{"id":42849,"date":"2018-06-20T00:55:04","date_gmt":"2018-06-19T22:55:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42849"},"modified":"2018-06-26T14:21:51","modified_gmt":"2018-06-26T12:21:51","slug":"la-scuola-deve-avere-una-giusta-separatezza-dalla-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42849","title":{"rendered":"La scuola deve avere una giusta separatezza dalla societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>MASSIMO BONTEMPELLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta mi recavo ad una conferenza presso una scuola. La signora che mi accompagnava mi spiegava come in quella scuola all\u2019avanguardia si insegnassero materie come Antropologia culturale, Psicoanalisi. Io rimasi un po\u2019 perplesso, chiesi dove trovavano insegnanti per insegnare materie cos\u00ec complesse. Candidamente, questa signora mi spieg\u00f2 che erano svolte da insegnanti di altre materie, e che comunque quei corsi erano relegati al sabato nelle ultime ore. Chiesi allora perch\u00e9 attivare materie cos\u00ec importanti per svolgerle in maniera cos\u00ec marginale. Perch\u00e9 attirano gente, fu la risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma dal punto di vista economico, se riferita agli oggetti di consumo, la concorrenza ha un senso, perch\u00e9 il cliente sar\u00e0 spinto ad acquistare quelli che gli funzionano meglio, ma non lo ha nella scuola, perch\u00e9 il cliente della scuola non \u00e8 spinto a cercare la cultura profonda, la formazione dell\u2019uomo, che magari i genitori non sanno nemmeno cosa siano. Dire che il cliente sceglie la scuola migliore significa\u00a0in realt\u00e0 puntare al ribasso. Anche la concorrenza tra insegnanti \u2013 spingono in tutti i modi a dividerci, cercano di metterci in contrasto per pochi spiccioli \u2013 non \u00e8 che privilegia il merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dimensione educativa \u00e8 una dimensione, diciamolo, spirituale, per cui bisognerebbe che l\u2019aspetto economico fosse garantito. Nella scuola andrebbe proprio bene quello che si critica, una sicurezza economica per cui non fosse necessario pensare pi\u00f9 ai soldi, rincorrendo, come accade oggi, progetti o pseudo progetti con l\u2019unico scopo di dividersi qualche spicciolo. L\u2019ideale sarebbe un insegnante che, proprio perch\u00e9 ha garantita una base economica, possibilmente pi\u00f9 decente di quella attuale, si spende anche gratuitamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo smantellamento del sistema nazionale della pubblica istruzione ci riporta indietro a prima della rivoluzione francese, quando l\u2019istruzione delle persone dipendeva dalle famiglie. La scuola pubblica, che si fa carico di trasmettere i saperi essenziali di una nazione da una generazione all\u2019altra, non \u00e8 nata in Italia, come normalmente si crede, con la legge Casati del 1859, ma \u00e8, anche in Italia, figlia della\u00a0Rivoluzione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Convenzione Nazionale, cio\u00e8 l\u2019Assemblea Costituente della rivoluzione francese, che ha dettato poi le nuove costituzioni della Francia, si discusse moltissimo dei problemi della scuola, intervenivano esperti della scuola come Condorcet, ma anche grossi calibri politici come Robespierre e Brissot. La scuola come noi la conosciamo \u00e8 nata l\u00ec. Anche in Italia, come in tanti altri paesi, la scuola pubblica \u00e8\u00a0nata sull\u2019onda della rivoluzione francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo sistema scolastico pubblico italiano \u00e8 stato quello del Regno d\u2019Italia. Non per\u00f2 del Regno d\u2019Italia creato nel 1861, ma di quello di Eugenio de Beauharnais, che nonostante avesse il vicer\u00e8 francese e fosse vassallo della Francia, aveva un organo rappresentativo italiano, ministri italiani, ed un esercito con il tricolore e con generali italiani, e che fu cancellato dalla Restaurazione del 1815. In questo Regno d\u2019Italia c\u2019\u00e8 stata la prima riforma scolastica, prima ancora di Casati, che era pi\u00f9 di una riforma, perch\u00e9 non si trattava di riformare la scuola, ma di introdurla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la famosa Legge Paradisi-Moscati, che ha introdotto per la prima volta una scuola elementare, una scuola media e una scuola superiore. Questa scuola \u00e8 nata per formare il cittadino, e nella Convenzione Nazionale queste cose erano dette esplicitamente. Con la rivoluzione francese siamo entrati in un\u2019epoca nuova: se l\u2019individuo non deve pi\u00f9 essere suddito di poteri feudali, ecclesiastici, di tradizioni schiaccianti, ma deve essere cittadino, partecipare alla vita politica della propria comunit\u00e0, determinarla, questo non \u00e8 assolutamente possibile senza un certo grado di informazione<br \/>\ne di comprensione della realt\u00e0 sociale, della sua scienza, della sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola pubblica \u00e8 nata esplicitamente collegata al diritto di cittadinanza; tant\u2019\u00e8 vero che nelle relazioni di presentazione di questa legge, che pure sono svolte da personalit\u00e0 di ispirazione conservatrice, si legge che la scuola deve essere pubblica, e non ci deve essere in essa neppure \u201cun grammo\u201d \u2013 usano proprio questa espressione \u2013 di privato. Tant\u2019\u00e8 che veniva esclusa l\u2019esistenza stessa di una scuola privata. La scuola \u00e8 pubblica e nazionale; cio\u00e8 devono essere stabiliti a livello nazionale programmi ed obiettivi, e questo perch\u00e9 la scuola ha la funzione di rendere possibile la cittadinanza. Questi principi sono stati ripresi mezzo secolo dopo, alla vigilia dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella relazione di Casati per la legge scolastica del 1859 \u00e8 detto che l\u2019iniziativa privata deve essere assente nella scuola. E Casati non era certo contro l\u2019iniziativa economica privata. Era un liberale e un liberale perfino pi\u00f9 conservatore di Cavour. Ma proprio perch\u00e9 si era favorevoli all\u2019iniziativa privata nella vita economica, proprio perch\u00e9 l\u2019uomo nella societ\u00e0 si spende come <em>homo oeconomicus<\/em>, fu scelto di dare una formazione che economica non fosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve avere, la scuola, una giusta separatezza dalla societ\u00e0. Non separatezza nel senso che non deve occuparsi dei problemi sociali, ma nel senso che non deve essere schiacciata sulla immediatezza sociale. La scuola viene rovinata quando si comincia a dire \u2013 e l\u2019esito finale sar\u00e0 l\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio \u2013 che non deve fare altro che dare le abilit\u00e0 che servono al sistema economico, all\u2019affermazione sociale. In questa maniera si \u00e8 di fatto abolita la scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola deve invece insegnare ci\u00f2 che nell\u2019immediatezza sociale non si pu\u00f2 apprendere, e che oggi \u00e8 pi\u00f9 fondamentale che mai. Alla televisione, in una rete locale della mia citt\u00e0 vidi un programma di una\u00a0preside di una scuola della provincia iper-riformatrice berlingueriana, deputata DS oltre che preside, la quale vantava il carattere progressivo ed innovativo della sua scuola, perch\u00e9 avevano organizzato un\u2019attivit\u00e0 per cui gli studenti avevano messo in piedi una specie di banca all\u2019interno dell\u2019istituto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che se si deve imparare la tecnica bancaria, la insegnano meglio le banche. A che cosa serve la scuola? Ci trovi, nella scuola, la tragedia greca, Sofocle, l\u2019<em>Antigone<\/em>, quelli non li trovi mai nel normale commercio sociale. La scuola deve collocarsi su un altro piano se deve formare l\u2019uomo, il cittadino e non l\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>: quello ci pensa gi\u00e0 la societ\u00e0 a formarlo. La scuola tradizionale, che non voglio difendere, in quanto era \u201cavvizzita\u201d, bisognava riformarla in direzione opposta, cio\u00e8 bisognava rinnovare i suoi contenuti culturali in modo da renderli vivi, significanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, a un certo punto della mia vita mi sono appassionato al greco, perch\u00e9 mi ha permesso di penetrare la sapienza di Eraclito, di Parmenide. Quando ero a scuola lo detestavo: in parte perch\u00e9 me lo insegnavano in maniera arida, perch\u00e9 per gli stessi insegnanti era ridotto a una tecnica. C\u2019era molto da riformare nella scuola tradizionale. Ma perch\u00e9 quella cultura diventasse pi\u00f9 viva e acquistasse significati che risuonassero di pi\u00f9 nell\u2019animo delle persone, perch\u00e9 non fosse una semplice esercitazione, non certo per abolirla, per insegnare \u201ccose che servono\u201d, che so, l\u2019informatica o l\u2019inglese commerciale, perch\u00e9 in questa maniera, oltre tutto, la scuola sar\u00e0 sempre condannata ad inseguire cose che altri fanno meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[da M. Bontempelli, <em>La convergenza del centrosinistra e del centrodestra nella distruzione della scuola italiana<\/em>,\u00a0editrice petite plaisance 2003]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MASSIMO BONTEMPELLI Una volta mi recavo ad una conferenza presso una scuola. La signora che mi accompagnava mi spiegava come in quella scuola all\u2019avanguardia si insegnassero materie come Antropologia culturale, Psicoanalisi. 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