{"id":43895,"date":"2018-07-14T00:50:53","date_gmt":"2018-07-13T22:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43895"},"modified":"2018-07-14T18:19:11","modified_gmt":"2018-07-14T16:19:11","slug":"motus-in-fine-velocior","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43895","title":{"rendered":"Motus in fine velocior?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Interpretare gli avvenimenti in corso come l\u2019espressione dello scontro fra globalisti e sovranisti, pro o contro l\u2019Unione Europea, o come un problema umanitario di atteggiamento del governo italiano verso i migranti, non deve impedirci di cogliere la questione, non meno importante e vitale, del ruolo che l\u2019Italia ha non solo il diritto ma anche il dovere e quasi l\u2019obbligo di svolgere nel \u201csuo\u201d Mediterraneo, dove sono minacciati i suoi supremi interessi nazionali e la sua sicurezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico grande paese europeo che pu\u00f2 opporsi alla diarchia franco-tedesca perch\u00e9 questa \u00e8, in sostanza, sul piano geopolitico l\u2019Unione Europea. Da quando \u00e8 nata, Germania e Francia non hanno mai concepito una politica estera comune, ma hanno curato i loro interessi nazionali, spartendosi aree di influenza corrispondenti per la Germania all\u2019Europa centrale fino ai Balcani, e per la Francia ai paesi del sud e al Mediterraneo. Perci\u00f2, l\u2019Unione Europea, oltre che un organismo sovranazionale a tutela degli interessi di ceti finanziari, di unioni bancarie, di cartelli di produzioni multinazionali, si \u00e8 rivelata, intesa come diarchia, anche uno strumento di potere geopolitico in versione brutalmente neocoloniale. All\u2019interno di questa compagine la Francia non ha mai abbandonato l\u2019antica velleit\u00e0 di considerare il Medio Oriente e l\u2019Africa del Nord una sorta di suoi protettorati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Va osservato che, mentre l\u2019egemonia geopolitica tedesca si estende tutta, grosso modo, all\u2019interno del perimetro europeo, quella francese tracima e dilaga su territori extracontinentali. Fino a oggi, l\u2019intesa a due dentro l\u2019Unione Europea ha consentito alla politica estera francese di dissimulare una costante pregiudiziale anti-italiana, considerando l\u2019Italia un paese irrilevante da tenere all\u2019angolo e da indebolire, sistematicamente, fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, con una ostilit\u00e0 sorda, sommersa, ma oggi difficile da sottacere o camuffare. I \u2018cugini\u2019, ostinati nel loro \u201ccomplesso di superiorit\u00e0\u201d e di <em>grandeur<\/em>, non hanno mai placato le loro ambizioni egemoniche, culminate nel 2011 con la scellerata aggressione alla Libia. Appoggiata dai Dem americani di Obama, sempre presenti ma defilati per non sporcarsi le mani, la guerra perseguiva lo scopo principale di sottrarre all\u2019ENI il petrolio di Gheddafi e guastare a Roma i buoni rapporti con Tripoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il caos, in cui precipit\u00f2 la Libia dopo l\u2019uccisione del Colonnello, fu la prima fase di un piano di riassetto dell\u2019intera area nordafricana, che mostr\u00f2 una nuova spartizione dell\u2019influenza in queste zone ricche di risorse, a discapito della presenza italiana. Ora, al centro della contesa italo-francese non sta soltanto la Libia, crocevia tragico di flussi migratori, ma anche un paese<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0vitale per la nostra sicurezza come la Tunisia e il Sahara, dove transitano e si formano i gruppi terroristici. Con l\u2019assassinio di Gheddafi, con l\u2019appoggio francese alle forze cirenaiche, con il colpo di stato interno del dicembre 2011, con le ondate dei migranti, non \u00e8 esagerato affermare che l\u2019Italia, in conflitto di fatto con la Francia, ha subito la peggiore disfatta della sua storia dalla Seconda guerra mondiale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La ripresa dei flussi migratori dalle coste libiche ha schiacciato il nostro Paese in difesa nel \u201csuo\u201d mare in uno scontro ora palese sui migranti, ma che cela quello sostanziale sul controllo del petrolio e delle risorse nordafricane. \u00c8 un conflitto che smentisce la favola pluridecennale narrataci dagli impostori politici e mediatici sull\u2019Unione Europea come garante, in assenza di una politica estera comune, della pace e della concordia tra gli stati membri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019immigrazione massiccia e incontrollata, &#8211; fenomeno anch\u2019esso di libera circolazione &#8211; interno al disegno politico attuato con la moneta unica e i trattati, rientra nella logica del sistema liberista. Quasi inavvertito nei mesi successivi alla morte di Gheddafi, \u00e8 poi proseguito con il governo Monti in un crescendo che ha colto di sorpresa il popolo italiano che, dal 2012, osserva riversarsi in Italia flussi ininterrotti di migranti. Dirigenti infami, interni ed esteri, disapplicando accordi europei di redistribuzione comunitaria, hanno deliberatamente bloccato migliaia di persone entro i nostri confini. Il fenomeno \u00e8 di proporzioni tali da far intuire l\u2019applicazione di un piano condiviso e giocato tra accondiscendenze nostrane e imposizioni estere, mirato a destabilizzare l\u2019Italia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Traghettamenti e sbarchi che avvengono tramite flotte di navi ong, definite ipocritamente umanitarie, sempre pi\u00f9 numericamente consistenti e sventolanti variegate bandiere, non possono che essere organizzati e finanziati da centri di potere stranieri. I migranti, dei quali &#8211; \u00e8 ormai assodato &#8211; solo il 7% fugge da una guerra, concentrati nei centri italiani, fungono da solvente sociale versato e sparso per indebolire il Paese dall\u2019interno ed esporlo, economicamente stremato, alla progressiva disgregazione territoriale e sociale: conseguenza non colta o lucido obiettivo di annientamento a lungo termine?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La guerra libica e l\u2019incipit immigratorio pales\u00f2 l\u2019abituale autolesionismo italiano, espresso da una masnada di dirigenti \u201cdemocratici\u201d, alcuni dei quali anche presidenti del consiglio, storicamente cooptati o corrotti dalla <em>gauche<\/em> francese. Nell\u2019ultimo decennio questa legione straniera, infliggendo politiche di austerit\u00e0 e di frontiere aperte, ha prodotto il collasso politico-elettorale propedeutico all\u2019esecutivo gialloverde. Il nuovo governo, mutando radicalmente la politica estera italiana, ha recuperato una certa autorevolezza rispetto ai governi precedenti (obiettivo di facile conseguimento e di non eccessivo sforzo, considerato il grado di estrema abiezione in cui le schiene curve l\u2019avevano precipitata). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il merito pu\u00f2 essere attribuito ai cittadini elettori che, rivolgendosi verso le istituzioni, riscoprono inaspettatamente lo Stato nazionale e il valore delle frontiere e la loro difesa. La presenza dello Stato, sollecitata per trovare soluzioni alla dimensione immigratoria difficilmente integrabile o assimilabile nell\u2019arco di pochi anni, pu\u00f2 diventare l\u2019intervento invocato anche dal bisogno di difendersi dalle devastazioni sociali del sistema liberista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Se il governo italiano riuscisse a bloccare gli sbarchi e con essi il piano di destabilizzazione dell\u2019Italia, acutizzando, di conseguenza, il livello di scontro sulla Libia, e dunque il conflitto geopolitico con la Francia, la diarchia franco-tedesca potrebbe andare in crisi, entrando in una fase di instabilit\u00e0 politica, che provocherebbe un ricambio di ceti dirigenti ai vertici dei due paesi tramite un\u2019affermazione elettorale di forze e partiti \u201cpopulisti\u201d. \u00c8 a quello stadio che la diarchia alias Unione Europea avvierebbe l\u2019implosione, prima ancora che un governo di un qualsiasi paese membro possa o voglia tentare un\u2019uscita dall\u2019euro o un irrealistico riesame dei trattati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La decomposizione potrebbe accelerare il suo corso, non solo perch\u00e9 il blocco alla libera circolazione delle persone, &#8211; specie se accompagnato per corollario anche dalla sospensione di \u201cSchengen\u201d -, avrebbe conseguenze sul mercato del lavoro \u2013 esito da non sottovalutare -, ma anche perch\u00e9 innesterebbe un effetto domino sugli altri fattori che reggono il sistema dell\u2019economia liberista, ossia merci, capitali e servizi. Non sar\u00e0 automatico, ma \u00e8 quello che pu\u00f2 succedere. La Germania ordoliberista non pu\u00f2 rinunciare a \u201cSchengen\u201d senza rischiare il crollo dell\u2019intero sistema.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Delle conseguenze geopolitiche di un blocco totale ed intransigente dell\u2019immigrazione i membri del governo italiano potrebbero non avere chiaro intendimento; e pu\u00f2 darsi che il ministro degli Interni stia muovendosi al solo scopo di mantenere promesse elettorali, su cui ha messo la faccia e scommesso il suo destino politico, ma indirettamente, lui ignaro di sommovimenti che lo sovrastano, starebbe lavorando obiettivamente per lo scioglimento dell\u2019Unione Europea, propiziato da un conflitto geopolitico al di fuori della sua area. Se la Francia di Macron, accecata da vana cupidigia neocoloniale fino al punto di considerare l\u2019immigrazione come arma di guerra geopolitica, non riuscir\u00e0 a domare uno stato membro troppo a lungo considerato una servile colonia, l\u2019Unione Europea potrebbe rivelarsi una \u201ctigre di carta\u201d e dissolversi prima ancora di quanto si speri o si auspichi, o si progetti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Se impossibile o remota si presenter\u00e0 una tentata strategia comunitaria sui flussi umani, la questione migratoria travolger\u00e0 fatalmente il progetto eurounionista, rivelando l\u2019Unione Europea istituzione debole e incapace di controllare e di ricomporre gli interessi diversi o addirittura opposti dei tre paesi pi\u00f9 grossi. Alla lunga un organismo, tenuto insieme solo da moneta e ordoliberismo, non potrebbe garantire la coabitazione di paesi che confliggono sul pianerottolo di casa per totale disaccordo sulla gestione dei flussi e dell\u2019accesso alle risorse di territori extraeuropei.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La convivenza diventerebbe impossibile, specie se l\u2019attuale governo americano, espressione di un altro <em>State<\/em> non pi\u00f9 <em>deep,<\/em> non intenda agevolare i progetti neocoloniali francesi sul nord Africa, n\u00e9 quelli tedeschi sui mercati globali. A quel punto per l\u2019unione europea pu\u00f2 prospettarsi una critica scissione a catena, a fronte della quale la Brexit, primo sintomo della crisi, retrocederebbe storicamente a preannuncio di scarsa importanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Gli eventi si muoveranno in direzioni impreviste e imprevedibili fino a pochi anni fa. Per la prima volta, dopo decenni di asservimento, si aprono per l\u2019Italia spazi di manovra diplomatica sia sulla sponda mediterranea che su quella atlantica, &#8211; semprech\u00e9 ceti dirigenti ne siano all\u2019altezza &#8211; per recuperare, almeno in parte, un\u2019autonomia di Stato indipendente ma non ancora sovrano, non solo a livello politico, ma anche economico e finanziario. Infine, la competizione geopolitica esplosa all\u2019interno della UE per assicurarsi l\u2019influenza su territori extracomunitari, riporterebbe la politica in primo piano e confermerebbe che il primato dell\u2019economia pu\u00f2 e deve essere un fenomeno storicamente provvisorio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Niente sta ineluttabilmente scritto. Prima o poi l\u2019ambizione di esercitare il potere da parte di nuovi ceti non espressi dalla finanza o dai mercati, o il subentro di nuove oligarchie ai vertici di stati sovrani, predomina e annienta qualsiasi pretesa di dominio sui popoli da parte di finanzieri e mercanti. Prima o poi una reazione popolare, inizialmente prepolitica, prende inaspettatamente il sopravvento, diventa consapevole istanza politica e spazza via tutto un sistema di libera e globale circolazione di capitali, merci e persone, a prescindere dalla volont\u00e0 di uomini che si illudono di padroneggiare gli avvenimenti in corso senza fare i conti con la Storia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCIANO DEL VECCHIO (FSI Bologna) Interpretare gli avvenimenti in corso come l\u2019espressione dello scontro fra globalisti e sovranisti, pro o contro l\u2019Unione Europea, o come un problema umanitario di atteggiamento del governo italiano verso i migranti, non deve impedirci di cogliere la questione, non meno importante e vitale, del ruolo che l\u2019Italia ha non solo il diritto ma anche il dovere e quasi l\u2019obbligo di svolgere nel \u201csuo\u201d Mediterraneo, dove sono minacciati i suoi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":43949,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14],"tags":[6159,4855,6160,551,766,1380,5673,5807,3327],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Brexit.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-bpZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43895"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43895"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43986,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43895\/revisions\/43986"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}