{"id":43264,"date":"2018-06-21T12:27:19","date_gmt":"2018-06-21T10:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43264"},"modified":"2018-06-21T13:11:04","modified_gmt":"2018-06-21T11:11:04","slug":"la-guerra-commerciale-bando-ai-moralismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43264","title":{"rendered":"La guerra commerciale: bando ai moralismi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-43265\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/guerra-commerciale-300x224.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/guerra-commerciale-300x224.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/guerra-commerciale-768x574.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/guerra-commerciale-1024x765.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/guerra-commerciale.png 1490w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>STEFANO D&#8217;ANDREA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La guerra commerciale.<br \/>\n<\/strong>La guerra commerciale promessa da Trump in campagna elettorale, sebbene sia appena iniziata, ha gi\u00e0 scaldato gli animi e dato vita sia a scaramucce verbali che a provvedimenti governativi con i quali sono stati posti dazi e contro-dazi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingenuit\u00e0 sovranista.<br \/>\n<\/strong>Nell\u2019ambiente sovranista &#8211; soprattutto in quello, frettoloso e sovente ingenuo, talvolta, purtroppo, persino di ispirazione socialista, che sostiene il governo, sia pure nella forma del sostegno al &#8220;meno peggio&#8221; -, si \u00e8 andata diffondendo una tesi assurda che semplifica e banalizza. Essa muove dal punto di vista che tutti faranno ci\u00f2 che dice Trump e che nessuno reagir\u00e0 ai provvedimenti di Trump o che, se qualcuno reagir\u00e0, sar\u00e0 travolto. Sul fondamento di tale insensato presupposto, i nostri ingenui amici concludono che l\u2019Unione Europea \u00e8 di fatto finita, o che Trump costringer\u00e0 la Germania a uscire dall\u2019euro, o che la costringer\u00e0 a inflazionare, con pretesi vantaggi per noi europei del sud. Alcuni poi, avendo avuto le traveggole, hanno visto un\u2019Italia gi\u00e0 allineata con Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siccome poi gli ingenui hanno la necessit\u00e0 di convincersi che tutto ci\u00f2 che \u00e8 conveniente \u00e8 anche giusto, vi sono sovranisti che avvertono il dovere di precisare che i dazi di Trump sono sacrosanti perch\u00e9 colpiscono paesi &#8211; gli europei e in particolare Francia e Germania, ma anche il Giappone, la Cina e il Canada &#8211; che sono in sistematico avanzo commerciale con gli Stati Uniti. In particolare i provvedimenti di Trump sarebbero giusti nei confronti della Germania che, servendosi di una moneta (l\u2019euro) sottovalutata rispetto alla sua economia, conseguirebbe nei confronti degli USA un vantaggio particolarmente ingiusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al merito del tema dedicher\u00f2 un successivo articolo. Per ora \u00e8 necessario sgombrare il campo da alcune forme di moralismo, che traggono fondamento da residui (spesso inconsapevoli) di ideologia liberoscambista e globalista, nonch\u00e9 da alcuni cattivi insegnamenti che divulgatori di successo hanno diffuso, assieme ad altre buone e utili informazioni e valutazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bando al moralismo (e al liberoscambismo) quando si discorre di dazi<\/strong>.<br \/>\nSi tratta di impostazioni apparentemente sovraniste ma in realt\u00e0 liberoscambiste e moraliste, oltre che ingenue. Liberoscambiste perch\u00e9 considerano i dazi giustificati solo se posti da chi \u00e8 in deficit e in particolare contro chi \u00e8 sistematicamente in avanzo. La moralit\u00e0 dei dazi consisterebbe nel generare un riequilibrio della bilancia commerciale, ponendo fine a uno squilibrio posto in essere da un furbo o da un approfittatore o da un manipolatore di valuta. I \u201ccattivi\u201d in questa occasione sarebbero principalmente Germania, Francia, Canada, Cina e Giappone. Nemmeno si riflette sul fatto che il \u201cbuono\u201d che avrebbe subito anni o decenni di ingiustizia sarebbero nientemeno che gli Stati Uniti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 i dazi sono sempre esercizio di sovranit\u00e0 e sono sempre morali, dal punto di vista dello Stato che li mette, anche se decisi da uno Stato in surplus con riguardo a uno specifico settore strategico nel quale \u00e8 rimasto indietro e che rischia di scomparire se non protetto o rilanciato, oppure per colpire il maggior settore industriale di uno Stato un tempo alleato ma ora, per varie vicende, avversario geopolitico. I dazi, come tutte le bardature economiche, tutelano interessi di una parte del popolo e ne sacrificano altri. Essi poi nel rispetto dei trattati commerciali, bilaterali o multilaterali, \u00a0stipulati da uno Stato, sono sempre legittimi. E addirittura, in un tempo di sei mesi, ogni Stato si libera da tutti i vincoli assunti come membro dell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio e di tutti i vincoli nascenti dai Trattati multilaterali stipulati in qualit\u00e0 di membro dell\u2019OMC, e quindi sar\u00e0 libero di mettere pressoch\u00e9 i dazi che vuole. Prevede infatti, sotto la rubrica \u201cRecesso\u201d, l\u2019art. XV, primo comma, dell&#8217; Accordo che istituisce l\u2019Organizzazione mondiale del commercio\u00a0che \u201c<em>Ciascun Membro pu\u00f2 recedere dal presente Accordo. Detto recesso si applica al presente Accordo e agli Accordi Commerciali multilaterali ed ha effetto allo scadere del termine di sei mesi a decorrere dalla data in cui il Direttore generale dell\u2019OMC ha ricevuto notifica scritta del recesso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bando al moralismo (e al liberoscambismo) quando si discorre di mercantilismo<\/strong>.<br \/>\nUn&#8217;altra accusa moralistica \u00e8 indirizzata spesso, anche e direi soprattutto in ambiente sovranista, agli Stati mercantilisti, ossia agli stati che perseguono un sistematico avanzo nella bilancia commerciale. Ora, soltanto una impostazione liberoscambista e l\u2019idea che gli scambi internazionali debbano crescere continuamente con equilibrio delle bilance commerciali, pu\u00f2 condurre a muovere un\u2019accusa a uno Stato mercantilista. A parte che la Cina secondo questa visione ingenua e moralistica sarebbe una cattiva potenza che colonizza gli Stati Uniti da anni, la verit\u00e0 \u00e8 che un paese mercantilista non pu\u00f2 fare niente di male a un altro paese, se quest\u2019ultimo non decide di accettare disavanzi. La possibilit\u00e0 di mettere dazi, di fissare quote e prima ancora di vincolare la circolazione dei capitali, non autorizzando importazioni o certe importazioni o una certa percentuale di importazioni dal paese mercantilista, assicura a ogni stato la possibilit\u00e0 di rimanere in pareggio con ogni altro stato, se soltanto lo desidera. Qualunque prolungato deficit nella bilancia commerciale \u00e8 stato \u201cvoluto\u201d dal paese in deficit, che avrebbe potuto per tempo evitare importazioni (a parte fonti di energia e materie prime). Gli USA hanno voluto l\u2019enorme squilibrio nella bilancia commerciale che hanno con la Cina, compensato, nella bilancia dei pagamenti, dall\u2019acquisto di titoli del debito pubblico e altri pezzetti di carta da parte della Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una situazione particolare \u00e8 quella che si verifica in Unione Europea, dove il mercantilismo tedesco, all\u2019interno dell\u2019Unione Europea, \u00e8 stato reso \u201cautomatico\u201d dall\u2019adozione dell\u2019euro, una moneta sottovalutata per l\u2019economia tedesca e sopravvalutata per altre economie, sebbene oggi tutte le economie europee siano in surplus nella bilancia commerciale, considerati anche i rapporti con i paesi esterni all\u2019Unione Europea, perch\u00e9 \u00e8 bastato deflazionare a sufficienza per rimettere a posto i conti con l\u2019estero (e salvare, momentaneamente, l\u2019Unione europea). Tuttavia, anche in questo caso non vi \u00e8 ragione di prendersela con la Germania, che si avvantaggia del mercato unico e dell\u2019euro (bisogna prendersela con Maastricht e con l\u2019Euro e quindi con la classe dirigente italiana che ha voluto e mantenuto i vincoli di Maastricht ed \u00e8 voluta entrare nell\u2019euro). La soluzione \u00e8 a portata di mano. Basta che Governo e Parlamento esercitino la sovranit\u00e0 e recedano dall\u2019Unione europea e lo squilibrio nella bilancia commerciale con la Germania cesser\u00e0 immediatamente. Tutte le tesi che danno colpa alla Germania sono liberoscambiste, unioniste e moraliste. Esse vorrebbero che l\u2019Unione europea continui ad esistere con l\u2019Italia dentro; condividono l\u2019obiettivo di ampliare continuamente il commercio estero perseguendo il libero scambio; e perci\u00f2 vorrebbero che la Germania, per realizzare questi fini che sono i fini dei critici (non \u00e8 detto che siano i fini della Germania), \u00a0accettasse modifiche dei trattati ad essa sfavorevoli! Moralismo liberoscambista allo stato puro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ideologia sovranista<\/strong>.<br \/>\nI sovranisti negano che l\u2019Italia debba perseguire continuamente l\u2019aumento del commercio estero; rammentano che le industrie dell\u2019IRI, negli anni settanta, producevano per il 90% per la domanda interna; sanno che lentamente si deve proseguire una riduzione del commercio estero; sanno che pi\u00f9 l\u2019economia si chiuder\u00e0 (che non significa perseguire l\u2019autarchia), pi\u00f9 sar\u00e0 possibile far crescere la quota salari (sulla quota profitti) e i redditi da lavoro autonomo di chi si abbevera sul mercato interno; sanno che economia \u201cnon aperta\u201d, sebbene non autarchica, e socialismo democratico stanno e cadono assieme; sono consapevoli che ci\u00f2 \u00e8 possibile soltanto recedendo dall\u2019Unione Europea; non pretendono niente dai governi di Germania, Francia o di altri Stati; non li accusano e quindi non alimentano sciocco nazionalismo; sanno che la tragedia italiana \u00e8 stata colpa esclusivamente della classe dirigente italiana; hanno appreso la lezione che un popolo se non esprime una classe dirigente adeguata, che sappia volere e sapere con lungimiranza, precipita sulla scena del mondo fino a scomparire e prima cade in povert\u00e0 e depressione; vogliono diffondere queste convinzioni tra i cittadini italiani, perch\u00e9 sanno che dall\u2019Unione Europea si uscir\u00e0 soltanto se andranno al governo partiti che avranno chiesto voti principalmente se non esclusivamente per uscire; e devono cominciare a distinguere s\u00e9 stessi dai falsi sovranisti che in realt\u00e0 sono soltanto critici dell&#8217;Unione Europea perch\u00e9 altro-europeisti o addirittura pi\u00f9-europeisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel merito del tema della guerra commerciale, i sovranisti lo affrontano senza moralismi pro e contro dazi e mercantilismo, al solo fine di prevedere in quale misura, direttamente o indirettamente, essa potrebbe condizionare la soluzione della \u201cquestione italiana\u201d: l\u2019unica che ci sta a cuore; la ragione della nascita dei sovranisti italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO D&#8217;ANDREA La guerra commerciale. 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