{"id":43707,"date":"2018-07-06T11:35:28","date_gmt":"2018-07-06T09:35:28","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43707"},"modified":"2018-07-06T12:20:46","modified_gmt":"2018-07-06T10:20:46","slug":"il-decreto-di-maio-va-piano-alla-prova-dellaula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43707","title":{"rendered":"Il decreto Di Maio va (piano) alla prova dell\u2019Aula"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-43708\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio-300x300.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio-150x150.jpg 150w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio-160x160.jpg 160w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio-320x320.jpg 320w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Luigi_Di_Maio.jpg 336w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con questo articolo di <strong>Gianvittorio Domini<\/strong> del FSI Genova inauguriamo un ciclo di articoli, dedicati al decreto dignit\u00e0 e alla sua conversione. Fino ad ora, anche e soprattutto per il marketing spinto di Salvini e per la pochezza della opposizione, i discorsi sul governo hanno ruotato attorno a slogan, declamazioni e atti simbolici. Finalmente il Governo ha emanato un provvedimento e quindi finalmente vi \u00e8 qualcosa di serio o vero da discutere, per poter valutare il Governo in carica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019approvazione di luned\u00ec da parte del Consiglio dei Ministri del cd. \u201cDecreto dignit\u00e0\u201d che introduce misure urgenti per lavoratori ed imprese, il Governo \u00e8 finalmente sceso in campo sul difficile terreno dell\u2019economia e del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019atteso intervento legislativo del Governo, da pi\u00f9 parti criticato a partire dalla sua intitolazione per quel forte richiamo alla \u201cdignit\u00e0\u201d che a molti \u00e8 parso ridondante e da altri attaccato all\u2019opposto per il suo approccio giudicato troppo timido e settoriale, si presenta come un provvedimento contenitore con alcune norme di portata limitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo molto lontani dalla tabula rasa degli interventi in materia di lavoro fatti dai passati governi promessa in campagna elettorale dall\u2019attuale titolare del dicastero dell\u2019Economia e chi si attendeva oggi un intervento deciso del Governo contro la precarizzazione dovr\u00e0 aspettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decreto legge uscito dal C.D.M. di luned\u00ec ha come obiettivo soprattutto quello di limitare l\u2019utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato favorendo i rapporti a tempo indeterminato. A questo scopo, il decreto dignit\u00e0 prevede che, fatta salva la possibilit\u00e0 di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l\u2019eventuale rinnovo dello stesso sar\u00e0 possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni gi\u00e0 a partire dal primo contratto sar\u00e0 possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l\u2019utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, si prevede l\u2019aumento dello 0,5% del contributo addizionale \u2013 attualmente pari all\u20191,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato \u2013 in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio sul terreno delle causali che, dopo i primi commenti a caldo, si concentra ora l\u2019attenzione: in attesa che il provvedimento passi all\u2019esame dell\u2019Aula (si prevede che l\u2019iter di conversione sia calendarizzato al Senato ma ad oggi il Decreto non risulta ancora essere stato ufficialmente trasmesso al Quirinale) da pi\u00f9 parti della stessa maggioranza si sono gi\u00e0 levate le prime voci per una revisione del testo. Anche il previsto aggravio contributivo a carico delle imprese che rinnovano i contratti a termine sembra destinato ad essere messo in discussione in sede parlamentare mentre si fa ipotesi molto concreta la reintroduzione dei voucher, chiesta con forza dal titolare delle Politiche agricole, Gianmarco Centinaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno discussa finora la parte del decreto che riguarda il contrasto alla delocalizzazione. Il provvedimento del Governo prevede che, fatti salvi i vincoli derivanti dalle norme europee in materia di aiuti di Stato e di utilizzo dei fondi strutturali europei, le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che comporti l\u2019effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell\u2019attribuzione del beneficio decadano dal beneficio medesimo qualora l\u2019attivit\u00e0 economica interessata dallo stesso ovvero un\u2019attivit\u00e0 analoga o una loro parte venga delocalizzata in altro Stato entro cinque anni dalla data di conclusione dell\u2019iniziativa agevolata. In caso di decadenza si applica anche una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l&#8217;importo dell&#8217;aiuto fruito. In questo caso a destare interrogativi \u00e8 la misura temporale: il processo solitamente inizia con una ristrutturazione, procede con la vendita di macchinari giudicati obsoleti, prosegue con l\u2019esternalizzazione progressiva della produzione e solo all\u2019ultimo si conclude con la delocalizzazione; cinque anni potrebbero quindi non bastare a fungere da efficace deterrente a questo fenomeno di desertificazione industriale che viceversa, meriterebbe un intervento organico anche di politica fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decreto del Governo introduce infine alcune misure in materia di semplificazione fiscale &#8211; con la revisione del cd. redditometro, il rinvio della prossima scadenza per l\u2019invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto \u201cspesometro\u201d), nonch\u00e9 l\u2019abolizione dello split payment per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto \u2013 e di contrasto alla ludopatia, con il divieto di pubblicit\u00e0 di giochi e scommesse (ma le lobby sono in agguato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa che il decreto dignit\u00e0 superi la prova dell\u2019Aula possiamo concludere che, dopo tanto baccano, la montagna ha partorito un topolino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo di Gianvittorio Domini del FSI Genova inauguriamo un ciclo di articoli, dedicati al decreto dignit\u00e0 e alla sua conversione. 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