{"id":43971,"date":"2018-07-14T09:30:17","date_gmt":"2018-07-14T07:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43971"},"modified":"2018-07-13T22:02:18","modified_gmt":"2018-07-13T20:02:18","slug":"linganno-meritocratico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=43971","title":{"rendered":"L\u2019inganno meritocratico"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"main\">\n<section><img decoding=\"async\" class=\"preview post\" src=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/data\/articoli\/big\/0\/0-62004.jpg\" alt=\"L\u2019inganno meritocratico\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni anni fa partecipammo a un\u2019assemblea di dipendenti di un\u2019agenzia fiscale indetta dai sindacati per stabilire il criterio di divisione delle somme dovute come premio annuale di prestazione, collegato al merito individuale. Le cifre in ballo non erano elevate, ma in assenza della quattordicesima mensilit\u00e0, facevano gola. La discussione fu rovente, segno che la controparte aveva colto il suo primo obiettivo: dividere il fronte opposto con la semplice mossa di sottrarre allo stipendio \u201cnormale\u201duna parte della retribuzione, collegandola a criteri da determinare. Chi scrive aveva un doppio dilemma, giacch\u00e9, oltre a essere destinatario della valutazione legata al premio da riscuotere, avrebbe dovuto esprimere, da responsabile d\u2019ufficio, un giudizio con ricadute economiche sui colleghi del proprio servizio. La convinzione che esprimemmo con grande sofferenza fu che la forma di ripartizione meno ingiusta era \u201ca pioggia\u201d, ovvero uguale per tutti a parit\u00e0 di qualifica. Restiamo purtroppo della stessa opinione, non certo per egalitarismo, ma per radicale sfiducia negli obiettivi delle oligarchie direttive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la lunga ubriacatura collettivista dell\u2019uguaglianza forzata che intossic\u00f2 la nostra giovinezza, il metronomo si \u00e8 improvvisamente spostato, in ossequio al trionfo liberale, sull\u2019enfatizzazione del merito. Nessuno dei due principi regge alla prova dei fatti concreti. Marx non propugn\u00f2 mai l\u2019uguaglianza assoluta, anzi mutu\u00f2 dagli Atti degli Apostoli la celebre espressione \u201cOgnuno secondo le sue capacit\u00e0, a ognuno secondo i suoi bisogni\u201d. Il merito secondo i liberali si basa sulla glorificazione dei peggiori attacchi alla dignit\u00e0 delle persone, con le massime diseguaglianze economiche (le uniche care ai pretoriani del mercato misura di tutto) che vengono fatte passare per naturali. E\u2019 una gigantesca giustificazione dell\u2019ingiustizia, poich\u00e9 in una societ\u00e0 meritocratica nel senso oggi attribuito alla parola, non ottenere risultati diventa una colpa individuale. Sei tu che sei inadeguato, tu non sei capace di lottare, rispettare gli standard, competere. Il perdente nel gioco al massacro \u00e8 colpevole, fatti suoi se dovr\u00e0 contentarsi delle briciole o addirittura del nulla. La meritocrazia vigente, diciamolo senza paura, non \u00e8 altro che la capacit\u00e0, insindacabilmente decisa dall\u2019alto, di adeguarsi al sistema dopo aver ricevuto un\u2019istruzione strumentale a cui attenersi. Tutt\u2019al pi\u00f9 si tratta di un\u2019abilit\u00e0, non certo del \u201cmerito\u201d, che \u00e8 qualit\u00e0 intellettuale unit\u00e0 a preparazione, cultura, iniziativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio negativo \u00e8 l\u2019ossessione di misurare, valutare, catalogare, tipica del nostro tempo e dell\u2019ideologia dominante. Una dirigente del Forum della Meritocrazia, un organismo di cui non avvertivamo la mancanza, avverte che \u201cmisurare \u00e8 sempre il punto di partenza migliore \u201c. Questo \u00e8 vero se si vuole conoscere la distanza tra due punti, il peso di qualcuno o il tasso di colesterolo. La retorica dell\u2019oggettivit\u00e0 dei criteri \u201cscientifici\u201d non funziona con le persone, a meno di selezionarle in base alla statura, al peso o al gruppo sanguigno. Non si pu\u00f2 misurare il merito, che \u00e8 una qualit\u00e0, attribuendogli un punteggio, una scala di valore quantitativo. Quantit\u00e0 e qualit\u00e0 sono due insiemi indipendenti, irriducibili, come l\u2019olio non si scioglie nell\u2019acqua. La verit\u00e0 \u00e8 che tutto, da qualche decennio, deve essere misurabile in termini di performance. Si tratta di una falsa retorica dell\u2019oggettivit\u00e0, autorappresentata come una modalit\u00e0 incontestabile in quanto rapporta ogni cosa al valore di scambio, ovvero al costo. Di qui il successo del modello dei quiz a risposta multipla in tempi ristretti, i punteggi assegnati ai pi\u00f9 fantasiosi elementi dei curricula (da compilare in un modello prestabilito, detto europeo, pena l\u2019esclusione dalla valutazione), l\u2019eccessiva importanza di percorsi e competenze costruite appositamente per formare un certo tipo di candidato, quello che diventer\u00e0 meritevole, quindi cooptato nei posti che contano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ci sembra il punto decisivo: il nuovo criterio meritocratico \u00e8 in realt\u00e0 assai antico. Sono meritevoli coloro che si adeguano pi\u00f9 docilmente alla volont\u00e0 del potere, alla logica dominante, al pensiero corrente. Per questo la scuola subordina il pensiero critico del sapere umanistico alla conoscenza tecno-scientifica, specializzata nel conoscere i meccanismi, ma incapace di verificare le ragioni, scoprire i risvolti, indagare i perch\u00e9. Per lo stesso motivo \u00e8 in atto nel mondo del lavoro una gigantesca sostituzione dei quadri pi\u00f9 esperti con i pi\u00f9 giovani. Spazio ai giovani \u00e8 senz\u2019altro giusto, ma l\u2019anzianit\u00e0, oltrech\u00e9 esperienza, oggi svalutata per la rapidit\u00e0 dei cambiamenti, significa(va) maggiore capacit\u00e0 di giudizio, soprattutto una pi\u00f9 tenace resistenza al nuovo ordine. L\u2019et\u00e0, del resto, in un senso o nell\u2019altro, non \u00e8 un merito, ma una circostanza; Amintore Fanfani, la cui carriera fu lunghissima, sosteneva che \u201cse uno \u00e8 bischero, \u00e8 bischero anche a vent\u2019anni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza \u00e8 la sostituzione della giustizia con l\u2019efficienza, nonch\u00e9 la generalizzazione del conformismo, divenuto pi\u00f9 che mai un merito, esattamente come l\u2019appartenenza, familiare, politica, sindacale, a gruppi di potere, clan interni. La partita \u00e8 truccata all\u2019origine, la selezione ha regole ingiuste, tanto da far considerare meno iniquo il principio di uguaglianza. Il motivo \u00e8 la fanatica riduzione di tutto alla misura, alla quantificazione orientata a ottenere omologazione, consenso acritico, cinismo nella competizione e indifferenza ai principi morali. La conclamata meritocrazia odierna altro non \u00e8 che un inganno volto a riprodurre senza discussione gli scopi, le indicazioni, le metodologie del sistema di produzione e direzione vigente, fondato su obiettivi di breve termine e la riduzione della persona a risorsa umana eterodiretta da protocolli impersonali, regole e procedure prestabilite, indiscutibili, inderogabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tende quindi ad escludere pi\u00f9 di prima le personalit\u00e0 critiche, dotate di carattere, meno facili da inquadrare negli schemi, definiti senz\u2019altro inaffidabili, ergo privi di meriti. In tale ottica, la meritocrazia liberale \u00e8 speculare al frusto egalitarismo, entrambi costruzioni ideologiche di opposti regni della quantit\u00e0. Il comunismo di ieri e il liberismo di oggi restano fratelli le cui opposte polarit\u00e0 tendono a neutralizzarsi. La loro relazione ricorda un detto toscano: da Montelupo si vede la Capraia, Dio li fa e poi li appaia. Dovrebbe essere invece ristabilita un\u2019antica saggezza del diritto romano accolta dal cristianesimo, suum cuique tribuere, dare a ciascuno il suo. Un principio del diritto civile applicabile ad ogni ambito di vita. Gli uomini non sono uguali, \u00e8 ingiusto trattarli o valutarli alla stessa maniera; il rispetto della dignit\u00e0 di ciascuno impone un giudizio personalizzato, caso per caso. Poich\u00e9 il merito \u00e8 una qualit\u00e0, non pu\u00f2 essere ridotto a grafici, tabelle, quiz a crocette, punteggi arbitrari il cui peso \u00e8 stabilito a priori in base non a un ideal-tipo, ma al profilo standard preferito dall\u2019oligarchia per ciascun anello della catena gerarchica. Il merito \u00e8 diventato la somma algebrica del valore d\u2019uso e del valore di scambio degli esseri umani, secondo l\u2019interesse della cupola tecnocratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Illuminante \u00e8 un brano di Ren\u00e9 Gu\u00e9non, tratto dal \u201cRegno della quantit\u00e0 e i segni dei tempi\u201d: \u201c<em>negli individui la quantit\u00e0 predominer\u00e0 tanto pi\u00f9 sulla qualit\u00e0, quanto pi\u00f9 saranno ridotti ad essere dei semplici individui, e quanto pi\u00f9 saranno, appunto per questo, separati gli uni dagli altri, il che non vuol affatto dire pi\u00f9 differenziati, poich\u00e9 v\u2019\u00e8 anche una differenza qualitativa che \u00e8 proprio l\u2019inverso di quella differenziazione del tutto quantitativa che \u00e8 la separazione in questione. Tale separazione fa degli individui solo altrettante unit\u00e0, nel senso inferiore del termine, e del loro insieme una pura molteplicit\u00e0 quantitativa. Al limite, questi individui saranno paragonabili ai pretesi atomi dei fisici, sprovvisti di ogni determinazione qualitativa; e bench\u00e9 di fatto questo limite non si possa raggiungere, \u00e8 questo il senso in cui il mondo attuale si dirige. Non c\u2019\u00e8 che da guardarsi intorno per constatare che ci si sforza di ricondurre ogni cosa all\u2019uniformit\u00e0, si tratti degli uomini stessi, o delle cose in mezzo alle quali vivono, ed \u00e8 evidente che un risultato del genere non pu\u00f2 ottenersi se non sopprimendo, per quanto possibile, ogni distinzione qualitativa; ma quel che veramente \u00e8 degno di nota \u00e8 il fatto che per una strana illusione taluni scambiano volentieri questa uniformizzazione per una unificazione, mentre in realt\u00e0, essa ne rappresenta esattamente l\u2019inverso, dal momento che implica un\u2019accentuazione sempre pi\u00f9 marcata della separativit\u00e0. La quantit\u00e0 pu\u00f2 soltanto separare, non unire; sotto forme diverse, tutto ci\u00f2 che procede dalla materia non produce altro che antagonismo fra quelle unit\u00e0 frammentarie che sono all\u2019estremo opposto della vera unit\u00e0, o che almeno vi tendono con tutto il peso di una quantit\u00e0 non pi\u00f9 equilibrata dalla qualit\u00e0<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con principi siffatti, difficilmente lo studioso francese sarebbe stato ammesso ai test attitudinali oggi in voga, n\u00e9, forse sarebbe stato in grado di compilare correttamente il proprio curriculum in formato europeo. Escluso per demerito dai burocrati del merito. Che disgrazia l\u2019ingegno!<\/p>\n<\/section>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.ereticamente.net\/2018\/07\/linganno-meritocratico-roberto-pecchioli.html\">http:\/\/www.ereticamente.net\/2018\/07\/linganno-meritocratico-roberto-pecchioli.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli) &nbsp; &nbsp; Alcuni anni fa partecipammo a un\u2019assemblea di dipendenti di un\u2019agenzia fiscale indetta dai sindacati per stabilire il criterio di divisione delle somme dovute come premio annuale di prestazione, collegato al merito individuale. Le cifre in ballo non erano elevate, ma in assenza della quattordicesima mensilit\u00e0, facevano gola. 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