{"id":43018,"date":"2018-06-14T12:12:33","date_gmt":"2018-06-14T10:12:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43018"},"modified":"2018-06-14T12:12:33","modified_gmt":"2018-06-14T10:12:33","slug":"in-mente-ce-l-europa-ma-sul-piatto-ce-solo-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43018","title":{"rendered":"In mente c&#8217;\u00e8 l&#8217; europa, ma sul piatto c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;unione europea"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>EUROSTOP<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre impazza lo scontro tra salvinisti e macroniani, si sente l\u2019esigenza di qualche elemento di razionalit\u00e0 in questa fase di isteria e regressione civile ben visibile a occhio nudo.<br \/>\nIn questi anni abbiamo insistito molto sul linguaggio. Il senso comune ha sempre confuso \u2013 talvolta strumentalmente, talvolta inconsapevolmente \u2013 l\u2019Europa con l\u2019Unione Europea. E abbiamo insistito affinch\u00e9 questa sovrapposizione venisse espulsa dall\u2019analisi e dalla comunicazione politica.<br \/>\nI fatti di questi giorni, con la polemica frontale e dai toni sciovinisti tra l\u2019Italia e la Francia sulla questione dei migranti, confermano questa contraddizione, troppo spesso rimossa o sottovalutata.<br \/>\nSia in alto che in basso, si pensa all\u2019Europa come entit\u00e0 salvifica e antidoto agli orrori del XX Secolo (la guerra, il nazionalismo etc.). Per anni si \u00e8 guardato alla integrazione europea come fattore di modernizzazione del sistema politico ed economico, come rimedio superiore alla corruzione e alle arretratezze nei paesi periferici.<br \/>\nIn una inchiesta sulla soggettivit\u00e0 condotta tra i lavoratori alla fine degli anni Novanta (pubblicata ne \u201cLa coscienza di Cipputi\u201d), avevamo avanzato due domande: la prima era una valutazione sull\u2019unificazione europea, la seconda una valutazione sulle conseguenze del Trattato di Maastricht. Le risposte dei lavoratori indicavano con tutta evidenza la contraddizione. Un vero e proprio plebiscito a favore dell\u2019unificazione europea ma una valutazione negativa delle conseguenze del Trattato di Maastricht. Erano gli anni in cui le politiche lacrime e sangue si erano palesate con pesantezza (i governi Amato, Ciampi, Dini, Prodi e la parentesi di Berlusconi), ed erano politiche attuate da governi che hanno usato come una clava quel \u201cCe lo chiede l\u2019Europa\u201d per giustificare tagli al welfare, privatizzazioni, blocco dei salari etc.<br \/>\nDunque tra l\u2019idealizzazione dell\u2019Europa come fonte di modernizzazione e salvezza e la realt\u00e0 materializzata dall\u2019Unione Europea e l\u2019Eurozona (nata con il Trattato di Maastricht), si \u00e8 ben presto manifestata una contraddizione evidente, un segno della natura e del dominio di classe con cui l\u2019Unione Europea \u00e8 stata edificata \u201csull\u2019Europa\u201d.<br \/>\nEppure non possiamo nascondere che anche a sinistra questa evidente distinzione e contraddizione sia stata rimossa o addirittura sussunta come orizzonte ineluttabile. Anzi \u00e8 stata fatta propria come un antidoto ai rigurgiti nazionalisti, una logica che ha via via rimosso ogni sensato ragionamento sulla sovranit\u00e0 popolare del paese ben indicata come centrale anche nell\u2019art.1 della Costituzione.<br \/>\nLa paura delle parole e un certo cosmopolitismo caratteristico delle classi dominanti, \u00e8 penetrato in profondit\u00e0 anche nella formazione del punto di vista di tanti militanti e attivisti della sinistra, in particolare tra i pi\u00f9 giovani, che hanno continuato a guardare all\u2019Europa come mito progressista mentre avevano a disposizione una Unione Europea di segno radicalmente opposto (solo lo 0,1 degli studenti ha accesso al tanto mitizzato Erasmus).<br \/>\nSulla questione dei migranti, oggi tutti possono verificare come il mito dell\u2019Europa salvezza e salvatrice si schianti contro la realt\u00e0 di una Unione Europea in cui prevale la logica costi\/benefici piuttosto che l\u2019umanit\u00e0 o soluzioni che non prescindano dal fattore umano.<br \/>\nI costi e i benefici sono soprattutto quelli economici ma un verto valore lo stanno acquisendo anche quelli politici. Sbarrare la strada o organizzare la gestione dei migranti non ha costi elevati, anzi sono perfettamente gestibili dai bilanci di ogni singolo stato, figuriamoci dal bilancio della Ue. A costi bassi corrispondono per\u00f2 benefici politici altissimi se, nel primo caso, si cavalca l\u2019onda della xenofobia e della paura. Costo zero dunque e alti benefici.<br \/>\nMa se si passa ad altri capitoli le cose cambiano. Se si mette mano ai capitoli sul welfare, le pensioni, il reddito per i disoccupati e i working poors, per la costruzione di case popolari, i costi salgono e diventano incompatibili con i vincoli di bilancio imposti dai diktat dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nI tre governi che convivono dentro il governo Conte (quello che interloquisce con Bruxelles, quello che parla alle viscere della societ\u00e0 e quello che alimenta le aspettative su onest\u00e0 e legalit\u00e0), con le sortite di Salvini potrebbero aver gi\u00e0 speso il bonus presso l\u2019Unione Europea per ottenere la flessibilit\u00e0 sui conti cos\u00ec da poter in qualche modo mantenere le promesse fatte sul piano sociale.<br \/>\nE quando la societ\u00e0 dovesse chiedere conto sul perch\u00e9 non viene abolita la Fornero o distribuito il reddito di cittadinanza, cosa gli verr\u00e0 risposto? Che ce lo ha detto l\u2019Europa? Oppure che ce l\u2019ha imposto l\u2019Unione Europea? Certo, come negli anni Trenta, oggi invece degli ebrei sono gli immigrati che vengono dati in pasto alle frustrazioni sociali. L\u2019inerzia o la ferocia a cui assistiamo di fronte a quello che accade verso gli immigrati somiglia moltissimo al clima che scaten\u00f2 le persecuzioni razziali nel cuore dell\u2019Europa \u201ccivilizzata\u201d.<br \/>\nMa non avevano detto che la costruzione dell\u2019Unione Europea doveva servire proprio a impedire tutto questo? Abbiamo la netta sensazione che la costruzione dell\u2019Unione Europea sull\u2019Europa in realt\u00e0 non poteva che portare a questi risultati. L\u2019egemonia e i danni prodotti dalle el\u00ecte liberali hanno prodotto il fascismo in Italia e il nazismo in Germania. E l\u2019egemonia liberale sull\u2019Unione Europea spacciata per Europa \u00e8 stata pesantissima. Oggi sta andando in crisi, come negli anni Trenta dello scorso secolo, e i risultati \u2013 questi s\u00ec pi\u00f9 che vomitevoli \u2013 sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eurostop.info\/in-mente-ce-leuropa-ma-sul-piatto-ce-solo-lunione-europea\/\">http:\/\/www.eurostop.info\/in-mente-ce-leuropa-ma-sul-piatto-ce-solo-lunione-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EUROSTOP Mentre impazza lo scontro tra salvinisti e macroniani, si sente l\u2019esigenza di qualche elemento di razionalit\u00e0 in questa fase di isteria e regressione civile ben visibile a occhio nudo. In questi anni abbiamo insistito molto sul linguaggio. Il senso comune ha sempre confuso \u2013 talvolta strumentalmente, talvolta inconsapevolmente \u2013 l\u2019Europa con l\u2019Unione Europea. E abbiamo insistito affinch\u00e9 questa sovrapposizione venisse espulsa dall\u2019analisi e dalla comunicazione politica. 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