{"id":43429,"date":"2018-06-27T10:30:18","date_gmt":"2018-06-27T08:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43429"},"modified":"2018-06-27T10:28:58","modified_gmt":"2018-06-27T08:28:58","slug":"il-ribelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43429","title":{"rendered":"Il ribelle"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Roberto Lamponi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno della vasta opera di <strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/homines\/niccolo-machiavelli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Niccol\u00f2 Machiavelli<\/a><\/strong> il tema del ribelle e quindi del dissenso nei confronti del potere costituito non pot\u00e9 non trovare un ruolo di fondamentale importanza. Egli infatti visse in un periodo, tra la fine del XV secolo e l\u2019inizio del XVI, che fu teatro nella penisola italiana di repentini stravolgimenti politici a partire dalla discesa di <strong>Carlo VIII<\/strong> nel 1494 ma anche di lenti mutamenti circa lo sviluppo e il consolidamento di realt\u00e0 sempre pi\u00f9 <em>statali<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le popolazioni e le citt\u00e0 furono protagoniste di questi ultimi e videro inizialmente la fine dell\u2019agonizzante civilt\u00e0 comunale e l\u2019instaurazione di un potere signorile forte e di precari <em>stati regionali<\/em>; processo che culmin\u00f2 appunto, a partire dalla<strong> seconda met\u00e0 del XV secolo<\/strong>, con la creazione di principati veri e propri con a capo membri di potenti dinastie. L\u2019esperienza diretta quindi di uno scenario tutt\u2019altro che stabilizzato, anzi caratterizzato da una dialettica di disfacimento e rifacimento, contribu\u00ec senz\u2019altro a delineare il pensiero del segretario fiorentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da una parte egli si concentr\u00f2 sulle modalit\u00e0 di ottenimento e di mantenimento del potere, dall\u2019altra dovette di conseguenza studiare ed indagare sia gli accorgimenti di chi avesse avuto intenzione di minacciare i suoi detentori sia le soluzioni da adottare da parte di coloro che avessero voluto ristabilire l\u2019ordine.<\/p>\n<div id=\"attachment_98866\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-98866\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Portrait_of_Niccol%C3%B2_Machiavelli_by_Santi_di_Tito-796x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 796px) 100vw, 796px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Portrait_of_Niccol\u00f2_Machiavelli_by_Santi_di_Tito-796x1024.jpg 796w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Portrait_of_Niccol\u00f2_Machiavelli_by_Santi_di_Tito-176x227.jpg 176w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Portrait_of_Niccol\u00f2_Machiavelli_by_Santi_di_Tito-768x988.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Portrait_of_Niccol\u00f2_Machiavelli_by_Santi_di_Tito.jpg 1244w\" alt=\"Niccol\u00f2 Machiavelli ritratto da Santi di Tito\" width=\"796\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Niccol\u00f2 Machiavelli ritratto da Santi di Tito<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tumulti, le congiure, i disordini attraversano gli scritti pi\u00f9 propriamente storiografici come le <em>Istorie fiorentine<\/em>, quelli politici come <strong><em>Il principe<\/em><\/strong>, militari come il <em>Dell\u2019arte della guerra <\/em>e quelli che riescono a riassumere perfettamente tutti gli orientamenti tra cui si ergono i <em>Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio<\/em>. In ogni occasione Machiavelli assume gli esempi degli antichi come guida su cui fare un sicuro affidamento e in particolar modo quelli forniti dall\u2019antica Roma, vera e propria fonte da cui attingere preziosi insegnamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio da uno di essi Machiavelli prende spunto per classificare i tumulti in due categorie: quelli che possono comunque giovare al bene comune e quelli invece che risultano totalmente deleteri. In questa sezione dei <em>Discorsi <\/em>ha come obiettivo quello di sfatare la credenza che, nonostante il suo splendore, la civilt\u00e0 romana si contraddistinse anche per una condizione di instabilit\u00e0 perenne. Per quanto riguarda la prima tipologia afferma che:<\/p>\n<blockquote><p>li buoni esempli nascano dalla buona educazione, la buona educazione dalle buone leggi, e le buone leggi da quelli tumulti che molti inconsideratamente dannano; perch\u00e9 chi esaminer\u00e0 bene il fine d\u2019essi, non troverr\u00e0 ch\u2019egli abbiano partorito alcuno esilio o violenza in disfavore del commune bene, ma leggi e ordini in beneficio della pubblica libert\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli cos\u00ec adduce degli esempi come gli scontri, in parte anche violenti, tra la parte popolare e quella ottimate che portano infine alla creazione di una magistratura, <strong>i tribuni della plebe<\/strong>, che funge da mediatrice tra queste due posizioni. Mentre nella seconda tipologia \u00e8 possibile far rientrare una tra le maggiori sollevazioni che la citt\u00e0 di Firenze abbia mai conosciuto in et\u00e0 medievale: <strong>il tumulto dei Ciompi<\/strong>. In un clima in cui <em>da ogni parte ne nasceva odio, donde si veniva alla divisione, dalla divisione alle sette, dalle sette alla rovina<\/em>, accadde che i membri delle Arti minori e dell\u2019Arte della lana si ribellarono contro l\u2019oligarchia al potere formata principalmente dalle famiglie patrizie e dal ceto mercantile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Machiavelli descrive, velatamente (neanche troppo) schierato contro la plebe, i fatti cruenti che si susseguono tra il 1378 e il 1381: terrore in ogni via della citt\u00e0, scontri e assassinii dappertutto, esili, condanne sommarie e riforme pi\u00f9 vantaggiose per la plebe. I ribelli per\u00f2 sembrano perfettamente corrispondere alla rappresentazione che Machiavelli ne d\u00e0 nei <em>Discorsi<\/em>, in cui scrive che i suoi membri <em>tutti insieme sono gagliardi, e quando ciascuno poi comincia a pensare al proprio pericolo, diventa vile e debole<\/em>. Infatti, una volta preso il potere sotto la guida di <strong>Michele di Lando<\/strong>,<em> parve alla plebe che Michele nel riformare lo stato fusse stato a\u2019 maggiori popolari troppo partigiano, n\u00e9 pareva avere loro tanta parte nel governo quanta, a mantenersi in quello e potersi difendere, fusse di avere necessario<\/em>. Cominciarono cos\u00ec le divisioni all\u2019interno degli stessi ribelli, dando vita a nuovi scontri fino al ristabilimento dell\u2019assetto politico precedente il tumulto.<\/p>\n<div id=\"attachment_98867\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-98867\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Loggia_del_mercato_nuovo_michele_di_lando_2-471x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 471px) 100vw, 471px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Loggia_del_mercato_nuovo_michele_di_lando_2-471x1024.jpg 471w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Loggia_del_mercato_nuovo_michele_di_lando_2-104x227.jpg 104w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Loggia_del_mercato_nuovo_michele_di_lando_2.jpg 624w\" alt=\"La statua di Michele di Lando, Loggia del Mercato Nuovo\" width=\"471\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">La statua di Michele di Lando, Loggia del Mercato Nuovo<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre molto utili per quanto concerne il tema della ribellione armata risultano essere due scritti del filosofo fiorentino che comunemente sono considerati minori, ovvero il <em>Dell\u2019arte della guerra <\/em>e il <em>Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati<\/em>. Nel primo infatti, facendo parlare uno dei maggiori condottieri dell\u2019epoca, <strong>Fabrizio Colonna<\/strong>, mostra come sia pericoloso per un regnante lasciare che vi siano uomini che pratichino la guerra come mestiere, perch\u00e9 \u00e8 <em>una arte mediante la quale gli uomini d\u2019ogni tempo non possono vivere onestamente<\/em>\u00a0e in cui, <em>a volere d\u2019ogni tempo trarne utilit\u00e0, gli convenga essere rapace, fraudolento, violento e avere molte qualitadi le quali di necessit\u00e0 lo facciano non buono<\/em>. In proposito elenca alcuni esempi, tra i quali spiccano <strong>Francesco Sforza<\/strong> e <strong>Braccio da Montone<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Sforza, infatti, prima di diventare duca di Milano nel 1450, fu impegnato nella guerra contro lo Stato della Chiesa agli ordini di Filippo Maria Visconti, con il quale per\u00f2 mantenne sempre un rapporto ambiguo, passando da uno schieramento all\u2019altro e instaurando una propria signoria nella Marca d\u2019Ancona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec Braccio, inizialmente agli ordini del pontefice, <em>con le medesime industrie<\/em>\u00a0non solo cerc\u00f2 di conquistare il regno di Napoli ma addirittura di creare un proprio stato all\u2019interno dei territori papali. Invece nello scritto riguardante la ribellione delle citt\u00e0 della Val di Chiana, egli esplicita in maniera diretta e concisa le soluzioni da adottare in caso di ribellione generale, rifacendosi sempre alle lezioni che provengono dal mondo romano. <strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/niccolo-machiavelli-paradigma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Machiavelli<\/a><\/strong> equipara la ribellione delle citt\u00e0 toscane a quella dei popoli latini nei confronti di Roma, e sentenzia come <em>i Romani nel giudicare di queste loro terre ribellate pensarono, che bisognasse o guadagnare la fede loro con i benefizj, o trattargli in modo, che mai pi\u00f9 ne potessero dubitare, e per questo giudicarono dannosa ogni altra via di mezzo che si pigliasse<\/em>. Allo stesso modo nel giudicare i popoli toscani sarebbe stato opportuno:<\/p>\n<blockquote><p>pigliare esempio e imitare coloro che sono stati padroni del mondo, massime in un caso, dove e\u2019 vi insegnano appunto come vi abbiate a governare perch\u00e9 come loro fecero giudizio differente, per esser differente il peccato di quelli popoli, cos\u00ec dovevi fare voi, trovando ancora ne\u2019 vostri ribellati differenza di peccati.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esempi che, secondo il Machiavelli, furono giustamente applicati per diverse citt\u00e0 ma non per la pi\u00f9 pericolosa Arezzo, le cui mura non vennero rase al suolo e i cui cittadini pi\u00f9 illustri furono portati a Firenze e in pi\u00f9 di un\u2019occasione umiliati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-98868\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/%D0%A4%D0%B0%D0%B1%D1%80%D0%B8%D1%86%D0%B8%D0%BE_%D0%9A%D0%BE%D0%BB%D0%BE%D0%BD%D0%BD%D0%B0-738x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 738px) 100vw, 738px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/\u0424\u0430\u0431\u0440\u0438\u0446\u0438\u043e_\u041a\u043e\u043b\u043e\u043d\u043d\u0430-738x1024.jpg 738w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/\u0424\u0430\u0431\u0440\u0438\u0446\u0438\u043e_\u041a\u043e\u043b\u043e\u043d\u043d\u0430-164x227.jpg 164w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/\u0424\u0430\u0431\u0440\u0438\u0446\u0438\u043e_\u041a\u043e\u043b\u043e\u043d\u043d\u0430-768x1066.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/\u0424\u0430\u0431\u0440\u0438\u0446\u0438\u043e_\u041a\u043e\u043b\u043e\u043d\u043d\u0430.jpg 1169w\" alt=\"\u0424\u0430\u0431\u0440\u0438\u0446\u0438\u043e_\u041a\u043e\u043b\u043e\u043d\u043d\u0430\" width=\"738\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ribelle d\u2019altra parte non necessariamente \u00e8 costretto ad agire attraverso il tumulto generale ma, specialmente se vicino al regnante, pu\u00f2 affidarsi comunque alle armi ma attraverso il silenzioso strumento della <strong>congiura<\/strong>. Le trame ordite in seno alla nobilt\u00e0 furono un carattere peculiare delle corti italiane rinascimentali tanto che nei <em>Discorsi<\/em> vi \u00e8 una sezione cos\u00ec ampia rispetto alle altre che nel corso dei secoli trov\u00f2 una tradizione indipendente dall\u2019opera in cui era contenuta. Nella sua disamina Machiavelli inserisce rimandi continui alle congiure antiche, come quelle di Catilina, di Bruto e Cassio nei confronti di Cesare o i tentativi in et\u00e0 imperiale sotto Nerone e Commodo. Egli elenca le modalit\u00e0 di una congiura e i diversi errori da evitare per fare in modo che il tutto non si risolva in un fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto, per\u00f2, <strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/niccolo-machiavelli-paradigma-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Machiavelli<\/a><\/strong> considera la congiura una via per ribellarsi troppo insidiosa e poco affidabile, perch\u00e9 le possibilit\u00e0 di riuscita nella maggior parte dei casi sono davvero esigue, tanto che su consiglio di Tacito scrive come in tali casi gli uomini <em>debbono desiderare i buoni pr\u00ecncipi, e comunque ei si sieno fatti, tollerargli. E veramente chi fa altrimenti il pi\u00f9 delle volte rovina s\u00e9 e la sua patria<\/em>. Inoltre individua il soggetto pi\u00f9 incline alla congiura colui che si trova vicino agli ambienti del principe o del re, perch\u00e9 pi\u00f9 facilitato nel tessere le sue trame e ancor meglio se un favorito del regnante, dato che:<\/p>\n<blockquote><p>Debbe, adunque, uno principe che si vuole guardare dalle congiure, temere pi\u00f9 coloro a chi elli ha fatto troppi piaceri che quegli a chi egli avesse fatte troppe ingiurie, perch\u00e9 questi mancono di commodit\u00e0, quelli ne abondano; e la voglia \u00e8 simile, perch\u00e9 gli \u00e8 cos\u00ec grande o maggiore il desiderio del dominare che non \u00e8 quello della vendetta.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine un requisito di grande importanza al fine di evitare congiure \u00e8 <strong>il favore popolare<\/strong>. Se il congiurante \u00e8 in parte frenato dalla paura e dalla possibile pena mentre il principe \u00e8 in parte protetto dalla sua maest\u00e0 e dalle leggi, il favore popolare risulta decisivo visto che:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] aggiunto a tutte queste cose la benivolenzia populare, \u00e8 impossibile che alcuno sia s\u00ec temerario che coniuri. Perch\u00e9, per lo ordinario, dove uno coniurante ha a temere innanzi alla esecuzione del male, in questo caso debbe temere ancora poi (avendo per inimico el popolo) segu\u00ecto lo eccesso, n\u00e9 potendo per questo sperare refugio alcuno.<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/tumulti-congiure-niccolo-machiavelli\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/tumulti-congiure-niccolo-machiavelli\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Roberto Lamponi) &nbsp; All\u2019interno della vasta opera di Niccol\u00f2 Machiavelli il tema del ribelle e quindi del dissenso nei confronti del potere costituito non pot\u00e9 non trovare un ruolo di fondamentale importanza. 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