{"id":44191,"date":"2018-09-04T00:50:22","date_gmt":"2018-09-03T22:50:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44191"},"modified":"2018-09-03T09:56:47","modified_gmt":"2018-09-03T07:56:47","slug":"il-mito-degli-uguali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44191","title":{"rendered":"Il mito degli uguali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di ALESSANDRO CASTELLI (FSI Trento)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggendo <em>Il Mito degli Uguali<\/em>, un libro del 1996 scritto dal politologo britannico John Dunn, che dallo studio del pensiero di John Locke \u00e8 passato alla descrizione dei limiti e delle problematiche dei sistemi democratici e della globalizzazione, non ho potuto fare altro che ripensare,\u00a0per le ragioni che dir\u00f2, alle parole dei New Model Army di <em>51st State<\/em>: <em>Here in the land of opportunity, watch us revel in our liberty, You can say what you like but it doesn&#8217;t change anything, Because the corridors of power are an ocean away, We&#8217;re the 51st state of America<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima, per\u00f2, bisogna rimarcare che \u00a0la visione del mondo dell\u2019autore rimane quella di un pensatore liberale, e forse proprio per questa ragione si pu\u00f2 dire che all&#8217;interno del libro ci sono alcune domande rimaste, in parte o persino del tutto, senza riposta. Eppure, l\u2019autore riconosce che si pu\u00f2 dire, alla fine della lettura di questi quattro capitoli \u2013 ovvero <em>La comparsa della democrazia<\/em>, dove ci si concentra sulle caratteristiche della democrazia nell\u2019Atene del VII secolo, <em>La seconda venuta della democrazia<\/em>, incentrato sulle vicende di tale parola durante e dopo la Rivoluzione Americana e Francese, <em>La lunga ombra del Termidoro<\/em> (forse il capitolo pi\u00f9 importante, dove attraverso le voci di Fran\u00e7ois-No\u00ebl Babeuf, rivoluzionario e giornalista francese e Filippo Ludovico Buonarroti, rivoluzionario italiano naturalizzato francese, si mettono a fuoco due concetti cardine per il prosieguo del libro: l\u2019ordine degli eguali, la volont\u00e0 cio\u00e8 di rendere gli uomini uguali di fronte alla legge sia dal lato attivo che dal lato passivo, e l\u2019ordine dell\u2019egoismo, la volont\u00e0 di mantenere determinate persone in posizioni di preminenza rispetto ad altre, che risulta tuttavia perfettamente compatibile con il suffragio universale) ed infine <em>Perch\u00e9 la democrazia<\/em>, dove si cerca di dare ragione degli interrogativi sollevati in corso d\u2019opera, pur mantenendo, come si diceva in apertura, qualche perplessit\u00e0 \u2013 \u00a0che il termine &#8220;democrazia&#8221;, nelle modalit\u00e0 governative contemporanee, \u00e8 stato sottoposto a uno stiramento semantico pressoch\u00e9 brutale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplificando al massimo e a rischio di perdere pi\u00f9 di un livello della profondit\u00e0 nel discorso di Dunn, esso si potrebbe riassumere cosi: in origine per &#8220;democrazia&#8221; si intendeva il governo attivo del <em>demos<\/em>, vale a dire del popolo minuto, chiamato a esercitare un ruolo nel processo di legiferare. Soltanto attraverso i vari passaggi di cui sopra si \u00e8 arrivati al significato attuale, vale a dire quello di &#8220;democrazia rappresentativa&#8221;. E in questi passaggi si \u00e8 andato a perdere proprio quell\u2019insieme di istanze che, come direbbero Babeuf e Buonarroti, avrebbero dovuto consentire a quantomeno mettere un tampone alla diseguaglianza economica delle persone. Infatti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;in sostanza, l\u2019ordine dell\u2019egoismo era aristocratico perch\u00e9 inevitabilmente generava disuguaglianza, richiedendo e garantendo l\u2019esercizio del potere sovrano di una parte della nazione sull\u2019altra. Per Buonarroti, la libert\u00e0 di una nazione dipendeva da due fattori: l\u2018uguaglianza che le sue leggi sancivano in merito alla condizione dei cittadini e il pi\u00f9 completo esercizio dei loro diritti politici. Il secondo elemento non poteva sostituire il primo. I fautori dell\u2019uguaglianza individuavano con chiarezza gli effetti, ai loro occhi distruttivi, derivanti da proposte costituzionali che non fossero volte a stabilire una vera uguaglianza delle condizioni. Non stupisce, quindi, che essi considerassero i loro avversari pi\u00f9 interessati alla costituzione, i girondini, come parte di una pi\u00f9 vasta cospirazione contro i diritti naturali dell\u2019uomo&#8221;. [pag. 135]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, a partire dall\u2019America settecentesca, si \u00e8 distribuito il potere in modo tale anche che al popolo minuto non rimane che esprimere parere politico, ma senza aver alcuna possibilit\u00e0 di cambiare veramente la sua situazione. Tutt\u2019altro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;solo tale forma di stato pu\u00f2 sperare di rappresentare davvero il popolo nel corso del tempo. Essa sola, e forse nel lunghissimo periodo, pu\u00f2 unire una concreta realizzabilit\u00e0 nell\u2019immediato a una convincente pretesa di agire per conto e grazie al corpo dei suoi cittadini. Delegare il governo a un numero relativamente ridotto di cittadini, ma anche pretendere che essi siano scelti dalla maggioranza dei loro concittadini, se non da tutti, costituiva un modo astuto di mescolare uguaglianza e disuguaglianza. In questo modo non si poteva garantire concretamente la perenne vittoria ai fautori dell\u2019opulenza e della distinzione, ma si poteva stabilire, e in effetti lo si fece, un\u2019arena in cui quella vittoria poteva essere ripetutamente ricercata e raggiunta attraverso i giudizi e le scelte dei cittadini. Facendo ci\u00f2, e lasciando in apparenza che la loro vittoria potesse essere sempre\u00a0essa in discussione, nel lungo periodo, si vinse anche la guerra&#8221;. [pag. 138]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo tale forma di Stato, certo: a patto che si espungano da essa le ragioni dell\u2019ordine degli eguali. Ed \u00e8 qui che l&#8217;intero discorso risulta particolarmente interessante: perch\u00e9 se \u00e8 vero che, in realt\u00e0, tutto questo ha funzionato a meraviglia per l&#8217;ordine dell&#8217;egoismo, bisogna tuttavia rilevare che il gioco di prestigio ha funzionato meno in Europa che negli U.S.A. Nell&#8217;Europa del Novecento, infatti, le ragioni dell&#8217;Ordine degli uguali \u2013 espressione che potrebbe essere benissimo tradotta con &#8220;lotta di classe&#8221; \u2013 sono riuscite in qualche modo effettivamente a mettere dei paletti all&#8217;interno di una struttura che era pensata a priori per fare in modo che questi paletti non potessero essere messi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma allora non si potrebbe forse dire che l&#8217;intera costruzione dell&#8217;Europa Comunitaria non ha fatto altro che allungare la filiera dei passaggi tra l\u2019espressione del voto e la prassi posta in essere da quel voto stesso, allo scopo di limitare lo spazio di manovra dei fautori dell\u2019uguaglianza grazie al mero aumento dello spazio geografico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La repubblica, nel senso in cui egli la intendeva, differiva in vari modi dalla democrazia pura: \u00abI due grandi elementi di differenziazione tra una democrazia e una repubblica sono i seguenti: in primo luogo, nel caso di quest\u2019ultima vi \u00e8 una delega dell&#8217;azione governativa a un piccolo numero di cittadini eletti da altri; in secondo luogo, essa pu\u00f2 estendere la sua influenza su di un maggiore numero di cittadini e su una maggiore estensione territoriale\u00bb. L\u2019Unione degli Stati Americani comprendeva un territorio vasto e una popolazione decisamente numerosa e, pertanto, richiedeva una forma di governo in grado di gestire entrambi i fattori, cosa che chiaramente un \u00abgoverno democratico\u00bb non poteva fare.\u00a0 L\u2019Unione fu quindi costretta a scegliere un numero relativamente ridotto di rappresentanti che agissero per conto di una grande quantit\u00e0 di cittadini e la selezione stessa, presumeva ottimisticamente Madison, sarebbe stata la garanzia della qualit\u00e0 delle persone scelte. L\u2019ampiezza del territorio e la numerosit\u00e0 della popolazione avrebbero dato origine a un\u2019ampia variet\u00e0 di partiti e interessi, riducendo il rischio che si creassero coalizioni maggioritarie con l\u2019intenzione di violare i diritti degli altri cittadini. Anche nel caso in cui fossero sorte alleanze di questo genere, comunque, sarebbe stato impossibile coordinare su un teatro tanto vasto attivit\u00e0 politiche palesemente illecite, mantenendole segrete&#8221;. [pag. 78]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe quindi dire che trasferire vincoli, leggi, e strutture governative dalla sovranit\u00e0 dello Stato a una struttura sovranazionale non ha fatto altro che allungare la filiera, come si diceva, e a rendere quindi pi\u00f9 rigidi quei paletti che garantiscono una vasta percentuale delle vittorie all&#8217;ordine dell\u2019egoismo, e questo tutto sommato questo trasferimento costringe l&#8217;ordine degli uguali a lottare in una guerra che li vede a priori sulla lunga distanza perdenti. Dove invece l&#8217;ordine degli uguali \u00e8 pi\u00f9 forte \u00e8 una sorta di <em>close quarter combat<\/em>, dove il nemico non \u00e8 un burocrate senza volto a Bruxelles ma pu\u00f2 essere il proprio vicino di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 bisogna in questo senso essere chiari: sovranismo significa riportare il terreno di scontro in una dimensione pi\u00f9 adatta all\u2019ordine degli uguali, un terreno dove i passaggi sono minori e dove quindi \u00e8 meno probabile che entrino in gioco <em>desiderata<\/em> di lobby, corruzione o semplicemente vincoli legislativi preesistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo: il sovranismo \u00e8 anche un modello, almeno potenzialmente, universalizzabile nel riportare il terreno di scontro fra l\u2019uguaglianza e l\u2019egoismo a portata del popolo, inteso come <em>demos<\/em>, popolo minuto, <em>of course<\/em>, e d\u2019altra parte nel tenere presente il rischio della deriva opposta, vale a dire, come ben illustrato in <em>L&#8217;Ethnie \u00e0 l&#8217;assaut des nations <\/em>di Samir Amir, un economista marxiano purtroppo recentemente scomparso, la creazione di comunit\u00e0 statuali basate sull\u2019etnia, con il risultato di espungere dal campo delle forze e controforze presenti nel tessuto della comunit\u00e0 stessa ogni idea di lotta di classe. Insomma, tutti gli appartenenti a una comunit\u00e0 X sono uguali appartenendo alla stessa etnia, indipendentemente dal loro status sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche questa deriva \u00e8, tutto sommato, uno dei risultati della globalizzazione. Per questo bisogna riportare le ragioni dell\u2019ordine dell\u2019uguaglianza nella dimensione quotidiana delle persone, dimensione quotidiana dove, manco a dirlo, i differenziali di reddito sono tra le caratteristiche pi\u00f9 immediatamente evidenti. Per questo, in conclusione, bisogna riportare quei famosi <em>corridors of power<\/em> ben pi\u00f9 vicino che non <em>an ocean away<\/em>\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALESSANDRO CASTELLI (FSI Trento) Leggendo Il Mito degli Uguali, un libro del 1996 scritto dal politologo britannico John Dunn, che dallo studio del pensiero di John Locke \u00e8 passato alla descrizione dei limiti e delle problematiche dei sistemi democratici e della globalizzazione, non ho potuto fare altro che ripensare,\u00a0per le ragioni che dir\u00f2, alle parole dei New Model Army di 51st State: Here in the land of opportunity, watch us revel in our liberty,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":44211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[91,6],"tags":[174,6185,2852,1468,1506,266],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/dunn.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-buL","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44191"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44191"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44212,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44191\/revisions\/44212"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}