{"id":43582,"date":"2018-07-03T11:00:46","date_gmt":"2018-07-03T09:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43582"},"modified":"2018-07-03T08:37:04","modified_gmt":"2018-07-03T06:37:04","slug":"uneuropa-che-distrugge-laustria-alla-presidenza-della-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43582","title":{"rendered":"Un&#8217;Europa che distrugge: l\u2019Austria alla Presidenza della UE"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANTIDIPLOMATICO (Giacomo Marchetti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dal primo luglio l\u2019Austria siede alla presidenza dell\u2019Unione Europea con lo slogan: \u201cUna Europa che protegge\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSebastian Kurz, ex Ministro degli Esteri e leader del partito conservatore \u00d6VP, che governa con il partito d\u2019estrema destra FP\u00d6, \u00e8 stato una delle figure chiave del summit che si \u00e8 svolto a Bruxelles il 28 giugno e diviene il pi\u00f9 giovane \u201ccapo\u201d della storia dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPivot\u00a0di un possibile asse continentale tra governi e forze politiche europee che convergono sull\u2019ulteriore inasprimento delle politiche di gestione dei flussi migratori, Kurz ha costruito la sua vincente campagna elettorale l\u2019anno scorso, e ancora prima la sua ascesa politica, sulla questione \u201cimmigrazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl suo motto \u00e8 stato: \u201cintegrazione grazie alla performance\u201d (Integration durch Leistung).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl programma politico dell\u2019astro nascente della politica austriaca \u00e8 un mix di politiche neo-liberiste e xenofobe. L\u2019\u00d6VP si rif\u00e0 esplicitamente per esempio al modello di gestione della forza-lavoro adottato in Germania e che costituisce \u201cla madre\u201d di tutte le misure continentali in termini di \u201criforme\u201d in materia a livello continentale, tra cui le ultime sono quelle del governo Renzi con ilJob Act\u00a0e la\u00a0Loi Travail\u00a0del socialista Hollande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\u201c\u00c8 molto favorevole alle imprese, spiega il politologo Benjamin Opratko.\u00a0\u00c8 per la flessibilizzazione del contratto di lavoro e vorrebbe riformare il sistema delle garanzie per i disoccupati prendendo come esempio le riforme Hartz IV, introdotte in Germania dodici anni fa. Ma non ne parla in pubblico perch\u00e9 non sarebbe probabilmente molto popolare\u201d, come riporta Am\u00e9lie Poinssot, in un dettagliato profilo del politico austriaco, pubblicato il 13 ottobre scorso per il sito d\u2019informazioneMediapart.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa candidatura del trentenne austriaco \u00e8 stata finanziariamente sostenuta dagli strati pi\u00f9 elevati del suo Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPer finanziare la sua campagna elettorale, Kurz si \u00e8 appoggiato a solide reti finanziarie, disponendo di donazioni pari ad un milione di euro, di cui una buona parte proveniente da grandi imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSecondo quanto riportato in\u00a0Die Presse, KTM ha versato il contributo pi\u00f9 consistente pari a 436.463 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nHa goduto di una sovra-esposizione mass-mediatica notevole con \u201cgli operatori dell\u2019informazione\u201d che hanno privilegiato l\u2019unico argomento su cui questo politico ha concentrato la sua narrazione, glissando volutamente sugli altri aspetti del proprio programma. Ha usato una strategia \u201cmacroniana\u201d legando a s\u00e9 un\u00a0entourage\u00a0di figure giovani per lo pi\u00f9 non provenienti dalla politica attiva, esterni al partito conservatore, ha fatto una campagna capillare sui\u00a0social\u00a0di fatto godendo di una sorta di ubiquit\u00e0 sui media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAltro ingrediente del suo successo \u00e8 stata la volont\u00e0 di superamento di una connotazione ideologica del suo orientamento politico, e l\u2019uso di formule pubblicitarie che calcavano il discorso sull\u2019ampliamento del solco della discontinuit\u00e0 con il passato: i manifesti elettorali riproducenti il suo volto avevano come slogan tra l\u2019altro,\u00a0Un nuovo stile, con ES IST ZEIT \u2013\u00a0\u00e8 ora\u00a0\u2013 a caratteri cubitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAgli occhi di un osservatore un poco attento, tutto questo appare un poco paradossale alla luce del fatto che si \u00e8 alleato con una formazione politica che vanta, tra i suoi fondatori, un passato tra le fila dei nazisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSebastian Kurz \u00e8 riuscito in una sorta di capolavoro politico dopo le elezioni presidenziali del 2016 che avevano visto arrivare al ballottaggio la forza di estrema destra del FP\u00d6, facendo \u201cdimenticare\u201d di essere parte di una forza politica che in un sistema bipolare come quello austriaco aveva governato, alternandosi o in \u201cco-abitazione\u201d con la socialdemocrazia, durante l\u2019arco di tempo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa sua \u201cverticale del potere\u201d all\u2019interno del suo partito lo ha visto sconfiggere l\u2019ala dei conservatori propensa ad una alleanza con i socialdemocratici \u2013 in un contesto in cui il FP\u00d6 era da tempo sdoganata (anche a livello di alleanze locali) e i cui temi di fatto dominavano il dibattito pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\u00c8 riuscito a imporre la sua leadership, in una forza politica tradizionalmente de-centralizzata in cui, prima di lui, chi rappresentava il suo ruolo sceglieva un \u201cbasso profilo\u201d senza personalizzare cos\u00ec marcatamente la propria funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nFuori dall\u2019\u00d6VP ha giocato la scelta vincente delle elezioni anticipate proponendo un asse governativo con le forze emergenti dell\u2019estrema destra. sfruttandone e facendone proprie le tematiche che avevano portato all\u2019ascesa del FP\u00d6, concretizzando l\u2019alleanza con l\u2019affidamento al FP\u00d6 di alcuni ministeri chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nKurz ha ridefinito un ruolo del proprio Paese nella politica continentale, viaggiando costantemente e facendosi ritrarre con gli altri leader europei. In questo modo, da un lato\u00a0ha potuto costruirsi l\u2019immagine di un statista di caratura europea di fatto non responsabile \u2013 sebbene ricoprisse un ruolo istituzionale dal 2011 \u2013 dei \u201cmali\u201d che affliggevano l\u2019Austria, divenendo un campione della chiusura delle frontiere e del \u201csuperamento a destra\u201d di Dublino III.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl suo protagonismo europeo, notevolmente mediatizzato, \u00e8 continuato dal giorno delle sue elezioni, finalizzato a creare un asse con quel polo di Paesi e forze europee che criticano l\u2019UE \u201cda destra\u201d sulla questione migratoria, anche se nel caso di Kurz questa opposizione non si risolve in una opposizione all\u2019UE, ma anzi al suo timido avanzamento su alcune questioni chiave.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nGli effetti di questo protagonismo politico non sono mancati, a cominciare dal rapporto con la CSU bavarese \u2013 alleata alla CDU della Merkel \u2013 che ha fatto precipitare la crisi politica dei conservatori tedeschi sulla questione immigrazione in un momento di delicati equilibri all\u2019interno della\u00a0Grosse Koalition\u00a0e del possibile exploit dell\u2019estrema destra dell\u2019AFP alle prossime elezioni bavaresi dell\u2019Autunno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nD\u2019altro canto, Kurz rappresenta il capofila pi\u00f9 spendibile di una serie di governi che coniugano, a differenza del leader austriaco, un \u201csovranismo\u201d di destra smaccatamente euroscettico con una politica xenofoba di chiusura delle proprie frontiere e di \u201cfragilizzazione\u201d della condizione di immigrati e \u201cminoranze etniche\u201d al proprio interno, di cui Orb\u00e0n \u00e8 la figura pi\u00f9 di spicco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAlla fine la sua filosofia pragmatica di una supposta \u201cdifesa dell\u2019interesse nazionale\u201d su cui misurare convergenze con gli altri attori europei, sullo sfondo di un inasprimento della gestione dei flussi, e nessuna presa di incarico vincolante \u00e8 risultata vincente come prassi relazionale degli attori politici continentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPassiamo in rassegna le principali misure che il governo austriaco sta prendendo all\u2019interno dei propri confini dal dicembre scorso, data dell suo insediamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nUno degli assi espliciti del proprio programma \u00e8: \u201clottare contro l\u2019immigrazione dentro il sistema sociale\u201d, con misure che ricadono anche su quella parte della popolazione lavoratrice proponente dall\u2019Ungheria e la Slovenia per cui l\u2019Austria costituisce un \u201ctradizionale\u201d polo d\u2019attrazione, cercando in questo modo di consolidare il proprio consenso tra le fasce della popolazione lavoratrice autoctona creando una \u201cnarrazione convincente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa sua filosofia comunicativa \u00e8 piuttosto spicciola: il\u00a0welfare\u00a0austriaco \u00e8 un fattore di attrazione che catalizza i flussi migratori, il suo mantenimento \u00e8 impossibile garantendone l\u2019\u201duniversalit\u00e0\u201d di applicazione delle sue garanzie, quindi occorre \u201cdisincentivare\u201d l\u2019approdo nel Paese e \u201cpenalizzare\u201d le fasce pi\u00f9 vulnerabili della societ\u00e0: una formula di \u201cde-solidarizzazione\u201d che legittima la guerra dei penultimi contro gli ultimi e risolve sul piano orizzontale le contraddizioni che le fasce alte della popolazione scaricano su quelle pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa condizione prevista per l\u2019accesso al reddito minimo garantito, la cui riforma \u00e8 stata presentata alla fine di maggio e che prevede l\u2019erogazione di 863 euro al mese a persona, \u00e8 l\u2019aver concluso la scuola obbligatoria in Austria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPer gli stranieri questo impone una conoscenza della lingua pari al livello B1, secondo la classificazione europea, oppure \u201caccontentarsi\u201d di un reddito pari a 563 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuesta legge dovr\u00e0 essere approvata in autunno per essere applicata nel 2019, ma rischia di essere \u201crigettata\u201d dalla Corte Costituzionale, perch\u00e9 violerebbe una direttiva europea che prevede che i rifugiati debbano avere accesso alle stesse garanzie sociali \u201cindispensabili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nUn altro progetto controverso, presentato sempre il maggio scorso, rischia di incidere sulla condizione dei lavoratori immigrati che lavorano in Austria ma i cui figli non risiedono nel Paese. In questo caso il governo vuole abbassare gli \u201cassegni familiari\u201d, portandoli dall\u2019attuale erogazione di 174 euro a 93. La legge che verrebbe votata quest\u2019anno per essere applicata l\u2019anno successivo rischia l\u2019apertura di una procedura d\u2019infrazione se la Commissione ritenesse che questa legge violasse la legge europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa riforma del diritto d\u2019asilo \u00e8 uno dei cavalli di battaglia dell\u2019estrema destra del FP\u00d6 che ,\u201coccupando\u201d tre ministeri chiave come l\u2019Interno, la Difesa e gli Esteri, ha mano libera su questa proposta di legge presentata in Aprile e che si voter\u00e0 entro l\u2019estate, nonostante la decisa opposizione tra l\u2019altro delle Ong.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuesta ipotesi prevede la confisca di tutto il denaro contante ai richiedenti asilo fino a 840 euro, per finanziare la loro \u201cpresa in carico\u201d da parte dello stato, il sequestro del proprio\u00a0mobile\u00a0per ricostruire il proprio percorso migratorio, e soprattutto l\u2019allungamento del tempo necessario per l\u2019ottenimento della cittadinanza dagli attuali 6\u00a0 a 10 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAl centro di questo provvedimento c\u2019\u00e8 il discusso ministro dell\u2019Interno Herbert Kickl, uomo chiave dell\u2019estrema destra, al centro di un scandalo che lo vede accusato di volere prendere il controllo dei Servizi Segreti austriaci, il BVT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nQuest\u2019ultima misura vede tra i suoi critici lo stesso ministro degli Esteri Kerin Kneissl \u2013 scelto dal partito dell\u2019estrema destra senza esserne membro \u2013 anche perch\u00e9 entrerebbe in conflitto con la Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSu queste questioni, un possibile \u201cbraccio di ferro\u201d con l\u2019UE per realizzare questo tipo di riforme non sembra intimorire la maggioranza governativa austriaca, che potrebbe essere presa come modello di\u00a0governance\u00a0da un ampio arco di forze continentali, \u201cscaricando\u201d sugli ultimi le possibilit\u00e0 di trattative su alcuni aspetti della questione sociale, per peggiorare la condizione dei migranti e di fasce di proletariato multinazionale ed accettare le altre rigidit\u00e0 \u201cstrategiche\u201d imposte dall\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nConsiderando l\u2019attuale clima politico complessivo che regna tra le alte sfere della UE, un ulteriore polverizzazione giuridica di alcuni valori teoricamente alla base della sua costruzione non sembra una ipotesi cos\u00ec peregrina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl governo si sta adoperando inoltre nella sua battaglia contro \u201cl\u2019islam politico\u201d, avendo fatto chiudere sette moschee, accusate per la maggior parte di intrattenere dei rapporti con la galassia salafita, e deciso l\u2019espulsione di diversi\u00a0imam\u00a0accusati di essere finanziati per fondi stranieri (vietato in Austria), che potrebbe coinvolgere una quarantina di \u201ccapi-religiosi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nNonostante alcune moschee siano state riaperte, avendo impugnato questa decisione di fronte ad un tribunale amministrativo, il governo ha fatto sfoggio della sua azione rincarando la dose l\u2019aprile scorso con la preparazione di una legge \u201csimbolica\u201d che mira a vietare la possibilit\u00e0 di indossare il velo negli asili o alle primarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nI recenti passaggi a livello di incontri europei e alcuni passaggi rilevanti hanno ribadito che, nonostante alcune divergenze di fondo tra i singoli stati membri, l\u2019Unione ha un profilo definito nell\u2019applicazione delle politiche neo-liberiste e di austerity\u00a0 specie nei confronti della sue aree periferiche, una sempre maggiore vocazione neo-coloniale che accelerer\u00e0 i processi a monte che creano a valle i flussi migratori che giungono nel vecchio Continente, un atteggiamento sempre pi\u00f9 punitivo ed una tendenza ad \u201cesternalizzare\u201d le conseguenze di ci\u00f2 che ha contribuito a creare, e non ultimo fare del nostro blocco sociale di riferimento una \u201ccomunit\u00e0 terribile\u201d che una pedagogia reazionaria ha preparato ad una guerra di tutti contro tutti dentro la Fortezza Europa, sgomberando il campo da tutti quei corpi sociali intermedi che non permettano l\u2019applicazione di questo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nSarebbe un errore imperdonabile non decifrare il profilo del nostro nemico nei suoi caratteri strutturali, come in quelli che sta assumendo in queste contingenze storiche, all\u2019interno di questa fase, e non definire sin da subito una prospettiva di \u201crottura\u201d ancorata su quelle forze continentali che, ponendo al centro la \u201cquestione sociale\u201d, identificano una strategia di uscita possibile da un futuro distopico sempre pi\u00f9 simile a quel terribile \u201cTallone di ferro\u201d narrato da Jack London.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-uneuropa_che_distrugge_laustria_alla_presidenza_della_ue\/11_24526\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-uneuropa_che_distrugge_laustria_alla_presidenza_della_ue\/11_24526\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANTIDIPLOMATICO (Giacomo Marchetti) &nbsp; Dal primo luglio l\u2019Austria siede alla presidenza dell\u2019Unione Europea con lo slogan: \u201cUna Europa che protegge\u201d. 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