{"id":43431,"date":"2018-06-27T10:09:50","date_gmt":"2018-06-27T08:09:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43431"},"modified":"2018-06-28T00:14:52","modified_gmt":"2018-06-27T22:14:52","slug":"cgia-di-mestre-litalia-per-colpa-dell-ue-e-il-paese-piu-tartassato-d-europa-e-con-il-welfare-piu-striminzito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43431","title":{"rendered":"CGIA di Mestre: l&#8217;Italia per colpa dell&#8217; UE \u00e8 il Paese pi\u00f9 tartassato d&#8217; europa e con il welfare pi\u00f9 striminzito"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL NORD QUOTIDIANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tasse record in Ue e con una spesa sociale tra le pi\u00f9 basse d&#8217;Europa, in Italia il rischio povert\u00e0 o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. L&#8217;analisi \u00e8 stata realizzata dall&#8217;Ufficio studi della CGIA. In questi ultimi\u00a0 anni di crisi, infatti, alla gran parte dei Paesi mediterranei sono state\u00a0 &#8220;imposte&#8221; una serie di misure economiche di austerit\u00e0 e di rigore\u00a0 volte a mettere in sicurezza i conti pubblici.\u00a0 In via generale questa operazione \u00e8 stata perseguita\u00a0 attraverso uno smisurato aumento delle tasse, una fortissima contrazione degli investimenti pubblici e un corrispondente taglio del welfare state.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Da un punto di vista sociale \u2013 fa sapere il coordinatore dell&#8217;Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo &#8211;\u00a0 il risultato ottenuto \u00e8 stato drammatico: in Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l&#8217;11 per cento, mentre prima delle crisi era al 6 per cento. Gli investimenti, inoltre, sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rischio povert\u00e0 ed esclusione sociale ha toccato livelli allarmanti. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione. E nonostante i sacrifici richiesti alle famiglie e alle imprese, il nostro rapporto debito\/Pil \u00e8 aumentato di oltre 30 punti, attestandosi l&#8217;anno scorso al 131,6 per cento&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni\u00a0 la crisi ha colpito indistintamente tutti i ceti sociali, anche se le famiglie del cosiddetto popolo delle partite Iva ha registrato, statisticamente, i risultati pi\u00f9 preoccupanti. Il ceto medio produttivo, insomma,\u00a0 ha pagato pi\u00f9 degli altri gli effetti negativi della crisi e ancora oggi fatica ad agganciare la ripresa. &#8220;A differenza dei lavoratori dipendenti \u2013 fa notare il Segretario della CGIA\u00a0 Renato Mason\u00a0 \u2013 quando un autonomo chiude l&#8217;attivit\u00e0 non beneficia di alcun ammortizzatore sociale. Perso il lavoro ci si rimette in gioco e si va alla ricerca di una nuova occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni, purtroppo, non \u00e8 stato facile trovarne un altro: spesso l&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 giovanissima e le difficolt\u00e0 del momento hanno costituito una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso impieghi completamente in nero&#8221;. Ritornando ai dati della ricerca, In Italia la pressione tributaria (vale a dire il peso solo di imposte, tasse e tributi sul Pil) si attesta al 29,6 per cento (anno 2016). Tra i nostri principali paesi competitori presenti in Ue nessun altro ha registrato una quota cos\u00ec elevata. La Francia, ad esempio, ha un carico del 29,1 per cento, l&#8217;Austria del 27,4 per cento, il Regno Unito del 27,2 per cento i Paesi Bassi del 23,6 per cento, la Germania del 23,4 per cento e la Spagna del 22,1 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto della spesa pensionistica, il costo\u00a0 della spesa sociale sul Pil (disoccupazione, invalidit\u00e0, casa, maternit\u00e0, sanit\u00e0, assistenza, etc.) si \u00e8 attestata all&#8217;11,9 per cento. Tra i principali paesi Ue presi in esame in questa analisi, solo la Spagna ha registrato una quota inferiore alla nostra (11,3 per cento del Pil), ma la pressione tributaria nel paese iberico \u00e8 7,5 punti inferiore di quella dell&#8217;Italia. Tutti gli altri, invece, presentano una spesa nettamente superiore alla nostra. In buona sostanza siamo i pi\u00f9 tartassati d&#8217;Europa e con un welfare &#8220;striminzito&#8221;\u00a0 il disagio sociale e le difficolt\u00e0 economiche sono aumentate a dismisura.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilnord.it\/c-5508_CGIA_DI_MESTRE_LITALIA_PER_COLPA_DELLA_UE_E_IL_PAESE_PIU_TARTASSATO_DEUROPA_E_CON_IL_WELFARE_PIU_STRIMINZITO\">http:\/\/www.ilnord.it\/c-5508_CGIA_DI_MESTRE_LITALIA_PER_COLPA_DELLA_UE_E_IL_PAESE_PIU_TARTASSATO_DEUROPA_E_CON_IL_WELFARE_PIU_STRIMINZITO<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL NORD QUOTIDIANO Con tasse record in Ue e con una spesa sociale tra le pi\u00f9 basse d&#8217;Europa, in Italia il rischio povert\u00e0 o di esclusione sociale ha raggiunto livelli di guardia molto preoccupanti. L&#8217;analisi \u00e8 stata realizzata dall&#8217;Ufficio studi della CGIA. 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