{"id":44171,"date":"2018-08-28T08:20:18","date_gmt":"2018-08-28T06:20:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44171"},"modified":"2018-08-28T08:58:42","modified_gmt":"2018-08-28T06:58:42","slug":"per-una-gestione-efficiente-dei-servizi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44171","title":{"rendered":"Per una gestione efficiente dei servizi pubblici"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>STEFANO ROSATI (FSI Rieti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni molti hanno invocato la necessit\u00e0 di revocare la concessione ad Autostrade Spa e nazionalizzare la rete autostradale applicando l\u2019<strong>art. 43 della Costituzione<\/strong>. Si otterrebbe cos\u00ec una migliore gestione del servizio, pi\u00f9 efficiente ed equa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ragionare in questi termini vuol dire essere (ancora) malati di liberalismo. L\u2019art. 43 Cost. non \u00e8 infatti uno strumento per ottenere una pi\u00f9 efficace gestione del servizio pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019art. 43 della Costituzione non ha il fine primario di perseguire l\u2019efficienza e l\u2019equit\u00e0 dei servizi pubblici. Insieme agli altri strumenti previsti dalla Costituzione, l\u2019art. 43 \u00e8 un formidabile strumento di difesa della collettivit\u00e0 <strong>contro il dominio delle grandi organizzazioni capitalistiche<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro lo strapotere e l\u2019avidit\u00e0 dei grandi gruppi privati che erogano servizi pubblici, il modello anglosassone sceglie la via delle autorit\u00e0 indipendenti di regolazione dei servizi, in modo da salvaguardare la concorrenza e il mercato. Insomma, si cerca di attenuare qualche effetto, senza affrontare la causa. In Italia, i Costituenti decisero, invece, di affrontare il problema alla radice, seguendo la via della pubblicizzazione e della gestione diretta nel settore dei servizi pubblici e delle partecipazioni statali in concorrenza con il privato in tutti gli altri settori. Si cerc\u00f2, con buoni risultati, di rimuovere la causa del problema, escludendo il capitale privato dal settore dei servizi pubblici e facendogli concorrenza negli altri settori, a tutela della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con l\u2019art. 43 Cost. si combatte il grande capitale.<\/strong> Per farlo, serve consapevolezza e serve recuperare tutti gli strumenti che la Costituzione contempla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dibattito che port\u00f2 alla gestione diretta delle ferrovie da parte dello Stato, un grande statista, seppur liberale, metteva bene in luce i motivi per cui certi servizi devono essere gestiti dallo Stato:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di due punti particolarmente dovemmo tener conto: delle condizioni tecniche in cui le ferrovie si trovavano, e delle condizioni morali del personale. Pel rispetto tecnico le ferrovie erano ormai state ridotte a condizioni deplorevoli; le societ\u00e0 esercenti avevano seguita quella pratica che nelle campagne toscane si chiama del \u00ablascia podere\u00bb, sfruttando le reti e il materiale ferroviario sino agli estremi e lesinando sino all&#8217;inverosimile nelle manutenzioni.<br \/>\nN\u00e9 meno gravi si presentavano le difficolt\u00e0 e complicazioni che risultavano dallo stato d&#8217;animo del personale, ormai irreparabilmente straniato dalle Societ\u00e0; straniamento del quale la maggiore responsabilit\u00e0 risaliva alle Societ\u00e0 stesse, che non avevano trattato con equit\u00e0 i loro dipendenti, come il Governo stesso e il Parlamento avevano gi\u00e0 potuto constatare (GIOLITTI, Memorie della mia vita, Milano, 1945, 199 ss.).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sfruttamento del lavoro e atteggiamento predatorio nei confronti dei beni della collettivit\u00e0. Questi sono i caratteri del capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un liberalista intelligente si rende conto dei problemi che crea il liberalismo. Per i sostenitori dell\u2019Unione Europea o, peggio, di un\u2019altra Unione Europea, invece, non c\u2019\u00e8 speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con l\u2019art. 43 Cost. si combatte il grande capitale.<\/strong> Per farlo, serve consapevolezza. Di gestione diretta dei servizi pubblici non mi pare, per\u00f2, si sia parlato da trent\u2019anni a questa parte. TUTTI i partiti presenti in Parlamento sono ancora in piena orgia liberale, compresa la maggioranza che sostiene l\u2019attuale Governo. Ricordo solo una minuscola forza politica che ha sempre parlato di gestione diretta dei servizi pubblici come leva per perseguire la piena occupazione e per evitare che i bisogni della collettivit\u00e0 siano un\u2019occasione di rendita per i privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una recente intervista il prof. Cassese fotografa bene la situazione attuale; nel corso degli anni il patrimonio di conoscenze dell\u2019amministrazione pubblica (tecnici del genio civile e del Ministero dei Trasporti) che dovrebbe gestire un servizio complesso come quello autostradale \u00e8 stato \u2018disperso\u2019 (stipendi da fame, mancate assunzioni etc). Pensate quanti funzionari tecnici si potevano pagare con le migliaia di euro percepiti dai consiglieri di amministrazione di autostrade spa (solo per citarne alcuni Letta e Cassese; quest\u2019ultimo, a quanto pare, avrebbe percepito 700.000 euro in 5 anni come componente del cda di autostrade!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i Trattati UE, la gestione diretta da parte dello Stato dei servizi pubblici \u00e8 ammissibile, a condizione che l\u2019impresa pubblica rispetti le stesse regole del privato e non distorca la concorrenza, non \u00e8 quindi la propriet\u00e0 dell\u2019impresa il problema. L\u2019ostacolo che di fatto spinge alla privatizzazione dei servizi pubblici (ossia all\u2019affidamento del servizio ai privati) \u00e8 che, in caso di gestione deficitaria, lo Stato-impresa per ricapitalizzare dovrebbe aumentare il proprio debito e si sa che questo non piace a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vincoli al bilancio pubblico, l\u2019assenza di sovranit\u00e0 monetaria, portano esattamente a questo: sfruttamento parassitario di beni della collettivit\u00e0 da parte di pochi squali (che di certo non sono interessati n\u00e9 alla manutenzione di un bene che non \u00e8 nemmeno di loro propriet\u00e0 n\u00e9 a fare buona occupazione.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0l\u2019intero modello descritto nei Trattati che deve essere superato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con l\u2019art. 43 Cost. si combatte il grande capitale.<\/strong> Per farlo, serve consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O si sceglie il mercato o si parla di nazionalizzazione dei servizi. O si sceglie il popolo, la collettivit\u00e0, o si sceglie il grande capitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) In questi giorni molti hanno invocato la necessit\u00e0 di revocare la concessione ad Autostrade Spa e nazionalizzare la rete autostradale applicando l\u2019art. 43 della Costituzione. Si otterrebbe cos\u00ec una migliore gestione del servizio, pi\u00f9 efficiente ed equa. Ragionare in questi termini vuol dire essere (ancora) malati di liberalismo. L\u2019art. 43 Cost. non \u00e8 infatti uno strumento per ottenere una pi\u00f9 efficace gestione del servizio pubblico. 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