{"id":42839,"date":"2018-06-11T09:37:44","date_gmt":"2018-06-11T07:37:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42839"},"modified":"2018-06-11T09:37:44","modified_gmt":"2018-06-11T07:37:44","slug":"dieci-giorni-da-ministro-la-rivoluzione-di-salvini-tra-molti-annunci-e-la-dura-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42839","title":{"rendered":"Dieci giorni da ministro. La rivoluzione di Salvini tra molti annunci e la dura realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>FORMICHE.NET<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 1\u00b0 giugno, giorno del giuramento del governo Conte, il ministro dell\u2019Interno,\u00a0<strong>Matteo Salvini<\/strong>, ha incessantemente fatto dichiarazioni sull\u2019immigrazione in ogni occasione pubblica e sui social network mettendo tanta carne al fuoco che si pu\u00f2 sintetizzare cos\u00ec: alcune cose sono condivisibili, altre irrealizzabili, altre ancora poco comprensibili.\u00a0Di sicuro ha dichiarato guerra alle ong e all\u2019isola di Malta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cPer i clandestini \u00e8 finita la pacchia, devono fare le valigie, con calma ma se ne devono andare\u201d. Era il 2 giugno, festa della Repubblica, e al netto del linguaggio fin troppo schietto, la larga maggioranza degli italiani (a prescindere dal partito che ha votato) chiede da anni che l\u2019immigrato irregolare venga rimpatriato. Su come gestirli mentre sono in Italia, Salvini ha idee diverse dal suo predecessore\u00a0<strong>Marco<\/strong>\u00a0<strong>Minniti<\/strong>. Quest\u2019ultimo ha provato a far passare l\u2019idea dell\u2019accoglienza diffusa, puntando a chiudere i centri di accoglienza con migliaia di persone spostandole in tutta Italia. Allo stesso tempo, ha previsto i Cpr (Centri permanenti per il rimpatrio) da 200 posti che avrebbero dovuto essere aperti uno per regione. Purtroppo, circa il 60 per cento dei Comuni non ha accettato gli immigrati e 16 regioni su 20 hanno rifiutato i Cpr: oggi sono 5 a Milano, Torino, Bari, Palermo e Caltanissetta. L\u2019italiano medio la pensa cos\u00ec: dovete mandare via gli immigrati, ma intanto non dovete metterli vicino a casa mia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CENTRI CHIUSI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea di Salvini \u00e8 quella di ripristinare i Cie, centri di identificazione e di espulsione, che saranno \u201cchiusi affinch\u00e9 la gente non vada a spasso per le citt\u00e0\u201d, ha detto il 6 giugno, perch\u00e9 i cittadini non vogliono avere \u201cdei punti dove uno esce alle 8 di mattina, rientra alle 10 di sera e durante il giorno non si sa cosa fa\u201d. A chi gli obiettava l\u2019opposizione delle Regioni, il ministro ha replicato di aver gi\u00e0 parlato con tutti i governatori leghisti \u201cche non vedono l\u2019ora di avere centri chiusi\u201d. A parte che sarebbe davvero curioso aver rifiutato un Cpr da 200 posti anch\u2019esso chiuso per avere un Cie molto pi\u00f9 grande perch\u00e9 gli irregolari sono 500mila, l\u2019evidente contraddizione sta nelle parole di\u00a0<strong>Luca Zaia<\/strong>, presidente della Regione Veneto, per il quale \u201cstrutture con un centinaio di posti e non oltre possono essere utili in attesa che si decida se un extracomunitario ha diritto al riconoscimento di profugo oppure no\u201d. Quindi: non oltre 100 posti. Salvini non ha mai quantificato la capienza, ma viene il sospetto che 100 siano pochi. Nel frattempo si cercher\u00e0 di accelerare le pratiche per il riconoscimento del diritto all\u2019asilo e il ministro incontrer\u00e0 presto i presidenti delle 50 commissioni prefettizie territoriali e i 250 funzionari appena entrati in servizio per rinforzare gli organici dopo il bando dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>PROBLEMI LOGISTICI E GIURIDICI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci si aspetta, perci\u00f2, che nei prossimi giorni si forniscano dettagli su quanti centri dovranno essere realizzati in tutta Italia (decine o centinaia?), con ci\u00f2 che comporta in termini logistici e di sicurezza e tenendo conto che il contratto di governo firmato da Lega e Movimento 5 Stelle su questo punto \u00e8 preciso: si parla di \u201cindividuazione di sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno una sede per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una capienza sufficiente per tutti gli immigrati irregolari, presenti e rintracciati sul territorio nazionale garantendo la tutela dei diritti umani\u201d. Pertanto, la Regione dev\u2019essere d\u2019accordo e dovrebbero essere ospitati (quasi) tutti gli irregolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Privare della libert\u00e0 personale un immigrato irregolare comporta la modifica dell\u2019ordinamento giudiziario, di cui nessuno ancora parla. Il decreto immigrazione di Minniti prevede che nei Cpr un soggetto possa restare massimo 90 giorni e dopo il primo mese tocca al Gip autorizzare per due volte la permanenza per altri 30 giorni pi\u00f9 ancora altri 30, scaduti i quali la persona torna in libert\u00e0 se, come avviene quasi sempre, la nazione di probabile provenienza non la riconosce (o meglio, non vuole riconoscerla) come proprio cittadino. La durata della custodia in questi nuovi centri non \u00e8 definita, ma ufficiosamente la Lega parla di 18 mesi: un tempo lunghissimo per cui non resta che aspettare il testo della legge e la sua approvazione in Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cMENO SBARCHI, PI\u00d9 ESPULSIONI\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo slogan di Salvini \u00e8 ormai noto e riunisce due problemi diversi. La riapertura della rotta dalla Tunisia conferma che sul fronte libico gli accordi tengono: fino all\u20198 giugno erano arrivati 13.808 immigrati rispetto ai 61.285 dell\u2019anno scorso, pari a un calo del 77,4 per cento e, rispetto a chi proviene dalla Libia, a un calo dell\u201984 per cento. A questi numeri vanno aggiunte circa 500 persone sbarcate in Sicilia e in Calabria alla fine della settimana. Si sta ricucendo a fatica lo strappo con la Tunisia, in pratica l\u2019unico Paese che accetta regolarmente charter carichi di connazionali rimandati a casa dall\u2019Italia e che si era risentito quando Salvini aveva detto che da l\u00ec arrivano anche \u201cgaleotti\u201d.\u00a0\u00c8 vero che le forze di polizia fermano spesso tunisini gi\u00e0 espulsi e magari ex detenuti che erano riusciti a tornare in Italia, ma la diplomazia \u00e8 fondamentale soprattutto in certe aree.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per far partire meno barconi ed effettuare pi\u00f9 espulsioni servono accordi. Salvini (l\u2019ha detto il 2 giugno a Vicenza) vuole \u201cragionare su come aiutare anche economicamente i Paesi d\u2019origine della migrazione\u201d aggiungendo di dover andare \u201cin Tunisia, in Marocco, in Egitto, in Libia anche se la situazione \u00e8 complicata, a concordare che le partenze devono diminuire nell\u2019interesse di tutti\u201d. Il ragionamento non fa una piega, ma va completato: se questo \u00e8 il suo pensiero, vanno confermati gli accordi stipulati con la Libia e va anche capito che quelle nazioni citate sono l\u2019ultima tappa prima dell\u2019imbarco, non l\u2019origine dei traffici. L\u2019accordo va fatto con i Paesi del cuore dell\u2019Africa e diventa indispensabile il supporto economico dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LO SCONTRO CON L\u2019UE E L\u2019INVOCAZIONE DELLA NATO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La bocciatura della bozza di modifica del regolamento di Dublino ha manifestato una spaccatura in seno all\u2019Unione andata oltre la posizione italiana sintetizzata da Salvini con un \u201cnon saremo un campo profughi\u201d. La stessa<strong>Angela Merkel<\/strong>\u00a0ha riconosciuto che l\u2019Italia \u00e8 stata lasciata sola e che sicurezza delle frontiere e asilo sono \u201ctemi esistenziali dell\u2019Ue\u201d. Proprio sul fronte della sicurezza delle frontiere, il ministro dell\u2019Interno ha pi\u00f9 volte invocato l\u2019intervento della Nato \u201cper aiutarci a difendere il nostro Paese\u201d anche da infiltrazioni terroristiche, senza spiegare che cosa dovrebbe fare in dettaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel Mediterraneo, infatti, ci sono gi\u00e0 diverse operazioni di sicurezza coordinate tra loro. \u201cEunavfor Med\u201d, Operazione Sophia, ha ampliato da poco il suo compito dopo che il Consiglio europeo del 14 maggio ha deciso di creare al suo interno una \u201ccrime information cell\u201d, una sezione per acquisire informazioni da condividere con Frontex ed Europol. La Nato, invece, ha \u201cSea Guardian\u201d con compiti di pattugliamento e di sorveglianza aero-marittima (erede dell\u2019Active Endeavour varata dopo l\u201911 settembre), in sinergia con Sophia e in coordinamento con la Guardia costiera e con l\u2019Agenzia Frontex. Inoltre, la Marina e l\u2019Aeronautica italiane dal 12 marzo 2015, dopo i primi attentati in Europa, sono impegnate nell\u2019operazione \u201cMare sicuro\u201d a tutela degli interessi nazionali come le piattaforme petrolifere. Dall\u2019agosto scorso Mare sicuro pu\u00f2 intervenire anche nelle acque libiche per contrastare traffici illeciti a sostegno della Guardia costiera e della Marina libiche se le autorit\u00e0 di Tripoli ne chiedono l\u2019aiuto. Infine il 1\u00b0 febbraio, in sostituzione della missione \u201cTriton\u201d, Frontex ha lanciato \u201cThemis\u201d che, pur includendo un\u2019attivit\u00e0 di ricerca e soccorso, \u00e8 soprattutto una missione di controllo delle frontiere, comprendendo anche una raccolta di informazioni di intelligence in funzione antiterrorismo. Insomma, i controlli ci sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ONG E MALTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Salvini ha ragione quando attacca determinate Ong, anche se impedire l\u2019attracco nei porti italiani di quelli che ha definito \u201cvice scafisti\u201d non \u00e8 possibile se \u00e8 in atto una missione di soccorso.\u00a0\u00c8 vero che certe Ong si rifiutano di chiedere la possibilit\u00e0 di attraccare a Malta cos\u00ec come il governo maltese fa di tutto per non essere coinvolto, pur respingendo le accuse sostenendo di rispettare gli obblighi internazionali. Eppure, il 9 giugno il comandante della nave Seefuchs dell\u2019ong tedesca Sea-Eye ha spiegato che la guardia costiera di Malta ha rifiutato l\u2019ingresso in porto nonostante le pessime condizioni del mare e 126 migranti a bordo. Le registrazioni consegnate alla squadra mobile di Ragusa confermerebbero questa versione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8\u00a0certo che Salvini non vuole mollare e diventer\u00e0 decisivo il braccio di ferro con Malta: il ministro ha intimato alla nave Aquarius con 629 migranti a bordo di dirigersi appunto verso Malta come porto vicino e sicuro, avvertendo che avrebbe chiuso i porti italiani alla ong in caso di diniego da parte delle autorit\u00e0 isolane. E il no \u00e8 arrivato: \u201cIl salvataggio \u00e8 avvenuto nell\u2019area di ricerca e soccorso libica ed \u00e8 stato coordinato dal centro di coordinamento di soccorso a Roma. Malta non \u00e8 n\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 coordinatrice n\u00e9 \u00e8 competente per questo caso\u201d, ha detto un portavoce del governo maltese. Se restasse questa situazione (diniego di Malta e blocco dei porti), nascerebbe uno scontro internazionale perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un obbligo di salvataggio della vita in mare. Non \u00e8 ancora chiaro, invece, come il ministro dell\u2019Interno intenda modificare il codice che Minniti fece firmare l\u2019anno scorso alle Ong e che non consentirebbe di \u201cintervenire in maniera efficace\u201d: sembra infatti che alcune navi delle organizzazioni non governative non stiano rispettando le regole sottoscritte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, mentre Salvini ribadisce anche che \u201cgli immigrati regolari e per bene che sono qua sono i benvenuti\u201d e che \u201cchi scappa dalla guerra ha in casa mia casa sua\u201d, \u00e8 possibile che quando in Parlamento si dovr\u00e0 discutere di questo tema ci saranno tensioni nel M5S e tra grillini e leghisti. Mentre<strong>\u00a0Luigi Di Maio<\/strong>\u00a0si tiene lontano da queste beghe, il presidente della Camera,\u00a0<strong>Roberto Fico<\/strong>, esponente dell\u2019ala dura, ha incontrato i rappresentanti di Amnesty International e di Medici senza frontiere sostenendo che \u201cchi fa solidariet\u00e0 ha tutto il supporto dello Stato\u201d e che anche nel Mediterraneo \u201cvanno supportate le persone e le organizzazioni che aiutano gli altri\u201d. Non proprio un buon viatico per una linea chiara su un tema esplosivo.<\/p>\n<p><strong>fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/formiche.net\/2018\/06\/ministro-salvini-immigrazione\/\">http:\/\/formiche.net\/2018\/06\/ministro-salvini-immigrazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET Dal 1\u00b0 giugno, giorno del giuramento del governo Conte, il ministro dell\u2019Interno,\u00a0Matteo Salvini, ha incessantemente fatto dichiarazioni sull\u2019immigrazione in ogni occasione pubblica e sui social network mettendo tanta carne al fuoco che si pu\u00f2 sintetizzare cos\u00ec: alcune cose sono condivisibili, altre irrealizzabili, altre ancora poco comprensibili.\u00a0Di sicuro ha dichiarato guerra alle ong e all\u2019isola di Malta. 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