{"id":44291,"date":"2018-09-12T00:58:39","date_gmt":"2018-09-11T22:58:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44291"},"modified":"2018-09-12T07:39:46","modified_gmt":"2018-09-12T05:39:46","slug":"le-concessioni-di-distribuzione-gas-breve-storia-di-un-disastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44291","title":{"rendered":"Le concessioni di distribuzione gas: breve storia di un disastro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>WALDORF (FSI Milano)<\/strong><\/p>\n<div id=\"messagebody\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"message-htmlpart\">\n<div class=\"rcmBody\">\n<div dir=\"ltr\">\n<p id=\"gmail-0af0\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--figure\">Il DM 226\/2011 (in attuazione dell\u2019articolo 46-bis del decreto-legge 1\u00b0 ottobre 2007, n. 159\u200a\u2014\u200aconvertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222\u200a\u2014\u200a, a sua volta emanato in recepimento in Italia delle direttive europee sul mercato interno dell\u2019energia nel 2000) ha fissato metodi e criteri della\u00a0<span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">riforma della distribuzione del gas<\/span>.<\/p>\n<p id=\"gmail-95f4\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">La distribuzione del gas naturale \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 che, attraverso un sistema integrato di infrastrutture (cabine per il prelievo, impianti di riduzione della pressione, reti di distribuzione, punti di riconsegna) assicura il prelievo del gas dalla rete nazionale di trasporto per riconsegnarlo ai clienti finali (domestici o industriali). Il servizio di distribuzione del gas \u00e8 un monopolio naturale, regolato dall&#8217;Autorit\u00e0 di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per gli aspetti tariffari e della qualit\u00e0 del servizio. Il servizio \u00e8 svolto in concessione dagli Enti Locali.<\/p>\n<p id=\"gmail-7a0b\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">La\u00a0<em class=\"gmail-markup--em gmail-markup--p-em\">ratio<\/em>\u00a0della norma originaria era abbastanza chiara: semplificare il panorama assegnando a pochi grandi operatori privati (anche stranieri, sulla base del principio di parit\u00e0 tra operatori del mercato interno europeo) la maggior parte degli ATEM, espellendo dalla gestione gli enti locali e i piccoli gestori, considerati inaffidabili e inefficienti.<\/p>\n<p id=\"gmail-a6bf\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Il decreto del 2011 prevedeva che le concessioni in essere a quel momento dovessero essere messe a gara (dopo una definizione di nuovi \u201cambiti territoriali minimi\u201d, gli ATEM) per individuare un gestore capace di rendere \u201cefficiente\u201d e \u201ccompetitivo\u201d il servizio per ognuno dei 177 ATEM individuati dalla legge. Le vecchie concessioni venivano quindi considerate scadute da una certa data e sostituite da quelle nuove aventi la durata di un certo numero di anni, man mano che le gare si fossero realizzate.<\/p>\n<p id=\"gmail-2326\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Il rinnovo di concessioni e concessionari ex DM 226\/2011 si \u00e8 arenato praticamente subito, poich\u00e9 il meccanismo studiato per attuare il processo \u00e8 molto complesso e poggia su pochissime certezze.<\/p>\n<p id=\"gmail-1afc\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Dopo l\u2019entrata in vigore del decreto, sono intervenute ulteriori e numerose modifiche e integrazioni, sia in termini di leggi che di regolamenti e delibere dell\u2019ARERA (per non parlare di numerose sentenze contraddittorie di TAR, Consiglio di Stato, tribunali vari e di norme non direttamente legate alle concessioni ma che fanno riferimento ad esempio al modo con cui i Comuni devono redigere i bilanci). Oggi la situazione della normativa sul tema si presenta come un groviglio inestricabile.<\/p>\n<p id=\"gmail-b6b7\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Una prima difficolt\u00e0 sta nella costituzione della stazione appaltante*, cio\u00e8 del soggetto titolato a bandire, gestire e aggiudicare la gara di affidamento del servizio di distribuzione in tutti i comuni dell\u2019ambito (l\u2019ATEM). Secondo la legge, tutti i comuni ricompresi in un determinato ATEM devono consorziarsi e contribuire a creare la stazione appaltante, che possa bandire la gara. Gi\u00e0 in questa fase, considerato che gli ATEM individuati dalla legge sono 177 e che i comuni coinvolti sono oltre 7.000, si \u00e8 generato un blocco quasi immediato. Tanto che ad oggi gli ATEM che hanno dato corso alle gare si contano sulle dita di una mano. N\u00e8 \u00e8 servito a sbloccare la situazione il potere di commissariamento che il decreto assegnava alle Regioni per \u201cforzare\u201d l\u2019avvio delle gare entro un certo tempo limite.<\/p>\n<p id=\"gmail-9ddc\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">L\u2019avvio delle gare \u00e8 stato reso di fatto impossibile da alcuni aspetti di merito, quale ad esempio quello del valore residuo da riconoscere al concessionario uscente (o agli enti locali che eserciscono il servizio e che un domani potrebbero trovarsi scalzati dal nuovo concessionario aggiudicatario della gara). Per esso infatti la legge sanciva il riconoscimento di un valore industriale residuo, calcolato secondo certi parametri, gi\u00e0 esistenti nelle concessioni oppure facendo riferimento a un Regio Decreto del 1925. Ma anche su questo si sono innestate normative e delibere successive che hanno stravolto tale concetto, rendendo di fatto impraticabili le gare. Identica incertezza vige per il calcolo della remunerazione degli investimenti da attribuire alla tariffa. Anche perch\u00e9 si sono venuti a creare dei conflitti di interpretazione tra operatori privati ed enti locali (i primi interessati a pagare di meno e ad avere i pi\u00f9, i secondi nella posizione esattamente opposta).<\/p>\n<p id=\"gmail-ddea\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Inoltre, il cosiddetto \u201cJobs Act\u201d (legge delega 10 dicembre 2014, n. 183, e decreti legislativi seguenti) ha cancellato le tutele relative ai trattamenti economici e previdenziali stabilite nel DM 226\/2011, miranti ad evitare impatti per i lavoratori dipendenti del vecchio concessionario che si trovassero ad essere trasferiti al nuovo concessionario.<\/p>\n<p id=\"gmail-bde5\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Avvio delle gare, metodo di calcolo del valore residuo per le concessioni in essere, trattamento del personale: su questo (e su molte altre cose, in realt\u00e0) la riforma si \u00e8 bloccata.<\/p>\n<p id=\"gmail-ad9e\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Questa situazione di malsana\u00a0<em class=\"gmail-markup--em gmail-markup--p-em\">prorogatio<\/em>\u00a0si protrae di fatto da sette anni, cio\u00e8 da quando tutte le concessioni in essere sono scadute come prevedeva la legge.<\/p>\n<p id=\"gmail-cd8f\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\"><span class=\"gmail-markup--quote gmail-markup--p-quote gmail-is-other\">Siamo oggi in una situazione per cui\u00a0<span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">buona parte degli operatori titolari delle vecchie concessioni scadute eserciscono il servizio senza fare investimenti\u00a0<\/span>(se non quelli di minima evidenza). Questo<span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">\u00a0perch\u00e9 essi non sanno se, come e quando tali investimenti potranno venire poi riconosciuti loro in tariffa, o in cassa nel caso di perdita della concessione<\/span>.<\/span><\/p>\n<p id=\"gmail-5d61\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Inoltre, anche molti Comuni sono contrari ad avviare le gare per l\u2019affidamento delle concessioni a nuovi soggetti, poich\u00e9 le condizioni attuali di tale affidamento si rivelerebbero un danno per le casse comunali.<\/p>\n<p id=\"gmail-84e5\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\"><span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">Ci\u00f2 genera non solo un rischio evidente e prossimo legato all&#8217;obsolescenza degli impianti (alcuni dei quali risalgono all&#8217;immediato secondo dopoguerra), ma anche un effetto gravemente depressivo dell\u2019economia dell\u2019indotto\u00a0<\/span>(i fornitori dei distributori).<\/p>\n<p id=\"gmail-c450\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Dunque, a 18 anni dal suo avvio, non solo la liberalizzazione delle concessioni non si \u00e8 verificata (non portando quindi ad alcun miglioramento nella qualit\u00e0 del servizio, ammesso che ci\u00f2\u00a0<em class=\"gmail-markup--em gmail-markup--p-em\">sia di per s\u00e9<\/em>\u00a0possibile), ma il servizio stesso \u00e8 sempre pi\u00f9 rischioso per la sicurezza dei cittadini, a causa del possibile cedimento degli impianti di distribuzione pi\u00f9 vecchi.<\/p>\n<p id=\"gmail-75df\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Posto che un certo riordino del settore resta comunque necessario, dalla storia dei servizi idrico, telefonico, energetico, cos\u00ec come da altre pi\u00f9 recenti e\u00a0<a class=\"gmail-markup--anchor gmail-markup--p-anchor\" href=\"https:\/\/www.corriere.it\/foto-gallery\/cronache\/18_settembre_02\/genova-foto-inedite-scattate-pochi-minuti-il-crollo-ponte-morandi-fcac4e08-ae99-11e8-86d7-00b6f8d9b98e.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">purtroppo ben pi\u00f9 tragiche<\/a>\u00a0vicende,\u00a0<span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">si dovrebbe trarre la conclusione che il servizio a rete fornito da grandi soggetti privati non porta di per s\u00e9 a nessun reale calo delle tariffe e\/o miglioramento della qualit\u00e0 del servizio.<\/span><\/p>\n<p id=\"gmail-ca60\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\"><span class=\"gmail-markup--strong gmail-markup--p-strong\">Il grande soggetto privato massimizza il profitto, come \u00e8 nella sua natura, attraverso economie di scala, risparmio di costi, aumento dei prezzi, ma ci\u00f2 non comporta automaticamente un reale miglioramento del servizio per chi ne usufruisce.<\/span>\u00a0N\u00e9 si traduce in un calo delle tariffe (o prezzi). A meno che il concedente si incarichi di una attivit\u00e0 molto impegnativa di stringente controllo. Se le leggi glielo consentono, per\u00f2: spesso questa attivit\u00e0 \u00e8 in capo ad Autorit\u00e0 di settore prive di effettivi poteri sanzionatori e di controllo.<\/p>\n<p id=\"gmail-1d3a\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">Oggi \u00e8 necessario sbloccare questa situazione. Molte sono le cose da fare, a partire dal ridare un ruolo pieno agli enti locali anche come partecipanti alle gare (non solo come concedenti), magari ponendo dei limiti alle dimensioni degli operatori privati. Abbattere le ambiguit\u00e0 normative sul valore residuo e sul metodo di riconoscimento degli investimenti in tariffa. Affiancare gli enti locali per supportarli nel processo di avvio delle stazioni appaltanti. Prevedere rigidi parametri di controllo e obiettivi stringenti di miglioramento del servizio in capo al concessionario, dando poteri effettivi di sanzione agli organi di controllo.<\/p>\n<p id=\"gmail-5c70\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p\">L\u2019alternativa, assai radicale, \u00e8 quella di fermare il processo di riassegnazione delle concessioni, il che significherebbe disapplicare (diciamo ignorare) le normative europee sul mercato interno dell\u2019energia e avviare un conflitto con l\u2019Unione Europea. Ma anche in questo caso estremo, il settore ha urgente necessit\u00e0 di far ripartire gli investimenti e di un riordino, di cui ad oggi non si vede l\u2019ombra.<\/p>\n<p id=\"gmail-cc32\" class=\"gmail-graf gmail-graf--p gmail-graf-after--p gmail-graf--trailing\"><em class=\"gmail-markup--em gmail-markup--p-em\">*Nota: la concessione \u00e8 cosa diversa dall\u2019appalto, tuttavia la legge definisce proprio \u201cstazione appaltante\u201d il titolare della gestione delle gare.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"fb-root\" class=\" fb_reset\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di WALDORF (FSI Milano) Il DM 226\/2011 (in attuazione dell\u2019articolo 46-bis del decreto-legge 1\u00b0 ottobre 2007, n. 159\u200a\u2014\u200aconvertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222\u200a\u2014\u200a, a sua volta emanato in recepimento in Italia delle direttive europee sul mercato interno dell\u2019energia nel 2000) ha fissato metodi e criteri della\u00a0riforma della distribuzione del gas. 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