{"id":43108,"date":"2018-06-16T09:00:53","date_gmt":"2018-06-16T07:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43108"},"modified":"2018-06-16T08:57:21","modified_gmt":"2018-06-16T06:57:21","slug":"il-problema-dellafrica-si-chiama-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43108","title":{"rendered":"Il problema dell\u2019Africa si chiama Francia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuele Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>L&#8217;Africa, per dimensioni geografiche, demografiche e dotazione di risorse naturali, \u00e8 il continente dalle pi\u00f9 elevate e rosee prospettive di sviluppo e crescita del mondo, ma l&#8217;esistenza di un disegno neo-coloniale noto come &#8216;Fran\u00e7afrique&#8217; ne ha determinato il sottosviluppo cronico.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia \u00e8 una delle poche (ex) potenze del defunto sistema europeo ad aver preservato e perpetuato dei disegni egemonici su quel che fu il suo impero coloniale, nonostante la perdita di potere relativo, sia in Europa che nel mondo, e l\u2019affermazione di un nuovo ordine internazionale non pi\u00f9 eurocentrico. In principio fu <strong>Charles de Gaulle<\/strong> a voler impedire l\u2019involuzione della Francia da una grande potenza mondiale ad una potenza regionale in declino ed in posizione periferica nel nuovo ordine post-bellico. A questo scopo, la Francia si dot\u00f2 dell\u2019arma atomica e tent\u00f2 di riconquistare gli ex territori imperiali africani attraverso una politica di neocolonialismo economico seguendo l\u2019ambizioso quanto visionario piano per l\u2019Africa francofona elaborato da<strong> Jacques Foccart<\/strong>, uno dei pi\u00f9 importanti ideologhi e strateghi dell\u2019era gollista. Il piano di rinascita neoimperiale per la Francia di Foccart non puntava soltanto alla riconquista dell\u2019Africa, ma all\u2019espansione su <strong>ogni territorio francofono del mondo<\/strong>. In questo contesto si inquadrano il sostegno fornito dallo Sdece, i servizi segreti per l\u2019estero, al movimento separatista quebecchese, e quel controverso \u201c<em>Vive le Qu\u00e9bec libre!<\/em>\u201d gridato da De Gaulle alla folla di Montreal nel 1967.<\/p>\n<div id=\"attachment_98692\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-98692\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Charles_De_Gaulle_1-880x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 880px) 100vw, 880px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Charles_De_Gaulle_1-880x1024.jpg 880w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Charles_De_Gaulle_1-195x227.jpg 195w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Charles_De_Gaulle_1-768x894.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Charles_De_Gaulle_1.jpg 990w\" alt=\"Charles de Gaulle\" width=\"880\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Charles de Gaulle<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qu\u00e9bec a parte, le mire francesi, dal gollismo ad oggi, si sono rivolte verso l\u2019Africa francofona, di cui si \u00e8 tentato di condizionarne in ogni modo le dinamiche economiche e politiche attraverso omicidi politici, colpi di Stato, sostegno a dittature militari e gruppi terroristici, alimentazione di guerre civili e conflitti inter-etnici, creando nel tempo una sfera d\u2019influenza egemonica ribattezzata <strong><em>Fran\u00e7afrique<\/em><\/strong>, sostanzialmente estesa sull\u2019intero ex impero coloniale. Foccart \u00e8 stato il potere dietro la corona da De Gaulle a Jacques Chirac, chiamato per fornire pareri, elaborare strategie, effettuare missioni diplomatiche segrete, dal 1960 al 1995. Si pu\u00f2 affermare che Foccart \u00e8 stato per la Francia, ci\u00f2 che <strong>Henry Kissinger<\/strong> \u00e8 stato per gli Stati Uniti, ossia, uno stratega guidato da visioni tanto intelligentemente lungimiranti quanto subdolamente imperialistiche. La Fran\u00e7afrique \u00e8 una realt\u00e0 multidimensionale, agisce infatti sul piano economico, politico, diplomatico ed ideologico di numerosi paesi, dal Magreb al Sahel, all\u2019Africa sub-sahariana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sottomissione economica \u00e8 essenzialmente esplicitata nell\u2019esistenza della cosiddetta<em><strong>area franco<\/strong><\/em>, di cui fanno parte 14 paesi africani, <strong>obbligati ad utilizzare il franco CFA<\/strong>, della cui convertibilit\u00e0 in euro si occupa il Ministero dell\u2019economia e delle finanze francesi. L\u2019appartenenza all\u2019area franco prevede inoltre che i paesi membri depositino almeno il 65% delle riserve di moneta estera in Francia. Inoltre, le grandi realt\u00e0 francesi dei settori energetico e minerario godono di trattamenti privilegiati nello sfruttamento del territorio e nella divisione dei profitti con gli Stati. La <strong>dimensione politico-diplomatica<\/strong> riguarda le pressioni fatte ai paesi della Fran\u00e7afrique affinch\u00e9 essi sostengano gli interessi nazionali, le posizioni e le dottrine di politica estera francesi in sede internazionale, ad esempio in luogo dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite. La <strong>dimensione ideologica<\/strong> ha riguardato inizialmente il contenimento delle spinte anticoloniali di liberazione nazionale durante l\u2019epoca della decolonizzazione, in seguito si \u00e8 concentrata sul contenimento dei movimenti comunisti nel continente foraggiati dall\u2019Unione Sovietica, ed oggi \u00e8 principalmente focalizzata su due fronti: la competizione con l\u2019Italia per l\u2019egemonia su Libia e Tunisia ed il contenimento dell\u2019espansionismo sinico, quest\u2019ultimo molto pi\u00f9 difficile del primo obiettivo, tanto che nel vocabolario di politologi e geopolitici \u00e8 entrato a pieno titolo il neologismo <strong>Cinafrica<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_98693\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98693\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/jacques-foccart-2af95e82-3d94-42a4-a316-dd02a4c3289-resize-750.jpeg\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/jacques-foccart-2af95e82-3d94-42a4-a316-dd02a4c3289-resize-750.jpeg 750w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/jacques-foccart-2af95e82-3d94-42a4-a316-dd02a4c3289-resize-750-300x202.jpeg 300w\" alt=\"Jacques Foccart\" width=\"750\" height=\"505\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Jacques Foccart<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri della Fran\u00e7afrique sono impressionanti: oltre 40 interventi militari diretti tesi a difendere regimi filo-francesi, sia democratici che dittatoriali, o ad aiutare dei ribelli a rovesciare dei regimi ostili. Attualmente, la Francia \u00e8 legata a 12 paesi da accordi militari di tipo difensivo, ed \u00e8 presente in 10 paesi con delle missioni militari, per un totale di oltre 5mila unit\u00e0 presenti. Dietro la scusante della guerra contro l\u2019imperialismo delle multinazionali occidentali, la Francia ha utilizzato la compagnia di sicurezza privata dello storico mercenario<strong> Bob Denard <\/strong>per combattere in Katanga e Biafra, e tentare dei cambi di regime in Gabon, Angola, Zimbabwe, Benin, Repubblica Democratica del Congo ed Unione delle Comore. Lo <em><strong>Sdece<\/strong><\/em> \u00e8 stato il principale strumento di difesa della Fran\u00e7afrique, coinvolto pubblicamente o presuntamente in numerosi omicidi politici, soprattutto di leader carismatici noti per le loro denunce nei confronti della sottomissione del continente all\u2019imperialismo occidentale: Ruben Um Byobe e <strong>F\u00e9lix-Roland Moumi\u00e9<\/strong> dell\u2019Unione Popolare del Camerun, Barth\u00e9lemy Boganda del Partito Nazionalista Centrafricano, l\u2019oppositore politico ciadiano Outel Bono, l\u2019attivista anti-apartheid <strong>Dulcie September<\/strong>, sino ad arrivare ai mostri sacri del fronte nazionalista africano<strong> Thomas Sankara<\/strong> e <strong>Patrice Lumumba<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso e volentieri i governi francesi hanno sfruttato le tensioni interetniche e interreligiose presenti nei paesi pi\u00f9 etno-religiosamente eterogenei per<strong> alimentare guerre civili <\/strong>decennali, attraverso le quali mantenere i regimi pi\u00f9 ostili, o i territori pi\u00f9 ricchi, in un costante stato di assedio e sottosviluppo, utilizzato per acquistare a basso costo materie prime contrabbandate da terroristi e ribelli: un vero e proprio capitalismo di rapina. Fra il 1967 e il 1970, la Francia \u00e8 stata coinvolta attivamente nella <strong>guerra del Biafra<\/strong>, sostenendo i secessionisti attraverso armi, capitale, mezzi, mercenari, viveri. Insieme all\u2019intervento in<strong> Libia del 2011<\/strong>, la guerra del Biafra rappresenta uno dei capitoli pi\u00f9 cupi della storia della Fran\u00e7afrique. La Francia era intimorita dalla prospettiva che la Nigeria, una delle economie pi\u00f9 dinamiche del continente, potesse cadere sotto influenza britannica o sovietica, pertanto aliment\u00f2 il malcontento presente fra le forze armate e l\u2019etnia Igbo nei confronti del governo centrale per dar luogo ad un movimento secessionista che frazionasse il paese in maniera permanente. Furono Foccart, la <strong>Michelin<\/strong> e la <em>Soci\u00e9t\u00e9 Anonyme Fran\u00e7aise de Recherches et d\u2019Exploitation de P\u00e9troli\u00e8res<\/em> (Safrap), a convincere De Gaulle, demoralizzato dagli insuccessi in Algeria e nel Katanga, ad introdursi nella nascente questione nigeriana per <strong>accaparrarsi le importanti riserve di greggio<\/strong> presenti nel Biafra.<\/p>\n<div id=\"attachment_98694\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-98694\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/800px-Francophone_Africa.svg_.png\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/800px-Francophone_Africa.svg_.png 800w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/800px-Francophone_Africa.svg_-221x227.png 221w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/800px-Francophone_Africa.svg_-768x787.png 768w\" alt=\"In blu: l'Africa francofona; in celeste: paesi considerati come francofoni; in verde: paesi non francofoni ma membri o osservatori dell'OIF\" width=\"800\" height=\"820\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">In blu: l\u2019Africa francofona; in celeste: paesi considerati come francofoni; in verde: paesi non francofoni ma membri o osservatori dell\u2019OIF<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un delicato lavoro di diplomazia segreta effettuato da <strong>Foccart<\/strong> port\u00f2 numerosi paesi, europei e africani, a sostenere la Francia nella guerra segreta contro la Nigeria, fra i quali Israele, Portogallo, Spagna, Rhodesia, Gabon, Sud Africa, Costa d\u2019Avorio, che aiutarono i secessionisti inviando loro armi, scambiando informative d\u2019intelligence, addestrandoli. Un ruolo di fondamentale importanza fu svolto anche dalle<strong> organizzazioni non governative<\/strong>, segno precursore del prossimo avvento delle nuove guerre descritte da<strong> Mary Kaldor<\/strong> all\u2019indomani dell\u2019implosione della Jugoslavia; infatti gli aerei della Croce Rossa francese furono utilizzati per trasportare carichi di armi ai secessionisti. In concomitanza all\u2019appoggio francese ai secessionisti, l\u2019autoproclamato governo del<strong> colonnello Ojukwu<\/strong> introdusse corsi di lingua francese nelle scuole del Biafra e firm\u00f2 delle importanti concessioni petrolifere alla Safrap. Inoltre fu messa in moto un\u2019efficace macchina propagandistica tesa a dipingere negativamente il governo nigeriano agli occhi dell\u2019opinione pubblica mondiale, in modo tale da legittimare l\u2019intervento francese nel paese. L\u2019agenzia di stampa fittizia <strong>Biafra Markpress<\/strong>, con sede a Ginevra, finanziata dallo Sdece, divent\u00f2 la principale fonte d\u2019approvvigionamento delle maggiori testate giornalistiche europee, sfornando oltre 250 approfondimenti sulla guerra del Biafra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo nigeriano fu accusato di aver ridotto in carestia la popolazione biafrana attraverso blocchi navali ed aerei, con l\u2019obiettivo di depurare il paese della componente Igbo. Diversi giornali, tra cui Le Monde, iniziarono a parlare di genocidio. Una storia di terrorismo psicologico e guerra di informazione molto familiare, se si pensa alle bufale prodotte dall\u2019<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani<\/strong>, con sede a Londra, gestito da un solo individuo, e finanziato dal governo britannico, sin dallo scoppio della guerra civile siriana, allo scopo di plagiare l\u2019opinione pubblica mondiale e creare una falsa immagine sul ruolo delle parti in conflitto. L\u2019intervento in Libia del 2011, fortemente voluto dall\u2019allora presidente della repubblica<strong> Nicolas Sarkozy<\/strong>, ha riconfermato l\u2019importanza per la Francia di avere l\u2019intero continente sotto la propria egemonia. La caduta di <a href=\"https:\/\/www.gogedizioni.it\/prodotto\/libro-verde\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Gheddafi<\/a> ha significato non soltanto la ri-tribalizzazione della Libia, oramai considerabile uno Stato fallito comparabile alla Somalia, ma anche tante altre cose: il ridimensionamento della posizione geopolitica dell\u2019Italia nel Mediterraneo e in Nord Africa, la caduta del paese in una <strong>guerra civile <\/strong>che lo ha reso vulnerabile all\u2019<strong>avanzata del Daesh <\/strong>e alla <strong>radicalizzazione dei pi\u00f9 giovani<\/strong>, la fine del patto italo-libico per il controllo dei confini marittimi ed il contrasto all\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<div id=\"attachment_98695\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-98695\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-Muammar_al-Gaddafi_at_the_AU_summit-682x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 682px) 100vw, 682px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-Muammar_al-Gaddafi_at_the_AU_summit-682x1024.jpg 682w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-Muammar_al-Gaddafi_at_the_AU_summit-151x227.jpg 151w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-Muammar_al-Gaddafi_at_the_AU_summit-768x1154.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1200px-Muammar_al-Gaddafi_at_the_AU_summit.jpg 1200w\" alt=\"Gheddafi\" width=\"682\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Gheddafi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interventismo francese nei confronti di un paese tradizionalmente vicino all\u2019Italia \u00e8 stato reso possibile anche e soprattutto dall\u2019assenza di una classe politica nostrana realmente votata all\u2019interesse nazionale. Quando nel 1986 gli Stati Uniti decisero di reagire militarmente all\u2019<strong>attentato alla discoteca La Belle <\/strong>di Berlino, imputato ai servizi segreti libici, con l\u2019operazione El Dorado Canyon, l\u2019allora presidente del consiglio <strong>Bettino Craxi<\/strong>, suggerito dall\u2019allora ministro degli esteri <strong>Giulio Andreotti<\/strong>, decise di avvertire Gheddafi dell\u2019imminente attacco e neg\u00f2 l\u2019utilizzo dello spazio aereo ai velivoli della US Air Force, nella consapevolezza che la destabilizzazione della Libia avrebbe significato instabilit\u00e0 nel Mediterraneo, quindi lungo le coste italiane. Oggi assistiamo ad un ritorno dell\u2019interesse nazionale al centro dell\u2019agenda politica del governo italiano, con il ministro dell\u2019interno <strong>Matteo Salvini<\/strong> che ha dichiarato di avere in programma un viaggio in Libia con l\u2019obiettivo di risolvere definitivamente la crisi dei migranti, sulla falsariga di quanto gi\u00e0 fatto dal suo predecessore <strong>Marco Minniti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia ha esteso i tentacoli della Fran\u00e7afrique anche in Libia a detrimento di un alleato, membro dell\u2019Unione Europea e della Nato, che ha poi patito, e continua a patire, interamente i costi di quell\u2019azione antistorica. L\u2019Africa non conoscer\u00e0 una vera crescita economica ed una duratura stabilit\u00e0 sociale fino a che la Fran\u00e7afrique esister\u00e0, dal momento che essa si nutre del mantenimento del continente in uno stato di violento asservimento. Allo stesso modo, l\u2019Italia non potr\u00e0 risolvere la questione dei migranti che andando alla radice:<strong> il Sahel<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che partono le principali carovane, e sempre l\u00ec la Francia ha dispiegati uomini e mezzi, e ha politici sul libropaga, <strong>potendo determinare l\u2019arresto dei flussi migratori<\/strong> e generando condizioni di sviluppo che, migliorando la qualit\u00e0 della vita delle popolazioni locali, possano <strong>creare nel continente le opportunit\u00e0<\/strong> che in migliaia continuano a cercare disperatamente alla volta dell\u2019Europa.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/francafrique-africa-francia\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/francafrique-africa-francia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuele Pietrobon) &nbsp; L&#8217;Africa, per dimensioni geografiche, demografiche e dotazione di risorse naturali, \u00e8 il continente dalle pi\u00f9 elevate e rosee prospettive di sviluppo e crescita del mondo, ma l&#8217;esistenza di un disegno neo-coloniale noto come &#8216;Fran\u00e7afrique&#8217; ne ha determinato il sottosviluppo cronico. 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