{"id":43224,"date":"2018-06-24T08:00:42","date_gmt":"2018-06-24T06:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43224"},"modified":"2018-06-21T01:27:57","modified_gmt":"2018-06-20T23:27:57","slug":"frammenti-circa-piccole-polemiche-sulle-lettere-di-marx-1870","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43224","title":{"rendered":"Frammenti: circa piccole polemiche sulle lettere di Marx (1870)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ALESSANDRO VISALLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nel 1870, quasi al punto culminante di quello che Engels, nella prefazione del 1892 a \u201c<em>La situazione della classe operaia in Inghilterra<\/em>\u201d, chiama: \u201cil poderoso sviluppo della produzione nel ventennio tra il 1850 ed il 1870, e con le impressionanti cifre dell\u2019esportazione e dell\u2019importazione, della ricchezza che si accumula nelle mani dei capitalisti e della forza-lavoro umana che si concentra in citt\u00e0 gigantesche\u201d (ivi, p.45). Mentre la forza-lavoro umana (termine tecnico che non indica le persone in quanto tali, con l\u2019intera loro personalit\u00e0 e qualit\u00e0, ma le persone reificate come contenitori di lavoro astratto, quantificabile e fatto merce scambiabile) si concentra nella macchina produttiva per eccellenza, le grandi citt\u00e0 industriali (cfr, Lefebvre, <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/05\/henri-lefebvre-il-diritto-alla-citta.html\">1968<\/a> e <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/05\/henri-lefebvre-spazio-e-politica.html\">seg<\/a>.), la classe operaia ottiene temporanei miglioramenti \u201canche per la grande massa\u201d (Engels subito dopo distingue tra l\u2019aristocrazia operaia e gli operai di base), ma \u201cpoi ogni miglioramento veniva continuamente ricondotto al vecchio livello <em>per l\u2019afflusso della gran massa di riserva dei disoccupati<\/em>, <em>per la incessante espulsione di operai da parte del nuovo macchinario<\/em> e <em>per la immigrazione dei lavoratori agricoli, anch\u2019essi ora e sempre pi\u00f9 soppiantati dalle macchine<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguir\u00e0 la crisi del 1876 e gli anni di \u201cdepressione soffocante\u201d, con \u201cuna saturazione cronica di tutti i mercati per tutti gli affari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora qualche cenno sulla situazione storica: intorno agli anni sessanta del 1800 in Inghilterra tre quarti dei 24 milioni di abitanti facevano parte di quella che Baxter chiama \u201cla classe dei lavoratori manuali\u201d. Di questi solo il 15% poteva essere considerata ben pagata e facente parte della \u201caristocrazia del lavoro\u201d (con salari dal doppio a quattro volte quelli di base). Il sindacalismo era molto poco sviluppato e si espanse solo dopo il 1871, arrivando a mezzo milione di iscritti alle Trade Unions. Per fare qualche paragone, i servitori domestici al 1871 era circa un milione e duecentomila e la classe media componeva qualcosa come settecentomila unit\u00e0, in agricoltura erano impiegati pi\u00f9 o meno un milione e mezzo di persone. I salari reali erano restati stagnanti dal 1850 al 1860, ma poi salirono del 40% fino al 1870, quindi subirono un lieve rallentamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, siamo nel 1870, Marx scrive a Laura e Paul Lafargue, che sono a Parigi, il 5 marzo, e poi <a href=\"http:\/\/www.bibliotecamarxista.org\/marx\/Lettera%20%20a%20%20Meyer%20e%20Vogt.htm\">scrive<\/a> a Sigfried Meyer e August Vogt il 9 aprile. Ma prima aveva scritto a Ludwig Kungelmann, ad Hannover, il 29 novembre 1869. Leggeremo insieme queste tre lettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora due parole prima: Karl Marx (Treviri, 1818, Londra, 1883) era un uomo. Visse con grande intensit\u00e0 e passione il suo tempo, farne un profeta, o peggio un dio, e leggerlo con lo stesso spirito con il quale i credenti leggono i testi sacri, qualunque essi siano Bibbia, Corano o altri, \u00e8 il pi\u00f9 grande torto che gli potremmo fare. Lui non ce lo perdonerebbe, e riderebbe di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo uomo, mentre soffre per continui ascessi, scrive sulla questione irlandese, che da decenni accompagnava lo sviluppo industriale inglese e che si ripresentava in quegli anni in cui, durante quella che si suole chiamare la seconda rivoluzione industriale i tre fattori di pressione sui salari dei lavoratori, di cui parla Engels venti anni dopo, sono tutti presenti: l\u2019afflusso della gran massa di riserva dei disoccupati, l\u2019incessante espulsione di operai da parte del nuovo macchinario e l\u2019immigrazione dei lavoratori agricoli (anche dall\u2019Irlanda).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scriver\u00e0 quindi Marx a Kulgelmann che si \u00e8 \u201cvieppi\u00f9 convinto che qui in Inghilterra [la classe operaia] non potr\u00e0 mai fare qualche cosa di decisivo, fintanto che non separer\u00e0 la sua politica riguardo all\u2019Irlanda nel modo pi\u00f9 categorico, dalla politica delle classi dominanti, <em>fino a quando non far\u00e0 causa comune con gli Irlandesi<\/em>\u201d. Una frase notevole, che avrebbe un significato se non fosse immediatamente seguita dall\u2019obiettivo di questa \u201ccausa comune\u201d: \u201cma prender\u00e0 perfino l\u2019iniziativa per lo scioglimento dell\u2019Unione fondata nel 1801 e per la sua sostituzione con un libero rapporto federale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa <em>politica antimperialista<\/em> (contro precisamente l\u2019imperialismo inglese verso l\u2019Irlanda) \u201cdeve essere fatta non come cosa sorta da simpatia per l\u2019Irlanda\u201d, non per motivi etici o umanitari, \u201cma come una rivendicazione fondata sull\u2019interesse del proletariato inglese\u201d. Si tratta dell\u2019interesse a indebolire il capitale inglese, che sfrutta l\u2019Irlanda direttamente, e di ridurre la concorrenza, da questo diretta, verso le proprie rivendicazioni salariali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modo di ragionare di Marx (probabilmente l\u2019unica cosa che possiamo prendere ad esempio, dato che la situazione \u00e8 del tutto diversa oggi) non prevede, quindi, che l\u2019alleanza tra classe lavoratrice inglese e irlandese si compia sulla base di un astratto cosmopolitismo, o di un sentimentale afflato, ma per l\u2019interesse proprio ben inteso. Per l\u2019interesse, cio\u00e8, della classe lavoratrice <em>inglese<\/em>. E cosa deve essere fatto? Essenzialmente creare indipendenza, liberarsi dell\u2019imperialismo. Liberandosi di questo prendere nelle proprie mani il proprio destino e fermare il continuo deflusso, <em>prodotto per gli interessi del capitale<\/em>, della popolazione agraria ancora abbondante in Irlanda verso le manifatture inglesi. Il deflusso, infatti cesser\u00e0 se cessa lo sfruttamento che ne \u00e8 causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettera continua: \u201caltrimenti il popolo inglese rimane a guinzaglio delle classi dominanti perch\u00e9 con queste <em>esso <\/em>deve fare causa comune di fronte all\u2019Irlanda. Ogni suo movimento nella stessa Inghilterra rimane paralizzato dal dissidio con gli irlandesi che nell\u2019Inghilterra stessa formano una parte assai considerevole della classe operaia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Succede, cio\u00e8, qualcosa che pu\u00f2 avere una qualche somiglianza con ci\u00f2 che sta accadendo in Europa ed in Italia, ne abbiamo <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/06\/fase-politica-aquarius-diversioni-e.html\">appena parlato<\/a>: la potenziale divergenza di interesse tra la frazione nazionale del capitale (piccolo e medio), prevalentemente rappresentato dalla Lega, e le classi lavoratrici periferiche, prevalentemente rappresentate dal M5* (dato che hanno abbandonato la rappresentanza delle sinistre) \u00e8 canalizzata in una abile azione distrattiva sull\u2019immigrazione. <em>L\u2019immigrazione \u00e8 usata quindi per tenere a guinzaglio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel fare questo discorso Marx (come Engels), per\u00f2, <em>mai<\/em>, in nessun momento nega che ci sia un problema, non rifiuta di vederlo. Alla fine si risolvono nella direzione data perch\u00e9 lo ristrutturano inserendolo in due contesti prioritari: <em>la lotta di classe per la rivoluzione e la lotta all\u2019imperialismo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In primis la lotta per l\u2019emancipazione<\/em>, nelle condizioni date, in cui il grande capitale (ancora in parte terriero) ha radici nella colonia irlandese. Sotto questo profilo lottare contro di esso significa <em>tagliare queste radici<\/em>. Dunque bisogna tagliarle, ma questo deve essere fatto direttamente dagli irlandesi, sul posto, in Irlanda: \u201cappena la cosa sar\u00e0 data in mano al popolo irlandese stesso, appena questa sar\u00e0 diventato il proprio legislatore e governante, appena diventa autonomo, perch\u00e9 in Irlanda non si tratta solo di una questione semplicemente economica, bens\u00ec allo stesso tempo di una questione <em>nazionale<\/em>, poich\u00e9 l\u00e0 i landlords non sono come in Inghilterra i dignitari e i rappresentanti tradizionali, ma sono invece gli oppressori della nazionalit\u00e0, mortalmente odiati\u201d (corsivo nell\u2019originale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque potremmo considerare sotto questo profilo il suggerimento di spostare la lotta, e la battaglia ideologica, <em>sul piano antimperialista<\/em>, chiarendo <em>in che modo<\/em> \u00e8 lo sfruttamento del capitale forte dei paesi pi\u00f9 sviluppati che determina le condizioni che ci troviamo di fronte. Avevo chiamato questo lato del problema \u201c<em>economia politica dell\u2019emigrazione<\/em>\u201d e denunciato l\u2019anno scorso sia \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/08\/note-circa-leconomia-politica.html\">l\u2019estrazione di risorse<\/a>\u201d, sia \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/07\/note-circa-leconomia-politica.html\">Il ruolo del credito<\/a>\u201d, e richiamato la posizione, davvero molto simile a questa di Marx, dell\u2019economista Samir Amin nella conferenza \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/09\/samir-amin-la-sovranita-popolare-unico.html\">La sovranit\u00e0 popolare unico antidoto all\u2019offensiva del capitale<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quattro mesi dopo<\/em> comunque lo stesso Marx scrive il 5 marzo una lettera a Laura e Paul Lafargue, che sono a Parigi (opere, vol. XLIII, p. 709) nella quale d\u00e0 conto di una circolare scritta sulla situazione irlandese. Anche qui afferma di non essersi lasciato guidare \u201csoltanto da sentimenti umanitari\u201d (che pure ci sono), ma anche da \u201caltre ragioni\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 infatti di \u201caccelerare la catastrofe dell\u2019Inghilterra ufficiale\u201d, ovvero farla precipitare, via radicalizzazione delle tensioni, verso la rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si fa? Lo sguardo di Marx \u00e8 geopolitico: \u201ca questo scopo bisogna colpire in Irlanda. \u00c8 questo il suo [dell\u2019impero britannico] punto pi\u00f9 debole. Se l\u2019Irlanda va perduta, l\u2019 \u2018Empire\u2019 britannico \u00e8 finito, e la lotta di classe in Inghilterra, fino ad ora sonnacchiosa e lenta, assumer\u00e0 forme violente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa osservazione di Marx pu\u00f2 essere resa pi\u00f9 chiara dalla lettura del testo di Engels: guardando dal punto in cui quell\u2019impero \u00e8 entrato in crisi, ed il suo monopolio industriale si \u00e8 interrotto, l\u2019anziano amico di Marx chiarisce che <em>era quello sfruttamento<\/em>, quello delle colonie, che consentiva di distribuire qualche piccolo vantaggio e sopire la lotta di classe. Scrive: \u201cla verit\u00e0 \u00e8 questa: finch\u00e9 \u00e8 durato il monopolio industriale dell\u2019Inghilterra la classe operaia inglese ha partecipato in qualche misura ai vantaggi di questo monopolio. Questi vantaggi furono ripartiti nel suo interno in modo assai disuguale: la minoranza privilegiata ne intasc\u00f2 la parte maggiore, ma anche la gran massa ebbe almeno di quanto in quanto e per poco la sua parte. E questo \u00e8 il motivo per cui dopo la scomparsa dell\u2019owenismo in Inghilterra non vi \u00e8 pi\u00f9 stato socialismo\u201d (Engels, prefazione del 1885). Traducendo all\u2019oggi questa osservazione si pu\u00f2 riconoscere che una parte della classe media inferiore (una categorie che non esisteva nell\u2019Inghilterra vittoriana e che \u00e8 il prodotto degli anni di espansione del dopoguerra) si giova in effetti dell\u2019importazione di risorse umane (ovvero di forza-lavoro umana) in posizione subalterna e di debolezza contrattuale, in quanto ne pu\u00f2 sfruttare i servizi (come domestici, come tuttofare, come operai o impiegati disponibili). \u00c8 la <em>posizione imperiale<\/em> che ancora in parte coltiviamo che ci consente questo sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto veniamo ora a leggere la lettera a Sigfried Meyer e August Vogt del 9 aprile 1870.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marx ribadisce preliminarmente che il nodo della questione \u00e8 sempre l\u2019indipendenza dell\u2019Irlanda, e continua, descrivendo la circolare gi\u00e0 citata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo essermi occupato per anni della questione irlandese, sono giunto al risultato che il colpo decisivo contro le classi dominanti in Inghilterra (ed esso sar\u00e0 decisivo per il movimento operaio in tutto il mondo) pu\u00f2 essere sferrato non in Inghilterra, bens\u00ec soltanto in Irlanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1\u00b0 gennaio 1870 il Consiglio generale ha emanato una circolare segreta, da me redatta in francese &#8211; (per il contraccolpo sull&#8217;Inghilterra sono importanti soltanto i giornali francesi, non quelli tedeschi) &#8211; sul rapporto tra la lotta nazionale irlandese e l&#8217;emancipazione della classe operaia e quindi sulla posizione che l&#8217;Internazionale deve assumere nei riguardi della questione irlandese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco i termini della questione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRiassumo qui brevemente per voi i punti decisivi. L&#8217;Irlanda \u00e8 il baluardo dell&#8217;aristocrazia fondiaria inglese. Lo sfruttamento di questo paese non \u00e8 soltanto una delle fonti principali della sua ricchezza materiale. Esso \u00e8 anche la sua massima autorit\u00e0 morale. Di fatto essi rappresentano il dominio dell&#8217;Inghilterra sull&#8217;Irlanda. L&#8217;Irlanda, perci\u00f2 \u00e8 il grande mezzo mediante il quale l&#8217;aristocrazia inglese conserva il suo dominio anche in Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto: se domani l&#8217;esercito e la polizia inglese si ritirano dall&#8217;Irlanda, voi avrete immediatamente una rivoluzione agraria in Irlanda. La caduta dell&#8217;aristocrazia inglese in Irlanda condiziona, a sua volta, e ha come conseguenza necessaria la sua caduta in Inghilterra. Ci\u00f2 soddisfarrebbe la condizione preliminare per la rivoluzione proletaria in Inghilterra. Poich\u00e9 in Irlanda, sino ad oggi, la questione agraria \u00e8 stata la forma esclusiva della questione sociale, poich\u00e9 essa \u00e8 una questione di pura sopravvivenza, una questione di vita o di morte, per l&#8217;immensa maggioranza del popolo irlandese, poich\u00e9, al tempo stesso, essa \u00e8 inscindibile dalla questione nazionale, l&#8217;annientamento dell&#8217;aristocrazia fondiaria inglese in Irlanda \u00e8 un&#8217;operazione infinitamente pi\u00f9 facile che non in Inghilterra. Tutto ci\u00f2 a prescindere dal carattere, pi\u00f9 passionale e rivoluzionario degli irlandesi, rispetto agli inglesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma prosegue denunciando in modo pi\u00f9 specifico le condizioni di sfruttamento del capitale inglese organizza nella sua colonia irlandese. Fornitore di prodotti di base a basso prezzo (come accade con le monoculture e gli sfruttamenti minerari in Africa oggi), e costante spopolamento da quella parte eccedentaria della popolazione che potrebbe creare instabilit\u00e0 politica in loco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer quanto riguarda la borghesia inglese questa ha in primo luogo in comune con l&#8217;aristocrazia inglese l&#8217;interesse a trasformare l&#8217;Irlanda in pura e semplice terra da pascolo che fornisce carne e lana ai prezzi pi\u00f9 bassi possibili per il mercato inglese. Essa ha lo stesso interesse a ridurre la popolazione irlandese al minimo mediante esproprio e emigrazione forzata; in modo che il capitale inglese (capitale d&#8217;affittanza) possa funzionare in questo paese con sicurezza. Essa ha i medesimi interessi a spopolare le terre d&#8217;Irlanda, che aveva a spopolare i distretti agricoli di Inghilterra e Scozia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi c\u2019\u00e8 un semplice trasferimento di ricchezza, ovvero una sua estrazione attraverso i titoli di propriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe 6.000-10.000 sterline dei proprietari assenteisti e delle altre rendite irlandesi che oggi affluiscono ogni anno a Londra, sono pure da mettere in conto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo meccanismo \u00e8 il \u201cpi\u00f9 notevole\u201d: l\u2019estensione del modo di produzione intensivo e monoculturale, che espelle i lavoratori impegnati in attivit\u00e0 di sussistenza precapitalistiche, messo in contatto con la vicina Inghilterra nella quale ormai pochi costituiscono la riserva agricola, serve a comprimere i salari, funge da rinforzo a quell\u2019\u201desercito di riserva\u201d costituito in primo luogo dai disoccupati e sottoccupati e poi dagli agricoltori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa la borghesia inglese ha interessi ancora pi\u00f9 notevoli nell&#8217;attuale economia irlandese. Attraverso la continua e crescente concentrazione dei contratti di affitto l&#8217;Irlanda fornisce il suo sovrappi\u00fa al mercato del lavoro inglese e in tal modo comprime i salari nonch\u00e9 la posizione materiale e morale della classe operaia inglese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non impedisce a Marx di affermare <em>contemporaneamente <\/em>che questa competizione, che c\u2019\u00e8 e che ha appena descritto, viene funzionalizzata dal capitale due volte. <em>Una volta<\/em> per aumentare i profitti abbassando i salari rispetto alla produttivit\u00e0, <em>una seconda<\/em> disciplinando i lavoratori stessi e deviando la loro giusta rabbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE ora la cosa pi\u00fa importante! In tutti i centri industriali e commerciali dell&#8217;Inghilterra vi \u00e8 adesso una classe operaia divisa in due campi ostili, proletari inglesi e proletari irlandesi. L&#8217;operaio comune inglese odia l&#8217;operaio irlandese come un concorrente che comprime il tenore di vita. Egli si sente di fronte a quest&#8217;ultimo come parte della nazione dominante e proprio per questo si trasforma in strumento dei suoi aristocratici e capitalisti contro l&#8217;Irlanda, consolidando in tal modo il loro dominio su se stesso. L&#8217;operaio inglese nutre pregiudizi religiosi, sociali e nazionali verso quello irlandese. Egli si comporta all&#8217;incirca come i bianchi poveri verso i negri negli Stati un tempo schiavisti dell&#8217;unione americana. L&#8217;irlandese lo ripaga con gli interessi della stessa moneta. Egli vede nell&#8217;operaio inglese il corresponsabile e lo strumento idiota del dominio inglese sull&#8217;Irlanda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno scontro che non significa sia infondato sulle circostanze di fatto (le ha appena ricordate sopra), ma che \u00e8 sfruttato dall\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesto antagonismo viene alimentato artificialmente e accresciuto dalla stampa, dal pulpito, dai giornali umoristici, insomma con tutti i mezzi a disposizione delle classi dominanti. Questo antagonismo \u00e8 il segreto dell&#8217;impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. Esso \u00e8 il segreto della conservazione del potere da parte della classe capitalistica. E quest&#8217;ultima lo sa benissimo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qui torna su considerazioni geopolitiche connesse con la rivoluzione mondiale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl malanno non finisce qui. Esso si riproduce al di l\u00e0 dell&#8217;oceano. L&#8217;antagonismo tra inglesi e irlandesi \u00e8 il fondamento nascosto del conflitto tra Stati Uniti e Inghilterra. Esso rende impossibile ogni seria e sincera collaborazione tra le classi operaie dei due paesi. Esso permette ai governi dei due paesi, ogni volta che lo ritengano opportuno, di togliere mordente al conflitto sociale sia aizzandoli l&#8217;uno contro l&#8217;altro, sia, in caso di necessit\u00e0, mediante la guerra tra i due paesi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E conclude.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL&#8217;Inghilterra, in quanto metropoli del capitale, in quanto potenza fino ad oggi dominante il mercato mondiale, \u00e8 per il momento il paese pi\u00f9 importante per la rivoluzione operaia, oltre a ci\u00f2 essa \u00e8 l&#8217;unico paese, nel quale le condizioni materiali di tale rivoluzione si siano sviluppate fino ad un certo grado di maturit\u00e0. Perci\u00f2 l&#8217;obiettivo pi\u00f9 importante dell&#8217;Internazionale \u00e8 di accelerare la rivoluzione sociale in Inghilterra. L&#8217;unico mezzo per accelerarla \u00e8 rendere indipendente l&#8217;Irlanda. Di qui ne deriva per l'&#8221;Internazionale&#8221; il compito di mettere sempre in primo piano il conflitto tra Inghilterra e Irlanda, di prendere sempre posizione aperta a favore dell&#8217;Irlanda. Il compito specifico del Consiglio centrale a Londra, \u00e8 di risvegliare nella classe operaia inglese la consapevolezza che l&#8217;emancipazione nazionale dell&#8217;Irlanda non \u00e8 per essa una questione di astratta giustizia o di sentimenti umanitari bens\u00ec la prima condizione per la loro stessa emancipazione sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, Marx individua un conflitto di fatto, un meccanismo di sfruttamento nella colonia che si rovescia in un meccanismo di contenimento dei salari e insieme in un meccanismo di deviazione della relativa rabbia nel centro imperiale. Li denuncia anche in relazione ai loro effetti sulla scala mondiale. Ma definisce come orizzonte strategico, dopo aver a lungo meditato, la lotta antimperialista per garantire l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza effettiva alla colonia, in modo che non sia pi\u00f9 spogliata ed utilizzata per la compressione e il disciplinamento della classe operaia inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grande lezione di pensiero complesso, che non nega gli effetti ma guarda oltre di essi e punta alle radici dei problemi, e contemporaneamente di pensiero materialista. Non moralista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sguardo deve essere cos\u00ec largo e in qualche misura anche cos\u00ec freddo: bisogna mobilitare le risorse di solidariet\u00e0 per difendere i percorsi di autonomia politica, ovvero di autonomizzazione dalle forme del capitale contemporaneo (in parte diverse da quelle dell\u2019epoca di Marx, che pure scriveva sulla soglia di una fase di mondializzazione e finanziarizzazione ed al termine di una forma imperiale, ovvero entro l\u2019avvio di una transizione) per evitare che uomini e risorse siano inserite in modo subalterno in esso. Bisogna anche unirsi, allearsi, ma riconoscendo il reale, e l\u2019enorme fatica che bisogna fare in esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/09\/samir-amin-la-sovranita-popolare-unico.html\">scrive<\/a> Amin, l\u2019agenda del nostro tempo (anche in relazione alla questione dell\u2019immigrazione che \u00e8 solo un tassello di quella generale) deve passare per la \u201cdecostruzione\u201d di ci\u00f2 che \u00e8 stato costruito per essere adatto solo al modello di funzionamento neoliberale del capitale (tra queste alcune strutture dell\u2019Unione Europea e alcune propaggini africane di questa, come anche l\u2019ideologia \u2018no border\u2019 e le \u2018libert\u00e0 di circolazione\u2019) e per la \u201cdisconnessione\u201d dal sistema di competizione selvaggio della mondializzazione. Per farlo, ora come allora, bisogna porre la questione della \u201csovranit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione di <em>chi<\/em> \u00e8 il sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/06\/frammenti-circa-piccole-polemiche-sulle.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/06\/frammenti-circa-piccole-polemiche-sulle.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO VISALLI Siamo nel 1870, quasi al punto culminante di quello che Engels, nella prefazione del 1892 a \u201cLa situazione della classe operaia in Inghilterra\u201d, chiama: \u201cil poderoso sviluppo della produzione nel ventennio tra il 1850 ed il 1870, e con le impressionanti cifre dell\u2019esportazione e dell\u2019importazione, della ricchezza che si accumula nelle mani dei capitalisti e della forza-lavoro umana che si concentra in citt\u00e0 gigantesche\u201d (ivi, p.45). Mentre la forza-lavoro umana (termine tecnico&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":35687,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bfa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43224"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43224"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43225,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43224\/revisions\/43225"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}