{"id":44049,"date":"2018-07-30T09:35:18","date_gmt":"2018-07-30T07:35:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44049"},"modified":"2018-07-30T09:35:59","modified_gmt":"2018-07-30T07:35:59","slug":"federico-caffe-la-sfida-della-disoccupazione-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44049","title":{"rendered":"Federico Caff\u00e8: &#8220;La sfida della disoccupazione giovanile&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni atteggiamenti che hanno avuto occasione di manifestarsi, a seguito della pubblicazione delle cifre del primo elenco dei giovani alla ricerca di lavoro, non possono non destare un certo stupore. Indubbiamente i dati ora disponibili accrescono i \u00abdettagli\u00bb\u00a0delle nostre conoscenze e non sono privi di utilit\u00e0. Sarebbe, peraltro, mera ipocrisia dare a intendere che la gravit\u00e0 del fenomeno non fosse gi\u00e0 nota, anche nelle sue connotazioni inerenti alla rilevanza della componente femminile e alla distribuzione territoriale. In realt\u00e0, sebbene gli addetti ai lavori, nel campo della statistica, non perdano occasione nel metterci in guardia contro la innata tendenza a generalizzare i fatti che cadono sotto la nostra osservazione immediata; proprio con riguardo alla disoccupazione giovanile, ciascuno di noi aveva avuto numerose occasioni per esservi coinvolto e per aver acquisito una dolorosa esperienza di quanto fosse logorante e mortificante la\u00a0ricerca di un posto di lavoro, sia per i diretti interessati che per i loro familiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, di fronte alla eloquenza della documentazione statistica, la preoccupazione prevalente sembra essere quella di \u00abnon alimentare delusioni\u00bb e di lasciare ben intendere che le possibilit\u00e0 effettive di lavoro sono enormemente al di sotto delle richieste espresse. Ma il discorso non pu\u00f2, chiaramente, fermarsi a questo punto. Se i posti di lavoro non si improvvisano, va almeno apertamente riconosciuto che la incapacit\u00e0 di assicurare la \u00abdignit\u00e0\u00bb del lavoro a coloro che vi aspirano rappresenta, indipendentemente da ogni richiamo al dettato costituzionale, la manifestazione evidente di una disfunzione fatale all\u2019accettabilit\u00e0 di un sistema economico. Rilevare che il fenomeno della disoccupazione giovanile non \u00e8 unicamente italiano, ma investe l\u2019intero mondo industrializzato, per limitarsi soltanto a questo, non fa che rafforzare la gravit\u00e0 e il carattere intrinsecamente eversivo di questa disfunzione. Ma un confortarsi con il mal comune sarebbe chiaramente aberrante. N\u00e9, del resto, il fenomeno \u00e8 del tutto simile nei vari Paesi, ma presenta anzi differenziazioni accentuate, non solo per i suoi caratteri propri, ma anche per il clima di opinione che prevale nelle diverse economie nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne il nostro Paese, accade che le misure di intervento rivolte a dare qualche rimedio alla disoccupazione giovanile siano destinate a trovare applicazione in un\u00a0periodo in cui prevale un\u2019atmosfera intellettuale particolarmente avversa all\u2019azione dei poteri pubblici in generale, all\u2019azione del settore pubblico dell\u2019economia in particolare, alla spesa pubblica con asprezza del tutto acritica e indiscriminata. \u00c8 difficile dire se si rimane maggiormente colpiti dal carattere anacronistico di questa liberalizzazione di seconda ondata e riferita questa volta al mercato interno; o dalla spregiudicatezza con la quale torna ad applicarsi con rinnovato vigore la vecchia pratica di \u00abprivatizzare gli utili e collettivizzare le perdite\u00bb; o dalla supposizione che i cittadini veramente non siano in grado di rendersi conto della misura in cui le difficolt\u00e0 del presente siano collegate alle collusioni, alle soluzioni e alle omissioni del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una politica di serio e concorde impegno nazionale per elevare i livelli di occupazione non pu\u00f2 fondarsi su basi equivoche e senza un serio ripensamento autocritico delle \u00ablinee\u00bb perseguite nel recente e meno recente passato. <strong>\u00c8 necessario dare maggiore impulso a fattori \u00abinterni\u00bb di ripresa dell\u2019economia anzich\u00e9 continuare a considerarli un sottoprodotto della espansione economica internazionale<\/strong>. \u00c8 necessario esaminare in modo approfondito la composita struttura del settore terziario e individuarvi le possibilit\u00e0 di occupazione \u00abproduttive\u00bb che contiene in vari suoi rami. Occorre evitare di dar credito a suggerimenti, veramente incongrui, quale ne sia la provenienza, di sospensione indiscriminata nelle\u00a0assunzioni negli impieghi pubblici, poich\u00e9 l\u2019oculatezza non si realizza con l\u2019ottusit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occupazione \u00e8 creazione di qualificazioni professionali per il futuro e salvaguardia di specializzazioni di mestiere acquisite con costo nel passato. <strong>Non vi \u00e8 dissipazione peggiore, per un sistema economico, che lo sperpero delle capacit\u00e0 lavorative umane gi\u00e0 disponibili, o da creare con l\u2019apprendimento e la preparazione<\/strong>. \u00c8 la considerazione del costo sociale di questo sperpero che sta alla base della concezione dello <strong>Stato \u00aboccupatore di ultima istanza\u00bb<\/strong>. Non si tratta di populismo assistenzialistico, ma proprio dell\u2019inverso: si tratta di tradurre in termini operativi una linea di pensiero consapevole dei fallimenti del mercato e ispirata al principio che <strong>\u00ablo spirito pubblico, guidato dalla conoscenza, pu\u00f2 essere l\u2019artefice del miglioramento sociale\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Federico Caffe,\u00a0 &#8220;La sfida della disoccupazione giovanile&#8221;<\/strong><br \/>\n(pubblicato su Il Messaggero del\u00a018 agosto 1977)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni atteggiamenti che hanno avuto occasione di manifestarsi, a seguito della pubblicazione delle cifre del primo elenco dei giovani alla ricerca di lavoro, non possono non destare un certo stupore. Indubbiamente i dati ora disponibili accrescono i \u00abdettagli\u00bb\u00a0delle nostre conoscenze e non sono privi di utilit\u00e0. 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