{"id":43293,"date":"2018-06-23T09:30:17","date_gmt":"2018-06-23T07:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43293"},"modified":"2018-06-23T07:22:23","modified_gmt":"2018-06-23T05:22:23","slug":"mezzogiorno-senza-reddito-e-senza-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43293","title":{"rendered":"Mezzogiorno senza reddito e senza cittadinanza"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRAINRETE (Salvatore Perri)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La proposta di istituire in Italia un reddito di cittadinanza, proposto come disegno di legge, dal movimento 5 stelle, e largamente utilizzato nella campagna elettorale, ha l\u2019indubbio merito di aver rilanciato il dibattito sul reddito di base. Purtroppo la struttura della proposta, la confusione metodologica e tecnica da cui scaturisce, unita alle peculiari condizioni strutturali dell\u2019economia del sud in particolare, potrebbe determinarne una sostanziale inefficacia, se l\u2019obiettivo (non dichiarato) fosse quello di ridurre il divario strutturale fra nord e sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Reddito di base o Super-sussidio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In primo luogo il reddito di cittadinanza proposto (RDC) non \u00e8 un reddito di cittadinanza, la questione non \u00e8 semantica[1]. Facendo riferimento al DDL proposto al Senato dal M5S \u00e8 prevista la perdita del diritto a riceverlo nel caso non si accettino 3 proposte di lavoro \u201ccongrue\u201d o si receda 2 volte da un lavoro. La possibilit\u00e0 di perderlo non lo configura come reddito incondizionato, bens\u00ec come un reddito erogabile a determinate condizioni economiche, all\u2019accettazione delle proposte di lavoro a determinati percorsi formativi\/lavorativi. Pi\u00f9 precisamente, Tridico, infatti parla di Reddito Minimo Condizionato[2] (RMC). Di fatto questa proposta finisce per essere un\u2019estensione del sussidio di disoccupazione aumentato fino a 780 euro mensili.\u00a0 Obiettivo dichiarato del provvedimento, \u201criattivare gli inattivi\u201d[3], ovvero far partecipare al mercato del lavoro coloro che ne sono esclusi, sostenendo il loro reddito nel periodo transitorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">RDC e Sud, quanto \u00e8 transitorio il periodo transitorio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il divario occupazionale tra nord e sud si \u00e8 mantenuto molto elevato negli ultimi 24 anni, quando a parte una lieve diminuzione a met\u00e0 degli anni 2000 si \u00e8 mantenuto attorno ai 12 punti percentuali con una certa costanza nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Figura 1. Tasso di disoccupazione<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone \" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories7\/Mezzogiorno.jpg\" width=\"440\" height=\"207\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci si deve chiedere, partendo dai dati, se \u00e8 credibile una misura isolata per affrontare una questione \u201cstrutturale\u201d di questa portata? Una proposta di questo tipo appare distorta all\u2019origine, dalla concezione che lo squilibrio sul mercato del lavoro sia dovuto all\u2019incapacit\u00e0 intrinseca del lavoratore meridionale a trovare un posto di lavoro che c\u2019\u00e8 ed esiste gi\u00e0. Quindi basterebbe \u201cpotenziare\u201d i Centri per l\u2019Impiego, che per\u00f2 da tempo evidenziano la loro scarsa efficienza nel placement dei disoccupati meridionali, pur avendo met\u00e0 dei dipendenti nazionali[4]. La misura proposta quindi finisce per prestarsi a contestazioni, fondate, di varia natura sia in riferimento alla sostenibilit\u00e0 che all\u2019efficacia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostenibilit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come segnalato da Seminerio[5] in diversi interventi, non si pu\u00f2 considerare di fatto questo intervento un intervento transitorio, poich\u00e9 essendo condizionato all\u2019accettazione del lavoro \u201ccongruo\u201d diventa di fatto permanente, se ipotizziamo che il realt\u00e0 tanti posti di lavoro congrui nel Sud non ci siano (il lavoratore prima di perdere il diritto al super-sussidio deve rifiutarne 3). Considerando che i Centri per l\u2019impiego attuali faticano a proporre il primo, la misura servirebbe a trasformare gli inattivi in disoccupati permanenti a 780 euro al mese. La somma \u00e8 ritenuta da Seminerio troppo elevata, punterebbe al superamento della povert\u00e0 relativa e disincentiverebbe la ricerca di lavoro, consentendo tuttavia la sopravvivenza del settore sommerso. Quest\u2019ultimo punto \u00e8 questionabile, se l\u2019ammontare \u00e8 elevato aumenta l\u2019incentivo a rimanere disoccupati, indubbiamente, ma aumenta anche l\u2019incentivo a non accettare lavori sottopagati, senza tutele, ed a condizioni estreme, che sono le caratteristiche di ci\u00f2 che offre il settore sommerso nel Sud. A maggior ragione se si tiene conto che l\u2019eventuale rinvenimento di posizioni lavorative in nero potrebbe comportare la perdita del beneficio. Resta la questione della sostenibilit\u00e0 finanziaria, come detto il beneficio potrebbe trasformare di fatto da temporaneo in permanente, supponendo la buonafede di chi lo propone (e le coperture) pu\u00f2 un paese con un debito pubblico enorme sostenere uno sforzo del genere? La risposta \u00e8 no sopratutto se si considerano i costi impliciti alla proposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I costi impliciti del RDC<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 detto del costo mensile che sarebbe di 780 euro al mese per disoccupato (e inattivo trasmutato), il doppio circa dell\u2019omologo programma tedesco Hartz IV con cui peraltro condivide l\u2019impostazione (reddito condizionato alla ricerca ed accettazione di lavoro). Una delle critiche a cui \u00e8 sottoposto il programma Hartz IV \u00e8 l\u2019eccesso di burocrazia necessaria a garantirne il funzionamento. L\u2019Italia \u00e8 il paese della burocrazia costosa e inefficiente[6], nel Sud la situazione \u00e8 ancora peggiore. La proposta di RDC cos\u00ec com\u2019\u00e8 implica un potenziamento quantitativo della burocrazia disponendo che questa debba \u201cmonitorare\u201d la ricerca di lavoro ed organizzare eventualmente i \u201ccorsi di formazione\u201d obbligatori per accedere al programma. Paradossale la proposta di \u201clavori sociali\u201d per alcune ore settimanali da parte di chi riceve il sussidio. Dotare di strumenti e controllare queste attivit\u00e0 potrebbe costare quanto se non pi\u00f9 del sussidio stesso e per un tempo indefinito[7]. Una pagina a parte riguarda i corsi di formazione. La strategia di Lisbona ci ha lasciato in eredit\u00e0 una serie di \u201cpolitiche dell\u2019offerta\u201d che copiando le \u201cbest practices\u201d nord europee avrebbero guidato le regioni meridionali fuori dal sottosviluppo. Queste politiche si sono basate sugli incentivi alle imprese e sulla formazione dei lavoratori, paradigmi neoclassici. Gli incentivi alle imprese hanno aumentato il tasso di nata\/mortalit\u00e0 delle imprese, mentre i corsi di formazione (con incentivo orario) hanno rappresentato una forma di reddito passivo per formatori (generalmente enti privati accreditati) e beneficiari, senza che ci sia stato un riscontro di nessun genere sul mercato del lavoro (sia in termini di tasso di disoccupazione che di occupazione). Non \u00e8 ben chiaro cosa cambierebbe con il nuovo sistema, chi deciderebbe quali \u201ccorsi\u201d necessitano al lavoratore meridionale, in quali campi e di quale intensit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La confusione teorica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si \u00e8 detto che un trasferimento ai disoccupati\/inoccupati, a prescindere dalla forma, pu\u00f2 avere come effetto ultimo quello di sostenere la domanda aggregata attraverso i consumi. Questo tipo di intervento parte da presupposti diametralmente opposti rispetto alle politiche dell\u2019offerta neoclassiche basate sulla \u201cflex-security\u201d. La proposta del RDC confonde le cose, per rendere \u201caccettabile\u201d ai contribuenti l\u2019elargizione di una somma ai disoccupati (piu\u2019 che proporzionalmente meridionali) deve abbinare alla misura un controllo rigoroso del soggetto ricevente, che deve essere istruito, spinto a lavorare, e severamente punito in caso di inadempienza. Ne viene fuori una figura del disoccupato meridionale propenso all\u2019ozio, all\u2019ignoranza ed al lassismo come stile di vita. Ben si attaglia questo concetto ai recenti dibattiti sul lavoro nel sud. I meridionali sarebbero anche meno produttivi quando un lavoro ce l\u2019hanno, quindi meriterebbero un salario inferiore[8]. Inoltre, secondo l\u2019analisi di Ricolfi sul Foglio, il Sud in generale sarebbe un parassitario assorbitore di risorse pubbliche[9]. \u00a0Questo quadro sconfortante viene implicitamente avallato dalla proposta di RDC proprio per come \u00e8 strutturato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un Sud perduto o una politica economica sbagliata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le politiche economiche applicate nel Sud e, in particolare, gli incentivi europei, peccano di due errori fondamentali: avallare le politiche neoclassiche e pensare che sia possibile applicare \u201cper analogia\u201d politiche economiche identiche a contesti differenti. Si \u00e8 detto che le \u201cpolitiche dell\u2019offerta\u201d e le best practices della strategia di Lisbona non hanno modificato il tessuto economico meridionale in misura sostanziale. Se si vuole affrontare seriamente il divario nord-sud, bisognerebbe intervenire con un piano a medio-lungo termine che consideri in primo luogo il divario infrastrutturale (fisico, immateriale e tecnologico), la lotta alla criminalit\u00e0 organizzata, alla corruzione ed alle clientele parassitarie. Sul lato delle imprese non serve finanziarne di nuove, se le nascenti muoiono perch\u00e9 non riescono ad avere credito a costi accessibili. Sul lato pubblico bisogna efficientare la burocrazia, modernizzandola, imponendo severi controlli di valutazione con premi e sanzioni, togliendo il reclutamento dei funzionari pubblici dalla disponibilit\u00e0 della politica istituendo delle centrali uniche alla stregua delle stazioni appaltanti. La trasformazione del funzionamento del sistema economico meridionale richieder\u00e0 tempi non brevi, proprio per questo questi interventi dovrebbero essere attuati ad un livello europeo, che lasci da parte le \u201cbuone pratiche\u201d nordiche, come parrebbe finalmente avere abbandonato il paradigma dell\u2019austerit\u00e0 espansiva. Se si vuole potenziare l\u2019istruzione bisognerebbe combattere la dispersione scolastica e l\u2019analfabetismo di ritorno, potenziando la formazione pubblica e la ricerca di base. All\u2019interno di una siffatta strategia di sviluppo, troverebbe posto anche un reddito di base, condizionato al solo reddito, senza apparati burocratici e centri di potere a mediarlo, di ammontare simile all\u2019omologo tedesco, sommabile a redditi da lavoro. Il finanziamento di queste strategie potrebbe essere favorito anche dalla revisione complessiva del sistema di incentivi pubblici, della cassa integrazione (da lasciare solo per le aziende con prospettive di rilancio), delle miriadi di lavori sociali e dalla drastica riforma delle societ\u00e0 partecipate dal pubblico. Una societ\u00e0 dei diritti da contrapporre alla societ\u00e0 del privilegio, a meno che non si sia realmente convinti che i meridionali siano esseri antropologicamente inferiori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/12637-salvatore-perri-mezzogiorno-senza-reddito-e-senza-cittadinanza.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica-economica\/12637-salvatore-perri-mezzogiorno-senza-reddito-e-senza-cittadinanza.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\">Note<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[1] Il \u201creddito di cittadinanza\u201d sarebbe di cittadinanza se fosse connaturato ai diritti di cittadinanza stessi.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[2] Si veda la risposta degli autori al dibattito: Tridico et al. \u201cReddito minimo e output gap: trucchetto contabile o questione politica?\u201d su Economia&amp;Politica, 30 marzo 2018, http:\/\/www.economiaepolitica.it\/politiche-economiche\/europa-e-mondo\/reddito-minimo-e-output-gap-trucchetto-contabile-o-questione-politica\/<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[3] Si ricorda che gli \u201cinattivi\u201d sono coloro che non cercano lavoro, quindi non entrano nel calcolo della disoccupazione effettiva in quanto non sono disoccupati in senso tecnico. La partecipazione di tutti, o parte, degli inattivi dovrebbe portare un beneficio in termini di modificazione del prodotto potenzialmente ottenibile (che dipende appunto dal numero assoluto di lavoratori \u201coccupabili\u201d).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[4] Dati al 2015 del monitoraggio ISFOL: http:\/\/www.isfol.it\/primo-piano\/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[5] In questo saggio si fa riferimento agli articoli della proposta di legge estrapolati da Seminerio nel contributo \u201cPerch\u00e9 il reddito di cittadinanza \u00e8 di fatto un sussidio incondizionato\u201d https:\/\/phastidio.net\/2018\/03\/13\/perche-il-reddito-di-cittadinanza-e-di-fatto-un-sussidio-incondizionato\/, nel quale sono presenti molte delle obiezioni discusse.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[6] Si veda l\u2019ultimo rapporto a riguardo della CGIA di Mestre: http:\/\/www.cgiamestre.com\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/14-agosto.pdf<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[7] A meno che la proposta non abbia limiti temporali come appare nell\u2019ultima bozza del \u201ccontratto di governo\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[8] Il dibattito sul tema \u00e8 ben rappresentato da Clericetti su Repubblica on-line: http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/06\/07\/nel-sud-salari-troppo-alti-come-no\/<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[9] Ricolfi :\u201d\u2026 se non dovesse staccare un assegno di almeno 50 miliardi di euro all\u2019anno alle regioni del Sud, il Nord sarebbe un\u2019isola felice, una sorta di Svizzera sotto le Alpi\u201d.Si veda a tal proposito la chiarificazione di Petraglia: https:\/\/www.eticaeconomia.it\/residui-fiscali-regionali-istruzioni-per-luso\/<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Salvatore Perri) &nbsp; La proposta di istituire in Italia un reddito di cittadinanza, proposto come disegno di legge, dal movimento 5 stelle, e largamente utilizzato nella campagna elettorale, ha l\u2019indubbio merito di aver rilanciato il dibattito sul reddito di base. 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