{"id":43856,"date":"2018-07-11T09:00:14","date_gmt":"2018-07-11T07:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43856"},"modified":"2018-07-10T20:08:49","modified_gmt":"2018-07-10T18:08:49","slug":"10-luglio-1943-75-anni-fa-gli-alleati-sbarcarono-in-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43856","title":{"rendered":"10 luglio 1943: 75 anni fa gli alleati sbarcarono in Sicilia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Mauro Indelicato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi splende il sole e la gente fa il bagno nelle vaste e suggestive spiagge che, da Licata, arrivano a cingere il territorio comunale di Agrigento. Mollarella, Nicolizia, Torre di Gaffe, passando<span id=\"more-54148\"><\/span> per Zingarello, Cannatello e San Leone, fino a Porto Empedocle: da secoli queste contrade affacciate sul Mediterraneo assistono ad approdi di invasori, difensori, commercianti ed un tempo anche pirati. Sono passati 75 anni da quando, nella notte del <strong>10 luglio 1943<\/strong>, queste lande meridionali della Sicilia hanno visto il comparire dei soldati americani e, con essi, lo svolgersi di uno degli episodi destinati a cambiare le sorti di quella guerra<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">I 75 anni dal via all\u2019operazione Husky<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Per chi oggi \u00e8 a mare in quelle spiagge la guerra, al massimo, \u00e8 un qualcosa di vissuto nei racconti dei nonni. Tra i pi\u00f9 piccoli, nati gi\u00e0 nel nuovo secolo, forse nemmeno questo visto che i sopravvissuti di quel periodo per ovvi motivi sono molto di meno rispetto allo scorso decennio. Eppure in questa zone della Sicilia la guerra in quel 1943 fa repentinamente capolino ed influenza enormemente la quotidianit\u00e0 della popolazione. <strong>Ad inizio di quell\u2019anno la zona meridionale dell\u2019isola vive con lo spauracchio di un\u2019invasione americana<\/strong>. Tutto questo appena pochi mesi prima appare come un avvenimento molto lontano dalla realt\u00e0, ma il timore che dal mare possano emergere soldati d\u2019oltreoceano diventa a poco a poco sempre pi\u00f9 marcato nella popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Del resto che qualcosa pu\u00f2 capitare da un momento all\u2019altro, lo si nota anche visivamente: <strong>vengono fortificati i litorali<\/strong>, vengono costruiti bastioni difensivi nelle spiagge, ad Agrigento il tempio della Concordia viene circondato da pile di sacchi di sabbia al fine di proteggerlo. Lo stato di guerra penetra dunque nelle vite dei siciliani che vivono tra Siracusa e Mazara. <strong>Dal cielo sulle citt\u00e0 costiere piovono gli ordigni dei bombardamenti delle navi alleate<\/strong>: in tanti iniziano a pensare che il luogo di uno sbarco potrebbe essere Porto Empedocle,<a href=\"http:\/\/www.agrigentoierieoggi.it\/il-bombardamento-alleato-in-sicilia-quei-giorni-del-1943-a-porto-empedocle\/\"> visto che le incursioni aeree nella primavera del 1943 si fanno sempre pi\u00f9 intense<\/a> ed il 5 aprile la cittadina del porto di Agrigento piange 25 vittime civili dopo un bombardamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arrivano anche i proclami a decretare l\u2019avanzamento dello stato di guerra: il 9 maggio il generale <strong>Mario Roatta<\/strong>, comandante generale dell\u2019esercito in Sicilia, chiama a raccolta la popolazione invitandola ad avere fiducia nell\u2019esercito per la difesa dell\u2019isola. Un proclama che costa il posto a Roatta e che viene mal digerito dai siciliani per via di una presunta gaffe: \u201cVoi siciliani e noi militari italiani dimostreremo al nemico che da qui non si passa\u201d si legge, una distinzione tra cittadini siciliani e militari italiani che dona agli abitanti dell\u2019isola un senso di abbandono pi\u00f9 che di unione in vista di un\u2019eventuale battaglia. Dopo che ad inizio giugno iniziano a circolare voci, poi confermate, sulla <strong>presa di Pantelleria e Lampedusa<\/strong> ad opera degli americani, tra Agrigento e Gela ci si prepara allo sbarco alleato. Ne d\u00e0 testimonianza lo scrittore Andrea Camilleri, che proprio in quel mese di giugno \u00e8 tenuto a sostenere gli esami di Stato al Liceo Classico \u201cEmpedocle\u201d di Agrigento: il deterioramento progressivo della situazione, spinge alla chiusura anticipata delle scuole ed all\u2019annullamento delle sessioni di esami.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 9 luglio 1943 il cielo viene segnalato fosco e sulle coste meridionali della Sicilia tira molto vento. Non sussistono dunque le condizioni ideali per uno sbarco: in realt\u00e0, poco dopo la mezzanotte, scatta l\u2019allarme generale. Vengono notate navi nemiche a largo, a Licata e Porto Empedocle italiani ma anche tedeschi sparano verso il mare e provano ad impedire l\u2019approdo dei mezzi americani. Le spiagge citate ad inizio articolo, sono in gran parte teatro dello sbarco: <strong>in poche ore viene conquistata Licata<\/strong>, i mezzi alleati sbarcano anche a Gela mentre tra Agrigento e Porto Empedocle, dove ci si aspetta il grosso dello sbarco, tutto appare pi\u00f9 ridimensionato. Il 10 luglio, con l\u2019ingresso degli americani a Licata, l\u2019<strong>operazione Husky<\/strong> (cos\u00ec viene nominata in codice) ha il suo definitivo via libera.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La battaglia di Agrigento<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 6 luglio scorso alcuni vecchi mezzi militari americani passano per le strade di Agrigento. Si tratta di una rievocazione proprio in vista del settantacinquesimo anniversario dello sbarco alleato. Ma in quel luglio del 1943 i carri ed i mezzi che iniziano a percorrere le intricate vie della provincia agrigentina sono reali, la battaglia \u00e8 vera e non risparmia nulla e nessuno. Nella Sicilia orientale, il 10 luglio, sono sbarcati i britannici comandati da Montgomery, tra Licata e Gela <strong>gli americani agli ordini di Patton<\/strong>. Augusta e Siracusa cadono gi\u00e0 il 12 luglio, la prima vera battaglia per un capoluogo di provincia si ha ad Agrigento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-54156\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/commemorazione-sbarco-4-1440x1080.jpg\" alt=\"commemorazione sbarco 4\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 10 luglio al 16 luglio americani ed italiani si contendono rispettivamente attacco e difesa alla citt\u00e0 dei templi. La popolazione agrigentina ha consapevolezza di essere caduta nella morsa del conflitto, dopo tre anni di relativa calma, <a href=\"http:\/\/www.infoagrigento.it\/6996-diario-12-luglio-1943-la-morte-tra-le-vie-di-agrigento\">il 12 luglio 1943<\/a>: in quel luned\u00ec mattina, un bombardamento americano fa strage nel centro storico. Le bombe centrano il liceo classico, la basilica di San Francesco con annesso rifugio anti aereo, i quartieri di Santo Spirito, di San Girolamo e diverse zone del nucleo antico della citt\u00e0. <strong>Il bilancio ufficiale \u00e8 di 196 morti<\/strong>, molti dei quali periti per asfissia all\u2019interno di rifugi diventati trappole mortali, una strage forse rimasta poi in sordina negli anni successivi. Intanto, oltre a contare morti e dispersi, chi \u00e8 sopravvissuto a quell\u2019attacco dal cielo avverte giorno dopo giorno l\u2019aumentare dei rumori dei colpi d\u2019artiglieria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La battaglia di Agrigento rivela l\u2019impreparazione e l\u2019inconsistenza dei mezzi italiani di fronte alle avanzate americane: uno dopo l\u2019altro,<strong> gruppi e battaglioni vengono spazzati via tra Licata, Canicatt\u00ec, Palma di Montechiaro<\/strong>, a fine mese lo stesso Patton afferma di contare almeno seimila vittime tra i soldati italiani. Ma non manca la resistenza: l\u2019esercito regio si schiera lungo le linee del fiume Naro, poco ad est di Agrigento, e l\u00ec riesce per quattro giorni a bloccare gli americani. Si tratta dell\u2019esempio pi\u00f9 importante di strenua resistenza italiana nella prima settimana di battaglia in Sicilia. I progetti americani di prendere Agrigento in due giorni dunque svaniscono, con gli alleati costretti ad impiegare quasi una settimana in pi\u00f9 prima di giungere all\u2019obiettivo. Elemento decisivo della battaglia \u00e8 <strong>la presa di Favara<\/strong>, che avviene il 14 luglio: da qui, gli americani iniziano a puntare il centro della citt\u00e0 dei templi.<strong> L\u2019assalto finale inizia nella notte tra il 15 ed il 16 luglio<\/strong>: gli alleati conquistano i quartieri del Quadrivio Spinasanta e di Montaperto e questo, a sua volta, consente loro di avanzare verso Porto Empedocle, la quale capitola nel primo pomeriggio del 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agrigento \u00e8 dunque oramai circondata ed assediata e questo permette, entro poche ore, la resa della citt\u00e0.<strong> Il primo capoluogo di provincia interessato dall\u2019avanzata americana capitola sul finire di quel 16 luglio 1943<\/strong>. <a href=\"http:\/\/www.militarystory.org\/la-battaglia-di-agrigento-10-16-luglio-1943\/\">Ad annunciarlo \u00e8 un telegramma inviato dalla divisione costiera 207 al XII corpo d\u2019armata<\/a>: \u201cDopo 7 giorni di strenui combattimenti, sotto l\u2019incessante martellamento navale e terrestre, circondata da ogni parte, Agrigento cede alla preponderanza nemica al grido di \u201cViva l\u2019Italia\u201d. Il generale Francesco Zingales del XII corpo d\u2019armata, risponde poco dopo: \u201cIl XII Corpo d\u2019Armata saluta gli eroi di Agrigento\u201d. Ad una settimana da questi fatti, cade Palermo e pochi giorni dopo cade anche il governo Mussolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da allora, da quei combattimenti oggi forse dimenticati ma i cui echi non appaiono poi cos\u00ec lontani, sono trascorsi 75 anni. Oggi quei luoghi, quelle spiagge, quelle campagne e quelle citt\u00e0 di queste lande profonde della Sicilia appaiono baciate dal sole caratteristico delle estati dell\u2019isola: la vita prosegue, tra famiglie e turisti in vacanza e tra cittadini che svolgono il proprio lavoro, nulla sembra richiamare e rievocare rumori e grida di battaglie che hanno cambiato il corso della storia.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/75-anni-dallo-sbarco-alleato-sicilia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/75-anni-dallo-sbarco-alleato-sicilia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (di Mauro Indelicato) Oggi splende il sole e la gente fa il bagno nelle vaste e suggestive spiagge che, da Licata, arrivano a cingere il territorio comunale di Agrigento. 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