{"id":43017,"date":"2018-06-15T08:00:58","date_gmt":"2018-06-15T06:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43017"},"modified":"2018-06-15T12:38:48","modified_gmt":"2018-06-15T10:38:48","slug":"contro-la-chiusura-delle-frontiere-difendiamo-salari-e-diritti-insieme-agli-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43017","title":{"rendered":"Contro la chiusura delle frontiere, difendiamo salari e diritti insieme agli immigrati"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARE RESISTENZA<\/strong><\/p>\n<p><strong>*****************<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo chiarisce un aspetto cruciale: che il migrante economico sia l&#8217;oggetto dello sfruttamento creato dalle condizioni contrattuali introdotte dalle nostre leggi sul lavoro e dalle nostre aziende, e che possa, solo in seconda istanza, diventare a sua volta una causa della pressione al ribasso sui salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, se si ripristinasse una contrattazione nazionale dove l&#8217;assunzione tra lavoratori autoctoni e stranieri fosse organica e tutelata in entrambe le direzioni, cos\u00ec come se ci fosse un controllo serrato da parte della guardia di finanza che ne imponesse il rispetto, il fenomeno migratorio smetterebbe di incidere sulla dinamica tra prezzi e salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;articolo di conseguenza apre un&#8217;altra grande questione, che lascia intendere una legittimit\u00e0 indiscriminata del migrante economico ad entrare nel paese.\u00a0Se, tuttavia, si volesse regolarizzare a prescindere la posizione giuridica del &#8216;clandestino&#8217;, eliminando completamente &#8216;le frontiere&#8217; e, insieme a quelle, anche la necessit\u00e0 per una persona non-italiana di raggiungere il nostro paese senza bisogno di un permesso di soggiorno, ci imbatteremmo in altre questioni che \u00a0in realt\u00e0 trascenderebbero il mercato del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0, infatti, di tutte le implicazioni del caso, si creerebbe in questo modo, prima di tutto, un corto circuito tra la libert\u00e0 astratta del soggetto singolo e la legge incarnata nella persona dello Stato. Ma una tale facolt\u00e0 conferita all&#8217;individuo, capace di anteporre le proprie scelte a quelle imposte dal principio di territorialit\u00e0 su cui si fonda un paese sovrano, non ha affatto origini socialiste, e rappresenta piuttosto una &#8216;volizione&#8217; priva di limiti e regole che appartiene semmai, ancora una volta, ad una visione del mondo liberale.<\/p>\n<p>In altre parole: il soggetto sceglie di spostarsi arbitrariamente da un luogo all&#8217;altro scavalcando regolamenti sopra individuali stabiliti da un codice civile che, in base ad una ratio di ordine sociale, ha deciso viceversa di disciplinare movimenti di merci, capitali, e persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane invece fondamentale sottolineare l&#8217;idea che il migrante, da qualsiasi punto di vista lo si voglia inquadrare, sia in effetti sempre una pedina in mano al grande capitale, e che la responsabilit\u00e0 di farne una leva per modificare le condizioni del lavoro sia una conseguenza dei vincoli di bilancio all&#8217;interno del paese, e di un imperialismo economico al suo esterno, e non la causa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>****************<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-194\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=700\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" srcset=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=700 700w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=150 150w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=300 300w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=768 768w, https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg 1024w\" alt=\"quali sono i nostri nemici\" data-attachment-id=\"194\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/quali-sono-i-nostri-nemici\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=700\" data-orig-size=\"1024,606\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"quali sono i nostri nemici\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=700?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2018\/02\/quali-sono-i-nostri-nemici.jpg?w=700?w=700\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le posizioni sull\u2019immigrazione delle principali forze politiche italiane sono note e ormai abbastanza solidificate: la chiusura totale di Salvini, la retorica legalitaria e cerchiobottista del PD e la visione tendenzialmente favorevole all\u2019immigrazione, ma eccessivamente semplicistica, tipicamente attribuita a Laura Boldrini. Negli ultimi tempi \u00e8 per\u00f2 emersa con sempre maggior forza la posizione di chi \u00e8 a favore di una parziale o totale chiusura delle frontiere con motivazioni che si potrebbero definire \u201cdi sinistra\u201d. Tra i contributi pi\u00f9 recenti da parte di economisti, possiamo citare un articolo di <a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/immigration-inconvenient-truths-by-robert-skidelsky-2017-11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Robert Skidelsky<\/a>, un\u2019intervista ad <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/12\/21\/intervista-a-barba-e-pivetti-su-la-scomparsa-della-sinistra-in-europa-con-una-domanda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aldo Barba e Massimo Pivetti<\/a>, interventi di <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/11703-fabio-petri-per-la-rinascita-della-sinistra.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fabio Petri<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/7842-sergio-cesaratto-il-proletariato-non-ha-nazione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sergio Cesaratto<\/a> e uno dei tanti pronunciamenti sulla questione di <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2017\/08\/state-calmi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alberto Bagnai<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali contributi sostengono l\u2019idea che l\u2019afflusso di immigrati comporti una necessaria pressione al ribasso dei salari reali, che danneggerebbe i lavoratori locali e amplierebbe i margini di profitto per le imprese. Inoltre, l\u2019immigrazione finirebbe per peggiorare ulteriormente le condizioni di fornitura dei servizi pubblici di base, come scuola e sanit\u00e0, gi\u00e0 messi a dura prova dai tagli imposti dai vincoli europei. Partendo, come scrivono, ad esempio, Barba e Pivetti, dal \u00abriconoscimento dell\u2019ostilit\u00e0 nei confronti del fenomeno da parte dei ceti popolari di tutta Europa\u00bb, una sinistra che si rispetti dovrebbe giungere alla conclusione che l\u2019unica politica possibile nei confronti del fenomeno migratorio \u00e8 quella della chiusura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono senz\u2019altro molti elementi di verit\u00e0 in quanto affermato da questi autori. \u00c8 senz\u2019altro vero che l\u2019afflusso di manodopera da altri Paesi pu\u00f2, <em>in determinate condizioni<\/em>, contribuire alla riduzione della forza contrattuale dei lavoratori e, dunque, a una pressione al ribasso sui salari reali. Ed \u00e8 altrettanto vero che vi \u00e8 una crescente insofferenza delle classi popolari nei confronti del fenomeno migratorio e che il fenomeno stesso rischia di aggravare la pressione sui servizi sociali. Le premesse del discorso, se si vuol essere realisti, sono fondate. Quel che non ci convince \u00e8 la conclusione o, se si vuole, il \u201cconsiglio di <em>policy<\/em>\u201d che viene suggerito, implicitamente o esplicitamente, da molti degli autori citati: la chiusura. Pensiamo, infatti, che tale conclusione sia influenzata dal fatto che alcuni elementi dell\u2019analisi sono assunti in maniera ingiustificata come dati immodificabili, quando, in realt\u00e0, essi stessi derivano da determinate scelte politiche, figlie della stessa impostazione ideologica e istituzionale \u2013 il neoliberismo e i trattati europei \u2013 che gli autori giustamente contestano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono due elementi che vanno sottolineati riguardo alla pressione al ribasso sui salari reali esercitata dagli afflussi di migranti: a) essa pu\u00f2 essere esercitata soltanto in determinate circostanze, che non vanno assunte come dati di fatto indipendenti dalle decisioni delle autorit\u00e0 economiche; b) il fenomeno migratorio non \u00e8 l\u2019unico elemento che negli ultimi anni ha contribuito a tale pressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al primo punto, vi sono diversi elementi che possono contribuire a far s\u00ec che l\u2019arrivo di forza lavoro dall\u2019esterno di un Paese contribuisca a ridurre il potere contrattuale dei lavoratori. In primo luogo, \u00e8 necessario che i lavoratori stranieri si accontentino di un salario minore di quello pagato ai lavoratori interni. Che ci\u00f2 avvenga \u00e8 molto probabile, giacch\u00e9 molti degli immigrati giungono da Paesi in cui il tenore di vita \u00e8 sensibilmente pi\u00f9 basso rispetto a quello dei Paesi economicamente pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8, per\u00f2, altrettanto vero che affinch\u00e9 la pressione al ribasso possa esercitarsi concretamente, devono verificarsi anche altre condizioni. Ad esempio, devono mancare tutele volte a garantire, in ciascun settore, un salario minimo. Oppure tali tutele, laddove presenti, devono essere aggirate tramite il ricorso a rapporti di lavoro informali, il lavoro nero. Insomma \u00e8 l\u2019afflusso di schiavi, e non semplicemente di lavoratori immigrati, ad indebolire il potere contrattuale dei lavoratori italiani: gli immigrati spingono al ribasso il salario del paese che li accoglie solo perch\u00e9 spogliati dei pi\u00f9 elementari diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro elemento utile alla \u201ccausa\u201d del capitale nel mettere i lavoratori gli uni contro gli altri consiste nella percezione, da parte dei lavoratori nazionali, degli immigrati come nemici giunti in Italia per \u201crubargli\u201d i posti di lavoro grazie all\u2019accettazione di un salario pi\u00f9 basso. Tale percezione rende difficile la formazione di un fronte comune tra lavoratori italiani e stranieri ed \u00e8 senz\u2019altro ben accetta dagli imprenditori. Non \u00e8 un caso che i principali quotidiani della borghesia mostrino un\u2019apparente schizofrenia: da un lato l\u2019esaltazione del multiculturalismo e di un mondo senza frontiere, dall\u2019altro l\u2019attenzione quasi morbosa ai dettagli pi\u00f9 cruenti di reati e delitti commessi da cittadini stranieri (pi\u00f9 spesso si assiste a una \u201cdivisione del lavoro\u201d, probabilmente non organizzata, ma di certo funzionale, tra organi di informazione cosmopoliti-ma-legalitari e quotidiani apertamente razzisti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al secondo punto, vi sono diversi elementi \u2013 indipendenti dal fenomeno migratorio \u2013 che hanno contribuito, negli anni pi\u00f9 recenti, a un notevole abbassamento della forza contrattuale dei lavoratori: la riduzione delle tutele per il mantenimento del posto di lavoro, il sempre pi\u00f9 facile ricorso a contratti a tempo determinato, la pressoch\u00e9 totale libert\u00e0 di movimento di merci e capitali, la riduzione della spesa pubblica e dell\u2019offerta dei servizi essenziali da parte dello Stato, la lucida rinuncia da parte dei governi al mantenimento di un adeguato livello della domanda aggregata e al perseguimento della piena occupazione. La stessa disoccupazione \u00e8 forse il pi\u00f9 potente strumento di disciplina nei confronti dei lavoratori e il pi\u00f9 efficace disincentivo a richiedere aumenti salariali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono, quindi, a nostro avviso, tre distinti ma collegati elementi critici nella visione di quella che potremmo definire \u201csinistra cattivista\u201d in contrapposizione al buonismo incarnato dal punto di vista della Boldrini. In primo luogo, se la preoccupazione \u00e8 per la riduzione del potere contrattuale dei lavoratori, vi sono diversi fenomeni che potrebbero essere considerati come determinanti e che dovrebbero costituire l\u2019oggetto delle critiche di chi ritiene di dover combattere la riduzione dei salari reali. L\u2019immigrazione \u00e8 soltanto uno di questi elementi. La decisione di assumere come prioritaria la battaglia a uno di questi fenomeni \u00e8 una scelta politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nostro avviso, le lotte contro il <strong>precariato<\/strong>, contro i vincoli imposti dai <strong>trattati<\/strong> e contro la libert\u00e0 dei <strong>movimenti di merci e capitali<\/strong> dovrebbero essere prioritarie per un\u2019area politica interessata al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Eventuali considerazioni sulla problematica dell\u2019 <strong>immigrazione<\/strong> dovrebbero sempre tener conto del fatto che essa \u00e8 un problema perch\u00e9 l\u2019assetto istituzionale \u00e8 stato congegnato in maniera tale da ridurre al minimo il potere contrattuale dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, e qui troviamo la motivazione della nostra ultima affermazione, sorprende che nel momento in cui si parla di immigrazione, l\u2019attuale cornice istituzionale sia assunta come un dato di fatto e che i consigli di <em>policy<\/em> non escano dal recinto nel quale tale assetto ha confinato il dibattito di politica economica degli ultimi anni. Sostenere che gli afflussi migratori non sono utili in quanto vi sono milioni di disoccupati sembra sacrosanto. Diventa meno ovvio quando si prende in considerazione il fatto che un cos\u00ec ampio numero di disoccupati non \u00e8 una disgrazia che colpisce casualmente l\u2019economia italiana, ma la conseguenza di scelte politiche ispirate all\u2019ideologia neoliberista e sostanziatasi in quei trattati al quale i paesi dell\u2019Unione Europea e, in particolare, dell\u2019euro si sono legati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, riconoscere e inseguire l\u2019insofferenza dei ceti popolari nei confronti dell\u2019immigrazione significa assumere come dato di fatto uno degli strumenti attraverso i quali l\u2019afflusso di immigrati crea pressione al ribasso sui salari reali: <a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/02\/20\/prima-gli-italiani-poi-gli-immigrati-purche-lo-sfruttamento-continui\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019artificioso antagonismo tra lavoratori nazionali e lavoratori immigrati<\/a>. Tale antagonismo, sommato alla diffusione del lavoro nero, contribuisce a rendere pi\u00f9 pervasiva la competizione al ribasso sui salari reali. Laddove invece i lavoratori immigrati sono stati coinvolti nella lotta sindacale, come \u00e8 avvenuto nel <a href=\"http:\/\/www.connessioniprecarie.org\/2016\/09\/16\/logistica-la-ribellione-dei-migranti-contro-lo-sfruttamento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">settore della logistica<\/a>, assieme ai compagni di lavoro italiani, si \u00e8 assistito a un insperato risveglio della lotta di classe di cui <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/interventi\/2016\/11\/03\/abd-elsalam-la-sua-lotta-classe-schiavi-mai-085379\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Abd Elsalam, immigrato morto difendendo il salario italiano<\/a>, rappresenta il simbolo pi\u00f9 nitido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una proposta politica che abbia come obiettivo l\u2019aumento del potere contrattuale dei lavoratori non pu\u00f2 che essere organica<\/em>, nel senso che essa deve prendere in considerazione tutti gli elementi che esercitano effetti avversi su tale potere contrattuale. Essa deve quindi mirare contemporaneamente a invertire la rotta di politica economica imposta da decenni di egemonia culturale neoliberista, combattere il lavoro nero e il lavoro precario, costruire la solidariet\u00e0 tra lavoratori nazionali e immigrati e superare la gestione emergenziale dell\u2019immigrazione, ristabilire il ruolo dello Stato nel perseguimento della piena occupazione attraverso la ri-pubblicizzazione delle imprese privatizzate e il sostegno alla domanda aggregata tramite la spesa pubblica e la redistribuzione del reddito. Ad oggi, ci sembra che l\u2019unico programma che tenga conto di tutte queste istanze sia quello proposto da <a href=\"https:\/\/poterealpopolo.org\/potere-al-popolo\/programma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Potere al Popolo<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/02\/24\/contro-la-chiusura-delle-frontiere-difendiamo-salari-e-diritti-insieme-agli-immigrati\/\">https:\/\/coniarerivolta.wordpress.com\/2018\/02\/24\/contro-la-chiusura-delle-frontiere-difendiamo-salari-e-diritti-insieme-agli-immigrati\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RESISTENZA ***************** PREMESSA L&#8217;articolo chiarisce un aspetto cruciale: che il migrante economico sia l&#8217;oggetto dello sfruttamento creato dalle condizioni contrattuali introdotte dalle nostre leggi sul lavoro e dalle nostre aziende, e che possa, solo in seconda istanza, diventare a sua volta una causa della pressione al ribasso sui salari. 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