{"id":43789,"date":"2018-07-09T09:00:43","date_gmt":"2018-07-09T07:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43789"},"modified":"2018-07-08T21:10:11","modified_gmt":"2018-07-08T19:10:11","slug":"le-multinazionali-lasciano-liran-per-timore-delle-sanzioni-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43789","title":{"rendered":"Le multinazionali lasciano l\u2019Iran per timore delle sanzioni Usa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Roberto Vivaldelli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre il presidente Donald Trump sembra essere pronto a trattare<span id=\"more-53858\"><\/span> con Vladimir Putin l\u2019uscita degli Usa dalla Siria al summit del 16 luglio\u00a0in programma a Helsinki,<strong> Washington aumenta la pressione su Teheran<\/strong>. Secondo quanto dichiarato dall\u2019amministrazione Usa pi\u00f9 di 50 multinazionali avrebbero manifestato la volont\u00e0 di lasciare il Paese per via delle sanzioni\u00a0che verranno imposte\u00a0contro la Repubblica Islamica. Gruppi come Total, Peugeot e Siemens hanno annunciato che interromperanno i rapporti con l\u2019Iran per timore dell\u2019impatto delle sanzioni statunitensi \u2013 anche se i loro Paesi d\u2019origine, come la Francia, continuano a sostenere la validit\u00e0 dell\u2019accordo sul nucleare iraniano. <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/cfe5b294-7e0e-11e8-bc55-50daf11b720d\">A riportarlo \u00e8 il <em>Financial Times<\/em><\/a>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">\u201cPressione massima sull\u2019Iran\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cStiamo stati chiari con i Paesi e le aziende di tutto il mondo \u2013 ha ribadito ai giornalisti Brian Hook, un funzionario del Dipartimento di stato \u2013 stiamo esercitando una<strong> forte pressione<\/strong> sull\u2019Iran fino a che il regime non cambier\u00e0 le sue politiche destabilizzanti\u201d. Hook ha aggiunto che lo staff dell\u2019amministrazione Trump ha gi\u00e0 visitato 13 paesi in Europa e in Asia per \u201cavvertire i governi e il settore privato dei rischi di continuare a fare affari con l\u2019Iran\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Donald Trump si \u00e8 ritirato dall\u2019accordo nucleare multilaterale con l\u2019Iran\u00a0lo scorso 8 maggio, sottolineando che gli Stati Uniti non potevano pi\u00f9 accettare <strong>le ambizioni regionali di Teheran<\/strong>, il suo programma di missili balistici o il rischio che un giorno il Paese potesse dotarsi di un\u2019arma nucleare. La scorda settimana, l\u2019Ufficio Ofac (Foreign Office of Foreign Assets Control) del Dipartimento del Tesoro <a href=\"https:\/\/content.govdelivery.com\/accounts\/USTREAS\/bulletins\/1fa53ae\">ha revocato le licenze <\/a>che sono state emesse in connessione con il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), limitando drasticamente l\u2019importazione negli Stati Uniti di moquette e prodotti alimentari di origine iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019amministrazione Usa prevede, inoltre, dopo il 4 agosto, di imporre le sanzioni sospese precedentemente sul <strong>commercio delle automobili<\/strong>, dell\u2019oro e di altri metalli. La seconda \u201condata\u201d di sanzioni, che partir\u00e0 il 4 novembre di quest\u2019anno, si concentrer\u00e0 invece sul petrolio e sulla banca centrale iraniana.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Le contromosse dell\u2019Iran e dell\u2019Ue<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.presstv.com\/Detail\/2018\/07\/03\/566888\/Iran-JCPOA-nuclear-deal-Vienna\">Come riportato da <em>PressTv<\/em><\/a>,\u00a0il ministro degli esteri iraniano e i rappresentanti dei cinque Paesi che sostengono l\u2019accordo sul nucleare del 2015 \u2013 cio\u00e8 Cina, Francia, Germania, Russia e Regno Unito\u00a0 \u2013 s\u2019incontreranno venerd\u00ec nella capitale austriaca, <strong>Vienna<\/strong>,\u00a0 per discutere dei modi per mantenere in vita l\u2019accordo internazionale dopo il ritiro degli Stati Uniti. \u201cAlla riunione, che si terr\u00e0 su richiesta dell\u2019Iran, i ministri degli esteri dell\u2019Iran e delle cinque potenze mondiali discuteranno un pacchetto europeo di proposte e meccanismi per proteggere l\u2019accordo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1109415.shtml\">Dalla Svizzera<\/a>, dove in queste ore ha incontrato l\u2019omologo svizzero Alain Berset, il presidente iraniano\u00a0<strong>Hassan Rouhani<\/strong> ha ribadito che\u00a0\u201cl\u2019Iran rispetta le normative internazionali, inclusi i trattati di non proliferazione\u201d. L\u2019accordo, ha\u00a0sottolineato Rouhani,\u00a0\u00a0\u201d \u00e8 internazionale e multilaterale\u201d e il ritiro\u00a0di Trump \u201cdimostra la mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti nei confronti degli obblighi internazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/accordo-con-liran-gli-usa-fuori-e-leuropa-20860\">Secondo l\u2019ambasciatore Luca Giansanti<\/a>, che ha pubblicato un\u2019analisi al riguardo sul sito dell\u2019Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), \u201covviamente non si tratta solo di tutelare interessi economici e commerciali. C\u2019\u00e8 ben altro in gioco per la Ue. In primo luogo la sicurezza della regione mediorientale (compreso Israele) e dell\u2019Europa, che <strong>sarebbe compromessa dall\u2019eventuale venire meno dell\u2019accordo<\/strong> il cui obiettivo \u00e8 di evitare che l\u2019Iran sviluppi l\u2019arma nucleare e che prevede il regime di ispezioni internazionali pi\u00f9 intrusivo mai creato (per la cui vigenza non sono previsti limiti temporali), ma anche la tutela di un sistema multilaterale basato sulle regole, sul diritto e sui principi internazionali, cruciale per un sistema aperto come quello europeo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/le-multinazionali-lasciano-liran-timore-delle-sanzioni-usa\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/le-multinazionali-lasciano-liran-timore-delle-sanzioni-usa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Roberto Vivaldelli) Mentre il presidente Donald Trump sembra essere pronto a trattare con Vladimir Putin l\u2019uscita degli Usa dalla Siria al summit del 16 luglio\u00a0in programma a Helsinki, Washington aumenta la pressione su Teheran. 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