{"id":43578,"date":"2018-07-03T09:30:57","date_gmt":"2018-07-03T07:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43578"},"modified":"2018-07-03T07:46:24","modified_gmt":"2018-07-03T05:46:24","slug":"mediterraneo-e-rotte-dei-migranti-intervista-al-generale-morabito-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43578","title":{"rendered":"Mediterraneo e rotte dei migranti. Intervista al Generale Morabito. (Parte I)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OLTREFRONTIERA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nuovo contesto geopolitico che va profilandosi ha fatto s\u00ec che il Mediterraneo riacquistasse una nuova centralit\u00e0 nell\u2019interscambio mondiale di merci intercettandone circa il 19% dell\u2019intero traffico internazionale. Il Mediterraneo, tuttavia, si presenta instabile con innumerevoli sfide quali: terrorismo, fondamentalismo islamico, e flussi migratori. Filippo Romeo e Alberto Cossu hanno fatto il punto della situazione con il Generale dell\u2019Esercito Giuseppe Morabito, docente presso il NATO Defense College Foundation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nCome, e in che misura, tale instabilit\u00e0 incide sulla sicurezza dell\u2019Italia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema della sicurezza dell\u2019Italia e del Mare Nostrum va visto sia nell\u2019aspetto sicurezza economica sia per quanto ha tratto con la sicurezza sociale. Per quanto riguarda la sicurezza economica e l\u2019instabilit\u00e0 sono certo che finch\u00e9 il governo egiziano garantir\u00e0 la stabilit\u00e0 dell\u2019Egitto inclusa la navigabilit\u00e0 del Canale di Suez non avremo problemi dal momento che una volta superato Suez i traffici provenienti dal mar Rosso continueranno a raggiungere senza difficolt\u00e0 i principali porti italiani. Per le altre rotte mediterranee con vi sono al momento problemi visto che le recenti elezioni in Turchia, pur nei dubbi di regolarit\u00e0, hanno confermato la stabilita\u2019 della \u201cdittatura mascherata del nuovo califfo Erdogan. Vi \u00e8, inoltre, da aggiungere che le principali attivit\u00e0 commerciali non vengono disturbate n\u00e9 dalle operazioni in Siria, n\u00e9 dal traffico di profughi provenienti dal nord Africa, tanto meno, al momento, ci sono problemi da parte tunisina per quanto riguarda le attivit\u00e0 di pesca nel canale di Sicilia. Unica problematica aperta e\u2019 quella della libera attivit\u00e0 petrolifera sulla sponda libica sia in Tripolitania sia in Cirenaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con riferimento all\u2019aspetto sociale, dovuto alle migrazioni, ci troviamo di fronte ad un fenomeno di portata storica. La \u201cHyper Immigration\u201d del terzo millennio che non si pu\u00f2 fermare ma si deve controllare. Il passato \u201cnon controllo\u201d di tale fenomeno ha fatto si che il problema si sia ingigantito sulla sponda sud dell\u2019Europa. La storia recente ci riporta alla figura di Gheddafi che, ad arte, apriva e chiudeva i rubinetti dei traffici migratori, a seconda delle proprie intenzioni verso l\u2019Europa e verso l\u2019Italia. Sostanzialmente quello che oggi sta minacciando Erdogan. L\u2019azione del califfo turco pu\u00f2 avere risvolti drammatici per la sicurezza europea dal momento che insieme agli immigrati potrebbero mescolarsi anche i foreign fighters, con i quali , secondo piu\u2019 fonti giornalistiche, il governo turco intrattiene rapporti di collaborazione nella lotta contro la resistenza curda nei territori di quella che era la Siria. La possibile prossima mossa del governo turco, che ha tentato invano, e in maniera non ortodossa, di opporsi alla soluzione della problematica del nome della Macedonia e conseguente possibile ammissione della Repubblica di Nord Macedonia a NATO e UE , potrebbe essere il via libera a flussi di migranti diretti ai Balcani. Senza considerare i problemi che avrebbe la Nord Macedonia con solo due milioni di abitanti ad assorbire l\u2019urto del transito verso nord, e\u2019 immaginabile che , superata la Slovenia, le masse andranno ad impattare direttamente su Austria e Italia. Considerando che l\u2019Austria ha chiuso i suoi confini e sta creando un asse con i Paesi del gruppo di Visegrad ecco che potremmo essere nuovamente noi italiani a dover principalmente fronteggiare il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con riferimento alla parte centro ovest del Mediterraneo, la Spagna ha bloccato Ceuta e Melilla e ha stipulato un accordo con il Marocco per bloccare i flussi. Pertanto il problema riguardante quest\u2019area geografica \u00e8 principalmente tra Golfo della Sirte e Sicilia. E\u2019 chiaro che il focus, se si esclude la Turchia, \u00e8 il centro del Mediterraneo ed \u00e8 per questo che il Governo italiano vuole rivedere il trattato di Dublino e ha giustamente chiuso i porti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abbiamo varie tipologie di persone che tentano di arrivare in Italia: quelle , in minoranza, che tentano di raggiungere l\u2019Italia perch\u00e9 hanno reale bisogno e fuggono dalle aree di conflitto e poi ci sono, in grande maggioranza, i migranti economici. Curioso scoprire che sui barconi provenienti dalla Sirte ci sono cittadini del Bangladesh. Questi ultimi giungono, senza controlli, in aereo, fino alla Turchia oppure alla Tunisia, e poi si imbarcano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Intervento in Libia ha chiaramente dimostrato che spesso i membri dell\u2019Alleanza Atlantica hanno interessi confliggenti. Come dovrebbe comportarsi l\u2019Italia per acquisire maggiori margini di manovra nel Mediterraneo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intervento in Libia nel 2011 \u00e8 stato fortemente sostenuto dalla Francia per conservare il controllo della Cirenaica per interessi petroliferi. Recentemente sono stati svelati i contatti tra Gheddafi e Sarkozy ed \u00e8 emersa la questione dei finanziamenti ricevuti da quest\u2019ultimo in campagna elettorale. Alcuni giorni dopo la fine dell\u2019intervento in Libia il Governo Francese mand\u00f2 dei suoi intermediari per firmare accordi commerciali con la Libia. La Francia cerca costantemente di approfittare delle situazioni, non ultimo quando \u00e8 stato ritirato il nostro Ambasciatore dall\u2019Egitto. Un\u2019azione, la nostra, priva di lungimiranza strategica anche se dettata da una scelta emotiva e , a mio parere, ideologica. Anche in quell\u2019occasione i transalpini cercarono di tratte vantaggio per le loro industrie sfruttando lo stallo tra il nostro paese ed Il Cairo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ambito NATO, bisogna costantemente disporre margine di manovra perch\u00e9 noi siamo tra i Paesi che hanno il principale interesse sul fianco sud e abbiamo la necessita di presidiare quest\u2019area anche se ci\u00f2 non \u00e8 di interesse alcuno per i paesi del fianco nord -est. L\u2019Italia deve far valere il suo contributo nella NATO e far capire che, pur continuando a collaborare e comprendendo le motivazioni dei paesi a nord-est dell\u2019Alleanza, ha diritto ad avere una corrispondenza e un maggiore supporto sul Mediterraneo. Tale maggiore attenzione al fianco Sud non interessa solo l\u2019Italia, ma anche la Spagna, Portogallo e la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi giorni il nostro governo ha , direi finalmente, preso azione in questo specifico settore e nel prossimo Summit dell\u2019alleanza a Bruxelles dell\u201911 e 12 luglio si dovr\u00e0 parlere anche di Hyper Immigration e come affrontarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al fine di comprendere meglio il ragionamento le faccio un esempio. Se una fregata spagnola, non inserita in una delle operazioni di controllo NATO o UE, incrocia nel Golfo della Sirte e si trova nelle condizioni di soccorrere dei migranti, la fregata spagnola non dovrebbe pi\u00f9, come avveniva, portarli in Italia. Si presume, infatti, che la fregata spagnola che incrocia in quelle acque conosca le situazioni nelle quali potr\u00e0 incorrere e, pertanto, se tale fregata ha ordini di andare in quelle acque deve , se interviene nell\u2019aera SAR maltese o libica portare gli eventuali migranti oggetto del salvataggio in Spagna. Se la nave spagnola non pu\u00f2 farlo, non va nel Mediterraneo perch\u00e9 chi interviene a supporto dei migranti deve avere la capacit\u00e0 di chiudere il cerchio e non portarli in Italia. Troppo facile \u201cscaricare i poveri clandestini\u201d in Italia per non vederli arrivare sulle proprie coste o sul proprio territorio. Stesso discorso, a maggior ragione , deve valere per le navi delle ONG.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione , il nostro paese anche in ambito NATO deve chiedere un impegno per contenere l\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da fonti giornalistiche emerge che nei giorni scorsi la flotta Usa, con a bordo oltre 8000 uomini armata di 90 caccia e oltre 1000 missili, veniva schierata nel Mediterraneo orientale. Conferma questa notizia ? Potrebbe spiegarci il motivo di questo dispiegamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La flotta statunitense pu\u00f2 dispiegarsi periodicamente in qualsiasi area del mondo ed, in particolare, in quelle aree in cui si alzano le tensioni. Ci\u00f2 \u00e8 una cosa abbastanza normale. A tal proposito basti ricordare le manovre della flotta USA per dimostrare la vicinanza strategica alla Sud Corea ogni qual volta veniva effettuato un test di lancio missili o nucleare da parte della Nord Corea. Si tratta, sostanzialmente, di una procedura consolidata degli statunitensi. Ho letto, che la Sesta Flotta si e\u2019 recentemente rinforzata nel Mediterraneo e alla luce di quanto sta avvenendo in Siria e, soprattutto, alla recrudescenza delle operazioni in Libia nella zona dei pozzi di petrolio, \u00e8 probabile che gli USA abbia deciso di dimostrare un maggiore interesse\/presenza. In Libia, in particolare, le forze di Haftar , grazie ad intensi bombardamenti notturni, hanno recuperato le posizione perse durante attacchi dei clan rivali di possibile affiliazione all\u2019ISIL. E\u2019 ipotizzabile che una delle attivit\u00e0 della Sesta Flotta nel Mediterraneo sia supportare chi svolge operazioni anti ISIL sia in Libia sia in Siria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/italia-mediterraneo-e-le-rotte-dei-migranti-intervista-al-gen-morabito\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/italia-mediterraneo-e-le-rotte-dei-migranti-intervista-al-gen-morabito\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTREFRONTIERA &nbsp; Il nuovo contesto geopolitico che va profilandosi ha fatto s\u00ec che il Mediterraneo riacquistasse una nuova centralit\u00e0 nell\u2019interscambio mondiale di merci intercettandone circa il 19% dell\u2019intero traffico internazionale. Il Mediterraneo, tuttavia, si presenta instabile con innumerevoli sfide quali: terrorismo, fondamentalismo islamico, e flussi migratori. 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