{"id":43903,"date":"2018-07-12T09:30:41","date_gmt":"2018-07-12T07:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43903"},"modified":"2018-07-11T21:34:14","modified_gmt":"2018-07-11T19:34:14","slug":"il-declino-delle-elite-affossate-dal-progresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43903","title":{"rendered":"Il declino delle \u00e9lite affossate dal progresso"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LA VERITA&#8217; (Claudio Ris\u00e9 )<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in tempi di rivolta contro le \u00e9lites. La Brexit guidata da Boris Johnson e Nigel Farage in Gran Bretagna, la vittoria di Donald Trump negli Usa e la sua politica economica e internazionale, quelle di Viktor Orban in Ungheria, Sebastian Kurz e Heinz Christian Strache in Austria, Andrej Duda in Polonia, Matteo Salvini e Luigi Di Maio in Italia, sono tutte tappe di questo processo che sta cambiando la fisionomia politica del mondo occidentale. Non \u00e8 certo la prima volta che accade: &#8220;la storia \u00e8 il cimitero delle \u00e9lites&#8221; scriveva cent&#8217;anni fa il maggiore specialista della questione, il sociologo Vilfredo Pareto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la sociologia della politica \u00e8 l&#8217;anatomo patologo che studia le cause della loro morte. Quali sono le cause della (almeno apparente) fine delle \u00e9lites recentemente affossate? E che lezioni ne possono trarre i nuovi vincitori? A leggere gli appunti di Pareto, tra i quali mi aggirai in giovent\u00f9 a Losanna, la ragione principale di queste disfatte \u00e8 sempre il rifiuto di cooptare tra le proprie file gente nuova, che voglia davvero rigenerare la classe dirigente. La battuta di Renzi sui padri che &#8220;hanno mangiato, ma poi si sono alzati senza pagare il conto&#8221; non era male, c&#8217;era del vero. Peccato che poi al tavolo si siano seduti i figli di quei poco onorevoli padri, ed abbiano fatto lo stesso, mentre il popolo si era ormai stufato di assistere alla sequenza dei banchettanti strettamente imparentati. In generale, comunque, un&#8217;\u00e9lite va al cimitero quando \u00abgli interessi materiali hanno preso il sopravvento\u00bb sugli slanci umani e ideali. Come spiegava appunto Pareto. Giuseppe Prezzolini fondatore de La voce, altro &#8220;enfant terrible&#8221; della scena politica italiana, gli dava manforte nell&#8217;articolo \u00abL&#8217;aristocrazia dei briganti\u00bb: \u00absiamo con Pareto nel disprezzo \u201cper tutta quella parte di classe dominatrice paurosa, imbelle, atrofizzata per l&#8217;inerzia&#8230; suicida di paura\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco: l&#8217;inerzia per paura, rimane da allora (alla vigilia del fascismo) una delle principali caratteristiche delle \u00e9lites malate, destinate ad essere sostituite da quelle pi\u00f9 fresche e dinamiche. Anche perch\u00e9 pi\u00f9 motivate dal punto di vista ideale, che le vecchie \u00e9lites non considerano affatto. La prevalenza di interessi materiali produce infatti in esse un appesantimento, un&#8217;intossicazione nelle motivazioni (che Pareto chiama: &#8220;residui&#8221;), provocando una sorta di sclerosi, un rallentamento nel ricambio e nel movimento. Mentre la presenza di ideali e di attenzione agli interessi collettivi fornisce ai nuovi dirigenti il coraggio di sviluppare e usare la forza, con una determinazione di cui le vecchie \u00e9lites impaurite non sono pi\u00f9 capaci. Iniziative come quella di Matteo Salvini di chiudere i porti alle navi e ai trafficanti di esseri umani, o di Giuseppe Conte che rifiuta di votare il documento Cee nella sua interezza, costringendo gli altri Stati a discuterlo punto per punto, entrando nel merito, sono iniziative forti, impossibili da assumere se dietro non ci sono obiettivi sentiti, che vanno al di l\u00e0 degli interessi individuali. Sono cose possibili solo a chi ha qualit\u00e0 del tipo umano dei &#8220;leoni&#8221;, che Pareto contrappone a quello delle &#8220;volpi&#8221;; utilizzando queste categorie gi\u00e0 illustrate da Nicol\u00f2 Machiavelli, capostipite della teoria realista della scienza politica in et\u00e0 moderna (cui anche il sociologo italo-francese aderisce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principe dovrebbe comunque avere entrambe le qualit\u00e0: &#8220;Bisogna essere volpe per conoscere ed evitare i lacci, e leone per spaventare i lupi &#8220;. Per Pareto, per\u00f2, i leoni sono i politici che danno una forte importanza agli equilibri che garantiscono l&#8217;indispensabile continuazione della societ\u00e0 (umana e animale), mentre le volpi astutamente giocano tra le diverse combinazioni possibili, spesso per il proprio interesse personale. I leoni sono i difensori della sicurezza di tutti i cittadini, mentre le abili e veloci volpi corrispondono secondo Pareto agli speculatori, che si diffondono nelle civilt\u00e0 giunte all&#8217;apice della ricchezza, ma dirette verso sicura decadenza appunto per la scarsa attenzione al benessere e sicurezza collettiva. Le volpi-speculatori erano visti gi\u00e0 da Pareto (che li chiamava i &#8220;virtuisti&#8221;) come protagonisti di tempi di decadenza, specializzati nell&#8217;agitare ideali umanitari o egualitari pur di fare quattrini. Cent&#8217;anni dopo quei &#8220;virtuisti&#8221;, furbi sfruttatori di sbandierate &#8220;virt\u00f9&#8221; di cui parla Pareto, abbiamo George Soros, il pi\u00f9 grande speculatore della nostra epoca, vecchia e astutissima volpe della finanza internazionale, capace di costringere (ad esempio) in un colpo solo Italia e Inghilterra a svalutare lira e sterlina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da anni Soros, oltre a speculare contro i diversi interessi nazionali, si batte per la libert\u00e0 di immigrazione e assieme dei diversi &#8220;diritti&#8221;, scegliendoli accuratamente tra quelli pi\u00f9 destabilizzanti per le culture tradizionali dei diversi paesi. Tanto che Orban ha fatto una legge apposta per impedire alle sue Fondazioni di operare in Ungheria: un caso di studio nella contrapposizione tra \u00e9lites finanziarie internazionali e interessi di comunit\u00e0 e popoli locali. La lotta serrata tra \u00e9lites e popoli non \u00e8 insomma un&#8217;astratta elucubrazione, ma un fenomeno storico ricorrente, che spiega precisi fatti della realt\u00e0 (come fa Pareto, studioso realista). Dalla rivoluzione francese in poi, comunque, le \u00e9lites furono sempre pi\u00f9 spesso non realiste ma &#8220;progressiste&#8221;, illuministe: convinte dell&#8217;inarrestabile progresso della storia insieme a quello della tecnica. Vi appartiene, ad esempio Francis Fukuyama, il professore di Harvard (molto discusso nella sua stessa universit\u00e0) che dopo il crollo del comunismo scrive: La fine della storia. Ormai -sostiene- non ci sono pi\u00f9 ragioni di conflitto: finalmente finite le religioni, le ideologie, le credenze irrazionali. Eravamo (quasi) in un paradiso; naturalmente capitalista. Gli rispose il suo vecchio prof. Samuel Huntington con lo Scontro di civilt\u00e0 e il nuovo ordine mondiale facendo con realismo notare che dopo la fine dell&#8217;URSS in realt\u00e0 riappaiono le vecchie divisioni e antagonismi tra le antiche culture precedenti a Carlo Marx: Occidentale, Cristiana orientale (ortodossa), Latino-americana, Islamica, Ind\u00f9, Cinese, Giapponese, Buddista, Africana. Del resto, gi\u00e0 in quegli anni diventava visibile la fine della secolarizzazione (morte di Dio e delle credenze religiose), e il riemergere delle preesistenti religioni, in realt\u00e0 mai morte. Progressiste per interesse, pi\u00f9 che per l&#8217;umanitarismo pi\u00f9 o meno sbandierato, le \u00e9lites illuministe vengono poi periodicamente affondate (oltre che dalle proprie debolezze) per la loro lontananza dalla gente comune e dai suoi sentimenti, speranze, fedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;\u00e9lite infatti sostituisce la fede religiosa con quella nel progresso, secondo la quale ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non si ripresenter\u00e0 e la storia continuer\u00e0 la sua ascesa. \u00c8 l&#8217;elegante e pagatissimo Tony Blair che lancia l&#8217;appello contro il ritorno di &#8220;populismi e dazi identici a quelli degli anni 30&#8221;. Ma perch\u00e9 si sorprende? Se un commercio internazionale dove sostanzialmente vige la legge del pi\u00f9 forte crea disoccupazione e povert\u00e0, qualcuno metter\u00e0 i dazi! La fame vince seccamente la fede nel progresso. Tornano cos\u00ec antiche soluzioni, come appunto il populismo che del resto Cristopher Lasch (il grande sociologo del narcisismo) considera una &#8220;tradizione del pensiero democratico&#8221;. Non una parola da pronunciare con disprezzo, o uno stigma con cui bollare un avversario che non si riesce a confutare, ma una tradizione della democrazia.<br \/>\nQuando poi il &#8220;progresso&#8221; rivela la sua inconsistenza, l&#8217;\u00e9lite ricopre tutto con una zuccherosa glassa che nasconda la verit\u00e0. Ancora Lasch (La ribellione delle \u00e9lite): &#8220;Le parole-chiave correnti: accoglienza, promozione, abilitazione, esprimono la malinconica speranza che le divisioni profonde che minano la societ\u00e0 possano essere colmate da un linguaggio purgato e emendato&#8221;. Ma il politically correct non ha mai salvato nessuno. Ha invece perso molti: anche queste \u00e9lites.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.laverita.info\/il-declino-delle-elite-affossate-dal-progresso-2584621895.html?xrs=RebelMouse_fb&amp;utm_source=facebook&amp;utm_medium=fbsocialshare&amp;utm_campaign=organic\">https:\/\/www.laverita.info\/il-declino-delle-elite-affossate-dal-progresso-2584621895.html?xrs=RebelMouse_fb&amp;utm_source=facebook&amp;utm_medium=fbsocialshare&amp;utm_campaign=organic<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA VERITA&#8217; (Claudio Ris\u00e9 ) &nbsp; Siamo in tempi di rivolta contro le \u00e9lites. 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