direzione di quella lobby da voi rappresentata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo ricordarvele io le parentele e situazioni affini nelle universit\u00e0 italiane? Suppongo le conosciate benissimo, quanto meno per averle lette dalla stampa. <strong>Devo ricordarvi io le infiltrazioni della <em>n\u2019drangheta<\/em> presso l\u2019ateneo di Messina?<\/strong> Rettori arrestati, concorsi fasulli sgamati, carriere facilitate vi dicono niente? Anche in questo caso, suppongo, abbiate letto i giornali. Quindi se adopero un linguaggio polemico, <em>petroso<\/em>, nessuno dovr\u00e0 sentirsi solleticato o centrato personalmente, poich\u00e9 lo Stato, come lo intendo io e come lo dovremmo intendere tutti, non \u00e8 il Governo o il Parlamento quantunque entrambi lo riflettano; esso va dal centro alle sue periferie e risale dalle stesse verso il centro, incarnandosi socialmente in <em>sostanza etica<\/em> e partecipativa. Le dice, vi dice niente l\u2019affermazione, \u201cciascuno di noi \u00e8 lo Stato\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98452\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita-1024x768.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita-800x600.jpg 800w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/universita.jpg 1600w\" alt=\"hv,mghjk\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un tragico 2010 conclusi una mia dichiarazione citando \u201cLa canzone del Maggio\u201d di De Andr\u00e9: \u00abPer quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti\u00bb. Ribadisco quel concetto, perch\u00e9 vede, caro professore, vede, caro rettore, nessuno pu\u00f2 permettersi di dire \u201clo Stato \u00e8 il Governo, il Parlamento, il potere centrale\u201d. <strong>E noi, chi cazzo siamo?<\/strong> In tale contesto vi rimando al concetto greco di \u201cpoliteia\u201d (<em>equivalente del latino\u00a0res publica, per indicare l\u2019organizzazione come bene comune di tutti i cittadini,<\/em> <em>l\u2019insieme degli interessi comuni di un organismo civile e politico e quindi, lo Stato<\/em>), di partecipazione, laddove lo Stato, questo \u201ccazzo di Stato\u201d, non \u00e8 altro che un nome complessivo che racchiude in s\u00e9 e identifica il nome di ogni singolo cittadino che lo compone. Lei, professore, magari non mi dar\u00e0 trenta e lode (anche per il turpiloquio ricorrente), non ci conto, ma almeno un venticinque scarso, \u201cdi incoraggiamento\u201d, me lo dovr\u00e0 pur concedere, <em>eccheminchia<\/em>! Poi per quanto attiene a <em>leggende metropolitane<\/em> sugli atenei italiani, be\u2019, non ditemi di non averne ascoltata qualcuna e di pensare sul serio di lavorare in una fulgida utopia di moralit\u00e0 e trasparenza. Non ditemi di non aver mai ascoltato storie di amanti (al maschile e al femminile, senza discriminazione di genere) che diventano Ordinari, <strong>dopo aver fatto tutta la trafila accademica con la stessa velocit\u00e0 di una Ferrari<\/strong>, attraverso <em>la nobilissima arte della<\/em> <em>fellatio<\/em>. Non ditemi poi, di non aver mai avuto notizia, anche negli ultimi anni, di figli di ministri, rettori, notabili vari (appunto: \u201cfigli di\u201d), che sono diventati Ordinari o Associati alla \u201cveneranda\u201d et\u00e0 di trent\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, da stronzo empirico quale sono e non avendo studiato al Cepu, <strong>quattro conti li so fare<\/strong>. O almeno penso di saperli fare, insieme alle migliaia di stronzi empirici come me. Per diventare Ordinario, punta massima dell\u2019insegnamento accademico, si dovrebbe aver prodotto una mole pi\u00f9 che consistente di materiale scientifico, o di aver fatto qualcosa di sensazionale ai fini della ricerca e gi\u00f9 di l\u00ec. Pi\u00f9 o meno dovrebbe funzionare cos\u00ec. Allora qualcuno \u2013 non necessariamente voi, professore e Magnifico \u2013 saprebbe spiegarmi con quale criterio ispirato da meritocrazia, si possa diventare Ordinari a trent\u2019anni? A me, ripeto, stronzo empirico, quei conti non tornano. <em>Il bordello \u00e8 l\u2019unica istituzione italiana dove la competenza \u00e8 premiata e il merito riconosciuto<\/em>, diceva Indro Montanelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98453\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/joak-1024x783.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/joak-1024x783.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/joak-297x227.jpg 297w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/joak-768x587.jpg 768w\" alt=\"joak\" width=\"1024\" height=\"783\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2015\/03\/09\/news\/universita-altro-che-merito-e-tutto-truccato-vi-racconto-come-funziona-dietro-la-cattedra-1.202894?ref=HRBZ-1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Un giovane ricercatore, Matteo Fini, denuncia<\/a> (<a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2015\/03\/09\/news\/universita-altro-che-merito-e-tutto-truccato-vi-racconto-come-funziona-dietro-la-cattedra-1.202894?ref=HRBZ-1\">\u2026<\/a>):<\/p>\n<blockquote><p>In Italia, prima si sceglie un vincitore e poi si bandisce un concorso su misura per farlo vincere. Anche per un semplice assegno di ricerca. All\u2019universit\u00e0 \u00e8 tutto truccato [\u2026] Tutti i concorsi a cui ho partecipato erano gi\u00e0 decisi in partenza. Sia quando ho vinto, sia quando ho perso. Vinci solo se il tuo garante siede in commissione. Il concorso \u00e8 una farsa, \u00e8 manovrato fin dal momento stesso in cui si decide di bandirlo.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde la nostra <em>Italietta<\/em> anemica e pigra \u2013 prendo in prestito, un po\u2019 decontestualizzandole, le parole di<strong> Leo Longanesi<\/strong> \u2013 che <em>finanzia premi letterari e registi di sinistra<\/em>, che assegna lauree honoris causa ad autori di canzoni, registi, campioni dello sport, cantanti rock, presentatoti televisivi, produttori di vino e artisti ottuagenari, ancora non si indigna per la mancata assegnazione del dottorato alla memoria a <strong>Norman Zarcone<\/strong>, ancorch\u00e9 concluso, ancorch\u00e9 non spendibile da mio figlio nell\u2019oltretomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa pi\u00f9 tendenza, ha una cassa di risonanza mediatica pi\u00f9 forte, legare il proprio nome, il nome di un ateneo, di una cattedra, a un personaggio famoso, poich\u00e9 \u201c\u00e8 la <em>pastetta<\/em> la sola, la vera, la grande capacit\u00e0 tecnica che domina il mercato\u201d. Volete mettere una rock star, un industriale ricco e famoso o un regista vincitore di premi, dal punto di vista delle \u201cinfluenze\u201d, del \u201cfascio di pi\u00f9 amicizie\u201d, con la memoria di un brillante e testardo dottorando <em>senza borsa<\/em> che invece di togliersi dalle palle come fanno tutti gli altri, ha preferito uccidersi per gridare il proprio sdegno?\u00a0 E, come se non bastasse, si uccide nella sua universit\u00e0 per gettare ombre e sospetti? <strong>Non se ne parla proprio<\/strong>. Il resoconto finale scaturisce purtroppo da un\u2019accumulazione di premesse desolanti e tragiche allo stesso tempo. Io, non sto inventando niente, sono le premesse a fornire il senso al testo. Le premesse vere, per\u00f2, non l\u2019assunzione di premesse retoriche assunte come baluardo dello status quo (vostra incontestabile specialit\u00e0).<\/p>\n<div id=\"attachment_98454\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98454\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/amici.jpg\" sizes=\"(max-width: 749px) 100vw, 749px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/amici.jpg 749w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/amici-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/amici-600x400.jpg 600w\" alt=\"I ragazzi con la targa in mano prima dell\u2019affissione\" width=\"749\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">I ragazzi con la targa in mano prima dell\u2019affissione<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<\/em>Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco, per que\u2019 pochi scherzucci di dozzina\u201d, non vorr\u00e0 certo negare di aver udito, ascoltato, forse anche biasimato, chiacchiericci legati a rapporti atipici fra alcuni professori e alcuni studenti (o studentesse). Di <strong>carriere usurpate in virt\u00f9 di forti legami politici e familistici<\/strong>. O di pettegolezzi su suoi colleghi \u2013 che hanno riempito le aule universitarie \u2013 legati a una certa loro inclinazione verso le discenti di bell\u2019aspetto (non obbligatoriamente di bell\u2019aspetto). Di <em>fondi sperperati, concorsi pilotati, giovani sfruttati<\/em>. Di dottorati assegnati come merce di scambio col politico all\u2019auge del potere, il quale elargisce contributi per convegni e seminari, spesso dal discutibile valore culturale. Sovente, sempre lo stesso convegno con un titolo camuffato e qualche diverso relatore che va a farsi un paio di giorni di vacanza in una citt\u00e0 italiana, raccontando aneddoti e storielle spacciati per relazioni scientifiche. Vacanze che si era gi\u00e0 fatte il relatore del convegno precedente, ovvero il medesimo convegno con un titolo sulla locandina pubblicitaria leggermente modificato. Chiariamo, chiarisco pregiudizialmente che i presenti e gli eventuali nominati involontariamente sono sempre esclusi, come la miglior tradizione di saggezza pratica ci insegna, ma <strong>davvero oggi c\u2019\u00e8 qualcuno ancora disposto a credere che esista il merito nei nostri atenei?<\/strong> Che l\u2019obbedienza a un caposcuola e far parte di una \u00e9quipe consociata su fattori di sangue, territorialit\u00e0, appartenenza, aspetti passionali, non paghi e non conti? Che i dottorati di ricerca \u201csenza filtri e controlli\u201d, non siano sul serio \u201clegalmente truccati\u201d? Io, empirico stronzo, non ci credo, ma sono in buona compagnia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per carit\u00e0 Eccellenza, non sto qui dicendo che sia tutto marcio, stiamo parlando a mo\u2019 di \u201cscherzucci\u201d, non potr\u00e0 tuttavia negare che di storie simili ne circolino in tutti gli atenei italiani.<strong> Quello di Palermo compreso<\/strong>. Non vorr\u00e0 sottacere che alcuni suoi colleghi siano figli, quantomeno, di quel metodo molto generoso in virt\u00f9 del quale si \u201clegano le vigne con le salsicce\u201d. Suvvia, \u00e8 la <em>normalit\u00e0<\/em>, niente di straordinario, lo so bene.<\/p>\n<blockquote><p>Gi\u00e0, la normalit\u00e0. Nello stato di normalit\u00e0 non ci si guarda intorno: tutto intorno, si presenta come <em>normale<\/em>, privo della eccitazione e dell\u2019emozione degli anni di emergenza. L\u2019uomo tende a addormentarsi nella propria normalit\u00e0, si dimentica di riflettersi, perde l\u2019abitudine di giudicarsi, non sa pi\u00f9 chiedersi chi \u00e8.\u00a0\u00c8 allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">I poeti come Norman, cui faceva riferimento Pasolini nelle sue righe appena riportate. I poeti che intessono la pi\u00f9 alta filosofia con la \u201crabbia intellettuale\u201d e la \u201cfuria filosofica\u201d per <strong>aggredire la vostra <em>sonnolenza <\/em>abbarbicata al potere<\/strong>. Essi, che si indignano e dalla loro indignazione fanno germogliare quello <em>stato di emergenza artificiale <\/em>che <em>i pi\u00f9 arrischianti<\/em>\u00a0\u2013 i poeti medesimi \u2013 ci mettono davanti agli occhi per distogliere il nostro sguardo dalla normalit\u00e0, dal torpore, dall\u2019abiezione. \u201cArrischianti\u201d come Norman, Eccellenza che talora \u201cmi sta in cagnesco\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_98455\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-98455\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ok-1024x689.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ok-1024x689.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ok-300x202.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ok-768x517.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ok.jpg 1040w\" alt=\"La targa appena affissa in segno di protesta\" width=\"1024\" height=\"689\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La targa appena affissa in segno di protesta<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore, Magnifico, il nepotismo \u2013 disonore tangibile delle nostre universit\u00e0 \u2013 <strong>\u00e8 un <em>modo di pensare<\/em> purtroppo presente<\/strong>; un tentare di <em>normalizzare<\/em> comportamenti che andrebbero invece deprecati. Debellati. Vedete, mio caro professore, Magnifico rettore, voi siete specialisti nei giochi di potere, sopporterete a malapena questa mia ripetuta cialtroneria che mi porta a sottolineare delle cose davvero antipatiche. Fra di voi basta uno sguardo per sancire un patto, una promozione, un avanzo di carriera, la mia cialtroneria vi infastidir\u00e0, lo so gi\u00e0. Ma io, in quanto <em>cialtrone<\/em>, sono maniacale nel sottolineare fatti, dettagli, cose che accadono. Ad esempio, professore, lei ha dichiarato:<\/p>\n<blockquote><p>Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Io sono un barone. Lo sono, cio\u00e8, se con questo termine indichiamo una persona che goda in ambito universitario di un prestigio meritato,\u00a0capace <u>di influenzare le scelte degli altri<\/u>. <u>Gestisco un potere<\/u> che mi sforzo di mettere al servizio della comunit\u00e0. Tutto qui. L\u2019accezione negativa della prassi e del\u00a0fenomeno non mi riguarda e non mi interessa.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi chiedo da coglione quale sono, insieme ai tanti altri coglioni che come me continuano a non capire:<\/p>\n<blockquote><p>\u2026 influenzare le scelte degli altri\u2026 prestigio meritato \u2026 gestisco un potere che mi sforzo di mettere al servizio della comunit\u00e0 eccetera.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma siamo sicuri che in un regime di meritocrazia, osservanza formale e sostanziale delle leggi, regolare funzionamento di un apparato dello Stato, <strong>questi concetti sopra riferiti non manifestino almeno qualche aspetto di conflitto?<\/strong> Un\u2019anomalia sostanziale? Una contraddizione bell\u2019e buona?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non le sorge il dubbio (domanda retorica, da coglione quale sono, ovviamente, chiaro che questo dubbio non le sia mai passato per la testa) che in un paese vagamente normale, mediamente civile, a sprazzi democratico, \u201cdi pizzo, di cozzo e\u00a0 di malandrineria\u201d \u2013 per dirla con Pietrangelo Buttafuoco \u2013 concetti come <em>influenzare le scelte degli altri<\/em> e <em>gestisco un potere che mi sforzo di mettere al servizio della comunit\u00e0<\/em>, non potrebbero avere diritto di cittadinanza? Anzi, sarebbero bollati come \u201cpensieri pericolosi\u201d? Ma tanto siamo fra di noi, fottiamocene, che normalit\u00e0, civilt\u00e0 e democrazia vadano pure <em>affanculo<\/em>, il fatto importante, centrale, basilare, \u00e8 che si influenzino le scelte degli altri col proprio potere, per pure operazioni di servizio a beneficio della comunit\u00e0. <em>Infattamente<\/em>, concluderebbe Cetto La Qualunque.<\/p>\n<div id=\"attachment_98456\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98456\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/okl.jpg\" sizes=\"(max-width: 749px) 100vw, 749px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/okl.jpg 749w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/okl-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/okl-600x400.jpg 600w\" alt=\"Applauso degli studenti di Lettere dopo l\u2019affissione della targa\" width=\"749\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Applauso degli studenti di Lettere dopo l\u2019affissione della targa<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tanto, egregio professore, <strong>Magnifico Rettore<\/strong>, lo Stato, per voi non c\u2019entra una \u201cbeata minchia\u201d con un dottorato di ricerca; s\u00ec, un dottorato \u00e8 avulso da ogni forma statuale, non \u00e8 un concorso pubblico bandito dallo Stato, quello Stato che per voi non sarebbe Stato nella <em>periferia<\/em> di un dottorato, bens\u00ec qualcosa come il <em>bifidus actiregularis<\/em> di cui si parla nella pubblicit\u00e0, ma nessuno sa cosa sia. A vostro giudizio sono ben altri i meccanismi e i poteri dello Stato, glieli ricordo con una sua formulazione inviatami per posta elettronica. Mi scriveva cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Lei sotto la spinta del suo immenso dolore ha lanciato una accusa che mi ha dato fastidio perch\u00e9 non ne avevo ben capito il senso: la morte di Norman \u00e8 stato un omicidio di Stato. Ho rimuginato a lungo la sua terribile accusa. Alla fine sono arrivato alla conclusione che lei ha ragione, purch\u00e9 si dia a Stato il suo esatto contenuto. Lo Stato non pu\u00f2 certo essere rappresentato da un <u>periferico dottorato di ricerca<\/u>, lo Stato \u00e8 anzitutto il governo, il suo Presidente e i suoi ministri, \u00e8 il Parlamento, \u00e8 la classe politica, anche di opposizione, che ci governa. Lei ha ragione, lo Stato, nelle sue varie articolazioni, sta uccidendo un\u2019intera generazione, la generazione di Norman, rubandole la speranza di un futuro in cui ciascun giovane possa progettare le proprie legittime aspirazioni.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, <strong>l\u2019universit\u00e0 non rappresenta lo Stato<\/strong>, questa sorta di <em>supercazzola<\/em> al <em>bifidus actiregularis<\/em>. Un \u201cbarone\u201d \u00e8 appena un\u2019anima pia in grado di \u201cinfluenzare le scelte degli altri\u201d gestendo ad ogni modo \u2013 non sia mai \u2013<em> un potere messo al servizio della comunit\u00e0.\u00a0<\/em>E io sono il <em>Signore degli Anelli<\/em>, che a differenza sua, mio professore, non \u201crimugina\u201d. Rimuginare infatti, ha un senso clinico di incontrollabilit\u00e0, ripetitivit\u00e0 e ossessivit\u00e0, \u00e8 qualcosa di ben diverso dal riflettere, dal meditare, dal pensare liberamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<\/em>Vostra Eccellenza, che mi sta in cagnesco, per que\u2019 pochi scherzucci di dozzina\u201d, allora come commenterebbe la notizia riportata dal quotidiano \u201cRepubblica. it\u201d (pagina web di Bari) il 10 febbraio del 2014?<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 l\u00b4inchiesta madre degli scandali universitari. L\u2019indagine che ha aperto il vaso del malaffare dei baroni. Ci sono voluti quasi sei anni ma alla fine si \u00e8 conclusa: i sostituti procuratori Emanuele De Maria e Ciro Angelillis hanno notificato 27 avvisi di conclusione delle indagini ad alcuni tra i pi\u00f9 importanti cardiologi italiani e si apprestano a chiedere il rinvio a giudizio. La tesi \u00e8 la stessa sostenuta gi\u00e0 il 24 giugno del 2004 quando Paolo Rizzon, insieme con altri quattro baroni italiani, fu arrestato dalla procura di Bari: in Italia esisteva una cupola di professori che decideva commissioni e vincitori dei concorsi della disciplina.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora:<\/p>\n<blockquote><p>Agli atti dell\u2019inchiesta, oltre a decine e decine di concorsi truccati e nomine di commissioni pilotate, ci sono anche le minacce di Rizzon al professor Stefano Favale [di farlo pestare da due malavitosi, <em>ndr<\/em>], il cardiologo che lo ha denunciato.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cooosa? Ho letto bene? \u201cL\u2019indagine che ha aperto il vaso del malaffare dei baroni\u201d? \u201cIn Italia esisteva una cupola di professori che decideva commissioni e vincitori dei concorsi della disciplina\u201d? \u201cMinacce\u201d?<\/p>\n<div id=\"attachment_98457\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98457\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3_prof.-Rizzon.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3_prof.-Rizzon.jpg 800w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3_prof.-Rizzon-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3_prof.-Rizzon-768x576.jpg 768w\" alt=\"Paolo Rizzon\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Paolo Rizzon<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Io personalmente non ci posso credere<\/strong>, anche se l\u2019articolo continua cos\u00ec, nell\u2019alterazione totale delle mie pupille:<\/p>\n<blockquote><p>Oltre a Paolo Rizzon e a suo figlio Brian, tra gli indagati baresi c\u2019\u00e8 anche il professor Matteo Di Biase, ordinario a Foggia. Proprio Di Biase e Rizzon \u2013 entrambi sotto indagine per associazione a delinquere \u2013 sono stati protagonisti di uno degli episodi pi\u00f9 incredibili di quelli raccontati nell\u00b4indagine monster: far annullare un concorso per ricercatore in modo tale da ribadirlo e fare vincere i figli dei due professori.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa, cosa odono le mie orecchie di stronzo empirico? <em>Entrambi sotto indagine per associazione a delinquere\u2026 far annullare un concorso per ricercatore in modo tale da ribadirlo e fare vincere i figli dei due professori\u2026 decine di concorsi truccati e nomine di commissioni pilotate<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorro l\u2019articolo, nella sua parte finale e che leggo? Non ci credereste mai:<\/p>\n<blockquote><p>D\u2019altronde, gi\u00e0 nel 2004, aveva parlato di <u>una struttura simile a quella mafiosa<\/u> lo stesso gip, Giuseppe De Benedictis che emise le ordinanze di custodia cautelare. Da allora i magistrati e gli uomini della polizia giudiziaria hanno lavorato minuziosamente per ricostruire il sistema, ma la maggior parte delle persone che componevano l\u2019<em>associazione a delinquere<\/em> hanno continuato a lavorare nelle universit\u00e0 italiane.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Struttura simile a quella mafiosa, associazione a delinquere, minacce di pestaggi, concorsi per ricercatore falsificati, cupola di professori che decideva ogni passaggio concorsuale, malaffare dei baroni. Ebbene, \u00e8 qualcosa di diverso rispetto a quanto io dico da anni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sicuramente si sbagliano i magistrati e sono in malafede i giornalisti<\/strong> Gabriella De Matteis e Giuliano Foschini, infatti \u00e8 uno squallido tentativo di <em>infangare <\/em>l\u2019universit\u00e0. Almeno stavolta, professore (e anche lei, Magnifico), concorder\u00e0 con me voglio augurarmi: lurida montatura che mina le fondamenta del pi\u00f9 grande tempio di cultura di un paese costituzionalmente democratico. Magistrati, polizia e giornalisti sono degli <em>stronzi empirici<\/em> come il sottoscritto; untori che insozzano la veste immacolata dell\u2019universit\u00e0 italiana. Sicuramente complici di quel sistema di potere deviato che da anni attenta alla credibilit\u00e0 degli atenei nostrani, innocenti luoghi di formazione intellettuale, dove non vi \u00e8 nessun vincolo associativo, territoriale, familiare, dove tutti possono far carriera con identiche possibilit\u00e0, alla pari dei figli di Rizzon e Di Biase o dell\u2019intera famiglia Frati. E mettiamoci un punto, professore, so gi\u00e0 di essere simpatico come un foruncolo sul culo, ma le confesso: mi sono sempre stati sulle palle quelli che si sforzano di essere simpatici a tutti i costi. A volte, mi creda, me la lasci passare, meglio un foruncolo sul culo e la scabbia sui testicoli, che ascoltare le scemenze del simpatico a tutti i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98458\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hyhjm-1024x612.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hyhjm-1024x612.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hyhjm-300x179.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hyhjm-768x459.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/hyhjm.jpg 1392w\" alt=\"hyhjm\" width=\"1024\" height=\"612\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mumble\u2026mumble\u2026 <strong><em>la banda dei concorsi truccati<\/em><\/strong><em>, <strong>cos\u00ec<\/strong><strong>i baroni sistemavano i loro figli<\/strong><\/em>. Eppure dice questo il titolo dell\u2019articolo (<em>di evidente disonest\u00e0 intellettuale<\/em>) nel quale si parla anche di <em>minacce<\/em>, chiamiamole cos\u00ec, <em>baronali<\/em>. Qualunquisti del cazzo questi magistrati e giornalisti asserviti al potere deviato delle toghe! Mumble\u2026mumble\u2026 Mi sa tanto invece che abbia ragione lei, mio professore: \u201cI concorsi per ricercatore sono legalmente truccati\u201d. Quello che vorrei capire per\u00f2, sempre da stronzo empirico e coglione illetterato, come pu\u00f2, ossimoro a parte di <em>legalmente truccato<\/em>, un concorso essere legale e nello stesso tempo truccato? Potrebbe dare un segnale della sua magnanimit\u00e0 d\u2019animo, della sua chiarezza, spiegando a tutti i coglioni illetterati, stronzi empirici come me, in che modo funzioni tutto il guazzabuglio del concorso <em>legalmente truccato<\/em>, perch\u00e9 non ci arrivo da solo? Scioglierebbe l\u2019ossimoro, cortesemente? Ho comunque la sensazione, a pelle, che non se ne far\u00e0 niente: lei continuer\u00e0 a richiedere con voce da baritono un nome, un colpevole unico, ed io continuer\u00f2 a gridare \u201cmafiosi!\u201d ai detentori di un potere illegale dentro le universit\u00e0. <strong>Amici come prima e niente di personale, glielo ribadisco<\/strong>.\u00a0Continuer\u00f2 tuttavia a scrivere, gridare, che chi cerca responsabilit\u00e0 soggettive di fronte a un dramma culturale, generazionale e di legalit\u00e0, innescato da luridi meccanismi egemonici, si aggrappa a una pertica insaponata per mantenere integra la filiera <em>benefici-sudditi-potere-nepotismo<\/em> che oggi rappresenta il segno negativo pi\u00f9 evidente delle universit\u00e0 italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore, Magnifico, leggendo ancora qualche libro, mi ritrovo questa definizione su un dittatore del secolo scorso e sul suo <em>entourage<\/em>, che calza a pennello, guarda caso, agli stessi baroni accademici \u2013 <em>fanatici della menzogna<\/em> \u2013 nella loro assurda pretesa di tutelare il <em>buon nome <\/em>della consorteria mafiosa cui appartengono:<\/p>\n<blockquote><p>[Essi] mentono sempre, in ogni istante, in ogni circostanza; e poich\u00e9 mentono sempre, non sanno nemmeno pi\u00f9 di mentire.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, paradossalmente, \u201cdove tutti mentono nessuno mente. Dove tutto \u00e8 menzogna, nulla \u00e8 menzogna\u201d.\u00a0 Stiamo attenti per\u00f2, \u201cla menzogna non \u00e8 l\u2019errore\u201d. Quasi pedagogiche le parole di <strong>Jacques Derrida<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>Si pu\u00f2 essere nell\u2019errore, ci si pu\u00f2 ingannare, \u00e8 possibile dire il falso senza cercare di ingannare e quindi senza mentire.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il vostro sistema di guarentigie familistiche invece mente con frode, con colpa, con dolo. L\u2019inganno \u00e8 conseguente alla menzogna, il malinteso \u00e8 soltanto un pretesto per velare la menzogna, la frode, il dolo. Ripeto: l\u2019infamia. Per fortuna c\u2019\u00e8 ancora il buonsenso in giro per le strade del mondo, cosicch\u00e9 i boiardi di Stato, i retori truffatori e avvelenatori dei pozzi della libera conoscenza, sono stati smascherati nel loro persistere in un disegno di potere illegittimo e fuorilegge. <strong>Ma la politica li protegge, li alleva, li fidelizza<\/strong>, in modo che il fascio di interessi comuni possa addirittura aprirsi a ventaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98459\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tuyt-1024x617.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tuyt-1024x617.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tuyt-300x181.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tuyt-768x463.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/tuyt.jpg 1088w\" alt=\"tuyt\" width=\"1024\" height=\"617\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi \u00e8 stato chiesto di fare un nome.<strong> Fare un nome, non assolverebbe comunque il sistema<\/strong>. Il problema, vedete, non \u00e8 questo o quel nome, piuttosto un consolidato circuito di compiacenze, patti di fedelt\u00e0 e comportamenti omertosi da cosca criminale, che va interrotto una volta per tutte. Senza una <em>consolidata struttura di potere<\/em> con le sue <em>regole<\/em> interne, il singolo barone non avrebbe campo, n\u00e9 storia. Anzi, non sarebbe nemmeno un barone. Negare ci\u00f2 che \u00e8 chiaro ed evidente, le responsabilit\u00e0 di un apparato affaristico e (malauguratamente) ramificato, aggrappandosi a surrettizie \u2013 confermo, surrettizie \u2013 richieste di dimostrazioni di responsabilit\u00e0 personali, \u00e8 un qualcosa di osceno che offende il mio dolore, insieme al lavoro di tanti giornalisti, magistrati, esponenti delle forze dell\u2019ordine, che sui casi di baronaggio universitario lavorano (e dimostrano) con risultati da far drizzare i capelli. Secondo alcuni, se non c\u2019\u00e8 un nome preciso non c\u2019\u00e8 colpa. Se non c\u2019\u00e8 la classica pistola fumante in mano a qualcuno, il Male non \u00e8 andato in scena. Errato. Fallacia logica bell\u2019e buona. Perch\u00e9 \u201cquando tutti sono sospettabili, nessuno \u00e8 veramente innocente\u201d, recita un trailer dei canali tiv\u00f9 <em>Fox Crime<\/em>. E sempre sugli stessi canali, tempo fa ascoltai questo aneddoto, molto in sintonia con le mie affermazioni. L\u2019aneddoto raccontava di un orafo cinese che aveva truffato un gruppo di orafi cinesi suoi concorrenti (non ricordo se centotrenta o pi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, questa folta brigata di orafi cinesi per punire il collega truffaldino, lo aveva ucciso a morsi. Per\u00f2 si erano limitati ad un morso ciascuno, per far s\u00ec che non si capisse quale morso gli avesse dato la morte. La sottigliezza cinese aveva concepito che con un <em>mozzico<\/em> a testa nessuno avrebbe potuto accusare qualcuno di omicidio. Esclusi forse i primi morsi, infatti, da una certa serie in poi, tutti gli altri avrebbero potuto causare la morte del ribaldo. \u00c8 stato il ventesimo, oppure il centesimo morso a provocarne il decesso? Impossibile da stabilire. <strong>Come si vede, i cinesi sono riusciti a <em>taroccare<\/em> anche le prove di un omicidio<\/strong>, inquinando inoltre, con il gran numero di persone partecipanti al delitto, la scena del crimine. Richiedere una responsabilit\u00e0 personale all\u2019interno di un gruppo di persone che rappresenta una potente corporazione, \u00e8 un depistaggio; sarebbe come cercare l\u2019assassino cinese, colui che ha assestato il morso mortale (e sappiamo tutti, che gli \u201corafi\u201d accademici, proprio perch\u00e9 tanti, <em>inquinano la scena del crimine<\/em> gi\u00e0 con la loro presenza e col loro gioco di complicit\u00e0). Io non porto buone notizie, purtroppo. Per questo scrivo. Per gridare. Questo articolo semi-serio, serissimo, pertanto Io definisco \u201cun grido\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_98460\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98460\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/norman1.jpg\" sizes=\"(max-width: 637px) 100vw, 637px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/norman1.jpg 637w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/norman1-300x202.jpg 300w\" alt=\"Targa affissa in memoria di Norman\" width=\"637\" height=\"429\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Targa affissa in memoria di Norman<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grido disperato di Norman. Il grido di tutta la \u201cGenerazione Norman\u201d, ancora inascoltato, tanto che il deputato <strong>Giorgio Stracquadanio<\/strong> defin\u00ec in quel periodo \u201csfigati\u201d coloro che guadagnano cinquecento euro al mese. Ma forse quest\u2019uomo \u2013 che di certo non avr\u00e0 avuto il problema di far quadrare i propri bilanci \u2013 non tenne conto che molti giovani, oggi, vorrebbero essere \u201csfigati\u201d e guadagnare almeno cinquecento euro al mese. Questo articolo \u00e8 il grido di David, l\u2019altro mio figlio. Ancora oggi mi rimbomba nella testa. Quando venne la polizia a portare la notizia del suicidio di Norman, l\u2019urlo di David prese forma in qualcosa di raccapricciante:<strong> \u00e8 qualcosa, credetelo, che non si pu\u00f2 descrivere con le parole<\/strong>. \u00c8 il grido silenzioso di mia moglie, la quale piange ogni notte la creatura da lei generata. Mentre cerco di leggere a letto, percepisco il suo pianto. Lei se ne sta girata dall\u2019altro lato del materasso per non farmene accorgere, ma io me ne accorgo inevitabilmente. Odo i suoi singhiozzi silenziosi, strozzati in gola, che gridano aiuto, invocano Dio cos\u00ec forte, tanto da farli sembrare una bestemmia. E ricordo il suo viso pietrificato dinanzi alla bara del figlio. Straziante. Anche in questo caso non basterebbero parole, anzi, proprio non ci sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo articolo \u00e8 il grido di dolore di noi <em>fortunati ad aver conosciuto Norman<\/em><\/strong>, inebetiti, impotenti, mentre il feretro contenente il suo corpo in mille pezzi, veniva issato in spalla per essere depositato dentro un carro funebre. \u00c8 il grido luttuoso di un amico di Norman, il quale appena laureato in Ingegneria gli ha portato sulla tomba un pacchetto di confetti, con la scritta: \u00abCiao comp\u00e0, mi manchi\u00bb. Un grido condiviso da tutti gli amici di mio figlio, giovani perbene che non finiranno mai di tessere le lodi del loro <em>fratello<\/em> scomparso in questo modo inaccettabile dall\u2019umana ragione. \u00c8 il grido contro chi non vuole cambiare le cose, innaffiando d\u2019ipocrisia le proprie parole al cospetto dell\u2019opinione pubblica. \u00c8 ancora, per sempre, il grido di mio figlio mentre cade vertiginosamente dal settimo piano di Lettere: chiss\u00e0 cosa avr\u00e0 pensato. Chiss\u00e0 cosa avr\u00e0 provato, anima mia\u2026 Spappolato al suolo. Non riesco a crederlo, a pensarci. Chiss\u00e0 per chi sar\u00e0 stato il suo ultimo pensiero. E chiss\u00e0 se mentre scivolava via dalla vita avrebbe voluto tornare indietro, fermando il fotogramma della sua discesa, un piano prima di toccare il selciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno sa forse cosa significhi il dolore? Sa cosa voglia dire piangere le lacrime pi\u00f9 amare possibili nell\u2019esperienza di una persona? <strong>Mi auguro che siano in pochi a conoscere tale dolore<\/strong> e abbiano provato il sapore del fiele di queste lacrime. Lacrime che ti soffocano, ti stringono la gola, si attaccano al palato, non scendono mai gi\u00f9. E come potrebbero scendere gi\u00f9? Io grido per Norman. Grido per tutti i ragazzi come lui. Grido contro i luridi <em>persuasori di morte<\/em> della nostra societ\u00e0. Io grido, voglio gridare. Solo gridare. Vi affido questo grido, pertanto, indirizzatelo dove e contro chi vi pare. Ma fatene tesoro, esso \u00e8 un grido di libert\u00e0 e ribellione dei cervelli pensanti, non pu\u00f2 andare disperso. Gridatelo insieme, sarete imbattibili. Fate i nomi da una finestra, gli metterete paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi lascio questo grido \u2013 il grido di Norman \u2013 rispettatelo come un lascito testamentario.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/lettera-immaginaria-ad-un-barone-universitario\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/lettera-immaginaria-ad-un-barone-universitario\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Claudio Zarcone) &nbsp; Lettera immaginaria in tono semi serio (anzi serissimo), a te, barone universitario, e a te rettore che del negazionismo fate dottrina. Un titolo che sembrerebbe tratto da un film della Wertm\u00fcller per entrare subito in una conversazione paradossale, almeno quanto il titolo. Oh, molto pi\u00f9 del titolo, perch\u00e9 questa lettera non dovrebbe avere ragion d\u2019esistere se l\u2019Italia fosse quel paese che dice di essere. 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