{"id":44222,"date":"2018-09-05T07:59:39","date_gmt":"2018-09-05T05:59:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44222"},"modified":"2018-09-05T08:03:28","modified_gmt":"2018-09-05T06:03:28","slug":"tornare-a-camminare-con-le-proprie-gambe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44222","title":{"rendered":"Tornare a camminare con le proprie gambe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 popolare \u00e8 l\u2019elemento che contraddistingue le repubbliche democratiche dalle altre forme di governo. Chi mette in dubbio il fatto che la sovranit\u00e0 appartenga al popolo, come recita il primo articolo della nostra Costituzione, in effetti mette in discussione la stessa democrazia e i principi che da essa derivano, ivi inclusi i diritti e le libert\u00e0 che questa garantisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovranit\u00e0 nazionale, invece, \u00e8 uno status dipendente da numerose variabili: dal ruolo geopolitico di uno Stato, dal livello di indipendenza dall\u2019approvvigionamento di risorse fondamentali per il funzionamento di un\u2019economia moderna (fonti energetiche e materie prime), dall\u2019articolazione delle sue istituzioni, dalla composizione della sua demografia industriale e dal peso della sua valuta, che \u00e8 strettamente correlato a tutte le altre variabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema centrale per chi mette in discussione il sovranismo, dunque, dovrebbe essere la legittimit\u00e0 della pretesa di rivendicare un\u2019autonomia nel contesto globale, cio\u00e8 di essere in grado di camminare sulle proprie gambe, mentre il tema della sovranit\u00e0 popolare non dovrebbe essere affatto oggetto di discussione, a meno che non si ritenga utile e auspicabile instaurare una dittatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi la domanda a cui dovremmo dare una risposta \u00e8: l\u2019Italia \u00e8 un paese che pu\u00f2 rivendicare ed esercitare una sovranit\u00e0 nazionale? Quali sono i fattori che determinano la capacit\u00e0 di ambire all\u2019esercizio di questo \u201cprivilegio\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opinione diffusa e ritenuta acquisita dall\u2019ortodossia economica \u00e8 che un paese possa definirsi autonomo e dunque in grado di esercitare la sovranit\u00e0 nazionale nella misura in cui riesca a mantenere in equilibrio il saldo delle partite correnti, con particolare attenzione alla bilancia commerciale. Sarebbe necessario, cio\u00e8, riuscire a conseguire un minimo surplus commerciale o per lo meno un pareggio tra importazioni ed esportazioni. Questo convincimento fa leva sull\u2019evidenza che molti paesi che hanno sperimentato persistenti squilibri commerciali si sono avvitati in spirali di debito estero che si sono inevitabilmente risolte in <em>default<\/em> sovrani. A questa visione <em>mainstream<\/em> si contrappone una lettura opposta, che nega il ruolo cruciale delle partite correnti, concentrando l\u2019attenzione sugli aspetti monetari e sul ruolo di garanzia giocato dalle istituzioni. Gli eterodossi che hanno prodotto questa lettura alternativa portano l\u2019esempio dei paesi che, al contrario, sperimentano deficit delle partite correnti di lungo periodo senza mai incorrere in crisi di debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio livello di conoscenza e la mia estraneit\u00e0 al circolo degli autorevoli leader di opinione impone estrema cautela nel giudicare la validit\u00e0 dell\u2019uno o dell\u2019altro approccio interpretativo. Tuttavia non posso fare a meno di osservare che entrambe le posizioni muovono dalla semplice osservazione di indicatori economici, ignorando le altre variabili in gioco succitate e dunque peccando di economicismo, cio\u00e8 di riduzionismo a meri fattori economici. Tanto la visione <em>mainstream<\/em> quanto quella eterodossa, infatti, pretendono di far assurgere a regola generale fattispecie particolari che rilevano questioni che andrebbero sottoposte ad analisi interdisciplinari pi\u00f9 approfondite. Spiegare il <em>default<\/em> dell\u2019Argentina o i disavanzi costanti degli USA e dell\u2019Australia ricorrendo alla mera osservazione delle dinamiche dei saldi commerciali o delle politiche monetarie rischia di negare l\u2019influenza determinante delle altre variabili, che contribuiscono innegabilmente a incidere sulla sostenibilit\u00e0 dei debiti, sulla percezione di affidabilit\u00e0 di un paese e della sua valuta e dunque sulla fiducia dei creditori e sulle scelte di politica economica adottate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa lettura parziale della realt\u00e0 \u00e8 alla base della pretesa di paragonare periodicamente il caso italiano a quello turco, venezuelano, argentino, greco e via discorrendo. \u00c8 evidente che nessuno dei paesi citati \u00e8 paragonabile all\u2019Italia, perch\u00e9 nessuno di questi stati ha mai raggiunto i livelli di sviluppo economico e di benessere dell\u2019Italia, cos\u00ec come non sono paragonabili gli assetti istituzionali, gli ordinamenti giuridici, il ruolo geopolitico, il peso dell\u2019industria avanzata e manifatturiera e il conseguente valore delle divise nazionali sui mercati valutari internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando sul tracciato segnato dal tentativo di fornire una replica sensata alla domanda iniziale, mi spingo ad azzardare una risposta realistica desumendola dalla storia recente. Credo che l\u2019Italia abbia tutte le carte in regola per esercitare una piena sovranit\u00e0 nazionale. Sulla base di quale considerazione? Per la banale constatazione che il nostro paese ha gi\u00e0 raggiunto, in quel formidabile periodo postbellico che va sotto il nome di \u201ctrentennio glorioso\u201d, le vette del mondo in termini di sviluppo socioeconomico, partendo dalle macerie di una guerra di fatto persa (non ci \u00e8 mai stato riconosciuto lo status di cobelligeranza). Abbiamo dimostrato al mondo intero che \u00e8 possibile contemperare il capitalismo moderno e la vivacit\u00e0 imprenditoriale con il ruolo centrale di uno Stato forte che interviene nell\u2019economia garantendo l\u2019erogazione gratuita dei servizi essenziali e la produzione dei beni necessari a prezzi calmierati, la ricerca e lo sviluppo tecnologico nei settori industriali strategici, l\u2019adozione di politiche estrattive disinvolte nel tentativo di garantirsi autonomia nell\u2019approvvigionamento delle fonti energetiche. Lo Stato imprenditore italiano ha giocato, per un lungo periodo, il ruolo di primo competitor internazionale nei mercati dei capitali privati (pensiamo all\u2019ENI di Mattei che ha minacciato l\u2019oligopolio delle \u201cSette sorelle\u201d), contribuendo al crescente prestigio del nostro paese che era rappresentato dagli osservatori internazionali come esempio di \u201cmiracolo economico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 stata in grado di esercitare con decisione la propria sovranit\u00e0 nazionale ritagliandosi un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale delle potenze economiche, scalando la classifica dei paesi pi\u00f9 ricchi del pianeta, vedendo riconosciuto il ruolo della propria moneta sui mercati internazionali (nel 1960 il Financial Times assegn\u00f2 alla lira il titolo di \u201cvaluta dell\u2019anno\u201d) grazie alla qualit\u00e0 e al prezzo competitivo dei beni acquistabili con questa divisa, entrando nel 1975 ufficialmente nel \u201cGruppo dei sette\u201d ed arrivando, alla fine degli anni \u201880, a conseguire il famoso sorpasso che ha visto il bel paese imporsi come quarta potenza economica del pianeta dopo USA, Giappone e Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa mancherebbe dunque oggi al nostro paese per tornare ai fasti di un non lontano passato? Evidentemente la volont\u00e0 di tornare a esercitare quella sovranit\u00e0, che richiede una rinnovata adesione a quel modello di ispirazione socialista espresso dalla nostra Costituzione. Questo orizzonte \u00e8 stato abbandonato gi\u00e0 nel corso degli anni \u201880 e soppresso negli anni \u201890 in favore del modello liberale promosso dall\u2019Unione Europea, che vede nello Stato un inutile peso di cui liberarsi e che promuove l\u2019avanzamento del capitale privato in ogni settore dell\u2019economia, negando la necessit\u00e0 di sottrarre alle logiche del profitto quei servizi essenziali per il progresso sociale e umano degli individui e quei prodotti che consideriamo ormai indispensabili per la conduzione di un\u2019esistenza dignitosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornare a camminare sulle nostre gambe vuol dire, in altre parole, abbandonare il modello liberale promosso dall\u2019UE e tornare sul tracciato socialista delineato dalla nostra meravigliosa Costituzione repubblicana del 1948. Questo \u00e8 quello che credo e questa consapevolezza \u00e8 via via sempre pi\u00f9 diffusa nella popolazione. La lotta di liberazione \u00e8 solo agli inizi, ma sono certo che anche stavolta, sapremo ricostruire un impianto solido dalle macerie che ci sta lasciano questa classe dirigente asservita a interessi terzi. L\u2019Italia torner\u00e0 ad essere un modello di sviluppo socioeconomico per il mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci libereremo!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-44225 size-large\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/2000px-Flag_of_Italy.svg-1024x682.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/2000px-Flag_of_Italy.svg-1024x682.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/2000px-Flag_of_Italy.svg-300x200.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/2000px-Flag_of_Italy.svg-768x512.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/2000px-Flag_of_Italy.svg.png 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) La sovranit\u00e0 popolare \u00e8 l\u2019elemento che contraddistingue le repubbliche democratiche dalle altre forme di governo. 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