{"id":43873,"date":"2018-07-21T00:39:27","date_gmt":"2018-07-20T22:39:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43873"},"modified":"2018-07-11T19:45:34","modified_gmt":"2018-07-11T17:45:34","slug":"la-nuova-scienza-di-giordano-bruno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43873","title":{"rendered":"La nuova scienza di Giordano Bruno"},"content":{"rendered":"<p>di FRANCESCO DE SANCTIS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Secondo la morale di Bruno il lume naturale viene destato nell\u2019anima dall\u2019amore del divino, o dal principio formale aderente alla materia, e per il quale la materia \u00e8 bella. Amare la materia in quanto materia \u00e8 cosa bestiale e volgare, e Bruno se la prende col Petrarca e i petrarchisti, lodatori di donne per ozio e per pompa d\u2019ingegno, a quel modo che altri \u00abhan parlato delle lodi della mosca, dello scarafone, dell\u2019asino, de Sileno, de Priapo, scimmie de\u2019 quali son coloro che han poetato a\u2019 nostri tempi \u2013 dic\u2019egli \u2013 delle lodi degli orinali, della piva, della fava, del letto, delle bugie, del disonore, del forno, del martello, della carestia, della peste\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Obbietto dell\u2019amore eroico \u00e8 il divino, o il formale: la bellezza divina \u00abprima si comunica alle anime, e\u2026 per quelle\u2026 si comunica alli corpi; onde \u00e8 che l\u2019affetto ben formato ama\u2026 la corporal bellezza, per quel che \u00e8 indice della bellezza del spirito. Anzi quello che n\u2019innamora del corpo \u00e8 una certa spiritualit\u00e0 che veggiamo in esso, la qual si chiama \u2019bellezza\u2019, la qual non consiste nelle dimensioni maggiori o minori, non nelli determinati colori o forme, ma in certa armonia e consonanza de membri e colori.\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019amore sveglia nell\u2019anima il lume naturale, o la visione intellettiva, la luce intellettuale, e la tiene in istato di contemplazione o di astrazione, s\u00ec che pare insana e furiosa, come posseduta dallo spirito divino. Questo \u00e8 non il volgare, ma l\u2019eroico furore, per il quale l\u2019anima si converte come Atteone in quel che cerca, cerca Dio e diviene Dio, e avendo contratta in s\u00e8 la divinit\u00e0, non \u00e8 necessario che la cerchi fuori di s\u00e8. \u00abPer\u00f2 ben si dice il regno di Dio essere in noi, e la divinitade abitare in noi per forza della visione intellettuale. Non tutti gli uomini hanno la visione intellettuale, perch\u00e8 non tutti hanno l\u2019amore eroico; ne\u2019 pi\u00f9 domina non la mente, che innalza a cose sublimi, ma l\u2019immaginazione, che abbassa alle cose inferiori; e questo volgo concepisce l\u2019amore a sua immagine: fanciullo il credi, perch\u00e8 poco intendi; \/ perch\u00e8 ratto ti cangi, e\u2019 par fugace; \/ per esser orbo tu, lo chiami cieco\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019amore eroico \u00e8 proprio delle nature superiori, dette \u00abinsane\u00bb, non perch\u00e8 non sanno, ma perch\u00e8 \u00absoprasanno\u00bb, sanno pi\u00f9 dell\u2019ordinario, e tendono pi\u00f9 alto, per aver pi\u00f9 intelletto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La visione o contemplazione divina non \u00e8 per\u00f2 oziosa ed estrinseca, come ne\u2019 mistici e ascetici: Dio \u00e8 in noi, e possedere Dio \u00e8 possedere noi stessi. E non ci viene dal di fuori, ma ci \u00e8 data dalla forza dell\u2019intelletto e della volont\u00e0, che sono tra loro in reciprocanza d\u2019azione: l\u2019intelletto, che, suscitato dall\u2019amore, acquista occhio e contempla; e la volont\u00e0 che, ringagliardita dalla contemplazione, diviene efficace, o doppiata: ci\u00f2 che Bruno esprime con la formola: \u00abio voglio volere\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Dalla contemplazione esce dunque l\u2019azione: la vita non \u00e8 ignoranza e ozio, anzi \u00e8 \u00abintelletto e atto mediante l\u2019amore\u00bb, secondo la formola dantesca rintegrata da Bruno: \u00e8 intendere ed operare.\u00a0 Maggiori sono le contrariet\u00e0 e le necessit\u00e0 della vita, e pi\u00f9 intensa \u00e8 la volont\u00e0, perch\u00e8 amore \u00e8 unit\u00e0 e amicizia de\u2019 contrari, o degli oppositi, e necontrasto cerca la concordia. La mente \u00e8 unit\u00e0, l\u2019immaginazione \u00e8 moto, \u00e8 diversit\u00e0; la facult\u00e0 razionale \u00e8 in mezzo, composta di tutto, in cui concorre l\u2019uno con la moltitudine, il medesimo col diverso, il moto con lo stato, l\u2019inferiore col superiore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Come gli d\u00e8i trasmigrano in forme basse e aliene, o per sentimento della propria nobilt\u00e0 ripigliano la divina forma; cos\u00ec il furioso eroico, innalzandosi per la conceputa specie della divina belt\u00e0 e bont\u00e0, con l\u2019ale dell\u2019intelletto e volont\u00e0 intellettiva s\u2019innalza alla divinit\u00e0, lasciando la forma di soggetto pi\u00f9 basso: \u201cda soggetto pi\u00f9 vil divegno un dio\u2026 \/ Mi cangio in Dio da cosa inferiore\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00abCangiarsi in Dio\u00bb significa levarsi dalla moltitudine all\u2019uno, dal diverso allo stesso, dall\u2019individuo alla vita universale, dalle forme cangianti al permanente, vedere e volere nel tutto l\u2019uno e nell\u2019uno il tutto. O, per uscire da questa terminologia, Dio \u00e8 verit\u00e0 e bont\u00e0 scritta al di dentro di noi, visibile per lume naturale; e cercarla e\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">possederla \u00e8 la perfezione morale, lo scopo della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">[<em>Storia della letteratura italiana<\/em>, 1870-71]<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FRANCESCO DE SANCTIS Secondo la morale di Bruno il lume naturale viene destato nell\u2019anima dall\u2019amore del divino, o dal principio formale aderente alla materia, e per il quale la materia \u00e8 bella. 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