{"id":44362,"date":"2018-09-18T11:45:31","date_gmt":"2018-09-18T09:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44362"},"modified":"2018-09-18T08:53:39","modified_gmt":"2018-09-18T06:53:39","slug":"il-g20-dei-ministri-del-commercio-estero-in-argentina-riformare-il-wto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=44362","title":{"rendered":"Il G20 dei ministri del commercio estero in Argentina: riformare il WTO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di OLTREFRONTIERA (Alberto Cossu)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I ministri del commercio dei Paesi del G20 si sono riuniti il 14 di settembre a Mar della Plata in Argentina per discutere di commercio internazionale e del World Trade Organization. Da tempo questa organizzazione, che costituisce uno dei pilastri dell\u2019ordine economico internazionale, \u00e8 messa in discussione soprattutto dagli USA che ne lamentano l\u2019inefficacia nei confronti della Cina. Trump ha recentemente prospettato la possibilit\u00e0 di nuovi dazi proprio nei confronti della Cina per un valore di oltre 200 miliardi di dollari. Misure che potrebbero, come alcuni economisti prevedono, raffreddare i mercati e introdurre ulteriori elementi di turbolenza nel commercio internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pertanto, una discussione su come modificare le regole del commercio internazionale rendendole maggiormente conformi al nuovo scenario giunge opportuna. Cos\u00ec i ministri dei Paesi del G20 hanno, con un comunicato congiunto, convenuto di procedere ad una riforma del WTO prendendo atto \u201cdell\u2019urgente necessit\u00e0 di discutere sui recenti sviluppi della situazione internazionale e dei modi per migliorare il WTO al fine di affrontare le sfide in corso e future\u201d. Un tema senz\u2019altro potrebbe essere posto al centro dei prossimi summit G20. Si inizia, dunque, a prendere in considerazione la possibilit\u00e0 di avviare un dialogo finalizzato ad una riforma condivisa tra i membri dell\u2019Organizzazione. Un fatto di indubbia importanza visto che l\u2019esigenza di riforma viene avanzata per mezzo di un documento condiviso che raccoglie un ampio consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento insiste sulla necessit\u00e0 di favorire il libero scambio e prende posizione contro il protezionismo. Ma allo stesso tempo prende atto che la nuova rivoluzione industriale (NIR) e l\u2019adozione delle nuove tecnologie, da parte delle industrie di tutto il mondo, sta avendo un impatto multidimensionale tale da trasformare i vantaggi competitivi tra i diversi paesi abbattendo i confini tra mondo digitale e fisico, beni e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei punti nodali riguardo al WTO risiede nella richiesta che l\u2019Amministrazione Trump rivolge alla Cina di rivedere le politiche di sussidi nei confronti delle imprese tecnologiche, di tutelare la propriet\u00e0 intellettuale e limitare le pratiche scorrete di acquisizioni di tecnologia statunitense. Trump, in una recente intervista a Bloomberg, \u00e8 arrivato perfino ad avanzare la possibilit\u00e0 di un ritiro degli USA dal WTO forse al fine di effettuare una maggiore opera di sensibilizzazione su tale tema che potremmo definire di estrema importanza non solo per l\u2019economia americana ma mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il WTO funziona sulla base del consenso, pertanto, i 164 Paesi che ne fanno parte hanno ciascuno un reale diritto di veto sulle decisioni da prendere. Questo fatto rallenta il processo decisionale e complica il funzionamento dell\u2019Organizzazione che si muove con tempi che non sono in sintonia con quelli dei mercati internazionali. Ora anche la Cina riconosce che il sistema di commercio internazionale e il WTO non \u00e8 perfetto e deve essere reso pi\u00f9 giusto ed efficace attraverso le parole del suo rappresentante Wang Wi, come riporta l\u2019agenzia di stampa Reuters. La riforma dovrebbe consentire a tutti i Paesi di raccogliere in modo equo i vantaggi della globalizzazione e di non accentuare le differenze tra il Sud e il Nord del mondo, ha ulteriormente precisato il rappresentante cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene due dei maggiori attori del commercio internazionale esibiscano i muscoli, cercando di impaurire ciascuno la propria controparte per ottenere maggiori vantaggi in sede di negoziati, qualcosa si sta muovendo per una riforma di uno dei pilastri dell\u2019Ordine Economico Mondiale. A differenza degli scenari pi\u00f9 cupi prospettati da molti economisti ed esperti del settore l\u2019incontro del Mar della Plata fa intravedere, in un momento piuttosto critico soprattutto per le relazioni commerciali tra USA e Cina, segni che si possono percorrere strade diverse dallo scontro aperto. E questo lascia ben sperare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/il-g20-dei-ministri-del-commercio-estero-in-argentina-riformare-il-wto\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/il-g20-dei-ministri-del-commercio-estero-in-argentina-riformare-il-wto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTREFRONTIERA (Alberto Cossu) &nbsp; I ministri del commercio dei Paesi del G20 si sono riuniti il 14 di settembre a Mar della Plata in Argentina per discutere di commercio internazionale e del World Trade Organization. Da tempo questa organizzazione, che costituisce uno dei pilastri dell\u2019ordine economico internazionale, \u00e8 messa in discussione soprattutto dagli USA che ne lamentano l\u2019inefficacia nei confronti della Cina. 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