{"id":43507,"date":"2018-06-30T00:03:12","date_gmt":"2018-06-29T22:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43507"},"modified":"2018-06-30T08:48:30","modified_gmt":"2018-06-30T06:48:30","slug":"sulla-metodologia-clil-nella-scuola-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43507","title":{"rendered":"Sulla metodologia CLIL nella scuola italiana"},"content":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella scuola pubblica italiana negli ultimi vent\u2019anni non va inteso come un complesso di iniziative pedagogiche, magari sbagliate, ma proposte, o imposte, al fine di migliorare. Le numerose iniziative dei diversi ministeri devono essere spiegate come strumenti del sabotaggio organizzato dalle oligarchie neo-liberali per distruggere la scuola pubblica, inserito nel loro progetto di lungo termine di <i>Stato minimo<\/i>. Se cos\u00ec non fosse, le iniziative sarebbero state caute, circostanziate, e i loro risultati sarebbero stati sottoposti ad attenti controlli. Cos\u00ec non \u00e8 mai stato; le iniziative sono state sempre considerate buone e riuscite in quanto <i>nuove<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Richiedendo agli insegnanti la novit\u00e0 senza preoccuparsi del suo contenuto, si \u00e8 lanciato loro un messaggio implicito: fate quello che volete, l\u2019importante \u00e8 che sia diverso dall\u2019abituale. Si \u00e8 cos\u00ec sollecitata una conseguenza inevitabile: la scuola \u00e8 diventata la <i>finzione<\/i> di se stessa.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Una finzione di rara ipocrisia si \u00e8 diffusa intorno all\u2019insegnamento della lingua straniera, propriamente dell\u2019inglese. Ci si lamenta ovunque che gli italiani non imparano l\u2019inglese a scuola. Un riformismo prudente avrebbe indagato la didattica degli insegnanti d\u2019inglese, i testi in adozione, gli orari di lezione, e poi avrebbe adeguato la prima, riformulato i secondi, rimodulato i terzi. No. Poich\u00e9 il suo obiettivo era distruggere la scuola pubblica, la legge 107 ha introdotto in tutte le scuole la metodologia CLIL, cio\u00e8 l\u2019insegnamento in inglese di una disciplina diversa dall\u2019inglese (e dall\u2019italiano).<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Ovviamente nel proporre la legge il MIUR non ha indagato il numero degli insegnanti non d\u2019inglese in grado di, e disponibili a, insegnare la loro disciplina in inglese. Ovviamente sono pochissimi. Ovviamente l\u2019iniziativa \u00e8 andata comunque avanti (lo spirito \u2013 diceva Mussolini \u2013 domina la materia) in forma di \u2018progetto\u2019 &#8211; un termine del gergo pseudo-pedagogico a cui corrisponde l\u2019esercizio del puro dilettantismo: un insegnante che non sa la lingua ma sa (si spera) la disciplina si associa a un insegnante che non sa la disciplina ma sa la lingua. Si sommano cio\u00e8 due semi-ignoranze con la speranza (infondata, perch\u00e9 l\u2019ignoranza \u00e8 molto pi\u00f9 determinante della scienza) di arrivare a un intero della scienza e si affrontano i problemi insormontabili con la semplice <i>finzione<\/i> \u2013 si ricordi che non c\u2019\u00e8 controllo; cos\u00ec il risultato, utile beninteso alla congiura neo-liberale, \u00e8 che, mentre i dirigenti didattici pubblicizzano il loro istituto perch\u00e9 vi hanno introdotto il CLIL nelle sue diverse varianti (Esabac, Cambridge), si cancella una disciplina senza avanzamenti nell\u2019apprendimento dell\u2019inglese.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Forzare dirigenti e insegnanti a fare ci\u00f2 che non sono in grado di fare rivela una profonda sfiducia nella loro professione: i burocrati del ministero possono assegnare dei compiti ineseguibili solo in quanto considerano del tutto inutile il lavoro scolastico; ma amministratori che nutrono il massimo disprezzo nei confronti degli amministrati non possono fare altro che sabotarli. Chi a scuola continua a fare il suo dovere vive ogni giorno questa esperienza.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">Qualora fosse mondato dai sabotatori e volesse riflettere sui danni e sugli svantaggi delle pratiche imposte dalla 107, il MIUR scoprirebbe che il metodo CLIL, oltre ad essere per ora inattuabile, contiene importanti controindicazioni teoriche, una <i>politica<\/i> e una <i>pedagogica<\/i>.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La controindicazione politica \u00e8 che l\u2019obbligo di studiare una disciplina in una lingua straniera induce a considerare la lingua madre una lingua inferiore, parziale, in cui non si pu\u00f2 esprimere e tradurre <i>tutto<\/i>. Disprezzare la propria lingua come una lingua parziale, dalla musica sorda e dal lessico insufficiente, definisce l\u2019essenza del colonizzato. Essendo costretto a rinunciare all\u2019unica lingua che parla bene e ad esprimersi nella lingua del colonizzatore che non potr\u00e0 mai diventargli naturale, il colonizzato diventa <i>inferiore<\/i> al colonizzatore, perde il diritto adamitico di denominare le cose e si estrania dal linguaggio: non parla la lingua madre ma neanche la lingua del dominatore, parla la lingua dei dominati, di cui il <i>globish<\/i> \u00e8 l&#8217;ultimo esempio.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify;\">La controindicazione pedagogica \u00e8 che studiare una disciplina in una lingua straniera non perfettamente posseduta, cio\u00e8 in una lingua straniera che si ha ancora necessit\u00e0 di tradurre per capire \u2013 ed \u00e8 questo il caso di chiunque non sia, per sua biografia, poliglotta \u2013 significa studiarla <i>male<\/i>, significa cio\u00e8 sacrificare una disciplina a un\u2019altra. Ne segue che la metodologia CLIL, sempre che sia compatibile con il rispetto di s\u00e9 di un popolo libero, pu\u00f2 essere impiegata senza troppi danni solo nei casi particolari di alunni di elevata competenza linguistica, come loro strumento di perfezionamento, mai come obiettivo intermedio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella scuola pubblica italiana negli ultimi vent\u2019anni non va inteso come un complesso di iniziative pedagogiche, magari sbagliate, ma proposte, o imposte, al fine di migliorare. Le numerose iniziative dei diversi ministeri devono essere spiegate come strumenti del sabotaggio organizzato dalle oligarchie neo-liberali per distruggere la scuola pubblica, inserito nel loro progetto di lungo termine di Stato minimo. 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