{"id":43754,"date":"2018-07-08T10:15:02","date_gmt":"2018-07-08T08:15:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43754"},"modified":"2018-07-08T09:50:27","modified_gmt":"2018-07-08T07:50:27","slug":"ministro-perche-non-possiamo-sorprendere-tutti-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43754","title":{"rendered":"Ministro, perch\u00e9 non possiamo sorprendere tutti una volta?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di PAOLO BARNARD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuello che sta accadendo \u00e8 lo sbattere assieme di due industrie come non \u00e8 mai accaduto prima nella Storia\u201d. Lo ha detto di recente Erik Fairbairn, CEO di Pod Point Ltd. che \u00e8 l\u2019azienda di punta inglese per le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici (auto, scooter, camion, bus ecc., di seguito:\u00a0EV). Una frase lapidaria per descrivere uno dei fenomeni pi\u00f9 impensati ed eclatanti dell\u2019economia globale: la forzata fratellanza dei colossi del petrolio con quelli dell\u2019elettricit\u00e0 a fronte della rivoluzione mondiale degli EV, nella consapevolezza che il futuro del motore a combustione \u00e8 segnato. Big Oil e Big Utilities si sono lanciati insieme con acquisizioni miliardarie per non perdere una grossa fetta dell\u2019industria dei trasporti di domani, che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 a \u2018carburante\u2019 elettrico, cio\u00e8 un business globale da trilioni di dollari, euro, Yuan, yen ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E l\u2019Italia qui, Ministro, potrebbe avere un\u2019idea dirompente che la proietterebbe ai primi posti al mondo nella\u00a0Disruption\u00a0delle nuove tecnologie, assieme alla sua economia e all\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eni ed Enel, Big Oil e Big Utility in Italia, si lanciano in una joint venture ben oltre il solito mercato delle stazioni di ricarica per EV: uniscono le loro imponenti forze di tecnologie avanzate, di risorse e di\u00a0knowhow\u00a0per sbarcare sul mercato dei produttori di auto elettriche (scooter, camion, bus ecc.) in diretta competizione coi leader mondiali come Volkswagen, BMW o Tesla, per anche superarli e divenire protagonisti di quello\u00a0che \u00e8 destinato a essere il pi\u00f9 ricco mercato globale dei trasporti su terra: gli EV appunto. Eni, Enel e Ministero del Tesoro sono sorelle, quindi le ricadute fra meno di vent\u2019anni per lo Stato, per l\u2019economia, per il lavoro e per l\u2019ambiente in Italia, b\u00e8\u2026 \u201cIl va sans dire\u201d. Un picco verso l\u2019alto di PIL fra meno di vent\u2019anni non \u00e8 futurismo, \u00e8 l\u2019occupazione e la societ\u00e0 dei nostri figli alle elementari o alle medie adesso, ma anche di molti di noi, e con ricadute essenziali sui pensionati per ovvi motivi. Eni+Enel =\u00a0Disruption Automobiles, senza Sergio n\u00e9 John.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma cosa sta accadendo di cos\u00ec dirompente da offrire credito a un\u2019idea del genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A) La Royal Dutch Shell ha calcolato ormai con certezza che il settore perder\u00e0 oltre 10 milioni di barili di petrolio al giorno per il consumo nei trasporti entro il 2040, a favore dell\u2019elettricit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">B) La Cina ha stabilito per legge la pi\u00f9 alta quota obbligatoria al mondo di EV sul suo mercato, e nelle aziende, entro il 2030. Il governo\u00a0ha\u00a0stanziato 50 miliardi di dollari d\u2019incentivi pro EV per i prossimi due anni. Pechino sar\u00e0 il maggior mercato di veicoli EV del pianeta entro 12 anni, con una richiesta da far impallidire il resto del mondo. La Volkswagen l\u2019ha capito da un pezzo e ha sborsato subito un anticipo di 10 miliardi per arrivare per prima in Cina (poi la gente si chiede perch\u00e9 la Germania vince).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C) Per i prossimi sette anni Volkswagen, BMW, Ford, Toyota hanno investito un totale di 165 miliardi di dollari negli EV, e non solo perch\u00e9 gli idrocarburi stanno distruggendo il clima e saranno man mano banditi, ma anche (pi\u00f9 cinicamente) perch\u00e9 la tecnologia ha gi\u00e0 oggi superato i due ostacoli maggiori allo sviluppo degli EV, che erano l\u2019autonomia (oggi siamo oltre i 500 km con una carica) e i tempi per le ricariche (le batterie Toshiba ricaricano un\u2019auto in 6 minuti), e poi c\u2019\u00e8 il mercato cinese\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D) Le stime della maggiori\u00a0Consultancies\u00a0internazionali danno il mercato globale degli EV in crescita del\u2026 8.600%,\u00a0ottomilaseicento per cento, nei prossimi 22 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle maggiori potenze economiche c\u2019\u00e8 dunque una corsa dei giganti petroliferi a gemellarsi con i giganti delle utilities, da noi sarebbero Eni ed Enel. Ma mentre il fenomeno si concentra sulla distribuzione del nuovo \u2018carburante\u2019 elettrico \u2013 sono joint ventures tutte dedicate alle stazioni di ricarica degli EV \u2013 non mi risulta che nessuno di loro abbia ancora pensato di usare il proprio strapotere economico e tecnologico per entrare nel mercato dei veicoli, non solo rifornirli. E c\u2019\u00e8 un buon motivo: nella quasi totalit\u00e0 dei casi studiati \u2013 USA, GB, Svezia, Giappone, Germania, Francia, Cina \u2013 i giganti esteri di petrolio e utilities risiedono in Paesi con industrie automobilistiche gi\u00e0 in prima linea negli EV. Noi no. La sparpagliata anglo-olandese-italiana Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato, con l\u2019evidente riluttanza di Marchionne ben espressa alla Reuters nel gennaio 2018, un misero investimento di 9 miliardi di dollari negli EV, che \u00e8 quasi un decimo di quello della Volkswagen. Ecco il perch\u00e9 della proposta per l\u2019Italia di un marchio automobilistico Eni+Enel+EV (col Tesoro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di saper vedere avanti, cio\u00e8 di avere la cosiddetta\u00a0Vision. Sono certo che almeno all\u2019ENI esiste una conoscenza approfondita dei mercati cosiddetti\u00a0South Asia,\u00a0China\u00a0and Southeast Asia, e dell\u2019esplosivo potenziale d\u2019acquisto che stanno sviluppando, tale da umiliare tutto l\u2019occidente fra una manciata d&#8217;anni. Quindi un\u2019impresa come quella delineata qui non nascerebbe certo senza un mercato, anzi. Ma va anche considerato, vedendoci nella vicina epoca in cui le vendite internazionali di Ev saranno a 9 zeri e straripanti, quale indotto di lavoro l\u2019industria automobilistica Eni+Enel+EV creerebbe nell\u2019Italia prima nazione proprio per densit\u00e0 di piccole medie imprese, oltre all\u2019impiego nei suoi stabilimenti principali in Italia e nella costruzione delle infrastrutture sul territorio per le colonne di ricarica in strada, nei domicili o nei posti di lavoro. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ho spiegato\u00a0<a href=\"http:\/\/paolobarnard.info\/intervento_mostra_go.php?id=2081\">qui<\/a> con autorevoli fonti e dettagli, l\u2019Artificial Intelligence\u00a0di\u00a0Machine Learning\u00a0sta cambiando tutto, e in questo tutto una delle applicazioni pi\u00f9 studiate e su cui sono stati investiti enormi capitali sono le auto\u00a0Driverless. E\u2019 solo una questione di quando arriveranno, non se. Un\u2019Italia con due colossi tecnologici nazionali, Eni+Enel, gi\u00e0 lanciati nel settore automobilistico e dei trasporti con gli EV, come indico in questa proposta, diverrebbe anche leader delle\u00a0Driverless, con gli sbocchi economici e d\u2019occupazione che si possono immaginare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se dunque \u00e8 vero, e lo \u00e8, che il mondo sta assistendo oggi a uno \u201csbattere assieme di due industrie come non \u00e8 mai accaduto prima nella Storia\u201d, e sono i giganti del petrolio e i giganti delle utilities; e se \u00e8 vero, e lo \u00e8, che chiunque conti nell\u2019industria automobilistica sta gettando centinaia di miliardi negli EV, allora non vedo perch\u00e9 il nostro gigante del petrolio, Eni, e il nostro gigante utility, Enel, non possano unire le loro grandi tecnologie per non solo competere nel settore rifornimenti, ma proprio per ridare all\u2019Italia un marchio dell\u2019auto del futuro. Per la felicit\u00e0 del Tesoro a Roma, del PIL e dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ministro, il lavoro per gli italiani non si crea con Decreti a mo\u2019 di cerotti occupazionali appiccicati di qua e di l\u00e0 in quello che \u00e8 un bagno di sangue di disoccupazione a due cifre.\u00a0Il vero lavoro duraturo, a vita e remunerato bene si crea solo con una\u00a0Vision\u00a0di grande respiro, fra cui una potrebbe essere proprio questa, oltre ad altre da me gi\u00e0 scritte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ministro, perch\u00e9 non possiamo sorprendere tutti una volta?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.paolobarnard.info\/intervento_mostra_go.php?id=2089\">http:\/\/www.paolobarnard.info\/intervento_mostra_go.php?id=2089<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO BARNARD &nbsp; \u201cQuello che sta accadendo \u00e8 lo sbattere assieme di due industrie come non \u00e8 mai accaduto prima nella Storia\u201d. 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