{"id":43074,"date":"2018-06-15T09:39:01","date_gmt":"2018-06-15T07:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43074"},"modified":"2018-06-15T14:42:37","modified_gmt":"2018-06-15T12:42:37","slug":"responsabilita-identita-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43074","title":{"rendered":"Responsabilit\u00e0, identit\u00e0, storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di\u00a0<strong>ANDREA ZHOK (FSI Trieste)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei discorsi che attecchiscono pi\u00f9 frequentemente sul tema migratorio \u00e8 quello delle responsabilit\u00e0 storiche, dello sfruttamento occidentale, del colonialismo, ecc. L\u2019idea di fondo \u00e8 che in qualche modo l\u2019accoglienza dei migranti, soprattutto se provenienti da certe aree del mondo meno sviluppato, sarebbe per cos\u00ec dire un doveroso risarcimento storico per abusi passati dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la dimensione storica non va certamente sottovalutata e le responsabilit\u00e0 storiche sono senz\u2019altro qualcosa con cui fare i conti. Cos\u00ec, per dire, che un paese come gli USA, nato sulle ossa di innumerevoli nazioni di nativi americani, ritenga di dover saldare qualche conto di lungo periodo nei confronti di quelle popolazioni (o di quel che ne rimane) \u00e8 del tutto ragionevole. E per alcuni paesi, come la Francia, vi sono anche attivit\u00e0 presenti di stampo neocoloniale con cui di nuovo sarebbe doveroso fare i conti. Nello specifico del caso italiano e degli attuali processi migratori, tuttavia, il limitatissimo colonialismo novecentesco (Libia, Corno d\u2019Africa) ha lasciato un\u2019impronta minima e ha saldato da tempo i suoi conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 a questo punto, cos\u00ec come pu\u00f2 essere giusto guardare alla storia sotto la prospettiva delle colpe, allora sembra altrettanto giusto prendere parimenti in considerazione una prospettiva ampliata a tutte le forme di responsabilit\u00e0 storica. Ed \u00e8 a questo punto che il quadro diventa pi\u00f9 interessante, anche da un punto di vista filosofico. Gi\u00e0, perch\u00e9 a tutti coloro i quali vogliono far leva su colpe storiche per spiegare le necessit\u00e0 dell\u2019accoglienza \u00e8 forse giusto far osservare come di gran lunga la maggior parte delle colpe, dei meriti, delle responsabilit\u00e0 in genere, ogni paese li nutre al proprio interno, nei limiti di continuit\u00e0 territoriale delle sue citt\u00e0, delle regioni, dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni citt\u00e0, ogni territorio che abitiamo, \u00e8 stato modellato nei secoli attraverso le fatiche e anche gli errori, attraverso il sacrificio, l\u2019ingegno, spesso il sangue delle molteplici generazioni che ci hanno preceduto. Questo \u00e8 un retaggio, stratificato generazione dopo generazione, nella speranza di chi ci ha preceduto di poter lasciare a chi seguir\u00e0 qualcosa di meglio, forme di vita personale e collettiva migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come di fronte ad un paesaggio naturale, creato nel tempo, sentiamo di avere una responsabilit\u00e0 verso di esso e non riteniamo sia giusto poterlo snaturare a piacimento, cos\u00ec, a maggior ragione, dobbiamo pensare nei confronti dei territori, delle citt\u00e0, delle istituzioni, dei costumi, delle forme di vita che ci hanno permesso di nascere e crescere. Tutte queste cose non sono \u2018nostre\u2019, non sono a nostra disposizione: sono cose che, se ne siamo capaci, possiamo prenderci la responsabilit\u00e0 di tentar di migliorare in questo o quel punto, ma di cui dobbiamo essere consapevoli di non esserne gli arroganti padroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mutamenti storici sembrano spingere verso uno snaturamento, un deterioramento, un mutamento incontrollato, la nostra responsabilit\u00e0 storica primaria va verso la conservazione di quanto abbiamo ereditato, di cui siamo innanzitutto gestori e fruitori, ma non proprietari. Se vogliamo parlare di diritti, ebbene noi non abbiamo nessun diritto di svendere o snaturare ci\u00f2 che ci \u00e8 pervenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo non significa naturalmente che mutamenti fisiologici non possano ed anzi debbano avvenire. L\u2019unico modo efficace per conservarsi in forme viventi \u00e8 mantenere un equilibrio nel cambiamento, non irrigidirsi in un\u2019immobilit\u00e0 che si conf\u00e0 forse ad un minerale, ma non ad un vivente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come in un organismo esistono processi quali la crescita, il metabolismo, la respirazione e molti altri in cui il medesimo corpo \u00e8 attraversato da numerosi elementi che entrano ed escono da esso, cos\u00ec accade nella fisiologia di un\u2019entit\u00e0 storica. In un organismo quella permeabilit\u00e0 \u00e8 cruciale per la conservazione di un equilibrio in sviluppo. Ma al tempo stesso, non ogni ingresso di elementi esterni \u00e8 accettabile: molti di essi risultano patogeni, disfunzionali, letali. Similmente in un\u2019entit\u00e0 storica vi \u00e8 una permeabilit\u00e0 necessaria. Vi \u00e8 poi anche una permeabilit\u00e0 non necessaria ma comunque metabolizzabile; ed infine vi \u00e8 una permeabilit\u00e0 esiziale e potenzialmente letale. Ci\u00f2 vale per gli spostamenti di persone (migrazioni), ma non solo: vale, come \u00e8 pi\u00f9 facilmente riconosciuto, per gli atti esplicitamente aggressivi di agenti esterni (guerra), come per gli spostamenti di potere economico (capitale), o anche per variazioni ecologiche ed ambientali, sia che siano imputabili a qualcuno o che siano di origine ignota (parassiti, contaminanti, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni organismo la sua prima e fondamentale funzione, per conservarsi in vita, \u00e8 quella di sorvegliare e modulare, a seconda delle proprie condizioni, la propria permeabilit\u00e0, il confine tra esterno ed interno. Non diversamente ci\u00f2 avviene e deve avvenire per ogni entit\u00e0 storica, per ogni corpo politico, se vuole continuare ad esistere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 naturalmente vale per ciascuna singola entit\u00e0 storica, che porta con s\u00e9 gli oneri e gli onori, i meriti e le colpe, delle fatiche, dei sacrifici, degli errori e del sangue delle generazioni che hanno preceduto i viventi presenti. Tali responsabilit\u00e0, colpe e meriti interni valgono naturalmente per ciascuno stato-nazione europeo come l\u2019Italia o la Francia, non meno di quanto valgano per altri corpi politici come, ad esempio, per ciascuno degli stati dell\u2019Africa sub-sahariana. Niente di tutto ci\u00f2 vieta, n\u00e9 sconsiglia, la generosit\u00e0, l\u2019aiuto, la benevolenza verso individui in difficolt\u00e0, ma in tutto ci\u00f2 non \u00e8 l\u2019appello a colpe e responsabilit\u00e0 a poter rappresentare alcuna leva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun individuo primariamente ha il diritto ad imputare colpe a, o viceversa pu\u00f2 sentirsi debitore verso, <em>ci\u00f2 da cui proviene<\/em>.\u00a0\u00c8 a quella dimensione che pu\u00f2 e deve innanzitutto appellarsi, nel bene come nel male, nella gratitudine che rende responsabili verso le proprie radici, come nella colpevolizzazione per le mancanze di cui soffre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0ANDREA ZHOK (FSI Trieste)\u00a0 Uno dei discorsi che attecchiscono pi\u00f9 frequentemente sul tema migratorio \u00e8 quello delle responsabilit\u00e0 storiche, dello sfruttamento occidentale, del colonialismo, ecc. 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