{"id":42819,"date":"2018-06-11T10:00:18","date_gmt":"2018-06-11T08:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42819"},"modified":"2018-06-10T21:12:16","modified_gmt":"2018-06-10T19:12:16","slug":"litalia-cerca-ancora-posto-lungo-le-nuove-vie-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42819","title":{"rendered":"L\u2019Italia cerca ancora posto lungo le nuove vie della seta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIMES (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Le notizie geopolitiche pi\u00f9 rilevanti di maggio attorno alla Belt and Road Initiative. Il punto sulla Penisola a un anno dal forum della Bri,\u00a0gli alberghi di Trump in Indonesia, le tensioni a Gibuti tra Cina e Usa, il ruolo dell\u2019Oman.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio settimanale di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bollettinoimperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/DibaoLimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twitter<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>INDICATORE GEOPOLITICO<\/strong>: 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 passato un anno da quando si \u00e8 svolto a Pechino il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-forum-nuove-vie-della-seta-belt-and-road-initiative\">primo forum della Belt and Road Initiative<\/a> (Bri, o nuove vie della seta). In quell\u2019occasione, il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni aveva ottenuto la promessa da parte del governo cinese di investimenti nei porti di Trieste e Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Italia e le nuove vie della seta, un anno dopo<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il lavorio della diplomazia italiana \u00e8 intenso e i rappresentanti dei due scali marittimi e di quello di Venezia si recano spesso nella Repubblica Popolare. Tuttavia, Roma non ha ancora firmato con Pechino il memorandum d\u2019intesa per sancire la sua partecipazione alla Bri. Inoltre, nessun accordo \u00e8 stato per ora ufficializzato per rendere i porti nostrani snodi concreti dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto della piattaforma offshore di Venezia <a href=\"http:\/\/www.themeditelegraph.com\/it\/transport\/ports\/2017\/11\/30\/venezia-polo-dell-adriatico-per-container-intervista-lOIPYYRXiRPVVk57n9AlrN\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 stato congelato<\/a> perch\u00e9 non attirava l\u2019interesse degli investitori, l\u2019autorit\u00e0 portuale vuole invece ampliare il terminal container di Marghera. Trieste, che beneficia dello status di <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/il-porto-franco-di-trieste-e-realta-non-sprechiamola\/101222?prv=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">porto franco<\/a>, potrebbe annunciare progetti di collaborazione con i cinesi entro il 2018. La presenza cinese negli scali italiani si limita al terminal di Vado Ligure, di cui Cosco controlla il 40%. Soprattutto, tutto tace riguardo il Mezzogiorno, i cui porti (gi\u00e0 in passato oggetto dell\u2019interesse cinese) non rientrano in potenziali piani di sviluppo legati alla Bri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rotta ferroviaria tra il polo logistico di Mortara e Chengdu \u00e8 stata percorsa una sola volta, a novembre. Nessun convoglio <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/xi-jinping-presidente-cina-oltre-il-2022-febbraio-lungo-le-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha fatto ritorno<\/a> dalla Cina, probabilmente per problemi legati ai costi di trasporto. Conferire regolarit\u00e0 alla rotta potrebbe accrescere l\u2019export italiano verso la Repubblica Popolare e valorizzare la strategica posizione di Mortara all\u2019incrocio tra il <a href=\"http:\/\/www.telt-sas.com\/it\/corridoio-mediterraneo\/?utm_source=limes&amp;utm_medium=banner&amp;utm_content=limes17\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corridoio Mediterraneo<\/a> e quello Reno-Alpi della Trans european network-transport, che dovrebbe entrare in funzione nel 2030.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le rinnovate preoccupazioni che Roma ha manifestato insieme a Berlino e Parigi per una potenziale penetrazione cinese in Ue aggiungono confusione su quale sia la percezione italiana. Come se improvvisamente l\u2019iniziativa possa trasformarsi da grande opportunit\u00e0 in potenziale rischio. Le sue conseguenze dipendono dal nostro approccio (attivo o passivo) ad essa, piuttosto che da quello della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le iniziative individuali hanno un impatto limitato senza una strategia geopolitica complessiva che definisca chiaramente il ruolo dell\u2019Italia lungo le nuove vie della seta. Dotarsene (dando per scontata la necessaria riscoperta dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/italia-elezioni-4-marzo-priorita-interesse-nazionale-geopolitica\/105096\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">interesse nazionale<\/a>) \u00e8 condizione necessaria \u2013 ma non sufficiente \u2013 per cogliere le opportunit\u00e0 e prevenire gli effetti collaterali derivanti dal progetto cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>GLI AFFARI DI TRUMP LUNGO LE NUOVE VIE DELLA SETA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le tensioni commerciali tra Usa e Cina <a href=\"https:\/\/apnews.com\/82a98fecee074bfb83731760bfbce515\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proseguono<\/a>, ma non impediscono l\u2019avvio del primo progetto che lega gli interessi di Donald Trump alle nuove vie della seta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Indonesia, hotel, residence e campi da golf di propriet\u00e0 della Trump Organization <a href=\"http:\/\/www.scmp.com\/news\/asia\/southeast-asia\/article\/2145808\/trump-indonesia-project-latest-stop-chinas-belt-and-road\">faranno parte<\/a> di un grande parco a tema. Il progetto, realizzato dalla Metallurgical Corporation of China (Mcc) e la indonesiana Mnc Land nell\u2019ambito della Bri, prevede oltre 500 milioni di dollari di investimenti cinesi. Tuttavia, le aziende delle Repubblica Popolare non costruiranno direttamente le infrastrutture nella propriet\u00e0 di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mnc ha comunicato la conclusione dell\u2019accordo poco prima che il vicepremier cinese Liu He arrivasse negli Usa per il secondo round di negoziati commerciali con Washington e per trovare una soluzione <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cosa-dice-il-caso-zte-sulla-competizione-tra-cina-e-usa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">al caso Zte<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A ci\u00f2 si aggiunga che negli ultimi tre mesi la Cina <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.co.uk\/entry\/ivanka-gets-5-china-trademarks-as-president-works-zte-deal_us_5b0a07eee4b0568a880c0a0d?guccounter=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha approvato<\/a> 13 marchi appartenenti a Ivanka Trump (figlia di Donald) e che cinque di questi <a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1104484.shtml\">sono stati accettati<\/a> pochi giorni prima che il presidente Usa parlasse della cooperazione con Pechino per risolvere la crisi di Zte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il potenziale conflitto di interessi \u00e8 evidente, ma le tensioni sino-statunitensi sul fronte commerciale dipendono da molteplici fattori, che vanno oltre questa dinamica: la <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-puo-superare-gli-usa-nell-intelligenza-artificiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">competizione tra Pechino e Washington<\/a> sul fronte tecnologico; la volont\u00e0 del <em>tycoon\u00a0<\/em>newyorkese di ridurre il deficit commerciale Usa per ottenere il consenso dell\u2019opinione pubblica; il lavoro diplomatico di entrambi i governi per ottenere la denuclearizzazione della penisola coreana alle condizioni rispettivamente pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<div id=\"attachment_106330\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/il-mondo-degli-stati\/mondo-piatto-largo-21\" rel=\"attachment wp-att-106330\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-106330\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/4-LImpero-americano-e-la-sfida-cinese.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali, 2018\" width=\"2700\" height=\"1804\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali, 2018<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>TENSIONE A GIBUTI TRA USA E CINA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La convivenza tra Cina e Usa nello strategico paese sul Corno d\u2019Africa si prospetta tutt\u2019altro che semplice. Pechino <a href=\"http:\/\/www.xinhuanet.com\/2018-05\/02\/c_129863144.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha respinto<\/a> al mittente le accuse di Washington secondo cui la base cinese a Gibuti avrebbe puntato dei laser verso un aereo C-130 a stelle e strisce per disturbarne la visuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta del primo episodio di tensione tra le due potenze in questo paese. L\u2019<a href=\"http:\/\/www.janes.com\/article\/79630\/us-warns-pilots-of-laser-attacks-in-djibouti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avviso<\/a> diffuso dagli Usa circa l\u2019utilizzo del laser (proibito da <a href=\"https:\/\/treaties.un.org\/pages\/ViewDetails.aspx?src=TREATY&amp;mtdsg_no=XXVI-2-a&amp;chapter=26&amp;lang=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un protocollo Onu<\/a>) riguarda un\u2019area che si trova in mare, a 750 metri dalla struttura della Repubblica Popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ufficialmente, Pechino ha aperto la sua unica \u201cbase di supporto logistico\u201d all\u2019estero a Gibuti per appoggiare le operazioni di peacekeeping e antipirateria, come <a href=\"http:\/\/en.people.cn\/n3\/2018\/0515\/c90000-9460275.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">confermano<\/a> anche le recenti esercitazioni nel deserto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A prescindere dalla veridicit\u00e0 delle accuse statunitensi, la rilevanza strategica della base cinese va ben oltre queste attivit\u00e0. Da Gibuti (dove vi sono anche le <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/una-base-a-gibuti-non-si-nega-quasi-a-nessuno\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">basi Usa, Giappone, Francia e Italia<\/a>), \u00e8 possibile monitorare i flussi commerciali che da Est passano per lo Stretto di Bab el Mandab, il canale di Suez e raggiungono il Mar Mediterraneo. Inoltre, nel paese africano la Cina sta investendo massicciamente nello sviluppo di infrastrutture. Tra queste spiccano il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-investe-in-italia-e-a-gibuti-un-mese-sulle-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">porto multiuso<\/a> di Doraleh e le rotte ferroviarie dirette in Etiopia ed Eritrea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gibuti \u00e8 insomma un caso di studio riguardo i riflessi militari delle nuove vie della seta.<\/p>\n<div id=\"attachment_106972\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-cerca-ancora-posto-lungo-le-nuove-vie-della-seta\/dettaglio_gibuti_bab_el_mandab\" rel=\"attachment wp-att-106972\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-106972\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dettaglio_gibuti_bab_el_mandab.jpg\" alt=\"Dettaglio della carta di Laura Canali intitolata &quot;Stretto di Bab el Mandab&quot; - 2018\" width=\"791\" height=\"605\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Dettaglio della carta di Laura Canali intitolata \u201cStretto di Bab el Mandab\u201d \u2013 2018<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA BRI HA BISOGNO DI SOSTEGNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel primo trimestre del 2018, gli investimenti cinesi in 52 paesi coinvolti nella Bri sono stati pari a 3,61 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento del 22,4% rispetto allo stesso periodo del 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cifra \u00e8 ancora molto lontana dal trilione di dollari promesso dalla Cina per sviluppare il progetto infrastrutturale. Secondo il quotidiano cinese <a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1104356.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Global Times<\/em><\/a><em>,<\/em> Pechino non deve caricarsi tutta la responsabilit\u00e0 dell\u2019iniziativa. Piuttosto, la Bri ha bisogno di diversificare le fonti di investimento coinvolgendo i privati e di conferire un ruolo pi\u00f9 attivo alle istituzioni finanziarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL NUOVO GOVERNO IN MALAYSIA NON OSTACOLA LE NUOVE VIE DELLA SETA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il neoeletto primo ministro malaysiano Mahathir Mohamad <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/94906ad4-57eb-11e8-bdb7-f6677d2e1ce8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha promesso<\/a> che rivedr\u00e0 i progetti cinesi e rinegozier\u00e0 qualunque \u201caccordo ineguale\u201d. Per la prima volta dopo 60 anni, la coalizione Barisan Nasional \u00e8 stata infatti sconfitta durante le recenti elezioni. Sull\u2019esito delle urne hanno inciso anche il coinvolgimento di Najib Razak, suo leader, in uno scandalo di corruzione e la sua eccessiva disponibilit\u00e0 ad accogliere gli investimenti cinesi. L\u2019alto livello del debito pubblico della Malaysia potrebbe non consentire a Kuala Lumpur di sostenere finanziariamente i progetti della Repubblica Popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due destano maggiore attenzione. Il primo da 14 miliardi di dollari riguarda la costruzione della linea ferroviaria che collega il Sud della Thailandia, la poco sviluppata costa orientale malese e Port Klang (vicino Kuala Lumpur), passando per lo strategico porto di Kuantan, posseduto da una conglomerata sino-malaysiana. Il secondo concerne la Forest City, un complesso di lusso nello Stato meridionale di Johor, mal visto dagli strati pi\u00f9 poveri della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Kuala Lumpur e Pechino potrebbero ridefinire i termini della collaborazione ma entrambi hanno le loro ragioni per preservarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Malaysia ha bisogno dei finanziamenti cinesi per sviluppare le proprie infrastrutture.\u00a0 La Cina invece deve mantenere in piedi i progetti in questo paese per due ragioni. Primo, Pechino vuole migliorare i collegamenti infrastrutturali tra Repubblica Popolare e penisola indocinese per monitorare meglio lo Stretto di Malacca e allo stesso tempo ridurre la dipendenza dei suoi flussi commerciali da questo collo di bottiglia. Secondo, questo paese \u00e8 stato sempre considerato uno dei pi\u00f9 coinvolti nell\u2019iniziativa. Un passo indietro da parte di Kuala Lumpur danneggerebbe la percezione delle nuove vie della seta in Asia-Pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL TRENO PER TEHERAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due giorni dopo l\u2019annuncio del ritiro degli Usa dall\u2019accordo sul nucleare con l\u2019Iran, \u00e8 stata inaugurata una nuova linea ferroviaria tra Cina e Repubblica Islamica. Lunga circa 8.300 chilometri, questa unisce la Mongolia Interna a Teheran passando per Kazakistan e Turkmenistan. I treni impiegano 15 giorni a percorrerla, 20 in meno rispetto alla rotta marittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-ha-tanti-motivi-per-sostenere-accordo-nucleare-con-iran\">Tanti motivi<\/a> spingono Pechino e Teheran a rafforzare la loro collaborazione in questa fase, agevolati dalle tensioni che legano entrambe agli Usa. Per la Cina, l\u2019Iran \u00e8 uno snodo fondamentale della Bri in Medio Oriente, un essenziale fornitore di petrolio, un partner in chiave antiterrorismo e un fiorente mercato cui destinare i suoi prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, dalla prospettiva cinese, il processo di denuclearizzazione iraniano rappresenta un modello per quello eventuale della Corea del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Repubblica Islamica allo stesso tempo vede nella Repubblica Popolare il suo primo partner commerciale e il primo interlocutore ai fini della preservazione dell\u2019accordo sul nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Xi Jinping e Hassan Rohani discuteranno di questi argomenti durante il summit della Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai che si terr\u00e0 il 9 e il 10 giugno a Qingdao (Cina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL SENSO DELLA CINA PER L\u2019OMAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La partecipazione dell\u2019Oman alla Bri \u2013 cerfiticata da un <a href=\"http:\/\/world.people.com.cn\/n1\/2018\/0516\/c1002-29992505.html\">memorandum d\u2019intesa<\/a> con la Cina \u2013 non sorprende per almeno due ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Primo, il Medio Oriente \u00e8 un teatro instabile ma essenziale per lo sviluppo della rotta terrestre delle nuove vie della seta. Perci\u00f2 \u00e8 necessario individuare partner politicamente affidabili, proprio come l\u2019Oman. Secondo, questo paese si affaccia strategicamente sull\u2019omonimo golfo e sul Mare Arabico. Per questo, tra il 2003 e il 2018 \u00e8 stato il primo per visite privilegiate delle navi cinesi, superando persino Gibuti (sede della unica base militare della Repubblica Popolare), Pakistan (dove la presenza cinese si concentra a Gwadar) e Yemen. In particolare, i transiti erano dovuti a rifornimento e riparazioni.<\/p>\n<p>Per tali ragioni, l\u2019Oman potrebbe non solo ospitare gli investimenti cinesi ma anche una delle infrastrutture militari che Pechino vorrebbe costruire all\u2019estero per tutelare i suoi interessi lungo la Bri.<\/p>\n<p><strong>ROTTA PER I CARAIBI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trinidad e Tobago \u00e8 diventato il primo Stato caraibico a sottoscrivere il memorandum d\u2019intesa con la Cina per far parte della Bri. Pechino punta a investire nella costruzione d\u2019infrastrutture, nel settore energetico, nella finanza e nell\u2019agricoltura. La Cina sta consolidando i rapporti con i paesi dei Caraibi, fatta eccezione per Belize, Santa Lucia, Saint Kitts e Nevis, Haiti e Saint Vincent e Grenadine. Questi Stati riconoscono la sovranit\u00e0 di Taiwan e per questo non intrattengono relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare. Tuttavia, la recente scelta della Repubblica Dominicana di chiudere i rapporti con Taipei indica che il consenso verso di essa \u2013 qui come altrove \u2013 si sta rapidamente riducendo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/italia-cerca-ancora-posto-lungo-le-nuove-vie-della-seta\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/italia-cerca-ancora-posto-lungo-le-nuove-vie-della-seta<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Giorgio Cuscito) Le notizie geopolitiche pi\u00f9 rilevanti di maggio attorno alla Belt and Road Initiative. Il punto sulla Penisola a un anno dal forum della Bri,\u00a0gli alberghi di Trump in Indonesia, le tensioni a Gibuti tra Cina e Usa, il ruolo dell\u2019Oman. Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio settimanale di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirci su Facebook e Twitter. 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