{"id":42868,"date":"2018-06-12T10:36:09","date_gmt":"2018-06-12T08:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42868"},"modified":"2018-06-12T10:36:09","modified_gmt":"2018-06-12T08:36:09","slug":"le-regole-di-merkel-e-il-randello-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=42868","title":{"rendered":"Le regole di Merkel e il randello di Trump"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>C.Clericetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A un parlamentare che le chiedeva come avrebbe gestito i rapporti con il nuovo governo italiano,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/politica\/governo-news-merkel-1.3961694\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Angela Merkel ha risposto<\/a>: &#8220;Diremo che una Unione europea si basa sul rispetto delle regole da parte di tutti\u201d.\u00a0 Si potrebbe approfittare dell\u2019occasione per mandarle l\u2019ultimo saggio di Sergio Cesaratto, intitolato appunto \u201cChi non rispetta le regole? \u2013 Italia e Germania, le doppie morali dell\u2019euro\u201d (ed. Imprimatur). Che nasce proprio nella tana del lupo, da una conferenza che l\u2019economista ha tenuto a Friburgo, invitato perch\u00e9 \u2013 per fortuna \u2013 ci sono anche tedeschi disponibili ad ascoltare analisi diverse da quelle della narrazione prevalente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cesaratto non entra nelle polemiche day-by-day che in questi ultimi tempi riempiono i media dei due paesi. Quello che vuole mettere in evidenza sono i difetti di costruzione dell\u2019Europa e della moneta unica, aggravati da comportamenti dei tedeschi incompatibili con un corretto funzionamento dell\u2019area. Questo senza dimenticare ci\u00f2 che non va nel nostro paese: \u201cSono stato molto a disagio ad esprimere critiche alla politica europea della Germania \u2013 chiarisce proprio all\u2019inizio \u2013 quando l\u2019Italia, soprattutto alcune sue parti, continua a dare una brutta immagine di s\u00e9, in particolare lo scarso senso civico e di appartenenza alla comunit\u00e0 sia di una parte consistente dei cittadini, sia dei politici e amministratori che essi esprimono\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che l\u2019Unione europea avrebbe funzionato male era chiaro fin dall\u2019inizio a molti economisti, primo fra tutti il \u201cpadre\u201d della teoria delle aree monetarie ottimali, il canadese Robert Mundell. Ben prima del Trattato di Maastricht Mundell aveva individuato tra i problemi principali il fatto che un paese basasse la sua economia su un surplus dei conti con l\u2019estero, rifiutandosi di fare qualcosa per correggerlo: questa, secondo Mundell, \u00e8 una delle \u201cregole del gioco\u201d principali, perch\u00e9 porta inevitabilmente verso la bassa crescita e la deflazione. Il paese in surplus \u00e8 in quella situazione perch\u00e9 comprime la domanda interna, ma cos\u00ec facendo, oltre a non offrire sbocco alle esportazioni degli altri paesi dell\u2019area, li costringe anche a fare altrettanto per competere e per non incorrere in una crisi di bilancia dei pagamenti. Era accaduto con le politiche americana e francese negli anni Venti, quando era in vigore il\u00a0<i>gold standard<\/i>\u00a0(sistema, nota Cesaratto, a cui quello dell\u2019euro \u00e8 molto simile) e poi nel dopoguerra con la politica tedesca nel sistema di Bretton Woods.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la politica tedesca \u00e8 quella appunto da allora, e Berlino non ha alcuna intenzione di cambiarla. Anzi, nonostante che tra le regole europee sia stata inserita quella che prescrive di non superare un certo livello di export rispetto al Pil, ha detto esplicitamente che non ha intenzione di fare nulla per correggere il suo \u201csforamento\u201d. Gi\u00e0 questa regola \u00e8 stata inserita in un modo \u201czoppo\u201d.\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/business-economy-euro\/economic-and-fiscal-policy-coordination\/eu-economic-governance-monitoring-prevention-correction\/macroeconomic-imbalance-procedure_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">E\u2019 all\u2019interno della cosiddetta \u201cMip\u201d<\/a>\u00a0(<i>macroeconomic imbalance procedure<\/i>), varata nel 2012 per \u201cidentificare, prevenire e affrontare l&#8217;emergere di squilibri macroeconomici potenzialmente dannosi che potrebbero influire negativamente sulla stabilit\u00e0 economica\u201d, ma non solo stabilisce due soglie diverse per chi \u00e8 in deficit (4% del Pil) e chi \u00e8 in surplus (6%, curiosamente coincidente con il dato tedesco di allora): diversamente dalle regole sui conti pubblici, qui non sono previste sanzioni per chi la violasse, cosa che la Germania fa ormai da quattro anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, quella che potrebbe essere una virt\u00f9 se si guarda ad un solo paese, non lo \u00e8 se si considera l\u2019economia globale nel suo insieme, dove per definizione la somma degli export e degli import \u00e8 zero, quindi a un paese in surplus devono per forza corrispondere uno o pi\u00f9 paesi in deficit. Finch\u00e9 questi ultimi sono piccoli e con scarso potere contrattuale, il problema \u00e8 loro. Se invece sono grandi potenze il problema diventa di tutti.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2018\/06\/08\/news\/g7_rottura_trump_macron_trudeau-198459920\/?ref=RHPPTP-BH-I0-C8-P1-S1.8-T2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Che cosa ha detto Donald Trump al G7<\/a>\u00a0in Canada, di fronte alle rimostranze di Macron e Trudeau per i dazi? &#8220;Per favore dite al primo ministro Trudeau e al presidente Macron che stanno imponendo agli Stati Uniti dazi massicci e stanno creando barriere non-monetarie. Il surplus commerciale dell&#8217;Ue con gli Stati Uniti \u00e8 di 151 miliardi di dollari. Impaziente di vederli domani&#8221;. Ha detto \u201cMacron e Trudeau\u201d, ma poteva dire \u201ci tedeschi\u201d, visto che il 90% del surplus europeo \u00e8 dovuto alla Germania. Chi si rifiuta di fare la propria parte nel sostenere la crescita globale prima o poi provoca reazioni, la politica mercantilista genera guerre commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il saggio di Cesaratto \u00e8 dunque quanto mai utile per capire che cosa sta succedendo proprio in questi giorni nel mondo. E che cosa \u00e8 successo in Europa: l\u2019autore confronta le interpretazioni della crisi e fa capire come le teorie economiche influenzino le scelte politiche, ma anche come vengano interpretate secondo la convenienza del pi\u00f9 forte; ricostruisce le vicende dell\u2019adesione dell\u2019Italia; esamina e commenta le proposte per la prossima riforma, quelle che Merkel ha appena ripreso.\u00a0 Insomma, per chi voglia andare al di l\u00e0 dei battibecchi che fanno titolo sui giornali ma non chiariscono quale sia il cuore dei problemi europei, una lettura che \u00e8 bene fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I politici tedeschi sono riusciti finora a costruire un\u2019Unione europea funzionale ai loro interessi, anche grazie agli errori di valutazione di chi guidava gli altri paesi, gli italiani prima di tutto. Ora questa politica si scontra per\u00f2 anche con qualcuno che ha un randello pi\u00f9 grosso. Sar\u00e0 interessante vedere come andr\u00e0 a finire.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2018\/06\/09\/le-regole-di-merkel-e-il-randello-di-trump\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2018\/06\/09\/le-regole-di-merkel-e-il-randello-di-trump\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di C.Clericetti A un parlamentare che le chiedeva come avrebbe gestito i rapporti con il nuovo governo italiano,\u00a0Angela Merkel ha risposto: &#8220;Diremo che una Unione europea si basa sul rispetto delle regole da parte di tutti\u201d.\u00a0 Si potrebbe approfittare dell\u2019occasione per mandarle l\u2019ultimo saggio di Sergio Cesaratto, intitolato appunto \u201cChi non rispetta le regole? \u2013 Italia e Germania, le doppie morali dell\u2019euro\u201d (ed. Imprimatur). 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