{"id":43850,"date":"2018-07-10T09:30:08","date_gmt":"2018-07-10T07:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43850"},"modified":"2018-07-10T07:50:42","modified_gmt":"2018-07-10T05:50:42","slug":"wikileaks-rivela-i-garanti-politici-degli-interessi-usa-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43850","title":{"rendered":"Wikileaks rivela i garanti politici degli interessi USA in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANTIDIPLOMATICO (Francesco Galofaro &#8211; Marx XXI)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Emerge un ritratto a tinte fosche dei protagonisti della storia recente, specie a confronto con le immaginette oleografiche proposte dalla stampa nostrana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ahi serva Italia, di dolore ostello,<\/em><br \/>\n<em>nave sanza nocchiere in gran tempesta,<\/em><br \/>\n<em>non donna di province, ma bordello!<\/em><br \/>\n<em>Purgatorio, VI, 76-78.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Espresso e Repubblica mantengono da tempo un archivio on line di documenti segreti o riservati \u201cspifferati\u201d da Wikileaks e che riguardano l&#8217;Italia [1]. Si tratta per la maggior parte di cablogrammi dell&#8217;ambasciata americana. In questo archivio si trova di tutto: dal caso Calipari ai tentativi italiani di salvare gli USA dalle inchieste della corte dell&#8217;Aia al rapimento di Abu Omar. Emerge un ritratto a tinte fosche dei protagonisti della storia recente, specie a confronto con le immaginette oleografiche proposte dalla stampa nostrana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo, non tutti i documenti sono tradotti. In questo articolo ne presento tre. Mi sembrano utili per affrontare il problema della sovranit\u00e0 nazionale e del patriottismo da un punto di vista che \u2013 \u00e8 bene che lo dichiari subito\u00a0 \u2013 \u00e8 quella di un uomo della sinistra. Dai documenti che ho scelto emerge con chiarezza come alcuni personaggi-chiave della politica italiana recente abbiano svolto il ruolo di rappresentante degli interessi statunitensi in Italia, tanto nei governi di centrosinistra quanto in quelli di centrodestra. E&#8217; anche molto chiaro come l&#8217;interesse nazionale italiano sia stato spesso sacrificato sull&#8217;altare dell&#8217;amicizia nei confronti dello scomodo alleato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Marzo 2006: Marco Minniti garantisce per Fausto Bertinotti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due mesi prima della fiducia al secondo governo Prodi, che subentrava al governo Berlusconi, un cablogramma riferisce di un incontro tra diplomatici statunitensi e Marco Minniti, avvenuto il 13 marzo 2006 [2]. Durante l&#8217;incontro, Minniti promette continuit\u00e0 in politica estera rispetto al governo di centrodestra su temi come l&#8217;impegno militare in Iraq e l&#8217;Afghanistan. Si fa sostenitore del programma di sviluppo congiunto di nuovi caccia\u00a0Joint Strike Fighter, che comprende un trasferimento di tecnologie tra USA e Italia; rassicura sul fatto che i programmi militari della UE non sono in competizione con gli Stati Uniti.\u00a0Last but not least, garantisce che l&#8217;Italia sar\u00e0 a fianco degli USA contro l&#8217;Iran, nonostante i nostri interessi economici nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto alla partecipazione al governo di Rifondazione comunista, nel cablo leggiamo: \u00abil leader del Partito della Rifondazione Comunista (RC) Fausto Bertinotti si \u00e8 impegnato a rimanere nel governo e a non ripetere il suo precedente errore di far cadere il governo di Romano Prodi su una questione di bilancio. Di conseguenza, Minniti ritiene che Bertinotti si concentrer\u00e0 su questioni interne\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che cosa spinge un politico italiano a proporsi come esecutore della politica estera USA? Per comprenderlo, occorre calarsi nella psicologia del personaggio. Ecco il ritratto di Minniti che emerge dal cablogramma d&#8217;ambasciata. Minniti si fa trovare dall&#8217;ambasciatore con una scrivania invasa da bandierine e soldatini: \u00abfiglio di un pilota dell&#8217;aeronautica italiana, l&#8217;ufficio di Minniti era coperto da modellini di velivoli militari e cimeli della NATO, che ha ammesso essergli stati procurati da alcuni dei suoi colleghi pi\u00f9 accondiscendenti\u00bb. Secondo l&#8217;autore del cablo, a spingere Minniti \u00e8 la nostalgia \u00abper i giorni in cui coordinava personalmente l&#8217;impegno militare italiano nei Balcani con gli USA e la NATO. Era compiaciuto che il governo USA si interessasse nuovamente a lui\u00bb. Ecco il ritratto di Minniti: un personaggio ambizioso, che ha visto giorni migliori ed \u00e8 costretto a un ruolo di secondo piano; un personaggio che spera \u00abin una posizione importante nel futuro governo di centrosinistra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine Minniti passa l&#8217;esame: \u00abA dire il vero, l&#8217;inclinazione europea di Prodi presenta ancora una sfida e la potenziale influenza dell&#8217;estrema sinistra rimane sconosciuta, ma il centro-sinistra contiene persone come Minniti con cui possiamo lavorare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2003: Gianni Letta e il GPS europeo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo visto, Minniti era pronto a sacrificare allegramente le relazioni economiche che nel 2006 il Paese aveva con l&#8217;Iran. In cambio, si proponeva come l&#8217;uomo del dialogo con gli USA. Questo genere di funzione \u00e8 molto ambita tanto nei governi di sinistra quanto in quelli di destra. Un cablo del 2003 ci racconta come gli USA chiesero a Gianni Letta, fidato consigliere di Berlusconi, un impegno a modificare il progetto\u00a0Galileo\u00a0[3]. Di che si tratta? Occorre sapere che il servizio GPS, il sistema di posizionamento satellitare che fa funzionare telefonini e navigatori, \u00e8 un retaggio della guerra fredda ed \u00e8 garantito da una rete di satelliti americani. Per questo motivo, a partire dal 2003 l&#8217;Unione Europea, attraverso l&#8217;Agenzia Spaziale Europea, ha sviluppato\u00a0Galileo: una propria rete di satelliti tecnologicamente pi\u00f9 avanzata, entrata ufficialmente in funzione solo nel 2016. A preoccupare gli americani sono chiaramente gli utilizzi di\u00a0Galileoin campo aeronautico e navale, e dunque militare: una rete satellitare autonoma rappresenta una delle condizioni necessarie a ridurre la dipendenza della UE dagli USA in questo campo. Stando al cablo, Letta nomina altri supporter degli interessi americani nel governo Berlusconi, in particolare l&#8217;allora ministro della difesa Martino. Maggiori preoccupazioni suscitano negli USA il ministro dell&#8217;economia e il generale Tricarico, che allora era consigliere di Berlusconi per l&#8217;esercito e la sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Maggio 2006: La famiglia Letta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ritorniamo al 2006 e al governo Prodi. Minniti non \u00e8 il solo garante degli interessi americani in Italia. Il nipote di Gianni Letta, Enrico, svolge nel centrosinistra le stesse mansioni dello zio nell&#8217;esecutivo precedente, come testimonia un cablo datato 24 maggio 2006 [4].<\/p>\n<p>Secondo il resoconto, Letta si dichiara \u201cvery pro-US\u201d. L&#8217;ambasciatore USA gli spiega che nulla danneggerebbe le relazioni reciproche pi\u00f9 di un mandato di cattura per gli agenti CIA responsabili del rapimento di Abu Omar. Ricordiamo che l&#8217;imam di Milano fu rapito illegalmente dalla CIA nel 2003, tradotto in Egitto, torturato, e infine liberato nel 2007. Nel 2013 Obama chiese agli Italiani di graziare gli agenti CIA coinvolti. Non pass\u00f2 qualche giorno, e subito Napolitano concesse la grazia al colonnello Joseph Romano; nel 2015 Mattarella grazi\u00f2 Robert Seldon Lady e Betnie Medero; nel 2017 fu la volta di Sabrina De Sousa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 tutto: nel cablo l&#8217;ambasciatore rimprovera aspramente Romano Prodi per un suo discorso davanti alle Camere sull&#8217;Iran: pur consapevole degli interessi economici dell&#8217;Italia in Iran, definiti \u201csignificativi\u201d, chiede a Letta appoggio sulle sanzioni. Letta assicura la convergenza della posizione italiana con quella della UE, e supporto alle posizioni americane su Israele. Infine, all&#8217;epoca era in atto una riduzione di organico alla base militare pisana di Camp Darby. Letta fa presente che la cosa sta causando problemi con l&#8217;estrema sinistra, chiede di mitigare la ristrutturazione e al contempo assicura di credere che la presenza di basi militari in Italia sia un bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Riflessioni sul patriottismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I cablogrammi pubblicati da l&#8217;Espresso non raccontano solo una storia di asservimento. Raccontano anche le preoccupazioni USA per le posizioni italiane su Iran, Russia, Libia, sui rapporti tra ENI e Gazprom, sull&#8217;ostilit\u00e0 della Lega di Bossi alla missione in Afghanistan. La politica estera dei governi italiani \u00e8 evidentemente frutto della dialettica tra i rappresentanti di interessi diversi, talvolta opposti. Questo vale sempre, e probabilmente si pu\u00f2 dire anche del governo in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esiste un \u201cinteresse nazionale\u201d? La prima risposta che darei, parafrasando Hegel, \u00e8 che ci\u00f2 che si spaccia per interesse\u00a0di tutti\u00a0\u00e8 di solito semplicemente l&#8217;interesse\u00a0prevalente. Sarebbe molto facile dunque convenire con una semplificazione, per la quale esistono solo gli interessi di due parti della borghesia: la grande borghesia cosmopolita, senza patria, educata al liberalismo in qualche college inglese, sacrifica volentieri gli interessi italiani alla coltivazione dei propri interessi e relazioni internazionali; la piccola borghesia, che parla in dialetto le piccole aziende, gli artigiani, pagano le spese della competizione globale e spacciano per interesse nazionale la tutela dalla rovina, dal fallimento, dalla proletarizzazione. Per questo \u00e8 pi\u00f9 propensa a chiedere che lo Stato si impegni in conflitti commerciali oppure \u2013 in altri periodi storici \u2013 in guerre vere e proprie. Dunque, alcuni pensano che la sinistra dovrebbe disinteressarsi a questo genere di conflitti. Tuttavia, anche in questo caso la questione non \u00e8 cos\u00ec semplice. In primo luogo, le contraddizioni sono per elezione il luogo dove esercitare l&#8217;azione politica, specie quando le forze sono scarse e vanno economizzate. Inoltre, occorre notare che il\u00a0proletariato, definito come chi non controlla i mezzi di produzione e l&#8217;economia \u2013 e quindi: lavoratori tradizionali pubblici e privati, precari, partite IVA, disoccupati ecc. &#8211; costituisce pur sempre la maggioranza assoluta del Paese, il famoso 99%. Per questo motivo \u00e8 possibile parlare di un interesse nazionale che \u00e8 anche interesse popolare. Perci\u00f2, secondo Hegel, la composizione tra l&#8217;interesse collettivo, positivo, e quello individuale, negativo, avviene\u00a0nello Stato: una forza politica che non sia in grado di capire quale sia questo interesse non si presenter\u00e0 mai con un programma di governo credibile e sar\u00e0 condannata per forza di cose ad essere minoritaria e testimoniale. Occorre tenerlo presente nel dibattito su come costruire una forza di sinistra autenticamente laburista e popolare, che sappia rientrare in gioco. Una forza che costruisce il proprio punto di vista autonomo criticando quanto c&#8217;\u00e8 da criticare e dialogando quando c&#8217;\u00e8 da dialogare, senza sommare le proprie forze a quelle dei liberali in piena disfatta. Quel che fa impressione \u00e8 che queste posizioni, che definirei\u00a0patriottiche, erano parte del DNA stesso della sinistra, e costituivano un ponte tra il modo di pensare di un Partigiano e quello degli attivisti che protestavano contro le basi militari fino agli anni &#8217;80. Fa pensare come l&#8217;attuale sinistra radicale, globalista, alternativa e un po&#8217;\u00a0world music, abbia finito per considerare \u201cdi destra\u201d e addirittura \u201cfascista\u201d ogni tentativo di ragionare seriamente su questi problemi: come inserirsi nella dialettica politica attuale facendo prevalere gli interessi popolari, supportando le forze centrifughe rispetto alla NATO e alle sue cinghie di trasmissione internazionali, finanziarie e militari.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt\">[1]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0http:\/\/racconta.espresso.repubblica.it\/espresso-wikileaks-database-italia\/index.php<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[2]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0http:\/\/racconta.espresso.repubblica.it\/espresso-wikileaks-database-italia\/dettaglio.php?id=85<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[3]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0http:\/\/racconta.espresso.repubblica.it\/espresso-wikileaks-database-italia\/dettaglio.php?id=67<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt\">[4]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0http:\/\/racconta.espresso.repubblica.it\/espresso-wikileaks-database-italia\/dettaglio.php?id=84<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-wikileaks_rivela_i_garanti_politici_degli_interessi_usa_in_italia\/82_24652\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-wikileaks_rivela_i_garanti_politici_degli_interessi_usa_in_italia\/82_24652\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANTIDIPLOMATICO (Francesco Galofaro &#8211; Marx XXI) &nbsp; Emerge un ritratto a tinte fosche dei protagonisti della storia recente, specie a confronto con le immaginette oleografiche proposte dalla stampa nostrana Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello! Purgatorio, VI, 76-78. L&#8217;Espresso e Repubblica mantengono da tempo un archivio on line di documenti segreti o riservati \u201cspifferati\u201d da Wikileaks e che riguardano l&#8217;Italia [1]. 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