{"id":43557,"date":"2018-07-02T09:00:56","date_gmt":"2018-07-02T07:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43557"},"modified":"2018-07-01T21:52:28","modified_gmt":"2018-07-01T19:52:28","slug":"la-crisi-senza-fine-di-deutsche-bank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43557","title":{"rendered":"La crisi senza fine di Deutsche Bank"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di AGI.IT (di Francesco Russo)<\/strong><\/p>\n<p class=\"article-page__header-subtitle selectionShareable\" style=\"text-align: justify\"><em>Una pila di derivati pari a 16 volte il Pil tedesco, il crollo in borsa, gli scandali. La bocciatura della Fed \u00e8 solo l&#8217;ultima tegola per il sempre pi\u00f9 fragile colosso bancario teutonico<\/em><\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">In un rapporto del giugno 2016 il <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/il_vero_pericolo_per_leconomia_la_deutsche_bank-904739\/news\/2016-06-30\/\">Fondo Monetario Internazionale<\/a> defin\u00ec\u00a0la Deutsche Bank come la pi\u00f9 grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario. La divisione americana del\u00a0colosso tedesco del credito aveva fallito gli stress test (ovvero quelle simulazioni che valutano la resistenza di una banca a eventuali crisi sistemiche) della Federal Reserve e gli occhi del mondo erano tornati a rivolgersi su quella colossale pila di derivati (i prodotti finanziari il cui valore dipende\u00a0da quello di un altro strumento, quelli &#8211; per intenderci &#8211; alla base della devastante crisi dei mutui del 2008) nella pancia dell&#8217;istituto: <strong>42 mila miliardi di dollari, ovvero sedici volte il Pil della Germania<\/strong>. Almeno secondo le stime pi\u00f9 caute.\u00a0L&#8217;anno prima Deutsche Bank era stata investita dallo <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/2015\/06\/08\/news\/deutsche_bank_vola_in_borsa_dopo_la_purga_nel_management-183751\/\">scandalo Libor<\/a>, relativo alla manipolazione fraudolenta dei tassi di riferimento sui mutui immobiliari. I vertici di allora furono costretti\u00a0a dimettersi e il conto di multe e risarcimenti super\u00f2 i due miliardi e mezzo. Il 2015 si chiuse con una perdita netta di 6,8\u00a0miliardi di euro.<\/p>\n<h3 class=\"article-page__body-title selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Un danno, prima di tutto, d&#8217;immagine<\/h3>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Le conseguenze dello scandalo andarono ben oltre l&#8217;esborso. Il caso fu un colpo durissimo per la credibilit\u00e0 di una compagnia che era sempre stata tra i simboli dell&#8217;affidabilit\u00e0 tedesca. Il risultato fu una fuga degli azionisti. La capitalizzazione di mercato, che all&#8217;inizio del 2015 superava i 40 miliardi di dollari (cifra che era gi\u00e0 meno di un millesimo dell&#8217;esposizione a derivati), sprofond\u00f2 fino a toccare <a href=\"https:\/\/ycharts.com\/companies\/DB\/market_cap\">un minimo di 15,7 miliardi di dollari<\/a> nel settembre 2016, mese nel quale il dipartimento di Giustizia Usa chiede il pagamento di una sanzione da 14 miliardi di dollari (successivamente ridotta della met\u00e0) per irregolarit\u00e0 nella vendita di obbligazioni garantite da mutui. Il titolo in borsa risalir\u00e0 la china solo al prezzo di una ristrutturazione dolorosissima, costata migliaia di posti di lavoro.\u00a0&#8220;Immaginate di acquistare una casa per duemila dollari con garanzie per un dollaro&#8221;, scrisse all&#8217;epoca il Financial Times per sottolineare la sproporzione tra valore di mercato ed <strong>un&#8217;esposizione ai derivati che \u00e8 il 12% di quella totale mondiale<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1507624052181-0\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"article-content__cover-image-container\" style=\"text-align: justify\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"article-content__cover-image responsive-image\" src=\"https:\/\/images.agi.it\/pictures\/agi\/agi\/2018\/06\/30\/165230559-5d13af9f-3a1b-4342-8349-c38a1cd47dc3.jpg\" alt=\"La crisi senza fine di\u00a0Deutsche\u00a0Bank\" \/>Uno sportello di Deutsche Bank<\/figure>\n<\/div>\n<h3 class=\"article-page__body-title selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">&#8220;Non siamo pericolosi&#8221;<\/h3>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Il Chief\u00a0Risk\u00a0Officer del gruppo, Stuart Lewis, nell&#8217;autunno del 2016 si impegn\u00f2 in una lunga campagna stampa per negare la pericolosit\u00e0 di una simile esposizione, &#8220;non cos\u00ec rischiosa come gli investitori potrebbero credere&#8221;, disse al <a href=\"https:\/\/www.welt.de\/finanzen\/article158636012\/Die-Zahl-46-Billionen-ist-voellig-irrefuehrend.html\">Welt am Sonntag<\/a>. Giur\u00f2 che la banca era impegnata a ridurre i derivati nel proprio portafoglio e sottoline\u00f2 che l&#8217;esposizione netta era estremamente\u00a0pi\u00f9 bassa, 41 miliardi circa. Una rassicurazione, <a href=\"https:\/\/www.bis.org\/publ\/cgfs49.pdf\">sottoline\u00f2 la Banca per i Regolamenti Internazionali<\/a>, che vale per\u00f2 solo in un mercato di derivati perfettamente funzionante. Se una controparte fallisce, invece, si innesca una reazione a catena dalle dimensioni imprevedibili, soprattutto se i titoli in oggetto sono stati cartolarizzati pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">&#8220;Non siamo pericolosi, la nostra casa \u00e8 stabile&#8221;, ribad\u00ec Lewis alla <a href=\"http:\/\/www.faz.net\/aktuell\/wirtschaft\/interview-mit-deutsche-bank-risikovorstand-lewis-14364907.html\">Faz<\/a>. Secondo molti analisti il punto \u00e8 un altro: un collasso di Deutsche\u00a0Bank\u00a0dovuto a una nuova crisi dei derivati sarebbe un po&#8217; come un&#8217;eruzione del <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/blog-italia\/scienza\/campi_flegrei_supervulcano_pericolo-3631379\/post\/2018-03-16\/\">supervulcano dei Campi Flegrei<\/a>. Avrebbe effetti cos\u00ec terrificanti che \u00e8 davvero meglio non pensarci. Anche perch\u00e9, con la direttiva sul bail-in\u00a0europea, le perdite ricadrebbero interamente sugli investitori. L&#8217;americana Morgan Stanley, per citare l&#8217;unica banca con un&#8217;esposizione paragonabile a quella di Deutsche Bank, non creerebbe problemi simili. La Fed\u00a0tornerebbe a stampare trilioni di dollari per tappare il buco, come ai tempi della crisi dei mutui, e la situazione verrebbe, in qualche modo, risolta.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1507624052181-0\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"article-content__cover-image-container\" style=\"text-align: justify\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"article-content__cover-image responsive-image\" src=\"https:\/\/images.agi.it\/pictures\/agi\/agi\/2018\/06\/30\/172135504-1ccdbfb2-a958-430f-84a0-94f203dde2d7.jpg\" alt=\"La crisi senza fine di\u00a0Deutsche\u00a0Bank\" \/>John Cryan, ex numero uno di Deutsche Bank<\/figure>\n<\/div>\n<h3 class=\"article-page__body-title selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Auf wiedersehen, John Cryan<\/h3>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">La voragine nei conti verr\u00e0 ridotta gli anni successivi, chiusi comunque in rosso (di 1,4 miliardi nel 2016 e 0,7 miliardi nel 2017). I guai legali, nel frattempo, continueranno. Nel gennaio 2017 arriva dagli Usa\u00a0un&#8217;altra multa da 425 milioni di dollari per violazione delle sanzioni alla Russia e sono attualmente in corso indagini in Australia per violazione delle leggi sulla concorrenza. A soccorrere il gigante coi piedi d&#8217;argilla arrivano i soliti cinesi: il gruppo Hna aumenta la propria partecipazione fino al 10%, diventando il principale azionista. Ma gli investitori hanno perso la pazienza: speravano in un ritorno in utile nel 2017, invece il taglio dei costi non sembra sortire gli effetti sperati, il fatturato \u00e8 sceso ai minimi da sette anni,\u00a0il ramo investment banking continua a generare ricavi decisamente inferiori rispetto alla concorrenza e la vendita delle attivit\u00e0 in Spagna, Portogallo e Belgio non viene mai portata a termine.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1507624052181-0\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Si scoprono <a href=\"http:\/\/www.ifre.com\/deutsche-bank-has-a-60bn-problem-but-doesnt-want-to-talk-about-it\/21337873.fullarticle\">perdite legate ai derivati<\/a> delle quali gli azionisti non sapevano nulla, confermando l&#8217;immagine di una banca poco trasparente e con parecchi scheletri (contabili) nell&#8217;armadio.\u00a0E, soprattutto, non sembra esserci una strategia di rilancio chiara. Nell&#8217;aprile 2018 l&#8217;amministratore delegato John Cryan, reclutato nel 2015 per ripartire dopo lo scandalo Libor, \u00e8 costretto a lasciare il posto al capo del settore retail, Christian Sewing, che si ritrova <strong>una banca le cui azioni si sono deprezzate del 30% solo dall&#8217;inizio dell&#8217;anno<\/strong>. In borsa la performance di Deutsche Bank\u00a0\u00e8 stata, nell&#8217;ultimo anno, <a href=\"https:\/\/global.handelsblatt.com\/finance\/why-german-banks-underperform-european-rivals-885742\">la peggiore tra i grandi istituti europei<\/a>. Il titolo di migliore, per la cronaca, spetta all&#8217;italiana Unicredit.<\/p>\n<div id=\"div-gpt-ad-1507624052181-0\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div class=\"article-content__cover-image-container\" style=\"text-align: justify\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"article-content__cover-image responsive-image\" src=\"https:\/\/images.agi.it\/pictures\/agi\/agi\/2018\/06\/30\/214440234-4e1b4fc5-f11e-45ab-b068-76cae5347ffa.jpg\" alt=\"La crisi senza fine di\u00a0Deutsche\u00a0Bank\" \/>Il nuovo ad di Deutsche Bank, Christian Sewing<\/figure>\n<\/div>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">La prima iniziativa di Sewing\u00a0\u00e8 portare da 9 mila a 10 mila i licenziamenti previsti dal piano al 2020. La seconda \u00e8 annunciare un drastico ripensamento del modello di business. Via dai mercati obbligazionari americani, dove la concorrenza dei padroni di casa \u00e8 troppo agguerrita, per tornare a concentrarsi sul mercato europeo, sui prestiti alle grandi aziende, cercando di recuperare la vocazione originale di &#8220;una banca tedesca per la Germania&#8221;. Numerosi dirigenti lasciano in aperta polemica.\u00a0\u00c8 infatti la divisione americana, ovvero quella che Sewing vorrebbe sottoporre a un brusco ridimensionamento, quella che fa pi\u00f9 utili. Un brusco memento sarebbe giunto a breve.<\/p>\n<h3 class=\"article-page__body-title selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">L&#8217;ultima tegola<\/h3>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Sewing non ha nemmeno il tempo di respirare che dalla Federal\u00a0Reserve arriva la seconda bocciatura consecutiva negli stress test sui piani di capitale e la qualit\u00e0 della gestione. Su questo punto era venuta fuori, intanto, una <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-05-24\/another-deutsche-bank-blunder-revealed-30-billion-2014-gaffe\">gaffe incredibile<\/a>, relativa\u00a0al versamento per errore a Macquarie di ben 30 miliardi di dollari, poi recuperati, dovuto &#8211; pare &#8211; a un errore umano. La divisione Usa di Deutsche Bank\u00a0\u00e8 l&#8217;unica, su 35 banche, a non vedersi approvati i piani su dividendi e buyback.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">&#8220;Nel loro esame qualitativo i supervisori della Fed hanno riscontrato \u00abampie carenze\u00bb nei sistemi interni di controllo della banca tedesca e nella gestione dati&#8221;, spiega <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2018\/06\/30\/economia\/deutsche-bank-non-supera-gli-stress-test-lunica-banca-bocciata-negli-usa-dalla-fed-IIeACnFEEbGBx8eqvIY3cM\/pagina.html\">la Stampa<\/a>, &#8220;una delle conseguenze della bocciatura sar\u00e0 una limitazione dei profitti che la filiale nord americana potr\u00e0 rimpatriare a vantaggio della casa madre a Francoforte. Una limitazione piuttosto dolorosa per Deutsche Bank se si considera che da due anni consecutivi i bilanci dell\u2019istituto sono ormai in rosso e che la divisione statunitense rappresentava uno dei rami della banca ancora proficui&#8221;. Nel frattempo, in borsa, le perdite accumulate dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono giunte al 41% e il prezzo delle azioni \u00e8 sceso sotto la soglia psicologica dei 10 euro. Un colpo simbolico all&#8217;immagine del &#8216;made in Germany&#8217; ancora pi\u00f9 duro dell&#8217;eliminazione dal Mondiale.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/deutsche_bank_crisi_fed_stress_test-4089053\/news\/2018-06-30\/\">https:\/\/www.agi.it\/economia\/deutsche_bank_crisi_fed_stress_test-4089053\/news\/2018-06-30\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AGI.IT (di Francesco Russo) Una pila di derivati pari a 16 volte il Pil tedesco, il crollo in borsa, gli scandali. 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