{"id":43704,"date":"2018-07-06T10:30:04","date_gmt":"2018-07-06T08:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43704"},"modified":"2018-07-06T10:07:08","modified_gmt":"2018-07-06T08:07:08","slug":"nuova-via-della-seta-fin-dove-puo-spingersi-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43704","title":{"rendered":"Nuova Via della Seta: fin dove pu\u00f2 spingersi la Cina?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Francesco Ermini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>Cosa hanno in comune una ferrovia in Pakistan e un nuovo terminal in Kazakhstan, un porto ha recentemente aperto in Sri Lanka e un ponte appena inaugurato in Laos? Tutte queste opere appartengono ad un colossale piano di sviluppo che tocca 3 continenti e riguarda circa il 60 % della popolazione mondiale: il Belt and Road Initiative (BRI) considerato da pi\u00f9 parti il pi\u00f9 ambizioso progetto dell\u2019Era Moderna e destinato a ridisegnare e ridirezionare il commercio globale, fornendo alla Cina un solido appoggio per diventare nel medio termine una o forse la superpotenza mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nEra il settembre del 2013, il presidente cinese Xi Jinping durante un discorso tenuto in Kazakhstan alla Nazarbayev University cita per la prima volta l\u2019antica Via della Seta rimarcando i legami che uniscono il paese orientale con gli stati centro-asiatici sviluppatisi nel corso dei secoli attraverso un network di strade e vie di comunicazione che hanno permesso la diffusione di beni, idee e cultura tra Europa, Medio Oriente e Cina. Il Presidente Xi conclude il suo intervento dichiarando che: \u201cdobbiamo tenere un approccio innovativo e costruire una cintura economica lungo la Via della Seta\u201d. Un mese dopo Xi si trova in Indonesia e ancora una volta torna sul tema auspicando la creazione una nuova Via della Seta del XXI secolo, allargata anche i traffici via mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nQuesti sono stati i primi accenni della leadership cinese a questo progetto multimiliardario (si stimano costi tra i 4 e gli 8 triliardi di dollari) della BRI che si sviluppa essenzialmente su 2 piani paralleli e separati: l\u2019Overland Economic Belt (la Cintura Economica Terrestre) e la Maritime Silk Road (la Via della Seta Marittima). Il primo consta di 6 corridoi pensati come principali canali di esportazione e importazioni di beni con la Cina; come ad esempio la linea ferroviaria che collega Londra alla citt\u00e0 di Yiwu, dove ha sede uno dei piu grandi mercati all\u2019ingrosso del mondo, oppure le pipelines per il gas del mar Caspio, o anche la linea di alta velocit\u00e0 ferroviaria che dovr\u00e0 correre lungo tutta l\u2019Indocina. La seconda pensata come una catena di porti che va dal Mar Cinese Meridionale all\u2019Africa Orientale per una gestione efficace del traffico commerciale da e per la Cina. Il BRI include la costruzione di infrastrutture di ogni genere non soltanto legate alla logistica dei beni. Infatti scorrendo l\u2019elenco sterminato delle iniziative legate al BRI troviamo anche raffinerie come la Sinopec Refinery in Arabia Saudita, miniere come la Minsk Industrial Park in Bielorussia, depositi di carbone come il Tavan Tolgoi Coal Deposit in Mongolia, una rete di fibra ottica in Pakistan, Vinh Tan 1 Thermal Power Plant in Vietnam; tutte progettate e pensate con il fine precipuo di facilitare i contatti commerciali tra Cina e resto del Mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino ad oggi sono 60 gli stati che hanno firmato accordi bilaterali di vario genere per questi progetti e il loro numero \u00e8 sempre crescente perch\u00e8 la Cina ha tutto l\u2019interesse a far apparire il BRI come una soluzione vincente per entrambe le parti in causa. Per capire meglio la ratio sottostante si prendano ad esempio gli accordi che la Cina ha preso con il Pakistan e considerati un po\u2019 l\u2019apripista di questo genere di collaborazioni. Come molti paesi dell\u2019area il Pakistan ha una economia stagnante che l\u2019ha portato a toccare il 173esimo posto per PIL pro capite e il 117esimo posto in tema di trasparenza: condizioni che logicamente non lo rendevano un posto appetibile per gli investimenti stranieri finch\u00e8 nel 2001 \u00e8 entrata in gioco la Cina. Essa si \u00e8 offerta di costruire nella piccola e sconosciuta citt\u00e0 costiera di pescatori di Gwadar un gigantesco terminal portuale che entro il 2018 sar\u00e0 collegato con infrastrutture autostradali e ferroviarie, diventando il punto di incontro tra la Via della Seta Marittima e la Economic Belt ed entrando a far parte di un mega-progetto da 60 Miliardi di dollari che la Cina ha destinato al Pakistan e facente parte del BRI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ha portato un beneficio per entrambi i paesi: se da una parte il Pakistan ha visto la crescita pi\u00f9 alta mai registrata del suo PIL negli ultimi 8 anni e ha stretto legami diplomatici importanti con una superpotenza come la Cina, dall\u2019altra parte la Cina ha messo al sicuro una rotta fondamentale per i suoi traffici commerciali soprattutto per l\u2018import di petrolio e gas dal Medio Oriente: Gwadar infatti si trova allo sbocco del Golfo Persico nell\u2019Oceano Indiano.<br \/>\nNon solo, progetti come questo rinforzano l\u2019economia cinese nel settore delle costruzioni, infatti molte compagnie che faticavano a trovare spazio all\u2019interno del paese per la saturazione del mercato hanno trovato linfa vitale dai contratti legati al BRI (facendo passare il volume d\u2019affari complessivo del settore dai 63MD di dollari del 2014 ai quasi 80 del 2016). Per comprendere la dimensione di questi numeri \u00e8 bene ricordare che oggi 7 su 10 delle piu grandi societ\u00e0 di costruzioni al mondo sono ormai cinesi con China State Construction Engineering Corp. e China Railway Group Ltd. In testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUn\u2019altra sfumatura interessante di questo mega-progetto sono gli accordi legati alla manodopera e prestiti. Molte delle infrastrutture in questione sono state costruite direttamente da operai cinesi o gestite da imprese cinesi che poi si avvalevano di manovalanza locale. Alcune fonti sostengono che la Cina abbia offerto l\u2019amnistia in cambio dell\u2019espatrio forzato e la distruzione del passaporto a molti detenuti politici che sarebbero poi stati ricollocati a vario titolo nel settore delle costruzioni. La partecipazione di imprese cinesi o di joint venture cinesi-locali \u00e8 infatti una delle poche richieste che al Cina fa per l\u2019ottenimento dei finanziamenti. Secondo la Banca Mondiale il gigante asiatico offre prestiti a condizioni molto vantaggiose, tenendo in minimo conto quelli che per gli altri competitor sono gli standard base per erogare finanziamenti: meno burocrazia e pi\u00f9 flessibilit\u00e0 sembrano essere le parole d\u2019ordine. E\u2019 chiaro che queste condizioni pi\u00f9 blande permettono alla Cina di stringere accordi senza troppe remore con governi autoritari (come Arabia Saudita, Bielorussia o Azerbaijan), regimi militari e alcuni tra i paesi pi\u00f9 corrotti al mondo o addirittura in guerra (Yemen e Afghanistan).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di questo alcuni analisti hanno rilevato che il fatto che la Cina stringa relazioni cos\u00ec pericolose potrebbe mettere seriamente a rischio la tenuta del progetto a livello finanziario perch\u00e8, sostengono, ad un certo punto la Cina vorr\u00e0 indietro il denaro prestato ma le condizioni politiche o finanziarie di alcuni di questi paesi render\u00e0 questa restituzione assai improbabile. Un recente studio ha evidenziato come gran parte dei paesi indebitati con la Cina siano considerati vulnerabili da un punto di vista finanziario: Yemen, Sri Lanka o Etiopia e 8 di questi addirittura a rischio elevato, parliamo tra gli altri di Mongolia, Laos, Maldive e Pakistan stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nE dunque perche la Cina continua a prestare soldi a getto continuo? Semplicemente perch\u00e8 il vantaggio per la Cina non \u00e8 soltanto di ordine economico. Prendiamo il caso dello Sri Lanka destinatario di 1.5 Miliardi di dollari per la costruzione di una infrastuttura portuale chiave nel percorso della Via della Seta Marittima. Fin dal 2017 il governo dell\u2019isola si \u00e8 reso conto di non poter restituire il dovuto e dunque ha siglato un accordo che prevede la cessione di tutta l\u2019area portuale per 99 anni, la stessa cosa \u00e8 accaduta con Gwadar oggetto di un accordo per il controllo cinese di 40 anni. Soluzioni analoghe si prospettano con il Myanmar e le Maldive. L\u2019enorme influenza politica e strategica proveniente dal controllo diretto delle infrastrutture ripaga ampiamente le eventuali perdite dovute alla mancata restituzione dei prestiti. Ed \u00e8 cos\u00ec che la cosiddetta Collana di Perle che va dalle coste del Sudan ad Hong Kong assicura al Celeste Impero il controllo dei traffici marittimi nell\u2019Oceano Indiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTutto questo sta accadendo in un momento storico in cui la Cina si appresta a sostituire gli Stati Uniti, sempre pi\u00f9 chiusi nel loro isolamento, nel ruolo di grande dispensatore di prestiti e quindi detentore di un\u2019enorme leva politica e geostrategica su tutto il blocco euroasiatico. Se gli Stati Uniti accetteranno di buon grado la perdita della leadership globale \u00e8 tutto da vedere, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/nuova-via-della-seta\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/nuova-via-della-seta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Francesco Ermini) &nbsp; Cosa hanno in comune una ferrovia in Pakistan e un nuovo terminal in Kazakhstan, un porto ha recentemente aperto in Sri Lanka e un ponte appena inaugurato in Laos? 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