{"id":44062,"date":"2018-08-13T00:16:56","date_gmt":"2018-08-12T22:16:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44062"},"modified":"2018-08-12T11:33:11","modified_gmt":"2018-08-12T09:33:11","slug":"il-mito-di-narciso-paradigma-dellera-post-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44062","title":{"rendered":"Il mito di Narciso, paradigma dell\u2019era post-moderna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">di FEDERICA FRANCESCONI<\/span><\/p>\n<div class=\"single_left_entries_post left_entries\">\n<div class=\"pf-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Se c\u2019\u00e8 un mito che rappresenta bene la deriva autarchica dell\u2019et\u00e0 post-moderna, questo \u00e8 quello di Narciso, l\u2019eterno giovane che vive della sua sola immagine riflessa, senza curarsi di ci\u00f2 che gli sta attorno. Ogni aspetto dell\u2019attuale vita politica, sociale e culturale ha un qualcosa che richiama il narcisismo patologico, dallo scollamento di gran parte della classe dei governanti dai reali bisogni della gente, spregiativamente chiamato il popolino fannullone, alla una figura ambigua dell\u2019intellettuale contemporaneo, che oggi, anzich\u00e9 denunciare le contraddizioni del post-moderno, se ne fa promotore e strenuo difensore. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Se nell\u2019antichit\u00e0 era Prometeo l\u2019eroe ribelle che rubava il fuoco agli d\u00e8i per donarlo, in un estremo gesto di sacrificio, all\u2019umanit\u00e0 facendola cos\u00ec balzare in avanti verso la civilt\u00e0 vera e propria, oggi, in assenza di eroi generosi, l\u2019unica figura in cui potrebbero identificarsi istituzioni nazionali e sovranazionali, comunit\u00e0, gruppi e singoli individui, \u00e8 quella di Narciso, che non combatte contro gli d\u00e8i, contro la falsa morale o contro il fanatismo religioso, ma vive di passivit\u00e0, di autocompiacimento e di subordinazione a una visione che rispecchia la sua falsa perfezione. Il Narciso post-moderno \u00e8 incapace di pensare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Egli si accontenta di spiegazioni posticce, di specchi artificiosi costruiti ad hoc per narcotizzare la sua coscienza e renderlo apatico rispetto ai problemi del presente; \u00e8 altres\u00ec incapace di ribellarsi, impegnato com\u2019\u00e8 a contemplare una falsa immagine della realt\u00e0, presentata dai costruttori di specchi come quella migliore possibile; infine, \u00e8 incapace di nutrire passioni forti e sincere, slanci ideali, poich\u00e9 gli \u00e8 stato inculcato dai costrutti di specchi orwelliani che scopo dell\u2019essere umano \u00e8 solo quello godere del presente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Narciso \u00e8 il politico ammanicato con il potere deviato, teso a contemplare la propria immagine di forgiatore di destini altrui, nell\u2019illusoria convinzione di sapere qual \u00e8 il bene e qual \u00e8 il male, senza per\u00f2 ricorrere a un briciolo di etica che possa orientare le sue discutibili scelte. I sostenitori del paradigma neoliberista rientrano sicuramente nella descrizione di sopra. Essi sono devoti servitori dell\u2019economia finanziaria, che tiene in ostaggio popoli, nazioni e interi continenti, economia che ha fatto della crescita infinita e del consumismo indotto i dogmi intoccabili della sua religione idolatrica, nella pretesa antiscientifica e insieme antiumanistica che il mercato \u00e8 capace di autoregolarsi. In questa prospettiva fuorviante l\u2019etica \u00e8 concepita come una pregiudiziale da cestinare. E la politica, che fine ha fatto in questo scenario desolante? Essa \u00e8 ormai scomparsa, condizionata e soggiogata com\u2019\u00e8 dai poteri economici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La politica \u00e8 stata fagocitata da un sistema finanziario che non tollera l\u2019esistenza di zone franche, di campi neutrali dove il mercato rischia di essere contrapposto all\u2019etica. Ed \u00e8 per questo motivo che i diritti sociali, un tempo garantiti e per di pi\u00f9 considerati un vanto per le socialdemocrazie, sono sempre pi\u00f9 declassati a oneri, a spesa passiva che ricade sulle spalle di uno stato che non vuole mettere in discussione i principi ingiusti su cui si fonda la distribuzione della ricchezza. Ecco quindi che lo Stato sociale diventa assistenzialismo, e che i fruitori dei diritti sociali passano per parassiti. Lo Stato non \u00e8 pi\u00f9 concepito dalle \u00e9lite al potere come il garante dei diritti sociali ma come un ente di beneficenza e, come tale, pu\u00f2 anche rifiutarsi di assistere le fasce deboli della cittadinanza. Si tratta di un capolavoro, di un canone inverso di cui gli autori sono i tecnocrati, <em>longa manus<\/em> negli apparati statali della finanza disumana. Parole d\u2019ordine come pareggio di bilancio, eccedenza passiva, circolo virtuoso dell\u2019economia di mercato, sono diventati dei mantra da sciorinare ogni volta che un prometeo sopravvissuto all\u2019azione livellatrice del Pensiero unico ne mette a nudo l\u2019inconsistenza e la disumanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Occorre affermare la superiorit\u00e0 del mercato in ogni interstizio dell\u2019esistente in cui pu\u00f2 nascondersi un granello di eticit\u00e0 e di umanit\u00e0. Una volta neutralizzata la politica, il secondo obiettivo che negli ultimi cinquant&#8217;anni il narcisismo finanziario ha perseguito \u00e8 il soggiogamento della classe degli intellettuali in cambio di privilegi e visibilit\u00e0. Oggi la maggior parte degli intellettuali, salvo qualche eccezione eccellente, \u00e8 vincolata al sistema finanziario e a quello politico subordinato al primo, da un rapporto di <em>do ut des<\/em>, un doppio legame, questo, che ha comportato il superamento del ruolo dell\u2019intellettuale come denunciatore delle storture e degli scompensi prodotti dal sistema. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019intellettuale post-moderno \u00e8 generalmente una macchietta di se stesso, un Narciso <em>ante litteram,<\/em> che non vuole e non sa pi\u00f9 farsi portavoce di visioni altre rispetto a quelle sistemiche. Anzi, \u00e8 lui stesso il protagonista principale del processo di omologazione in atto che aspira a ridurre l\u2019umanit\u00e0 a una massa informe ed acritica, con la connivenza di una classe politica del tutto succube ai predoni finanziari. Il narcisi della cultura non hanno protestato nemmeno quando in una quindicina d\u2019anni, in seguito allo sgretolamento del pubblico a tutto vantaggio del privato, gli apprendisti stregoni della finanza hanno trasformato le arti liberali in beni da vendere al miglior offerente, sancendo cos\u00ec la fine dell\u2019indipendenza della cultura da poteri terzi. E cos\u00ec le universit\u00e0, da luoghi del sapere e della formazione di teste pensanti, sono scadute a livello di agenzie per il mercato del lavoro, laboratori sperimentali di inoculazione dei germi patogeni del Pensiero unico. D\u2019altra parte, legando indissolubilmente il ruolo dell\u2019intellettuale alla (sub)cultura dello spettacolo, si \u00e8 creata una nuova categoria di narcisi, il cui reale valore o estro artistico dipende dagli indici di ascolto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Il consenso creato ad arte per condizionare milioni di spettatori \u00e8 forse l\u2019arma pi\u00f9 micidiale che i poteri forti hanno forgiato. In questo fenomeno, inutile nasconderlo, gli intellettuali organici al sistema giocano un ruolo decisivo.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Politici e intellettuali sono oggi delle variabili dipendenti dell\u2019economia, che aspira a tecnicizzare funzioni che, seppure screditate dalla corruzione, mantenevano un minimo di indipendenza e di umanit\u00e0. I narcisi patologici che non cercano la verit\u00e0, che non sanno amare, incapaci di avere un rigurgito etico, sono le pedine perfette di chi vuole cancellare le vere dimensioni dell\u2019Essere, che non sono certo l\u2019economia finanziaria e la tecnica asservita al mercato, prodotti avariati di un\u2019umanit\u00e0 che ha perso la sua Stella Polare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Che fare dunque? A parere di chi scrive, occorre innanzitutto recuperare la neutralit\u00e0 della politica e della cultura, ambiti della vita civile ormai quasi interamente inghiottiti dalle logiche della finanza. Ci\u00f2 significa che lo Stato deve recuperare il suo ruolo di mediatore tra il pubblico e il privato, allo scopo di correggere gli eccessi di una dimensione, quella dell\u2019economia, che non \u00e8 pi\u00f9 al servizio delle persone ma narcisisticamente solo di se stessa. Per fare ci\u00f2 occorre sostituire la logica utilitaristica con la logica dell\u2019umanesimo (non certo quello sbandierato da una certa sinistra ipocrita). Alla domanda \u201c\u00e8 utile?\u201d o \u201c\u00e8 vantaggioso?\u201d occorre dare precedenza al principio della dignit\u00e0. Se un provvedimento, una legge, un prodotto culturale non \u00e8 dignitoso per le persone, non ci sono appigli di sorta che possano giustificarlo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La perdita del senso della giustizia sociale non \u00e8 affatto irreversibile, come qualche cattivo samaritano vuol far credere. Certo, fin quando politici ed intellettuali seguiranno come automi il canto delle sirene finanziarie, non potr\u00e0 esserci alcun cambiamento di paradigma. Per questo motivo una condizione essenziale per il recupero dell\u2019indipendenza della politica dalla finanza \u00e8 la messa in discussione dei postulati su cui si fonda il paradigma neoliberista. Per far inceppare il sistema non bastano critiche blande o l\u2019idea semplicistica che il neoliberismo, purificato dai suoi eccessi, possa essere compatibile con la dignit\u00e0 della persona, poich\u00e9 esso \u00e8 stato creato proprio al fine di calpestare le dignit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Mezzo secolo di fallimenti economicistici non hanno insegnato nulla? Le democrazie occidentali, o quel che rimane di esse, continuano imperterrite a scandire lo slogan del paradigma neoliberista nella sua versione moderata. Tuttavia, per usare una metafora, il vino, anche quando \u00e8 annacquato, sempre vino rimane. Il veleno \u00e8 veleno, anche se iniettato a piccole dosi non mortali. Il paradigma neoliberista ha fatto dell\u2019intoccabilit\u00e0 del libero mercato una vera e propria idolatria e, come in tutti i culti idolatrici che si rispettino, ha allevato una genia di sacerdoti, politici ed intellettuali, a cui ha affidato il compito di convincere le persone ad assoggettarglisi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Come uscire dall\u2019<em>impasse<\/em> idolatrico? Il punto di partenza \u00e8 sempre lo strappo del velo di apocalittica memoria: strappare il velo significa rendere manifesto ci\u00f2 che \u00e8 ancora occultato. Nel caso del neoliberismo bisogna rendere manifesta la sua incompatibilit\u00e0 con la dignit\u00e0 dell\u2019essere umano. Per tale motivo l\u2019intellettuale in questo periodo di crisi pu\u00f2 svolgere una funzione preziosissima, quella cio\u00e8 di smascherare la bont\u00e0 di un sistema che sta causando pi\u00f9 morti della I e della II Guerra mondiale messe insieme. In quest\u2019ottica rivelatrice non c\u2019\u00e8 posto per narcisi patologici: ogni intellettuale che si rispetti non pu\u00f2 non essere contro il sistema disumano. Se, invece, come oggi accade spesso, l\u2019intellettuale \u00e8 ricoperto di onori dal sistema che dovrebbe combattere, non \u00e8 pi\u00f9 tale ma un fenomeno da circo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">E allora, una volta riappropriatosi della sua funzione naturale, l\u2019intellettuale pu\u00f2 diventare un novello Prometeo, che non ha esitato a disubbidire agli d\u00e8i pur di migliorare la condizione dell\u2019umanit\u00e0, preda del freddo e delle belve feroci. Essere dei prometei del XXI secolo significa non avere paura della punizione che gli d\u00e8i tecnocrati potrebbero infliggere per aver messo in discussione il paradigma neoliberista. Sopportare le ripercussioni negative che implica attaccare il sistema ingiusto \u00e8 per uomini eroici, non certo per ominicchi da avanspettacolo. Con il furto del fuoco agli d\u00e8i tecnocrati, che hanno potere di vita e di morte su miliardi di persone, l\u2019intellettuale prometeico pu\u00f2 riconsegnare la loro vita a se stessi e renderla cos\u00ec autonoma dall\u2019arbitrio dei potenti. Certo, questo \u00e8 un gesto eroico che chiama in causa doti quali il coraggio, l\u2019abnegazione e\u00a0l\u2019amore per la verit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 proprio il rischio che fa di noi degli esseri semidivini. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Chi non rischia non vive, \u00e8 chi non rischia non andr\u00e0 mai oltre le nebbie dell\u2019Avalon tecnocratica spacciata per Eden terreno, n\u00e9 tantomeno potr\u00e0 tirare fuori altri dalla coltre dell\u2019ideologia pervasiva del neoliberismo. Ma attenzione: vivere, rischiare, significa esistere, come diceva Heidegger. Esistere \u00e8 essere gettati o gettarsi nella vita? Certamente non \u00e8 essere gettati passivamente nel mare del caos, tra i flutti di onde che non possiamo governare. Gettarsi \u00e8 tutt\u2019altra cosa: \u00e8 riappropriarsi del <em>logos,<\/em> della propria capacit\u00e0 di pensare il presente, e quindi di muovere delle critiche per cambiarlo. Oggi a dominare sul <em>logos<\/em> \u00e8 <em>polemos,<\/em> sotto forma di guerra civile, di guerre umanitarie, di attacco alle identica nazionali, di esibizionismo umanitario di piazza, di contrapposizione fasulle tra categorie, di criminalizzazione di chi non si sottomette al Pensiero unico, e di tutto ci\u00f2 che lede il diritto delle persone e dei popoli a sopravvivere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8\u00a0la parola, quella vera, liberata da vincoli di potere, la sola in grado di spezzare le catene che schiavizzano miliardi di esseri umani a ideologie distruttive che non li rappresentano. <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">La scoperta del <em>logos<\/em> nella seconda met\u00e0 del I millennio a.C. \u00e8 stato l\u2019atto fondatore dell\u2019Occidente, il momento in cui esso ha avuto coscienza di se stesso. Per liberare l\u2019Occidente dalle sue aporie, di cui la dittatura finanziaria \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 macroscopica, l\u2019unica via perseguibile \u00e8 ritornare al <em>logos,<\/em> alla parola potentemente critica, sovversiva e rigenerante. Il <em>logos<\/em> \u00e8 al tempo stesso pensiero e parola, cio\u00e8 vibrazione che trasforma il presente.\u00a0\u00c8 il <em>logos<\/em> ci\u00f2 che accomuna tutti gli esseri umani e, per questo motivo, \u00e8 l\u2019unica facolt\u00e0 in grado di sconfiggere gli idoli post-moderni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">fonte: <a href=\"http:\/\/www.ereticamente.net\/2018\/07\/il-mito-di-narciso-paradigma-dellera-post-moderna-federica-francesconi.html\">ereticamente.net<\/a>, 29.7.2018<\/span><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICA FRANCESCONI Se c\u2019\u00e8 un mito che rappresenta bene la deriva autarchica dell\u2019et\u00e0 post-moderna, questo \u00e8 quello di Narciso, l\u2019eterno giovane che vive della sua sola immagine riflessa, senza curarsi di ci\u00f2 che gli sta attorno. 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