{"id":43358,"date":"2018-06-27T00:37:52","date_gmt":"2018-06-26T22:37:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43358"},"modified":"2018-06-27T08:22:21","modified_gmt":"2018-06-27T06:22:21","slug":"larco-e-il-muro-crollo-di-una-rappresentazione-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43358","title":{"rendered":"L&#8217;Arco e il Muro: crollo di una rappresentazione del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>LUCA RUSSI (FSI Arezzo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Preambolo: ultimamente sono abbastanza impressionato dalla apparente difficolt\u00e0 che sembra accomunare molte persone, soprattutto se appartenenti all\u2019area della cosiddetta \u201csinistra\u201d, ad interpretare quello che sta accadendo. A volte sembra quasi che con qualcuno non si parli pi\u00f9 la stessa lingua, come se l\u2019avessimo dimenticata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi momenti nella Storia sono cos\u00ec affascinanti come quello che segna il passaggio tra la Tarda Antichit\u00e0 e il Medioevo, un&#8217;era di profondi sconvolgimenti, politici, sociali e culturali che ha inizio a\u00a0Roma: \u00e8 l\u00ec che troviamo le avvisaglie che lasciano presagire la fine del vecchio mondo e la nascita di quello nuovo. Tra i segni di questo passaggio epocale, uno dei pi\u00f9 celebrati \u00e8 costituito forse dal famoso Arco di Costantino, fatto costruire nel 315 d.C. dai senatori romani per celebrare la vittoria di Costantino su Massenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monumento si presenta in parte rivestito da alcuni bassorilievi che sono coevi (realizzati cio\u00e8 appositamente per quest&#8217;opera in quel giro di anni), e che sono quelli del &#8220;nastro&#8221; orizzontale che lo attraversa a mezza altezza in cui si narrano le fasi della guerra civile (dalla partenza di Costantino da Milano fino al trionfo celebrato nel Foro Romano); ma poich\u00e9 con esso viene inaugurata una pratica che avr\u00e0 lunga fortuna nel Medioevo, e che consisteva nel riutilizzare parti &#8220;di spoglio&#8221; (vale a dire parti di reimpiego ricavate da altri monumenti pi\u00f9 antichi), su di esso sono presenti per l&#8217;appunto anche dei pezzi che originariamente celebravano i trionfi di altri imperatori, quali Marco Aurelio, Adriano e Traiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questa ragione, dal momento che su di esso \u00e8 possibile apprezzare pienamente la distanza enorme che intercorre tra due linguaggi artistici assolutamente diversi, la sua importanza presso gli storici dell&#8217;arte \u00e8 enorme, e l&#8217;arco \u00e8 stato sempre considerato paradigmatico di una sorta di ideale passaggio del testimone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, i pezzi di recupero (pi\u00f9 vecchi) si rifanno ad una concezione dell\u2019arte ancora pienamente greco-romana, cio\u00e8 appartenente al mondo antico, intesa come mimesi (dal greco \u03bc\u03af\u03bc\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2, imitazione), la quale si esprimeva con piena unit\u00e0 di tempo, spazio ed azione, permettendo allo spettatore di abbracciare con un solo sguardo l\u2019intera scena; invece, quelli di epoca costantiniana (pi\u00f9 recenti) sono ideati in base ad una maniera completamente diversa di strutturare e concepire lo spazio e le figure in esso contenute, le quali vengono schiacciate entro due piani paralleli, e ridotte a profili che si stagliano contro un fondale piatto, bidimensionale, andando a costituire delle sequenze ritmiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l&#8217;unit\u00e0 scenica precedente, ma i soggetti si ripetono sotto forma di schemi lineari, giustapponendosi in file sovrapposte, elemento questo che consente di assegnare ad ogni variazione ritmica &#8211; come quella costituita dalla figura dell&#8217;imperatore, di dimensioni maggiori rispetto alle altre &#8211; una valenza ed un risalto particolari.\u00a0La ragione di questo cambiamento sta in una nuova interpretazione dell\u2019arte, che potremmo definire trascendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa presuppone un atteggiamento assolutamente diverso nei confronti del soggetto da rappresentare; non pi\u00f9 quello con cui l\u2019arte classica esaltava la bellezza fisica, la vitalit\u00e0, la libert\u00e0 e perfino la sensualit\u00e0 del corpo umano, che veniva spesso rappresentato nudo, liberamente immerso in uno spazio, ma una rappresentazione gi\u00e0 &#8220;bizantina&#8221;, caratterizzata da schematismo e rigidit\u00e0, proprio perch\u00e9 il fine era ormai gi\u00e0 divenuto un altro: quello di evocare ci\u00f2 che era &#8220;oltre&#8221; quel che si presenta davanti ai nostri occhi.\u00a0Alla base, una diversa concezione dell\u2019uomo: non pi\u00f9 soggetto attivo, libero ed autonomo, bens\u00ec rigidamente sottoposto a severe regole provenienti dall\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci vorranno all&#8217;incirca mille anni perch\u00e9 artisti come Brunelleschi o Leon Battista Alberti tornino a codificare le regole geometrico-matematiche che sono alla base della cosiddetta &#8220;prospettiva centrale&#8221;, e che consentiranno di rappresentare nuovamente l&#8217;immagine ad imitazione de &#8220;lo ufizio dell&#8217;occhio&#8221;, secondo le parole di Leonardo da Vinci; e tutto ci\u00f2 avverr\u00e0 in seguito all&#8217;avvento dell&#8217;Umanesimo e del Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0difficile immaginare una cesura altrettanto forte, perch\u00e9 in realt\u00e0 il cambiamento dei canoni artistici avviene in un certo senso sempre parallelamente a quello culturale e politico: se l\u2019individuo non \u00e8 pi\u00f9 artefice del suo destino, vuol dire anche che non partecipa pi\u00f9 attivamente alla vita delle istituzioni politiche e sociali, ma le subisce; non \u00e8 pi\u00f9\u00a0<em>civis\u00a0<\/em>(cittadino), ma suddito. Dunque, lo Stato \u00e8 divenuto autoritario, e in effetti le figure rigorosamente bidimensionali, allineate e ripetitive del fregio centrale del famoso Arco, potrebbero far pensare ad una societ\u00e0 che &#8211; con un termine un po&#8217; fuori contesto &#8211; potremmo definire quasi gi\u00e0 in via di &#8220;massificazione&#8221;: una societ\u00e0, cio\u00e8, che incomincia a caratterizzarsi come fortemente\u00a0gerarchizzata e in cui il potere politico assume le sembianze di un &#8220;Dio-Sovrano&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle convenzioni, infatti, quel che da studi pi\u00f9 recenti appare certo \u00e8 che l&#8217;Impero, gi\u00e0 prima del 476 d. C., si presentava rispetto ai secoli precedenti molto meno romanizzato e sempre pi\u00f9 caratterizzato da una impronta germanica, soprattutto nell&#8217;esercito. Dunque si pu\u00f2 ben dire che il Medio Evo inizia in un periodo precedente, anche considerando che un cambiamento &#8211; perfino in senso politico-istituzionale &#8211; era gi\u00e0 avvenuto prima ancora della sua caduta, con le riforme autoritarie di Diocleziano e Costantino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio culturale fu quindi in realt\u00e0 meno brusco di quanto si ritenesse in passato: solo gradualmente, ad esempio, il latino fu sostituito dalle lingue romanze. Per\u00f2, tutto considerato, all&#8217;esito finale di quel processo i contemporanei si trovarono di fronte ad un mondo che era ormai divenuto assolutamente &#8220;altro&#8221; rispetto a quello precedente: il gettito fiscale decadde fortemente, la societ\u00e0 cittadina and\u00f2 in crisi, crollarono le infrastrutture civili, vennero a mancare le condizioni di sicurezza per il commercio e la manifattura, alcune produzioni su larga scala come la ceramica scomparvero in intere aree dell&#8217;Occidente, e nonostante la cultura intellettuale dei nuovi regni inevitabilmente rimandasse (anche se lontanamente) alle tradizioni intellettuali dei popoli conquistati, in quell&#8217;area ormai impoverita e decentrata che era diventata l&#8217;Occidente, i monasteri che sorsero un po&#8217; ovunque in Europa divennero non solo centri religiosi, ma anche luoghi di conservazione di una cultura che venne percepita come oramai irrimediabilmente consegnata al passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, arriv\u00f2 il momento in cui ci si trov\u00f2 di fronte ad un tipo di societ\u00e0 del tutto nuovo, che si fondava su criteri decisamente diversi da quelli della vecchia societ\u00e0 romana; una societ\u00e0 sostanzialmente molto pi\u00f9 &#8220;primitiva&#8221;, fondata prevalentemente su norme consuetudinarie, in cui molte delle competenze e delle &#8220;sapienze&#8221; antiche vennero sostanzialmente perdute.\u00a0Tutto ci\u00f2 fa pensare quasi ad un terremoto, ad una catastrofe, ad una sorta di vera e propria\u00a0<em>perdita di identit\u00e0 collettiva<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che arrivo al dunque, perch\u00e9 l&#8217;immagine dell&#8217;Arco di Costantino, con tutto quel che significa in termini di pura suggestione, mi sembra in un certo senso pi\u00f9 che mai evocativa, e perci\u00f2 utile a gettar luce su un altro passaggio caratterizzato da una forte rottura con il passato, avvenuto molto pi\u00f9 recentemente e i cui effetti si stanno dispiegando qui, oggi, nella &#8220;Roma del XXI secolo&#8221; (cio\u00e8 in Occidente): mi riferisco al crollo del cosiddetto Muro, quello di Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente qualcuno potr\u00e0 pensare che il paragone non stia n\u00e9 in cielo n\u00e9 in terra, e che, tanto per incominciare, nel secondo caso non si sia verificata nessuna invasione di guerrieri barbari, nessuna devastazione, nessuna guerra o saccheggio. Sbagliato, perch\u00e9 io a questo punto inviterei quel qualcuno a riflettere sul fatto che, senza la caduta del Muro, con estrema probabilit\u00e0 non ci sarebbe stata neppure nessuna guerra in Iugoslavia, o in Iraq; o anche in Ucraina, tanto per fare un esempio pi\u00f9 recente. E comunque, di l\u00ec a poco (nel 1991) sarebbe caduta anche la capitale dell'&#8221;Impero d&#8217; Oriente&#8221;, con tanto di classico saccheggio che per\u00f2 avvenne negli anni successivi, dal momento che il principale bottino della pi\u00f9 grande rapina della storia, a Mosca come a Berlino e nel resto del Vecchio Continente, fu costituito dall&#8217;enorme affare delle privatizzazioni dei settori strategici di intere nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, quindi, anche in questo caso stiamo parlando di un avvenimento cos\u00ec traumatico e di una frattura talmente radicale nelle coscienze che ci fu persino chi, del tutto sconsideratamente, si spinse a parlare di &#8220;fine della Storia&#8221;, e lo shock che ne scatur\u00ec ebbe conseguenze tali che si pu\u00f2 ben dire che schiere di politici, di &#8220;intellettuali&#8221; e di semplici cittadini vennero letteralmente private per intere generazioni della &#8220;sapienza&#8221; dell&#8217;et\u00e0 precedente, ovvero degli strumenti analitici con cui fino a quel momento erano state capaci di leggere quel che avveniva sotto i loro occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il &#8220;Nuovo Medioevo&#8221; dell&#8217;Occidente, da un punto di vista geografico, inizia questa volta a parti invertite per uno scherzo della Storia, cio\u00e8 a Berlino anzich\u00e9 a Roma; ma in un certo senso sar\u00e0 sempre il &#8220;pensiero mediterraneo&#8221; (per parafrasare una definizione di Albert Camus che venne poi ripresa e sviluppata in tempi molto pi\u00f9 recenti dal sociologo italiano Franco Cassano) a cedere il passo a quello nordico, teutonico, &#8220;calvinista&#8221;.\u00a0Mi spiego meglio, proprio con le parole di Cassano:\u00a0la caduta del muro di Berlino \u201csegna la caduta del valore di uguaglianza a favore di quello della libert\u00e0, che tende all\u2019esaltazione del libero mercato e al ridimensionamento del welfare&#8221; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin qui, nulla di sorprendente. Anche De Benoist parla de &#8220;l&#8217;affermarsi del monoteismo del libero mercato come Dio unico che dispensa una unica Verit\u00e0,\u00a0[e che]\u00e8 un portato della disintegrazione del sistema sovietico\u201d. Ma Cassano va oltre: per declinare il suo pensiero, con il quale manifesta la convinzione\u00a0che &#8220;il welfare \u00e8 stata una invenzione in cui libert\u00e0 ed uguaglianza hanno convissuto per decenni\u201d,\u00a0si spinge ad immaginare un&#8217; Europa pi\u00f9 &#8220;umana&#8221; (e per la verit\u00e0 forse anche un po&#8217; utopica) che \u201dsmetta di gravitare intorno all\u2019Ovest ed instauri un nuovo rapporto con il Sud\u201d,in cui \u201dil Mediterraneo \u00e8 luogo d\u2019incontro fra un tempo non ancora colonizzato dall\u2019economia e un\u2019idea antica di convivenza e socialit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente nello scrivere ci\u00f2, non diversamente da molti altri, non si accorge di cadere nel solito tranello di tutti coloro che si ostinano a pensare che si debba concedere all\u2019&#8221;Europa&#8221; un&#8217;altra chance, non rendendosi conto che in questo modo sar\u00e0 lui stesso a negarla a quel &#8220;Sud&#8221; che vorrebbe emancipare dalla sua endemica arretratezza, ma tant&#8217;\u00e8: noi nel nostro piccolo sappiamo invece oramai molto bene che per ridefinire i modelli economici e politici dominanti \u00e8 indispensabile fare tutt&#8217;altro tipo di operazione: occorrer\u00e0 cio\u00e8 abbandonare ogni illusione che vagheggi &#8211; sia pure in maniera suggestiva &#8211; approcci diversi di natura filosofica o etica, per riappropriarci di quella &#8220;antica sapienza&#8221; a cui si accennava pi\u00f9 su, ovverosia degli strumenti della analisi politica vera e propria senza i quali non siamo manifestamente pi\u00f9 in grado di interpretare la realt\u00e0, e che sono invece i soli che consentono di elaborare una vera alternativa allo\u00a0<em>status quo<\/em> e di reagire alla &#8220;barbarie&#8221; in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se poi passiamo dai lavori di intellettuali di &#8220;sinistra&#8221; politicamente impegnati come Cassano ad un livello &#8220;pi\u00f9 basso&#8221;, o per cos\u00ec dire pi\u00f9 &#8220;popolare&#8221;, quello delle analisi &#8220;controcorrente&#8221; di pi\u00f9 o meno famosi &#8220;blogger&#8221; che da diversi anni vanno per la maggiore sulla Rete, cambia l&#8217;approccio ma non la sostanza: mancando le categorie interpretative con le quali analizzare la situazione politica rimaste sotto alle macerie del Muro, \u00e8 tutto un fiorire di tesi strampalate che chiamano in causa fantomatici complotti, invisibili mandanti, poteri occulti della finanza, eccetera eccetera; il fatto poi che i\u00a0<em>think tank<\/em>\u00a0non governativi o i gruppi come la Trilateral Commission o il Bilderberg esistano davvero, non aiuta affatto a discernere la realt\u00e0 dalla fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel migliore dei casi, un economicismo fintamente erudito ma in realt\u00e0 di seconda mano porta a conferire alla sovranit\u00e0 monetaria (che \u00e8 solo\u00a0<em>uno<\/em> dei poteri di uno Stato, seppure basilare) pi\u00f9 importanza di quanto non sarebbe giusto assegnarle, ponendo in secondo piano la Politica vera e propria e finendo per sottovalutare gli altri elementi che concorrono a determinare una autentica e piena sovranit\u00e0 nazionale, sola ed unica\u00a0<em>conditio sine qua non<\/em> per il libero dispiegarsi di una vera democrazia, che non pu\u00f2 non essere caratterizzata dal perseguimento di obbiettivi di piena giustizia sociale se si vuole che l&#8217; uguaglianza di tutti cittadini di fronte alla legge di cui parlano tutte le Costituzioni del mondo sia davvero autentica, cio\u00e8 sostanziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davvero ci si trova ad essere sopraffatti da rabbia e profondo sconforto nel vedere che non ci sia pi\u00f9 da parte di nessuno la capacit\u00e0 di comprendere alcunch\u00e9; pochissimi sembrano capire che il problema vero non \u00e8 costituito solo ed esclusivamente dall'&#8221;errore tecnico&#8221; dell&#8217;Euro (che in fondo esiste da relativamente poco tempo), ma da un intero &#8220;sistema&#8221;, ovvero da un modello economico e sociale di cui l&#8217;Euro &#8211; in quanto valuta forte di riferimento sui mercati internazionali &#8211; \u00e8 solo la punta dell&#8217; iceberg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo &#8220;sistema&#8221; si \u00e8 (nuovamente) cristallizzato attorno a idee e princ\u00ecpi che erano nati nella seconda met\u00e0 dell&#8217; Ottocento, e lo avevamo gi\u00e0 sconfitto soppiantandolo con le socialdemocrazie sorte qui in Occidente dopo la tragedia delle due guerre mondiali.\u00a0\u00c8 rinato dalle sue ceneri al principio degli Anni Ottanta grazie all&#8217;azione di politici come Ronald Reagan e Margareth Thatcher, sulla scorta delle teorie di economisti come quelli della scuola di Chicago; ha risalito piano piano la china, ed \u00e8 infine tornato a dominare la scena mondiale proprio in seguito al crollo del Muro nell\u2019Ottantanove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non si ha presente tutto questo, l&#8217;accanimento con cui qui da noi il\u00a0<em>mainstream\u00a0<\/em>(oramai del tutto organico alle \u00e9lites dei tecno-burocrati di Bruxelles) difende l&#8217;adozione dell&#8217;Euro &#8220;senza se e senza ma&#8221;, cio\u00e8 in maniera apparentemente irrazionale rispetto ai costi sociali da essa determinati, diventa davvero incomprensibile.\u00a0Intere categorie di cittadini sono state gettate nella miseria e sono diventate preda della paura e del risentimento verso tutto e tutti. Gli avvenimenti recenti, che hanno portato milioni di persone ad esprimersi contro questo &#8220;Nuovo Ordine Mondiale&#8221; caratterizzato dal rinnovato strapotere di questa ideologia che nuova non lo \u00e8 affatto (quel liberalismo che gi\u00e0 100 anni fa aveva determinato un&#8217;altra gravissima crisi economica, quella del &#8217;29), dimostrano in maniera sin troppo evidente che la Madre di tutti i problemi \u00e8 il drammatico vuoto di rappresentanza politica, in Italia e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come interpretare altrimenti risultati apparentemente contraddittori fra loro (che rispetto a problemi simili sembrerebbero avere esiti assolutamente diversi avendo come unico comun denominatore solo la sorpresa dei cosiddetti commentatori che non li avevano assolutamente previsti) quali la vittoria del NO in Grecia al referendum-farsa &#8220;contro l&#8217;austerit\u00e0&#8221; di Tsipras &amp; Varoufakis, quella di Trump negli Usa, la Brexit in Gran Bretagna, e il poderoso uno-due assestato al PD in Italia, costituito dalla doppia sconfitta del referendum costituzionale del Dicembre 2016 e delle ultime politiche, che il 4 Marzo scorso hanno consegnato il governo alle forze &#8220;euro-scettiche&#8221; e populiste &#8211; prima ancora che &#8220;sovraniste&#8221;! &#8211; della Lega e del M5S?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risposte a tutto ci\u00f2 non possono che nascere assieme ad una nuova classe dirigente, che torni ad essere selezionata da partiti autenticamente popolari che sappiano ricorrere nuovamente, nell&#8217;analisi e nella prassi, agli strumenti della Politica &#8220;pre-crollo del Muro&#8221;.\u00a0Il nodo \u00e8 quindi quello di una rinnovata rappresentanza politica, che sappia andare oltre le oramai esauste categorie &#8220;destra\/sinistra&#8221; (non pi\u00f9 adeguate a rappresentare alcunch\u00e9, visto che non hanno consentito di comprendere pi\u00f9 in base a quali idee e a quali modelli di societ\u00e0 siano state praticate da una parte e dall&#8217;altra le politiche degli ultimi venti o trent&#8217;anni), e questa dovr\u00e0 ridefinirsi su basi pi\u00f9 chiare possibili, sulla scorta della consapevolezza del vero scontro in atto: quello che oppone nuovamente la globalizzazione neo-liberista alla forza degli Stati nazionali, i quali dovranno tornare a praticare politiche autenticamente\u00a0<em>socialiste e patriottiche<\/em>,\u00a0e <em>quindi<\/em> realmente\u00a0&#8220;<em>sovraniste<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste politiche, per\u00f2, allo stato attuale, devono essere proposte ai cittadini su un piano immediatamente comprensibile ed estremamente concreto, perch\u00e9 il pericolo maggiore che si pone per chi gi\u00e0 oggi intende definirsi sovranista distinguendosi dalle destre nazionaliste e identitarie, \u00e8 quello di apparire come uno che fa solo vuota retorica; che enuncia cio\u00e8 princ\u00ecpi e idee senz&#8217;altro nobili ma che risultano per\u00f2 estremamente ed irrimediabilmente lontane dai problemi concreti e pressanti delle classi popolari. Insomma, il rischio \u00e8 che alla fine qualcuno possa essere indotto a pensare che si tratti solo di belle parole, per lo pi\u00f9 sciorinate con l&#8217;aria di chi voglia mettersi in cattedra, dando lezioni al popolino ignorante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ne consegue che\u00a0i temi dell&#8217;<em>unit\u00e0 nazionale\u00a0<\/em>e della\u00a0<em>sovranit\u00e0 popolare\u00a0<\/em>non dovranno mai andare disgiunti dalle questioni sociali vere e proprie, quelle pi\u00f9 pressanti<\/strong>:\u00a0<em>il\u00a0lavoro,\u00a0i\u00a0diritti collettivi, lo\u00a0stato sociale<\/em>,\u00a0ma anche lo stesso delicatissimo tema di un certo grado di\u00a0protezionismo\u00a0cos\u00ec come quello ad esso connesso della sacralit\u00e0 dei\u00a0<em>confini\u00a0<\/em>e della necessit\u00e0 di tornare a porre seri\u00a0<em>vincoli alla libera circolazione di capitali, merci, servizi e persone<\/em>.\u00a0Tutti questi temi dovranno essere esplicitamente ricollegati ai primi, non perdendo mai di vista quello che qui in Italia deve tornare a costituire il\u00a0<strong>modello per eccellenza<\/strong>, quello che era stato disegnato dai Padri costituenti, la\u00a0<strong>Costituzione del &#8217;48<\/strong>:\u00a0in poche parole, un modello politico, sociale ed economico fondato su un rinnovato\u00a0<strong>dirigismo di Stato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Se non riusciremo a fare questo tipo di operazione avremo perso in partenza, perch\u00e9 le parole d&#8217;ordine dell&#8217;unit\u00e0 e dell&#8217;indipendenza nazionale, da sole, si prestano ad essere egregiamente strumentalizzate dai moderati, che storicamente l&#8217;hanno saputo fare sempre molto bene.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco che una figura che a buon diritto pu\u00f2 essere annoverata tra gli &#8220;antichi sapienti&#8221;, in forza del pensiero dei quali potremo lasciarci nuovamente alle spalle questi tempi bui, ci viene in aiuto. Gramsci coglie da par suo questo aspetto della necessit\u00e0 di guadagnarsi l&#8217;attenzione dei ceti popolari su questi temi, nelle pagine dei\u00a0<em>Quaderni\u00a0<\/em>in cui tratta del Risorgimento. Egli non pu\u00f2 fare a meno di notare che in questo senso il primo Partito d&#8217;Azione di Mazzini fall\u00ec, non riuscendo a diventare mai abbastanza &#8220;giacobino&#8221;, intendendo con questo termine richiamare l&#8217;attenzione non tanto sulla necessit\u00e0 di porsi genericamente in modo &#8220;energico&#8221; e risoluto, quanto sulla reale capacit\u00e0 di\u00a0<strong>intercettare le esigenze e i bisogni delle classi pi\u00f9 deboli, collegandole alla questione dell&#8217;indipendenza nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di quanto avvenne in Francia quasi un secolo prima, cio\u00e8, Mazzini non riusc\u00ec ad imporsi sulla borghesia nazionale del suo tempo portandola su posizioni molto pi\u00f9 avanzate di quelle che essa stessa avrebbe voluto, e fin\u00ec per consegnare l&#8217;obiettivo dell&#8217;unit\u00e0 politico-territoriale del Paese ai &#8220;Piemontesi&#8221; e a Cavour. I moderati che facevano capo al famoso uomo politico torinese, infatti, seppero utilizzare per i loro scopi il Partito d&#8217;Azione proprio in forza del fatto che quest&#8217;ultimo non era stato capace di dotarsi di un programma politico vero e proprio sufficientemente radicale ed avanzato, in grado di coniugare le aspirazioni dei contadini &#8211; soprattutto nel Sud &#8211; con la capacit\u00e0 di legare a s\u00e9 gli intellettuali, i quali normalmente vengono attratti dalle classi alte dominanti in maniera del tutto naturale, diventandone inevitabilmente organici anche quando per estrazione sociale non ne fanno parte. Insomma, l&#8217;egemonia \u00abci pu\u00f2 e ci deve essere [\u2026] anche\u00a0<em>prima\u00a0<\/em>della andata al Governo, e non bisogna contare solo sul potere e sulla forza materiale che esso d\u00e0 per esercitare la direzione o la forza politica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sempre con le sue parole:\u00a0\u00abPerch\u00e9 il P.d&#8217;A. [\u2026] riuscisse a imprimere al moto del Risorgimento un carattere pi\u00f9 marcatamente popolare e democratico [\u2026] avrebbe dovuto contrapporre all&#8217;azione &#8220;empirica&#8221; dei moderati (che era empirica solo per modo di dire) un programma organico di governo che abbracciasse le rivendicazioni essenziali delle masse popolari, in primo luogo dei contadini. [\u2026] I giacobini [invece] lottarono strenuamente per assicurare il legame tra citt\u00e0 e campagna\u00bb,\u00a0e furono sconfitti solo quando incontrarono i loro limiti &#8220;di classe&#8221;, rifiutandosi di venire incontro alle rivendicazioni degli operai, di cui dovettero soffocare le velleit\u00e0. La lezione da trarre \u00e8 che\u00a0<strong>questione sociale e questione nazionale dovranno saldarsi indissolubilmente l&#8217;una all&#8217;altra<\/strong>;\u00a0dovranno diventare un tutt&#8217;uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo per questo paragonare i\u00a0<em>Quaderni\u00a0<\/em>a quei preziosi testi antichi che vennero conservati nelle biblioteche e negli \u00abscriptoria\u00bb dei monaci benedettini che li tramandarono alle generazioni future, essendo anch&#8217;essi di importanza cruciale per la civilt\u00e0 del nuovo Rinascimento che contribuiranno a creare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per approfondire:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">1)\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.storico.org%2Findex.html&amp;h=AT2lhon1_J9hMvZitC4KOWmw-ShF7MhnGUNJgsRs2ksJnXkgSXzETUz90FYdhN8L6S02c6Hnw_ch9EWs-DfCpMYO_KQGt__EqUQBcJsA_YsE3-Y5bQCRWfCYTwQtSfZ2s9Nu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Luciano Attizzati, sintesi di storia dell&#8217; arte medievale, Storico.org<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">2)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/il-giornalista\/trapassato-presente\/i-sensi-del-mare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.marcelloveneziani.com\/il-giornalista\/trapassato-presente\/i-sensi-del-mare\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">3)\u00a0<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.strettoweb.com%2F2012%2F03%2Ffranco-cassano-il-mediterraneo-idea-del-divino-ovvero-il-pensiero-meridiano%2F25501%2F%23wb7kS2ajRkcOYOSG.99&amp;h=AT1Zzg5lVQTK2uMqkzHAcJF5GhnBJvpqthpAwCcbJ11NGcJHCqGeJcOf4SxrcCYfoUvKT2TybtRmFsep6jOs-s3WgLZAQs5moH_9lSINaHgHxQzP_XITExSkjB7h3xf9rqlf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.strettoweb.com\/2012\/03\/franco-cassano-il-mediterraneo-idea-del-divino-ovvero-il-pensiero-meridiano\/25501\/#wb7kS2ajRkcOYOSG.99<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">4) A. Gramsci,\u00a0<em>Quaderni del carcere<\/em>, Quaderno I, \u00a7 44.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA RUSSI (FSI Arezzo) Preambolo: ultimamente sono abbastanza impressionato dalla apparente difficolt\u00e0 che sembra accomunare molte persone, soprattutto se appartenenti all\u2019area della cosiddetta \u201csinistra\u201d, ad interpretare quello che sta accadendo. A volte sembra quasi che con qualcuno non si parli pi\u00f9 la stessa lingua, come se l\u2019avessimo dimenticata. Pochi momenti nella Storia sono cos\u00ec affascinanti come quello che segna il passaggio tra la Tarda Antichit\u00e0 e il Medioevo, un&#8217;era di profondi sconvolgimenti, politici, sociali&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":81,"featured_media":43414,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,1787],"tags":[6133,27,1347,2180,756,6135,6134,130,3698],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cole_Thomas_The_Course_of_Empire_Destruction_1836.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bhk","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43358"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/81"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43358"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43413,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43358\/revisions\/43413"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43414"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}