{"id":43742,"date":"2018-07-12T00:28:19","date_gmt":"2018-07-11T22:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43742"},"modified":"2018-07-09T15:35:04","modified_gmt":"2018-07-09T13:35:04","slug":"william-morris-larte-e-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43742","title":{"rendered":"William Morris, l&#8217;arte e il lavoro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">di ALBERTO MELOTTO<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Signore e signori, ecco a voi William Morris. Artigiano produttore di oggetti di arredamento, poeta, romanziere, affiliato alla confraternita artistica dei preraffaelliti, socialista utopista e profetico. Di rado nell\u2019opera\u00a0di\u00a0uno studioso <em>engag\u00e9<\/em> di fine \u2018800\u00a0si riscontrano, lucidamente evidenziati e confutati,\u00a0gli snodi e le contraddizioni del movimento operaio novecentesco: il fallimento del modello del socialismo autoritario, l\u2019acquiescenza socialdemocratica verso la rigidit\u00e0 di ruoli voluta dal potere borghese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Inoltre, Morris svilupp\u00f2 temi che i posteri non osarono nemmeno affrontare, senza dubbio per timore di sembrare ingenui, naif, poco allineati:\u00a0la volont\u00e0 di creare un mondo dove il lavoro sia gioia e creazione artistica, la critica disinvolta allo strapotere della scienza e della tecnologia, la rivalutazione dell\u2019ambiente naturale, l\u2019altra grande vittima, insieme all\u2019uomo, del degrado e dello sfruttamento capitalistico.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Un suo grande ammiratore,\u00a0Oscar Wilde, raccontava una confidenza fattagli dallo stesso Morris:\u00a0<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201cHo tentato di rendere ogni mio lavoratore un artista, e quando dico un artista intendo dire un uomo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Nato in un ambiente benestante, Morris trov\u00f2 nella cittadella universitaria di\u00a0Oxford\u00a0il luogo ideale per lasciarsi affascinare da una miriade di diversi interessi culturali e artistici, e forse proprio per questo motivo non concluse nessun corso regolare di studi. Oltre al socialismo cristiano di\u00a0Charles Kingsley, poi temporaneamente abbandonato in favore del radicalismo borghese di marca liberale, troviamo l\u2019influsso determinante di\u00a0John Ruskin, che gli instilla l\u2019amore per l\u2019architettura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In\u00a0<em>Lavoro utile e inutile fatica<\/em>\u00a0Morris mostra di voler sgombrare il tavolo da tutta una serie di luoghi comuni riguardanti il lavoro, prima di procedere nella direzione del teorizzare una nuova concezione sull\u2019argomento.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8 sbagliato, dice Morris, affermare entusiasticamente che ogni lavoro \u00e8 una benedizione in s\u00e9. Congratularsi con il fortunato lavoratore per la sua operosit\u00e0 fa comodo soprattutto a coloro che vivono alle spalle degli altri. Non tutta la popolazione, infatti, \u00e8 dedita ad attivit\u00e0 lavorative, al contrario sussistono enormi differenze al riguardo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vi sono i ricchi, gli aristocratici.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vi \u00e8 poi l\u2019alta borghesia, la classe che\u00a0Marx\u00a0avrebbe definito come \u201cproprietaria dei mezzi di produzione\u201d, la quale \u00e8 impegnata in una forsennata e feroce gara, in patria e all\u2019estero, per l\u2019accumulo della ricchezza, con l\u2019unico fine di potersi astrarre dal lavoro, e divenire cos\u00ec improduttivi, come sono da secoli gli aristocratici.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Dopo la massa degli impiegati e dei soldati, ecco i lavoratori manuali, obbligati, e questo diviene il punto focale del ragionamento di Morris, a produrre\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201c<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">articoli lussuosi e stravaganti la cui domanda<\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00e8 legata all\u2019esistenza delle classi ricche e improduttive, oggetti che chi conduce una vita degna e non corrotta non si sognerebbe neppure di volere\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Morris sostiene dunque che il gusto della sua epoca per gli oggetti della vita quotidiana \u2013 mobilio, tendaggi \u2013 appare stravolto, avvelenato dai nefasti meccanismi di sfruttamento economico dell\u2019uomo sull\u2019uomo. Questa\u00a0<em>adulterazione<\/em>\u00a0del gusto si diffonde in ogni parte della societ\u00e0, poich\u00e9 i poveri producono per uso personale dei manufatti che sono ridicole imitazioni del lusso dei ricchi. Tale deformit\u00e0 nel modo di concepire e, di conseguenza, guardare alle cose prodotte proviene dalla\u00a0disarmonica strutturazione del corpo sociale: una classe oziosa di improduttivi che si fa mantenere da un gran numero di schiavi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Quali caratteristiche dovrebbe, invece, possedere il lavoro per donare speranza all\u2019uomo, invece che causargli pena e sofferenza?\u00a0Dovrebbe garantirgli la speranza del riposo: per quanto possa essere piacevole, esso comporta tuttavia una certa sofferenza animale nel mettere in moto le proprie energie. Il riposo dovrebbe essere abbastanza lungo, pi\u00f9 lungo dello stretto necessario al recupero delle forze, e dovrebbe essere libero da preoccupazioni e da ansie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Vi \u00e8 poi\u00a0la speranza del piacere del lavoro in s\u00e9: concetto, questo, rivoluzionario al massimo grado; Morris afferma risolutamente che l\u2019uomo che lavora davvero utilizza le energie della mente e dell\u2019animo oltre a quelle del corpo:\u00a0<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201cla memoria e l\u2019immaginazione lo aiutano nel lavoro. Non\u00a0solo\u00a0i suoi pensieri, ma anche i pensieri degli uomini delle trascorse et\u00e0 guidano le sue mani, egli crea in<\/em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0<\/span><em style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">quanto parte della razza umana\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La\u00a0dimensione della creativit\u00e0\u00a0viene valutata come componente fondamentale nel dar corpo e significato all\u2019atto del faticare: dare sfogo alle proprie capacit\u00e0 creative potr\u00e0 dunque, donare quel piacere che sar\u00e0 una soddisfazione quotidiana, una quotidiana ricompensa, nella societ\u00e0 socialista. In una societ\u00e0 di questo tipo non si assister\u00e0 pi\u00f9 al fenomeno dello\u00a0<em>spreco<\/em>, da Morris certamente detestato: ovvero la produzione di sordidi surrogati per la povera\u00a0gente che non pu\u00f2 permettersi merce di buona qualit\u00e0 e la produzione di oggetti pacchiani di lusso per i ricchi. Nella concezione di Morris, lo spreco \u00e8 il volto perverso e malato della ricchezza di pochi, il profitto nato da uno stimolo produttivo insensato e privo di vere ragioni che non siano l\u2019avidit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Eclettico come soltanto certe figure vittoriane seppero essere, simili ai grandi del Rinascimento, William Morris non fu soltanto uomo di pensiero, ma fin dalla giovent\u00f9 seppe\u00a0coniugare la passione per l\u2019arte (considerata a torto dal grande pubblico) minore, con una mentalit\u00e0 imprenditoriale decisamente controcorrente, sia dal punto di vista estetico che affaristico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel 1861, all\u2019et\u00e0 di 27 anni, fond\u00f2, nelle sue stesse parole, \u201cuna specie di ditta per la produzione di oggetti di arredamento\u201d, alla quale si aggiunse col tempo una piccola ma originale casa editrice. La ditta Morris si dimostr\u00f2 fedele al suo afflato iniziale, ovvero\u00a0contribuire all\u2019emancipazione economica e sociale dei suoi dipendenti. Gli operai poterono godere di un migliore salario e partecipare attivamente alla fase creativa.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Tale volont\u00e0 non\u00a0era\u00a0del tutto sconosciuta in terra d\u2019Inghilterra: nella prima met\u00e0 del secolo l\u2019industriale\u00a0Richard Owen\u00a0aveva fondato dei laboratori dove i lavoratori potevano partecipare ai guadagni relativi ai frutti delle loro fatiche. L\u2019iniziativa di Owen naufrag\u00f2 tristemente perch\u00e9 i prodotti non incontrarono i gusti del pubblico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">William Morris scrisse un romanzo utopico,\u00a0<em>News from nowhere<\/em>, tradotto nella nostra lingua col titolo\u00a0<em>Notizie da nessun luogo<\/em>, col preciso intento di\u00a0raffigurare la societ\u00e0 delle donne e degli uomini liberi. S\u2019immagina che il narratore, un uomo di fine \u2018800 nel quale \u00e8 facile individuare un alter-ego dell\u2019autore, venga trasportato magicamente in un futuro distante un centinaio d\u2019anni, in un\u2019Inghilterra liberata, grazie ad un\u2019aspra guerra civile, dal dominio del capitale, un paese dove il benessere e la serenit\u00e0 sono condivisi dall\u2019intera\u00a0popolazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Va detto che la critica non considera\u00a0il romanzo fra le vette pi\u00f9 alte raggiunte da Morris in campo letterario, forse a causa di una raffigurazione fin troppo idilliaca e manichea di un tempo dove la felicit\u00e0 regna sovrana, tanto da far somigliare l\u2019esistenza ad un \u201camoroso picnic\u201d.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci\u00f2 non sminuisce la cristallina volont\u00e0 di pervenire ad una sostanziale rivoluzione, in grado di\u00a0liberare l\u2019essere umano da ceppi che sono prima di tutto di tipo culturale e psicologico. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Morris non si tir\u00f2 mai indietro, seppe partecipare a cruente manifestazioni di piazza, pur di accrescere il livello di protesta sociale. In particolare, \u00e8 nota la sua partecipazione ad una delle tante Bloody Sunday, le domeniche di sangue, di cui \u00e8 costellata la storia britannica.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">In\u00a0<em>Londra in stato d\u2019assedio<\/em>, che come gli altri scritti finora citati fa parte della raccolta di articoli intitolata\u00a0<em>Come potremmo vivere<\/em>, Morris ci racconta dei fatti del 13 novembre 1887, quando il governo tory-liberale s\u2019ispir\u00f2 all\u2019amorevole insegnamento di Bismarck per attaccare i disoccupati che avevano occupato Trafalgar Square.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La sua capacit\u00e0 d\u2019immaginare un futuro e una societ\u00e0 diversa ce lo restituisce come un fratello che\u00a0solo\u00a0l\u2019ottusit\u00e0 e la parzialit\u00e0 di molto marxismo ci avevano tenuto nascosto. Valgano per William Morris le parole di\u00a0Michail Bakunin:\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201c<em>\u00c8 ricercando l\u2019impossibile che l\u2019uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ci\u00f2 che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un\u00a0solo passo\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>fonte: <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\">www.ariannaeditrice.it<\/a>, 19.9.2012<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERTO MELOTTO &nbsp; Signore e signori, ecco a voi William Morris. Artigiano produttore di oggetti di arredamento, poeta, romanziere, affiliato alla confraternita artistica dei preraffaelliti, socialista utopista e profetico. 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